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Vertice Cdp, salgono le quotazioni di Marcello Sala

Roma - L’ex vicepresidente di Banca Intesa, che ora ricopre la presidenza dell’advisory board del fondo britannico di private equity Apis Partners ed è visto come vicino alla Lega, avrebbe più chance dell’altro candidato: Dario Scannapieco della Bei.

Roma - Salgono le quotazioni di Marcello Sala per la carica di amministratore delegato in Cdp in vista della presentazione ufficiale della lista del Tesoro preannunciata per lunedì. L’ex vicepresidente di Banca Intesa, che ora ricopre la presidenza dell’advisory board del fondo britannico di private equity Apis Partners ed è visto come vicino alla Lega, avrebbe più chance dell’altro candidato: Dario Scannapieco della Bei. La presentazione della lista del Mef, annunciata dal sottosegretario alla presidenza Giorgietti e confermata dal vicepremier Luigi di Maio per «questa settimana», sarà votata dall’assemblea di Cassa il 13 luglio e arriva dopo diversi rinvii per le discussioni in seno alla maggioranza di governo.

Per Di Maio, che non si è espresso sul nome, comunque la «vocazione di cassa resterà quella classica» senza «entrare nel perimetro dell’attività bancaria» ma dovrà svolgere il ruolo di «banca degli investimenti per aiutare le imprese e gli enti locali». In ogni caso «questo non è un governo di barbari che vuole mettere a ferro e fuoco la Cdp» ha aggiunto. Il Movimento 5 Stelle infatti aveva più volte, sia in campagna elettorale che dopo la vittoria del 4 marzo, indicato nella Cassa uno degli elementi-chiave per realizzare gli obiettivi del proprio programma. E se le fondazioni avevano a inizio giugno messo a punto i loro candidati (poi formalizzati il 16) indicando Massimo Tononi alla presidenza che spetta loro per statuto, la lista del Tesoro era slittata. Ora le quotazioni di Sala sembrano così crescere a scapito dell’altro candidato e dei nomi circolati nelle scorse settimane. Classe 1968, di Monza con tre figli, Sala ha una articolata esperienza nel settore bancario e finanziario con incarichi in istituzioni italiani ed internazionali. In Intesa Sanpaolo arriva come consigliere di gestione alla nascita del gruppo dalla fusione delle due grandi banche, nel 2007. Lì arriva a ricoprire la carica di vicepresidente fino al 2016 e anche per questo è ben conosciuto dal patron dell’Acri Giuseppe Guzzetti. La sua vicinanza alla Lega e specie a Giorgetti ricorre spesso nelle cronache anche se non ha mai ricoperto incarichi politici.

Sala ha curato, come curatore fallimentare nel 2009, la liquidazione di Euronord Holding, la società nata dalle ceneri della banca della Lega Credieuronord, fallita per troppe perdite e poi ceduta alla Popolare Lodi (poi Banco Popolare). Da allora comunque il percorso di Sala è stato nel campo strettamente bancario e finanziario. Oltre a Intesa Sanpaolo va ricordato il suo ruolo, nel 2008, come fondatore di Banca Itb, la banca dei tabaccai ceduta poi a Intesa nel 2017. Quale che sia il nuovo ad, assieme al presidente, dovrà mediare fra le istanze dei due partiti della coalizione (specie il M5S) e quelle delle fondazioni.
Gli enti, azionisti di minoranza, infatti sono spaventati da un uso troppo disinvolto della Cassa che metta a rischio non solo i rendimenti ma anche lo stesso patrimonio. Guzzetti nelle scorse settimane ha messo in guardia i futuri vertici dall’effettuare investimenti azzardati o in aziende in crisi come l’Alitalia, dichiarandosi tuttavia disponibile a una politica di sviluppo dell’economia e a iniziative per alleviare la povertà e il disagio occupazionale

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