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Il gasdotto Tap è pronto al 98% in Grecia e Albania

Lecce - Il gasdotto Tap che collegherà l’Azerbaijan all’Italia con approdo attraverso una condotta sottomarina a San Foca di Melendugno, in Salento, è completato al 98% in Grecia e Albania.

Lecce - Il gasdotto Tap che collegherà l’Azerbaijan all’Italia con approdo attraverso una condotta sottomarina a San Foca di Melendugno, in Salento, è completato al 98% in Grecia e Albania (qui a breve sarà inaugurato il cantiere sulla costa), mentre subisce rallentamenti via terra in Puglia a causa di un sequestro disposto dalla Procura di Lecce, di un’ordinanza del Comune di Melendugno e di un divieto normativo sullo spostamento di un migliaio di ulivi presenti su 7 degli 8 km del tracciato del gasdotto prima del primo novembre.

Per terra, in Puglia, Tap ha finora realizzato il “pozzo di spinta per il microtunnel”, mentre restano da costruire 1,5 km di tracciato del microtunnel e 8 km della pipiline che si connetterà al gasdotto nazionale. Per compiere i lavori in mare è invece arrivata a Brindisi una nave di 60 metri, la Adhemar D/Snt Venant, che dovrà installare sull’exit point del microtunnel marino delle palancole verticali che dovranno disconnettere l’area da dove sbucherà la talpa del microtunnel con l’area marina circostante per proteggere l’ecosistema marino.

I rallentamenti via terra sono causati dal sequestro probatorio di un’area del tracciato della pipiline di circa un km disposto dalla Procura di Lecce il 26 aprile scorso. I pm ipotizzano la violazione della prescrizione contenute nella Valutazione di impatto ambientale (Via) nel cantiere chiamato “cluster 5” da dove erano stati espiantati 448 ulivi per consentire la costruzione del microtunnel del gasdotto. Oggi, dinanzi al gip di Lecce, è stata discussa la richiesta di dissequestro di Tap e il giudice si è riservato di decidere. Altro ostacolo alla ripresa dei lavori deriva da una lettera del sindaco di Melendugno, Marco Potì, che nei giorni scorsi ha ribadito a Tap l’efficacia di una propria ordinanza con la quale il 24 luglio aveva vietato il prelievo di acqua dai pozzi nell’area del cantiere Tap in località San Basilio, per superamento dei limiti di alcune sostanze pericolose nella falda. Il divieto aveva validità per 30 giorni e, comunque, «fino alle determinazioni che saranno assunte di concerto con le competenti altre autorità». A seguito della lettera con la quale il Comune di Melendugno ha ribadito l’efficacia dell’ordinanza, Tap ha presentato ricorso al Tar del Lazio per ottenerne la sospensiva del provvedimento: l’udienza cautelare è fissata per il 31 ottobre.

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