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Banche ottimiste sul 2019, ma fra gli economisti prevale la prudenza

Milano - Le maggiori banche italiane prevedono un 2019 in crescita, con utili superiori a quelli dell’anno appena chiuso.

Milano - Le maggiori banche italiane prevedono un 2019 in crescita, con utili superiori a quelli dell’anno appena chiuso. Ma le stime danno il pil in calo, mentre lo spread continua a mantenersi alto. Per questo «non so quanto sia giustificato l’ottimismo - spiega Andrea Monticini, professore di Econometria alla Cattolica di Milano - Sarà un anno complicato, anche se gli istituti sperano di aver già pagato col lavoro fatto sui crediti deteriorati». Per adesso la Borsa dà segnali rassicuranti: l’indice Ftse banche, che da agosto ha perso l’11%, da metà gennaio è salito del 5%.
Intesa Sanpaolo, che ha archiviato l’anno con un utile da 4 miliardi, per il 2019 attende «un aumento del risultato netto rispetto al 2018» grazie a «una crescita dei ricavi e a una continua riduzione dei costi». Mentre Unicredit, dopo un 2018 in profitto per 3,9 miliardi, attraverso l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha confermato «tutti i target del 2019, compreso l’utile netto di 4,7 miliardi».

Anche le banche mediograndi guardano all’anno in corso senza particolari ansie. Ma con cautela. In un contesto economico peggiore delle attese, Ubi e Banco Bpm sono orientate a rimettere mano ai piani industriali, mentre Mps ha ammesso che le stime della banca sono al di sotto degli obiettivi fissati nel Piano di ristrutturazione concordato con l’Unione europea. Presentando conti in utile per 425,6 milioni, il consigliere delegato di Ubi, Victor Massiah, ha comunque spiegato che «c’è spazio per ridefinire il piano senza rinunciare alla redditività, che nel 2019 prevediamo in crescita». Banco Bpm ha chiuso il 2018 in perdita per 59,4 milioni. Il rosso è però frutto di un enorme lavoro di cessione di crediti deteriorati. Per questo l’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha detto che l’istituto «è pronto a tornare sulla strada di una redditività, con una previsione di dividendo per il 2019».

Più complicato l’orizzonte di Mps, che è comunque tornata all’utile per 278 milioni. Perché nel caso debba ridefinire gli obiettivi, dovrà ridiscuterli col socio di maggioranza, cioè il Tesoro, e con l’Ue. C’è poi Bper, che ha chiuso il 2018 con un utile di 402 milioni, «il più elevato nella storia del Gruppo», e che acquisterà Unipol Banca. L’operazione, ha detto l’a.d di Modena, Alessandro Vandelli, è «un’ottima opportunità di crescita». Il quadro roseo atteso dagli istituti non convince appieno Emilio Barucci, professore di Matematica Finanziaria al Politecnico di Milano. «Non sono troppo ottimista - spiega - Però è vero che gli effetti di un’eventuale recessione non si farebbero sentire subito, per questo una visione moderatamente positiva del 2019 può essere giustificata».

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