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Carige, Camusso: «Intervento pubblico? Non c’è scandalo»

Roma - Non c’è nessuno scandalo nell’intervento del governo su Carige. Lo ha affermato la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso.

Roma - Non c’è nessuno scandalo nell’intervento del governo su Carige. Lo ha affermato la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, intervistata a margine della assemblea nazionale di “Lavoro e società”. «Il dibattito politico è infuocato - ha spiegato Camusso - perché è legato all’idea che intervenire sul sistema bancario di per sé sia un fattore inutile per il Paese: invece il tema dello Stato nel settore bancario è fondamentale. Non vedo alcuno scandalo dal punto di vista del provvedimento; ovviamente è da vedere nel merito». «Che abbiamo un sistema bancario fragile da rafforzare - ha proseguito Camusso - non è una novità per nessuno». Quanto alla prospettiva che si usino i soldi dei cittadini, Camusso ha risposto: «Se c’è una necessità che lo Stato intervenga, sempre dei soldi dei cittadini si sta parlando».

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«Considerato quanto sta emergendo a mezzo stampa circa i rapporti tra il Presidente del Consiglio e alcuni soggetti legati all’istituto di credito oggetto del provvedimento, si può ipotizzare per il Capo del Governo italiano un conflitto di interessi nell’esercizio della sua delicata funzione? Per ovvie ragioni di trasparenza del processo legislativo è un quesito di grande rilevanza anche per l’opinione pubblica». Lo chiede il deputato Pd Michele Anzaldi in una lettera al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone. «Nel tardo pomeriggio del 7 gennaio - scrive Anzaldi - è stata annunciata la convocazione per le ore 21 dello stesso giorno del Consiglio dei Ministri. Al termine della riunione, durata 8 minuti, è stato diramato un comunicato da palazzo Chigi che recita testualmente: “Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, lunedì 7 gennaio 2019, alle ore 21.33 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti su Banca Carige S.p.a. - Cassa di risparmio di Genova e Imperia e a tutela della clientela e dei risparmiatori”. Da notizie riportate anche dalla stampa si apprende che il Premier Conte è stato socio dell’avvocato Guido Alpa, a lungo consigliere di Carige e della sua Fondazione, ed è stato consulente del finanziere Raffaele Mincione, banchiere azionista dell’istituto di credito oggetto del provvedimento. È l’incipit stesso del comunicato ufficiale di Palazzo Chigi a porre un legittimo sospetto, poiché “sotto la presidenza” e “su proposta del Presidente” evidenziano un potenziale conflitto di interesse».

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«La coerenza è merce rara e non alberga tra i banchi del governo e della maggioranza. Lo abbiamo visto con il varo della manovra e continuiamo ancora oggi. Infatti, pur tra piroette e salti mortali, bugie ed inganni, la verità si fa strada e la propaganda cede il passo alla realtà. Dopo aver giocato per mesi con i mercati danneggiando i risparmiatori, le finanze pubbliche ed il sistema creditizio, tra cui la stessa Carige, il Governo gialloverde interviene con un provvedimento di salvataggio», afferma Stefania Craxi, senatore di Forza Italia e vicepresidente della commissione Affari esteri, che aggiunge: «Il tutto con un comportamento da ladri di Pisa, con un decreto varato in fretta e furia, in notturna, forse per non far emergere nell’opinione pubblica i rapporti pregressi, tutti da chiarire, del presidente del Consiglio. Ma cosa avrebbero detto i grillini a parti inverse? I soliti due pesi e la solita doppia morale! Infatti, sostenere un Istituto bancario non significa di per sé salvaguardare interessi oscuri o dei più forti. Urge che qualcuno spieghi loro che senza banche forti, non c’è credito. Il tutto a scapito di imprese e famiglie», concluse la senatrice azzurra.

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