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Mar Caspio: intesa a cinque su status e risorse di idrocarburi

Mosca - Gli Stati rivieraschi del Mar Caspio firmano una convenzione per dare al bacino quello “statuto” che gli era venuto a mancare con la dissoluzione dell’Unione Sovietica che lo inglobava quasi interamente.

Mosca - Gli Stati rivieraschi del Mar Caspio firmano una convenzione per dare al bacino quello “statuto” che gli era venuto a mancare con la dissoluzione dell’Unione Sovietica che lo inglobava quasi interamente. Ora vi si affacciano Russia, Kazakstan, Azerbaigian, Turkmenistan e Iran (la sola nazione non ex sovietica) che dopo 20 anni di trattative sono arrivati a un accordo: non sarà né mare né lago (dizioni che hanno caratteri ben precisi nel diritto internazionale), sarà largamente condiviso e saranno gestite le risorse di petrolio e gas. L’ospite della cerimonia della firma, il presidente kazako Noursoultan Nazarbaiev, l’ha definita un «evento storico, frutto di 20 anni di sforzi congiunti».
Il presidente russo Vladimir Putin ha colto l’occasione per auspicare una maggior cooperazione militare. L’intesa supera i 50 anni di tensioni e divisioni per le vaste risorse di idrocarburi nella regione, stimate in 50 miliardi di barili di petrolio e 300.000 miliardi di metri cubi di gas naturale.

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