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Carige, i commissari incontrano il Fondo Interbancario

Genova - Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener stamani incontreranno Salvatore Maccarone, presidente dello Schema Volontario del Fondo Interbancario.

Genova - Prima tappa per la gestione commissariale di Carige. Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener oggi, 7 gennaio, incontreranno Salvatore Maccarone, presidente dello Schema Volontario del Fondo Interbancario.
Il vertice è previsto per questa mattina e i toni si annunciano cordiali, anche perché se l’istituto ligure ad oggi rispetta i requisiti patrimoniali di Bce è grazie al bond da 320 milioni sottoscritto dalle banche italiane. L’incontro rischia però di essere interlocutorio.

Carige intende chiedere la riduzione del tasso di rendimento del bond che la mancata delibera dell’aumento di capitale dovuta all’astensione di Malacalza Investimenti ha fatto schizzare dal 13% al 16%. Maccarone nei giorni scorsi ha lasciato intendere che la richiesta difficilmente sarà accolta. «Non vediamo la necessità di modifiche - ha detto Maccarone -. Il tasso è stato convenuto al 13% con la possibilità di salire al 16% in assenza di aumento di capitale. Dopo la nota del gruppo Malacalza la prospettiva del rafforzamento sembra tornata nelle direzione immaginata inizialmente. Di conseguenza non credo ci sia la necessità di ritoccare il tasso».

L’aumento di capitale da 400 milioni, terza gamba di un piano di salvataggio che prevedeva il bond e l’aggregazione oltre alla ricapitalizzazione, resta imprescindibile - ed è qui che si giocano i rapporti di forza. Malacalza Investimenti ha ribadito di non avere pregiudiziali all’aumento ma ha posto condizioni, tra cui conoscere il piano industriale. Il commissariamento dura 3 mesi ed è prorogabile per altri tre, ma Francoforte punta a risolvere la crisi nel più breve tempo possibile.
Il piano industriale sarà pronto a febbraio e gli scenari sono sostanzialmente due: alla prossima assemblea Malacalza potrebbe decidere di deliberare l’aumento oppure potrebbe decidere di non farlo, ma a quel punto non è escluso che la Bce intervenga sterilizzando il voti del primo azionista in forza dell’articolo 24 del Testo unico bancario. Un terzo scenario potrebbe essere una ricapitalizzazione che passa attraverso l’aggregazione, fermo restando che tutto o parte del bond oggi in mano allo Schema potrebbe essere acquistato da un investitore.

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