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«Gronda e Terzo Valico non si fermano»

Genova - Poco prima dell’inizio della messa, in chiesa, viene appena lo striscione bianco e rosso con su scritto “Ilva-Genova”. All’esterno del Santuario genovese invece, nebbia e pioggia accompagnano lavoratori e fedeli che ieri hanno deciso di partecipare all’annuale pellegrinaggio del mondo del lavoro

Genova - Poco prima dell’inizio della messa, in chiesa, viene appena lo striscione bianco e rosso con su scritto “Ilva-Genova”. All’esterno del Santuario genovese invece, nebbia e pioggia accompagnano lavoratori e fedeli che ieri hanno deciso di partecipare all’annuale pellegrinaggio del mondo del lavoro alla Guardia di Genova.

Il cardinale Angelo Bagnasco, durante l’omelia, parla di occupazione e futuro della città. Di Ilva, porto e dell’importanza di sviluppare le nuove infrastrutture per garantire a Genova uno sviluppo economico.

INCERTEZZA SULL’ILVA
Garantire un futuro agli stabilimenti Ilva in Italia, a partire da quello di Cornigliano. «Sul futuro di quest’azienda - dice Bagnasco - c’è preoccupazione ma credo che si possa e si debba trovare una soluzione». Il dossier sarà presto sul tavolo del ministro del Lavoro e Sviluppo del governo Conte, Luigi Di Maio. Il 30 giugno scadrà il termine per la cessione dell’Ilva: alla finestra c’è il gruppo Arcelor Mittal. «Il nuovo governo vuole riconvertire l’Ilva? Non credo, penso che stiano valutando cosa fare. Ma il lavoro deve venire prima di tutto», sottolinea il cardinale. Alla cerimonia alla Guardia ha partecipato anche Samuele Pasi, direttore generale di Arcelor Mittal, accompagnato da Rinaldo Marinoni, ex manager Fincantieri. Pasi ha accolto l’invito del cardinale e di monsignor Luigi Molinari, alla guida dei cappellani del lavoro della Curia. Pasi, arrivato in mattinata da Torino, ha parlato con il sindaco Marco Bucci e il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Mondini.

PORTO E INFRASTRUTTURE
Porto e infrastrutture sono stati tra gli argomenti al centro della messa dedicata al mondo del lavoro. Secondo Bagnasco «non si possono fermare infrastrutture già programmate e avviate come Gronda e Terzo valico che sono fondamentali per la crescita del nostro territorio». Le due opere saranno oggetto di valutazione da parte del governo targato Lega-Movimento Cinquestelle con i due partiti che sul tema infrastrutturale partono da posizioni contrapposte. «Il porto di Genova - sottolinea Bagnasco - deve competere con i grandi scali del Nord Europa e per questo ha necessità di collegamenti in grado di garantire un trasporto efficiente e veloce delle merci». Il cardinale ha anche rivolto parole di attenzione nei confronti delle crisi occupazionali che sul territorio riguardano un numero minore di lavoratori rispetto a quelli coinvolti nella vertenza Ilva. «Credo - spiega - che si debba trovare una soluzione anche per i tanti lavoratori che nelle ultime settimane hanno manifestato perché preoccupati di perdere la propria occupazione», dichiara riferendosi ai dipendenti di Mercatone Uno di Rivarolo, a quelli del gruppo Malacalza e agli addetti al servizio di pulizia dell’Hotel Bristol.

SINDACATO IN PRESSING
«Il cardinale - dice Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria - ha toccato alcuni dei temi più importanti che riguardano lo sviluppo economico del nostro territorio: Ilva, porto e infrastrutture. «Il futuro dell’Ilva - aggiunge - va messo al sicuro il prima possibile. Ci sono in ballo migliaia di lavoratori e le istituzioni non possono permettere che anche un solo dipendente perda la propria occupazione. Non si deve più perdere tempo». Alla messa al Santuario della Guardia hanno partecipato anche il prefetto Fiamma Spena, il consigliere regionale del Pd, Pippo Rossetti, l’assessore comunale Matteo Campora, il segretario provinciale del Pd, Alberto Pandolfo, e l’imprenditore Davide Viziano.

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