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I sindacati europei: «All’Est servono salari più alti»

Bruxelles - Far crescere i salari nei Paesi dell’Est per ridurre la pressione in Europa Occidentale, anche attraverso l’introduzione dei contratti collettivi. E poi lavorare alla stesura di uno Statuto dei Lavoratori europeo

Bruxelles - Far crescere i salari nei Paesi dell’Est per ridurre la pressione in Europa Occidentale, anche attraverso l’introduzione dei contratti collettivi. E poi lavorare alla stesura di uno Statuto dei Lavoratori europeo. Con l’obiettivo di creare diritti condivisi, in moda da eliminare anche il dumpung economico basato sul ribasso dei salari.

La Confederazione europea dei sindacati (Etuc) mette sul tavolo il nodo lavoro in chiave europea e lo fa organizzando a Sofia, il prossimo 26 giugno, un’iniziativa che punta proprio ad introdurre la contrattazione collettiva nei Paesi dove questa ancora manca: «Non c’è - ha spiegato il segretario generale della confederazione, Luca Visentini - un contratto collettivo nazionale in nessuno dei paesi dell’Est. Questo è il motivo per cui i salari nell’Est sono così bassi». Da qui l’idea: mettere intorno a un tavolo sindacati, imprese, Commissione e governi per ragionare sull’introduzione di un quadro normativo che dia impulso ai contratti collettivi di settore. «Abbiamo già una quindicina di ministri confermati - ha annunciato Visentini. E ci sarà anche la commissaria all’Occupazione Thyssen».

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