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Carige accelera sull’aggregazione

Genova - Carige «intende verificare tutte le modalità di ristrutturazione operativa, valutando in una prossima riunione consiliare l’individuazione di una banca di investimento per esplorare possibili aggregazioni». È quanto deciso dal consiglio di amministrazione

Genova - Carige «intende verificare tutte le modalità di ristrutturazione operativa, valutando in una prossima riunione consiliare l’individuazione di una banca di investimento per esplorare possibili aggregazioni». È quanto deciso dal consiglio di amministrazione, iniziato nel ieri primo pomeriggio e conclusosi che era già notte: «Ferma restando la data prevista del 30 novembre 2018 per la presentazione del piano di conservazione del capitale(per la quale non è stata richiesta alcuna deroga) - viene aggiunto - il cda ha dato poi mandato all’amministratore delegato di predisporre un piano di azione che garantisca il rispetto entro fine anno anche dei parametri della Richiesta complessiva di capitale» che in base agli standard richiesti dalla Banca centrale europea serve a confermare la solidità finanziaria dell’istituto genovese. «Sono allo studio - dicono da Carige - i termini e modalità idonee a chiudere questo divario (perché al momento la banca è al di sotto del parametro fissato dalla Bce, che è del 13,125%) e la definizione delle garanzie per assicurarne comunque l’esecuzione entro il 31 dicembre 2018. Il consiglio si riunirà entro fine mese per deliberare in proposito». Carige, assicurano dal board, raggiungerà gli obiettivi posti dalla Bce per il 2018 in tema di cessione di crediti deteriorati: «Nell’ambito dell’esecuzione dell’Npe Strategy, e creando pertanto le condizioni per traguardare ampiamente la decisione della Bce del dicembre 2016 in merito all’entità massima di Npl lordi detenibile a fine 2018, il cda ha dato oggi mandato all’ad per la finalizzazione dell’accordo con Bain Capital Credit, nell’ambito della trattativa in esclusiva annunciata il 7 agosto» per la cessione «di un portafoglio di posizioni Unlikely To Pay (Utp) fino a 400 milioni di euro di gross book value (Gbv) che consentirà di portare l’ammontare di Npe al di sotto dell’obiettivo di 4,6 miliardi di euro stabilito dalla Bce per fine 2018. La banca - viene poi aggiunto - sottolinea di aver concluso positivamente, nei primi giorni di insediamento del nuovo Consiglio, il closing della cessione del business del Merchant Acquiring a Nexi Payments, di proseguire l’attività propedeutica all’operazione di cartolarizzazione assistita da garanzia statale (Gacs), la cui finalizzazione è prevista entro fine anno». Il cda di Banca Carige, viene spiegato, ha «riaffermato il processo di esecuzione delle iniziative dirette al derisking e al rafforzamento patrimoniale della Banca, in linea con l’interlocuzione avviata costruttivamente con i Regulators e nell’interesse di tutti i propri Stakeholders». Infine, con riferimento infine al declassamento di Fitch Ratings, la banca «ribadisce che l’analisi si riferisce a valutazioni antecedenti agli sviluppi in tema di governance e di sostegno finanziario da parte del principale azionista successivi all’Assemblea. A tal riguardo si ribadisce che, secondo quanto comunicato dalla Banca in sede di Relazione Semestrale, il Cet1 ratio phased-in al 30 giugno 2018 era pari all’11,9%, superiore quindi sia al limite regolamentare del 9,625%, sia alla soglia suggerita, inclusiva della guidance, dell’11,175% e il TCR phased-in, sempre al 30 giugno 2018, si attestava al 12,0%».

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