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Marcegaglia fuori da Federacciai. Gozzi: «Ricucire il rapporto»

Milano - È quanto afferma l’industriale chiavarese all’indomani dello strappo, di cui dà conto il sito Siderweb, tra il Gruppo mantovano, che però rimane in Confindustria, e l’Associazione dei produttori e dei trasformatori dell’acciaio.

Milano - La ricomposizione della frattura tra il Gruppo Marcegaglia e Federacciai, avvenuta ieri tramite una lettera firmata dal presidente del Gruppo Antonio Marcegaglia, sarà la «ultima battaglia» del presidente uscente di Federacciai Antonio Gozzi. È quanto afferma l’industriale chiavarese sentito dall’Ansa all’indomani dello strappo, di cui dà conto il sito Siderweb, tra il Gruppo mantovano, che però rimane in Confindustria, e l’Associazione dei produttori e dei trasformatori dell’acciaio. Secondo Gozzi, in carica fino all’assemblea del prossimo settembre, la posizione del Gruppo Marcegaglia è «comprensibile e del tutto rispettabile», anche se Federacciai, a seguito dei dazi di Trump, ha adottato la posizione di Eurofer, «la nostra associazione di riferimento in Europa, per evitare di essere sommersi dai coils (le bobine di acciaio, ndr) che la Cina non riesce più a piazzare negli Usa». Per ricucire Gozzi invierà una lettera di risposta a Marcegaglia lunedì, consapevole però che «è una partita in salita, molto difficile, per lo spessore degli interessi in gioco».

L’uscita di Marcegaglia, che ha scritto allo stesso Gozzi, al presidente designato di Alessandro Branzato e al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, a cui ha assicurato «sostegno con forza e convinzione», è dovuta al fatto che Federacciai «si è confermata in modo deciso l’Associazione degli imprenditori - si legge nella lettera - disconoscendo le argomentazioni e gli interessi della prima e seconda trasformazione». «Pur riconoscendo l’esistenza e interessi e pareri contrapposti in seno all’Associazione - si legge ancora - mi ha colpito la non volontà di cercare una sintesi che avrebbe correttamente rappresentato le diverse anime della filiera italiana», con il risultato di adottare una «linea dettata da Eurofer in modo opportunistico e strumentale». Gozzi sottolinea come «il dibattito è difficile ed è del tutto legittimo che Marcegaglia non condivida, ma in un’associazione si può essere qualche volta in minoranza». «Nella lettera che gli invierò lunedì prossimo - aggiunge - oltre a esprimergli il mio rincrescimento per la sua decisione gli chiederò di ripensarci, perché ritengo che non sia insanabile il conflitto tra produttori e trasformatori e che Federacciai possa continuare ad essere l’associazione di tutti gli operatori della filiera dell’acciaio». La rottura tra Marcegaglia e Federacciai, secondo Gozzi, «è l’esito di una vicenda fuori dal tempo, quella dei dazi Usa». «Fino a che il mercato era aperto - spiega - è stato possibile trovare una sintesi tra gli interessi dei produttori e dei trasformatori». «Questi - conclude il professore (Gozzi insegna economia dei trasporti a Genova, ndr) - sono i disastri che succedono con le guerre commerciali, Marcegaglia è in Federacciai dal 1988 e farò il possibile per farlo rientrare».

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