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La nuova Via della Seta fa tappa a Ravenna

Ravenna - China Merchants apre sull’Adriatico una società di progettazione. Obiettivo: 100 dipendenti.

Ravenna - Il gruppo statale China Merchants, che controlla anche la China Merchants Bank, una delle casseforti con cui Pechino finanzia l’iniziativa politico-economica della nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative: una serie di infrastrutture marittime e terrestri sulle rotte commerciali tra Cina ed Europa), ha aperto a Ravenna una società di progettazione per l’industria petrolifera, gasiera e per il settore delle navi da crociera.

Con un investimento di circa 10 milioni di euro e l’acquisto di un edificio simbolico per l’industria ravennate - l’ex sede dell’Italiana Olii e Risi del gruppo Ferruzzi - la società Cmit Europe (controllata da Cmih, il braccio cantieristico di China Merchants) ha assunto 25 ingegneri della società Comart del gruppo Tozzi - in liquidazione da marzo scorso - con l’obiettivo di arrivare a 100 dipendenti entro fine 2019.

«Qui - spiega Paul Liang, presidente di Cmit - nascerà un centro ricerche di livello mondiale, che intendiamo sviluppare in maniera molto veloce grazie alla collaborazione tra il Comune, l’Autorità di sistema portuale e la Roca» che è l’associazione che riunisce le imprese ravennati che operano nel settore dell’industria petrolifera offshore. I cinesi hanno messo nel mirino Ravenna - che lavorerà in stretto rapporto con gli uffici Cmgh di Shenzhen - «per le professionalità di cui dispone il porto nel settore dell’oil&gas» spiegano da China Mercants.

I primi progetti cui lavoreranno gli uffici di Ravenna saranno, aggiunge Stefano Schiavo, amministratore delegato di Cmit Europe e trait d’union fra Ravenna e gli investitori cinesi «un progetto in Sud America in via di acquisizione e una altro in Africa Occidentale che riguarda la prima raffineria galleggiante al mondo».

L’obiettivo a Ravenna però non pare essere solo quello di rimettere in sesto il settore - oil&gas, di cui il porto è riferimento in Italia, ma negli ultimi anni in forte sofferenza: attraverso la sua rete di società controllate tramite l’inziativa Belt and Road, il gruppo China Merchants (78 miliardi di dollari di fatturato a fronte di 17,7 miliardi di utili nel 2017) controlla 53 porti in 20 Paesi diversi. il sindaco Michele de Pascale e Daniele Rossi, presidente dell’Adsp, hanno parlato a lungo con i vertici cinesi (c’era anche il direttore generale di Cmih, Simple Hu) a proposito dei programmi di sviluppo del porto, ricordando in particolare la messa a disposizione di 200 ettari di aree retroportuali collegate alla logistica e alla rete ferroviaria, e poi l’approndimento dei fondali - gara d’appalto entro l’autunno, lavori dai primi mesi del 2019 (approfondimento prima a -12,5 metri, poi a 14,5 metri; importo 250 milioni di euro di fondi pubblici, più altrettanti di investimenti privati).

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