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Fiera Genova, corsa riaperta per due società

Genova - Ricomincerà da due (salvo altri colpi di scena) e dal Palasport, il cammino per la riqualificazione del Waterfront del Levante, frenato dall’uscita di scena del gruppo francese EM2C che, dopo essere stato ammesso alla seconda fase della gara bandita da Spim e Comune, ha dato forfait

Genova - Ricomincerà da due (salvo altri colpi di scena) e dal Palasport, il cammino per la riqualificazione del Waterfront del Levante, frenato dall’uscita di scena del gruppo francese EM2C che, dopo essere stato ammesso alla seconda fase della gara bandita da Spim e Comune, ha dato forfait perché non riusciva a far quadrare i conti dell’operazione. Due sono, infatti, i concorrenti che, nella prima fase della gara, hanno presentato proposte parziali (come si poteva fare) per la sola del Palasport: Cds Holding di Brescia e Camerana di Torino. Nessuno dei due, però, era stato invitato alla fase 2 perché l’offerta di EM2C era l’unica rispondente ai requisiti del bando che riguardasse l’intera area del quartiere fieristico ridisegnata da Renzo Piano.

Ma adesso che i francesi si sono tirati indietro, Comune e Spim dovrebbero contattare Cds Holding e Camerana per verificare se sono ancora interessati alla competizione e a presentare, quindi, un progetto preliminare, un’offerta per l’acquisto del Palasport e un quadro economico finanziario dell’operazione proposta. Il disegno di Piano per il Waterfront prevede che, almeno per una parte del Palasport, sia confermata la destinazione sportiva, spettacolare e fieristica, con la possibilità di aggiungere altre funzioni ammesse dal Piano urbanistico comunale, fra cui quella commerciale. Se i due concorrenti, o almeno uno dei due, decideranno di completare la propria offerta, ci vorrà probabilmente un mese o più, per sapere se ci sarà un vincitore almeno per il lotto 1, e se quindi si arriverà alla firma di un contratto per la vendita e la riqualificazione del Palasport.


IL 20 UDIENZA AL TAR

Intanto il 20 marzo è fissata l’udienza al Tar sul ricorso presentato dagli olandesi di Oudendal Groep contro l’esito della prima fase della gara. Ma, quale che sia il verdetto del Tar, secondo Comune e Spim gli olandesi non hanno chance di rientrare in gioco perché la loro proposta prevedeva la demolizione del padiglione di Jean Nouvel, in contrasto con le previsioni del Puc e del bando di gara. Nei prossimi giorni, invece, Tursi dovrebbe aggiudicare l’appalto per progettazione esecutiva e realizzazione dell’imbocco del canale navigabile, nel tratto che va dall’ex Nira all’ex Batteria Stella, l’unico finanziato con risorse pubbliche. Il bando si è chiuso a fine febbraio con 10 offerte e in questi giorni si dovrebbe individuare il vincitore. Il valore dell’appalto è di circa 6,4 milioni finanziati con le risorse stanziate dal governo con il Patto per Genova del 2016, e dovrebbe essere realizzato nei prossimi tre anni.


IL NODO DEL CANALE

Il resto del canale - che nel disegno di Piano si sviluppa dall’ex Forte Stella al Palasport - è, invece, a carico dei privati che decidano di investire sul Waterfront e qui la partita si complica, visto che, secondo i conti portati da EM2C, proprio i costi del canale - da loro quantificati in circa 70 milioni di euro - farebbero saltare i conti. E affidando la riqualificazione del Waterfront con lotti separati, la realizzazione del canale si complica ulteriormente.

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