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Barbagallo (Uil): «L’Italia non può rinunciare alla siderurgia» / INTERVISTA

Genova - «Non ci mettano di fronte all’alternativa tra morire di fame o di cancro: non esiste una morte migliore dell’altra».

Genova - Il segreto di un sindacato in crescita? «Parlare con la gente e non alla gente». I metalmeccanici? «Si sono sempre occupati anche di asili e trasporti, perché tutto quello che difendi in fabbrica te lo rubano appena esci, se non stai attento». Il tavolo Ilva al Mise, che sembra non portare da nessuna parte? «Agli incontri si deve andare sempre». Carmelo Barbagallo ha iniziato a lavorare a 8 anni e ha fatto tanti lavori, finché non è stato assunto alla Fiat di Termini Imerese, dove ha iniziato la sua formazione sindacale.

Parliamo di Ilva: trova sia utile che la trattativa prosegua col governo uscente?

«Se ci porta più avanti, sì. È come quando noi col governo Renzi, sotto referendum costituzionale, abbiamo fatto il protocollo d’intesa per aprire contratti pubblici. Qualcuno ci diceva lo fanno perché c’è il referendum. E quindi? Io faccio il sindacalista, devo utilizzare il momento buono. Le trattative si esplicano quando i rapporti di forza sono favorevoli».

E rispetto al tavolo Ilva, questo è un momento favorevole per il sindacato?

«Forse l’acquirente avrebbe garanzie maggiori se aspettasse il nuovo governo. Calenda vuole chiudere. Può essere un buon momento per il sindacato».

I numeri degli occupati di Am Investco ballano: 10mila, ma 8.500 da piano: come si esce dal “giallo”?

«Combattendo la battaglia sino all’ultimo uomo. Faremo resistenza sino alla fine».

La discontinuità rischia di colpire il salario.

«Non bisogna creare lavoratori di serie A e di serie B, quelli che mantengono tutto e quelli che perdono pezzi».

ArcelorMittal vuole assumere ex novo.

«Potrà farlo solo se gli operai non perdono salario».

Il premio di risultato è trattatibile?

«Deciderà la categoria».

A proposito di categoria. All’Ilva di Taranto la sigla maggioritaria è la Uilm, a Genova la Fiom. Secondo lei perché di Ilva il segretario della Fim, Bentivogli, parla più di Palombella e Rappa?

«Proprio perché non è in maggioranza. Cerca spazio. E parla di cose rispetto alle quali ha poco da perdere».

La siderurgia italiana ha futuro?

«L’Italia non ha materie prime, ha solo industria di trasformazione: se perde quella smette di giocare un ruolo nella competizione internazionale. Non ci mettano di fronte all’alternativa tra morire di fame o di cancro: non esiste una morte migliore dell’altra».

I grillini sono per la chiusura di Taranto.

«La campagna elettorale complessiva, fra tutti, ha fatto promesse per 350 miliardi di euro. Spero che non appena si formerà il governo tornino tutti coi piedi per terra».

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