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Cina, la produzione cresce a livelli di 17 anni fa

Milano - L’effetto positivo dato da speranze per un taglio dei tassi da parte della Banca centrale degli Stati Uniti è stato controbilanciato da nuovi timori di una escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Il presidente americano, Donald Trump, ha detto di non volere un accordo a meno che non sia buono.

Milano - L’effetto positivo dato da speranze per un taglio dei tassi da parte della Banca centrale degli Stati Uniti è stato controbilanciato da nuovi timori di una escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Il presidente americano, Donald Trump, ha detto di non volere un accordo a meno che non sia buono. Successivamente Trump, ha detto di avere «la sensazione che un accordo ci sarà», ma in caso contrario Washington imporrà altri dazi contro Pechino. Ad aggiungere tensione è arrivata la notizia del rallentamento della produzione industriale in Cina, dovuto alle tensioni con gli Stati Uniti: è stato registrato un rialzo del +5% su base annuale, il passo più lento in 17 anni.

L’inflazione dei prezzi al consumo in Cina è salita a 2,7% in maggio da 2,5% in aprile spinta al rialzo dal sensibile aumento dell’inflazione nel comparto degli alimentari (+7,7%), in particolare della carne di maiale (+18,2%), sulla cui offerta pesano gli effetti dell’influenza suina, e di frutta e verdura (+10,1%). L’inflazione dei prezzi alla produzione è rallentata da 0,9% in aprile a 0,6% in maggio, in parte grazie alla diminuzione dei prezzi delle materie prime e in parte per il rallentamento dei prezzi dei beni manifatturieri.

L’aumento dei prezzi degli alimentari continuerà a influire sulla dinamica del Cpi totale nei prossimi mesi ma la debolezza dell’inflazione core e di quella alla produzione indicano assenza di pressioni al rialzo da domanda, lasciando spazio di manovra alla politica monetaria.

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