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Panama: arresti domiciliari per l’ex presidente Martinelli

Panama - Martinelli ha già trascorso un anno in detenzione provvisoria, a due anni dalla sua cattura a Miami, negli Stati Uniti, in conformità con un richiesta di estradizione da parte delle autorità di Panama.

Panama - Un tribunale di Panama ha ordinato la scarcerazione e gli arresti domiciliari per l’ex presidente Ricardo Martinelli, accusato di aver intercettato illegalmente i suoi oppositori politici. Martinelli ha già trascorso un anno in detenzione provvisoria, a due anni dalla sua cattura a Miami, negli Stati Uniti, in conformità con un richiesta di estradizione da parte delle autorità di Panama.
Come riferito dal portale del quotidiano La Prensa, il tribunale ha applicato l’articolo 12 del codice di procedura penale che stabilisce che «la detenzione provvisoria non può superare un anno» e ha ordinato che Martinelli sia trasferito, sotto la custodia della polizia, alla sua residenza. Sua moglie, Marta Linares de Martinelli, sarà la «garante» degli arresti domiciliari. «È un passo avanti», ha dichiarato la moglie di Martinelli. L’ex presidente ha ricevuto il divieto di lasciare il Paese senza autorizzazione giudiziaria, di rilasciare interviste, utilizzare i social network e mantenere contatti con le vittime e i denuncianti. Dovrà consegnare i suoi passaporti alle autorità. «In parte abbiamo ottenuto qualcosa ... Siamo in una condizione che ci consente di operare meglio come difesa», ha detto Alfredo Vallarino, avvocato di Martinelli.

Secondo Vallarino, la decisione della corte è stata unanime. Carlos Carrillo, coordinatore del team legale, ha annunciato che si appellerà, considerando le misure imposte dalla corte «eccessive». L’udienza di appello sarà venerdì 14 giugno. Anche la procura ha annunciato che presenterà un appello alla decisione del tribunale. Fino a quando questi appelli non saranno risolti, il processo all’ex presidente non riprenderà. In caso di condanna, Martinelli si troverebbe ad affrontare una pena che prevede fino a 21 anni di carcere per aver commesso i reati di violazione della segretezza e del diritto alla privacy e due fattispecie di appropriazione indebita.

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