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Attacco hacker a banche, sottratti 20 milioni di dollari

Roma - Alcune banche messicane hanno subito un furto milionario causato da hacker che si sono introdotti nei loro sistemi effettuando trasferimenti di denaro.

Roma - Alcune banche messicane hanno subito un furto milionario causato da hacker che si sono introdotti nei loro sistemi effettuando trasferimenti di denaro. La conferma che una serie di disfunzioni che hanno colpito diversi istituti messicani nei giorni scorsi sia dovuta a dei cyberattacchi è arrivata ieri da Alejandro Diaz de Leon, governatore della banca centrale messicana (Benxico). Per il governatore, l’attacco al sistema di pagamento sarebbe senza precedenti e ancora non ci sarebbe certezza sul fatto che sia terminato. Non sono stati forniti dati ufficiali sulla quantità di soldi trasferiti, ma secondo alcune fonti citate dalla stampa locale si andrebbe dai 300 ai 400 milioni di pesos equivalenti a 15-20 milioni di dollari. I ladri avrebbero sottratto centinaia di milioni di pesos ad alcune banche, tra cui la seconda del Paese, Banorte, creando ordini fantasma che hanno girato fondi su account intestati a prestanome, che hanno prontamente ritirato i soldi. I trasferimenti sarebbero avvenuti nell’ultima settimana di aprile, obbligando Banxico a una ristrutturazione del sistema di pagamento elettronico interbancario (SPEI) - la rete domestica di pagamenti analoga a quella globale SWIFT - che ha prodotto ritardi nelle operazioni bancarie in tutto il Paese.

Secondo la banca centrale messicana, non sarebbe stato direttamente il sistema SPEI ad essere «bucato», ma i collegamenti tra gli istituti e il sistema gestiti con applicazioni e software di fornitori esterni. L’attacco ricorda per modalità quello subito tempo fa da una serie di banche, in particolare da quella del Bangladesh, cui nel 2016 erano stati sottratti 100 milioni di dollari.

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