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La Bce: «In Italia e Spagna esiste un problema salariale»

Roma - «Nonostante gli incrementi generalizzati, i redditi da lavoro in alcuni paesi rimangono significativamente al di sotto dei livelli registrati prima del 2008», denuncia la Banca centrale.

Roma - «Nonostante gli incrementi generalizzati, i redditi da lavoro in alcuni paesi rimangono significativamente al di sotto dei livelli registrati prima del 2008. Con un incremento del numero di occupati di circa otto milioni di unità dal 2013, la ripresa in atto nel mercato del lavoro dell’area dell’euro è stata notevole. Questi dati aggregati, tuttavia, celano ampie differenze. In Italia e in Spagna, ad esempio, i redditi reali da lavoro dipendente permangono significativamente inferiori rispetto a prima della crisi a causa della moderazione salariale indotta dalla crisi e della disoccupazione rimasta su livelli elevati». È quanto si legge nell’ultimo bollettino della Bce.

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Il reddito netto da interessi nel settore delle famiglie è «rimasto abbastanza stabile in Germania e Francia, meno in Italia e in Spagna». È quanto si legge nell’ultimo bollettino mensile della Bce, il quale precisa che «in Italia il calo dei redditi da interessi è stato molto più ingente, poiché le famiglie italiane detengono una quantità relativamente ampia di attività fruttifere di interessi e sono relativamente meno indebitate».

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