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Bper si scalda per il risiko, Unipol vuole entrare in Cda

Milano - Unipol prenota una rappresentanza nel Cda di Bper, vede con favore la partecipazione dell’istituto modenese a quell’ulteriore fase di consolidamento di cui il sistema bancario italiano ha bisogno

Milano - Unipol prenota una rappresentanza nel Cda di Bper, vede con favore la partecipazione dell’istituto modenese a quell’ulteriore fase di consolidamento di cui il sistema bancario italiano ha bisogno, «soprattutto per quanto riguarda le banche di medie dimensioni», ma esclude dalla rosa delle pretendenti Siena, le cui dimensioni appaiono «fuori dalla portata e dalle possibilità» di Bper. L’annuncio di una svolta nei rapporti di governance con la compagnia bolognese, primo azionista di Bper con una quota del 15% (che diventerà del 20% entro giugno), e le indicazioni strategiche arrivano direttamente da Carlo Cimbri, ad di Unipol, in occasione dell’assemblea di UnipolSai. Il tutto mentre a Modena, l’ad di Bper, Alessandro Vandelli, conferma ai soci la disponibilità ad esaminare «potenziali operazioni» di M&A «sapendo di poter contare» sia sul sostegno di «un grande partner industriale come Unipol» che di «un gruppo solido di fondazioni», guidate dalla Fondazione Bds. «È evidente che una riflessione sulla rappresentatività dell’attuale consiglio andrà aperta. Come, quando e in che modalità sono valutazioni che non abbiamo fatto né tantomeno ne abbiamo parlato con la banca», ha detto Cimbri, ricordando come l’azionariato di Bper sia stato rivoluzionato dall’avanzata di Unipol e della Fondazione Bds che, una volta chiusa la cessione del 49% del Banco di Sardegna, potrà salire fino a circa il 15% del capitale.

Cimbri, che a Bper ha ceduto Unipol Banca, esclude «ruoli operativi» e non si sbilancio sui tempi del rimpasto che potrebbe anche anticipare la scadenza del cda nel 2021. «A volte sono gli stessi cda che prendono atto di non essere rappresentativi. Se non succede valuteremo la situazione». Unipol, che considera Bper una partecipazione sia industriale (in forza di un rapporto di bancassurance) che finanziaria, «non può essere soddisfatta di un investimento ancora minusvalente», ha detto Cimbri, ricordando che la quota è in carico a 4,9 euro (il titolo quota 4,14 euro nonostante un recupero del 20% da inizio anno) e che a fine 2018 solo il 9,9% in carico “perdeva” 76 milioni di euro. «Siamo però fiduciosi» che Bper «possa fare bene e meglio» e rivalutarsi in Borsa dove, riconoscono sia Cimbri che Vandelli, il titolo sconta la disaffezione generale per le banche e ha comunque performato meglio di tanti altri. Sui target del risiko Vandelli non si sbilancia. «Credo - risponde a chi chiede di Banco Bpm e Mps - che sia un pò difficile andare nel merito di una singola situazione» senza «capire che condizioni» ci siano «all’interno di certe realtà». Qualche idea in più ce l’ha Cimbri: «Non ho nessuna preclusione» su Siena ma «mi sembra che Mps abbia una dimensione in generale un po’ fuori dalla portata e dalle possibilità» di Bper: «non ce l’ha per asset, per numero di dipendenti» ma anche «per la presenza» dello Stato nell’azionariato. Unipol ha anche annunciato al data del piano industriale 2019-2021. Sarà il 10 maggio: non dovrebbe prevedere operazioni straordinarie ma proseguirà la tradizione di attenzione «alla redditività e alla sostenibilità di produrre utili nel tempo».

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