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«Troppe minacce»: Cuba esclude negoziati con gli States

L’Avana - Il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, oggi all’Avana ha escluso che possano svolgersi negoziati con gli Stati Uniti in un clima di «pressioni e minacce».

L’Avana - Il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, oggi all’Avana ha escluso che possano svolgersi negoziati con gli Stati Uniti in un clima di «pressioni e minacce», alludendo alle ulteriori, recenti sanzioni decise da Washington contro Cuba. Su Twitter, il capo dello Stato cubano ha sostenuto che «l’onore non si negozia, la patria non si negozia, la dignità non si negozia, l’indipendenza, la sovranità, la storia e la gloria non si negoziano!». Per cui, ha aggiunto citando le parole di Fidel Castro, «di fronte alle minacce e alle pressioni dell’Impero: non si negozia!». Riferendo il pensiero di Diaz-Canel il quotidiano comunista Granma ha ricordato che si tratta di «un embargo economico, commerciale e finanziario imposto alla maggiore delle Antille da oltre 60 anni», a cui Trump ha aggiunto «maggiori restrizioni per i cittadini statunitensi che desiderino visitare Cuba», «proibizione assoluta per unità navali battenti bandiera statunitense» di entrare nei porti cubani, e «divieto di attracco a Cuba anche per le navi da crociera» straniere.

Secondo il giornale ufficiale cubano, in questo modo «il governo attuale degli Usa cerca di strappare a Cuba concessioni politiche e anche ottenere, mediante uno strangolamento economico, un crescente malumore del popolo». Granma sottolinea infine che questo punta, come hanno lasciato intendere le autorità del Canada in contatti con l’Avana, a spingere l’isola a «svolgere un ruolo» nella «soluzione» della crisi venezuelana, facilitando l’uscita di scena del presidente Nicolas Maduro.

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