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Carige, Mincione: «Aggregazione entro dodici mesi» / IL COLLOQUIO

Genova - Il finanziere incassa il sostegno dei soci Volpi e Spinelli (candidato al cda). In campo anche De Fecondo, rappresentante dei piccoli azionisti.

Genova - Raffaele Mincione, Gabriele Volpi e Aldo Spinelli scendono in campo con una lista unitaria “anti-Malacalza” per il rinnovo del cda di Carige. Confermando le indiscrezioni di questo giornale, a valle di una trattativa tutt’altro che semplice, il neo patto di sindacato partorisce la quarta e ultima lista, non priva di sorprese. Capolista del patto è Mincione stesso, che andrebbe a ricoprire la carica di presidente qualora il suo schieramento si rivelasse maggioritario il 20 settembre. Nel ruolo di vice il consigliere delegato della Bocconi, Bruno Pavesi, e come amministratore delegato l’attuale, Paolo Fiorentino, come era annunciato e atteso. In lista c’è anche Aldo Spinelli, terminalista e socio della banca con lo 0,75%. E per la prima volta i piccoli azionisti trovano una candidatura, con Silvio De Fecondo, presidente dell’Associazione, a chiudere la lista del patto. È stato il finanziere Mincione a cercare i piccoli azionisti? «In verità - risponde il diretto interessato al Secolo XIX - loro hanno cercato noi, me e Fiorentino, e noi abbiamo pensato fosse giusto coinvolgerli per fare fronte alle loro esigenze».

*** Scarica il grafico delle 4 liste ***

Mincione spiega poi che «non è stato facile» costruire la lista. «Ho cercato almeno cinque presidenti, e mi ha impressionato come all’esterno ci sia la percezione di un clima avvelenato dentro Carige, con persone pronte a fare causa a tutto e tutti». A sbloccare la situazione è stato Gabriele Volpi, «con il quale i contatti si sono svolti tramite i rispettivi avvocati. Volpi, che guardava con interesse al nostro progetto, ha detto che se ci avessi messo la faccia lo avrebbe appoggiato». Il progetto del tandem Mincione-Fiorentino non è cambiato: «Aggregazione in 6, massimo 12 mesi, per portare la banca in un posto che si può chiamare salvezza. Ci sono possibilità che vanno guardate meglio, confidiamo di avere un’aggregazione che dia soddisfazione alla banca e al territorio. È sbagliato pensare a un’operazione dove Carige è la parte debole». Mincione esclude una risanamento in autonomia, «perché è un’ipotesi in teoria possibile, ma che richiederebbe tantissimo denaro, nuovi aumenti di capitali ben superiori ai 500 milioni e sarebbe anacronistica rispetto a quanto sta accadendo nel settore».

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La sfida Malacalza-Mincione è dunque ufficiale: da un lato l’attuale primo azionista con il 23,9% autorizzato e si dice determinato a salire al 28%, dall’altro il patto di sindacato Mincione-Volpi-Spinelli che sarà appoggiato da investitori di cui per ora è impossibile valutarne il peso. Numeri alla mano, si profila un testa a testa. «Ma io da azionista ho già vinto - dice Mincione - la lista di Malacalza è valida e piena di persone qualificate. Sembra una grande squadra piena di campioni, spero solo si riesca a farli giocare insieme». Quanto alla sua, il finanziere confida «nell’enorme “asset Fiorentino”, che garantisce continuità ed è in grado di rispondere alle richieste di Bce. E poi ci metto la faccia io, che chiaramente non sono interessato alla poltrona, il mio lavoro è altro, la mia famiglia vive a Londra. Il motivo di questa mia operazione? Voglio fare una cosa di cui essere orgoglioso, anche per dimostrare che la parola finanziere è spesso usata in modo improprio».

Ma chi c’è dietro a Mincione, ai fondi che gestisce, alle società con sedi in Lussemburgo? «Ci sono io, e nel mio fondo ci sono investitori che non si possono rivelare per ovvie ragioni di privacy verso i media e non verso le autorità: si tratta comunque di banche. Il Lussemburgo non l’ho scelto io: fa parte dell’Ue, è molto onshore». Nulla da dire su Giampiero Fiorani, che sarebbe il curatore degli affari bancari di Volpi? «Mai visto, mai parlato con lui, mai mandato una email o un sms». Il legal advisor del patto Volpi-Mincione-Spinelli è un genovese: il professore universitario Guido Alpa. Nei giorni scorsi la famiglia Malacalza (autorizzata dalla Bce a salire fino al 28%) aveva reso nota la composizione della propria lista, indicando Pietro Modiano alla presidenza, Lucrezia Reichlin alla vicepresidenza e Fabio Innocenzi alla guida della banca come amministratore delegato. Assogestioni e Coop Liguria hanno presentato liste. Gli azionisti hanno tempo fino al 15 settembre per acquisire altre quote della banca.

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