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Boccia guiderà le Confindustrie mediterranee

Roma - Mentre i possibili candidati alla successione al vertice di viale dell’Astronomia iniziano a farsi avanti e a fare i conti con rapporti di forza e possibili alleanze, Vincenzo Boccia prepara a sua volta il “dopo” e da uomo del Sud guarda al Mediterraneo

Roma - Il dopo-Boccia è già iniziato, anche per il presidente uscente di Confindustria. Mentre i possibili candidati alla successione al vertice di viale dell’Astronomia iniziano a farsi avanti e a fare i conti con rapporti di forza e possibili alleanze, Vincenzo Boccia prepara a sua volta il “dopo” e da uomo del Sud guarda al Mediterraneo, ma non solo. La prossima primavera scadono infatti i quattro anni del suo mandato, anni contrassegnati da un rinnovato rapporto con Cgil Cisl e Uil, con cui un anno fa Confindustria ha siglato il Patto della fabbrica, e da alti e bassi con la politica.

Rapporti buoni coi governi di centrosinistra, coronati ai tempi dell’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, dal varo del maxipiano a favore di Industria 4.0, e a corrente alternata con l’esecutivo gialloverde che lo ha spesso costretto ad un difficile slalom tra i due vice-premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Adesso che mancano 10 mesi alla fine dell’incarico, Boccia - salernitano, classe 1964, ad del gruppo di famiglia (le Arti grafiche Boccia) ed una lunga esperienza all’interno di Confindustria, dalla vicepresidenza dei Giovani nel 2000 alla guida della Piccola Industria nove anni dopo - guarda oltre.

Giovedì scorso l’assemblea privata che si è tenuta a Roma lo ha infatti eletto vicepresidente di Businessmed, l’associazione che raggruppa le confindustrie di 22 paesi che da Nord a Sud si affacciano sul Mediterraneo. Una nomina, che in base allo statuto di questa organizzazione, nel 2020 lo porterà poi alla presidenza al posto dell’algerina Saida Neghza: «L’obiettivo che ci siamo dati - ha spiegato Boccia appena eletto - è incoraggiare l’integrazione economica e sociale nella regione euromediterranea attraverso il ruolo delle nostre imprese. La nostra unità è essenziale per contare di più presso le istituzioni e gli organismi nazionali ed esteri. Non importa quali divisioni possano sorgere a livello politico tra i nostri paesi, noi dobbiamo sforzarci di costruire un approccio comune». La scelta di Roma, non è stata «facile, né scontata», spiegano a viale dell’Astronomia. Il risultato è il frutto del riconoscimento che i colleghi magrebini hanno voluto tributare alla Confindustria italiana e del lavoro “di connessione” e “valorizzazione” dei rapporti tra le due sponde del “Mare Nostro” portato avanti da Boccia in questi anni. Fermamente convinto, come ha ripetuto anche all’ultima assemblea di maggio, che «l’Italia non può e non deve essere considerata (o considerarsi) periferia d’Europa ma deve prendere consapevolezza della sua centralità tra Europa e Mediterraneo e agire di conseguenza».

Per Confindustria l’attenzione verso l’area del Mediterraneo va però in parallelo con quella nei confronti dell’Europa, a partire dai nostri partner più importanti, Francia e Germania. Il risultato è che, dopo aver costruito rapporti bilaterali con le organizzazioni imprenditoriali di entrambi i paesi, a partire dall’appuntamento annuale di Bolzano con la tedesca Bdi e il summit di Versailles col Medef francese, Confindustria a inizio dicembre ospiterà a Roma il primo incontro a tre tra le Confindustrie di Italia, Germania e Francia. Roma e la nostra Confindustria, con Boccia in cabina di regia, si propongono così come «cerniera tra due mondi, il Mediterraneo e l’Europa, che devono imparare a conoscersi e confrontarsi anche per affrontare senza pregiudizi, per esempio, il grande fenomeno delle migrazioni». Col presidente di Confindustria pronto a giocare la carta dell’impegno internazionale, convinto di «poter dimostrare coi fatti come la diplomazia economica - quando si muove con responsabilità e visione - possa affiancare e supportare la diplomazia ufficiale di un Paese portando beneficio al mondo delle imprese, a quello del lavoro e all’intera società».

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