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Banca Carige, trattative in corso. Assemblea a fine maggio

Genova - Offerte entro Pasqua, assemblea degli azionisti a fine maggio con doppia delibera da sottoporre ai soci.

Genova - Offerte entro Pasqua, assemblea degli azionisti a fine maggio con doppia delibera da sottoporre ai soci: l’aumento di capitale da 630 milioni e un’operazione di aggregazione che, stando ai rumors, starebbe delineandosi in queste settimane. Il salvataggio della Carige commissariata da Bce potrebbe avvenire sul mercato, scongiurando quindi la ricapitalizzazione di Stato prevista dalla legge, attraverso un’operazione privata: la ricapitalizzazione ad opera degli azionisti (vecchi e nuovi) più l’aggregazione. Fonti vicino al dossier ieri hanno annunciato alle agenzie di stampa che i potenziali acquirenti di Carige «presenteranno le proprie offerte entro la metà aprile, e sono già in contatto con la banca e con la Bce».

Indiscrezioni, riportate anche da questo giornale, sostengono che Malacalza Investimenti, primo azionista con il 27,5%, e il fondo Usa Värde Partners starebbero trattando per procedere insieme. Da quanto ricostruito dal Secolo XIX si tratterebbe di un’operazione molto simile a quella proposta dal fondo Apollo un paio di anni fa (respinta da Malacalza). «Värde è principalmente interessata al miliardo e 900 milioni di Npl e Utp che Carige ancora possiede e per i quali vi è un’offerta da parte di Sga - spiega una fonte finanziaria a questo giornale -. Il fondo punta acquistare quelli, provvedendo a ripianare l’ammanco di capitale che la loro vendita produce: questo comporterebbe l’ingresso di Värde nel capitale di Carige come socio di maggioranza (visti i numeri). Oggetto del negoziato è sicuramente anche la governance, perché Malacalza può essere interessato a un progetto che gli consenta di rientrare parzialmente delle perdite di questi anni, ma forse non è disposto a cedere il controllo della banca». Stando a quanto riportato ieri dalle agenzie, la Bce starebbe seguendo il negoziato. Tra i fondi interessati a Carige indiscrezioni parlano di Apollo e Blackrock, ma a fronte di un negoziato Malacalza-Värde è probabile che gli altri pretendenti siano più lontani dal dossier. Questo perché, ad oggi, con il suo 27,5% Malacalza mantiene un ruolo di minoranza di blocco, ovvero senza il suo consenso nulla può passare in assemblea.
Alla luce di questo, si dice che Värde abbia posto delle condizioni al potenziale partner. La prima consisterebbe in un impegno formale sull’aumento di capitale da 630 milioni che i commissari hanno pianificato e il cui esito non deve replicare quello del 22 dicembre, quando la famiglia, astenendosi, ha fatto saltare la ricapitalizzazione da 400 milioni. La seconda garanzia riguarda il bond da 320 milioni sottoscritto dallo Fondo interbancario: gli investitori vorrebbero definire con il veicolo partecipato dalle banche italiane un piano di ammortamento sostenibile per il prestito, evitando così un rimborso immediato. Per quanto riguarda il socio Raffaele Mincione (la sua Pop 12 detiene il 5,4%), fonti finanziarie sostengono stia studiando di fare un’offerta sul alcuni asset di valore (private) di Carige.

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