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Carige, per Akros «l’aumento diluitivo incentiva l’acquisto del bond»

Milano - L’aumento di capitale da 400 milioni che Carige lancerà il prossimo anno sarà molto diluitivo per gli attuali azionisti, che dovranno sottoscrivere le nuove azioni se vorranno difendere l’investimento fin qui sostenuto.

Milano - L’aumento di capitale da 400 milioni che Carige lancerà il prossimo anno sarà molto diluitivo per gli attuali azionisti, che dovranno sottoscrivere le nuove azioni se vorranno difendere l’investimento fin qui sostenuto. Lo affermano gli analisti di Banca Akros, il cui giudizio sul titolo resta sospeso. «Vediamo un forte incentivo per gli attuali azionisti alla sottoscrizione del bond subordinato allo scopo di minimizzare la diluizione potenziale» che «sarà molto grande alla luce del fatto che la ricapitalizzazione è pari a circa due volte l’attuale capitalizzazione». Per Equita «nonostante l’iniezione di capitale, è difficile tuttavia pensare che la banca possa essere un target di M&A» con un rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale delle esposizioni (npe ratio lordo) «superiore al 25%». La banca ha attualmente un npe ratio lordo del 25,9% che scenderà al 21,7% una volta conclusa la cartolarizzazione fino a un miliardo di sofferenze già in programma, con l’obiettivo di abbassarlo ulteriormente al 15,8% a fine anno. «Assumendo un target di Npe Ratio al 15% - afferma il broker - il CET1 scenderebbe al 10,4%», poco sopra il requisito srep del 10,25% fissato dalla Bce per il 2018, con una valutazione di «0,33 volte il patrimonio netto tangibile».

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