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Operazione Punta dell’Olmo, Spinelli va oltre la logistica / IL CASO

Genova - La colonia Bergamasca in un secolo di vita ha accolto centinaia di migliaia di ragazzi che dalla pianura scendevano in riviera per le vacanze. Spinelli la trasformerà in un’area extra-lusso.

Genova - È da oltre 20 anni che quegli edifici non ospitano più i bambini degli operai Italcementi. La colonia Bergamasca in un secolo di vita ha accolto centinaia di migliaia di ragazzi che dalla pianura scendevano in riviera per le vacanze. Ma quel pezzo di storia d’Italia è finito da tempo: i palazzi sono finiti nell’oblio, abbandonati perché inutilizzati. Così la colonia che domina il promontorio tra Celle Ligure e Varazze si è rapidamente trasformata in una spina per la costa ligure: l’enorme complesso è diventato un rudere in attesa di riqualificazione: «Da 10 anni aspettiamo di poter iniziare i lavori: ora ci siamo. Costruiremo case di pregio per famiglie e un grande albergo di lusso, salvaguardando il parco». Roberto e Aldo Spinelli sono pronti: a novembre arriveranno i primi mezzi («daremo tanto lavoro alle imprese italiane»), le vecchie palazzine abbandonate saranno demolite ed entro l’estate del 2021 potrà nascere il residence di “Punta dell’Olmo ”. L’area è di proprietà dell’imprenditore portuale genovese che la sta rilevando dalla Curia locale. Spinelli punta anche a mettere al sicuro il mutuo da 28 milioni concesso da Carige che ha ereditato da una complessa vicenda societaria: «Ora finalmente è tutto a posto e possiamo partire».

Obiettivo: estate 2022
In totale gli appartamenti saranno 48: al piano terra avranno giardini e piante, a metà ci saranno balconi a picco sul mare, mentre per l’ultimo piano gli architetti hanno disegnato attici con piscina da cui dominare tutto il golfo. Ci sarà anche la spiaggia privata con l’accesso dal parco, con un sottopasso che attraversa Aurelia e ferrovia.
Non ci saranno solo gli appartamenti: nell’altro complesso poco distante sorgerà un nuovo hotel di lusso che dovrebbe essere consegnato entro l’estate del 2022. Spinelli per creare il nuovo polo turistico del Ponente ha deciso di investire quasi 100 milioni di euro: «Non è l’attività per cui siamo noti, siamo soprattutto imprenditori della logistica, ma ci siamo dedicati a questo progetto con grande entusiasmo» spiega Aldo, mentre dai suoi uffici sulle banchine mostra con orgoglio al Secolo XIX «le finiture di pregio, i giardini, le terrazze e la vista aperta sul mare». La regia dell’operazione è del figlio Roberto che dopo 10 anni tra permessi, battaglie politiche e stop improvvisi, è riuscito a portare a termine la prima parte del progetto: «Non è stato facile, ma ci crediamo perché con punta dell’Olmo trasformiamo un luogo abbandonato da decenni in un polo che può garantire per lungo tempo un turismo di qualità nel Ponente ligure». Roberto è convinto che sia il posto ideale per famiglie: «C’è un parco incredibile e per questo abbiamo voluto dare la priorità alla conservazione della natura. Abbiamo addirittura ridotto l’utilizzo di suolo, preservando gli alberi secolari e i 160 esemplari di piante presenti, tra cui un esemplare di palma dell’Isola di Pasqua. Nel parco abbiamo trovati anche dei tartufi» racconta Spinelli jr.
Qualche difficoltà prima di arrivare al via libera ai lavori c’è stata «ma i cittadini della zona sono stati coinvolti, abbiamo messo in campo un processo di democrazia partecipata e in due anni il progetto è stato condiviso da tutti». Dei 70 mila metri quadrati di parco, 20 mila sono stati destinati alla comunità: quelli rimasti in dote al residence di Spinelli sono in linea con il target degli appartamenti. Ci sono aree con zone per il barbeque, percorsi fitness, aree giochi per i bambini, c’è anche il golf driving range, postazioni per il birdwatching, ma anche un orto condiviso e lo stagno didattico per agevolare le migrazioni e tanti animali.

Caccia agli investitori
Sui dettagli Spinelli non si sbilancia: «Abbiamo già molte trattative concluse e altre a buon punto» taglia corto Roberto. Al momento dal punto di vista commerciale l’operazione sembra stia riuscendo: il prezzo non è elevatissimo per la zona (dovrebbe aggirarsi sui 6-7.000 euro a metro quadro) e l’imprenditore genovese è convinto si tratti di un investimento che può interessare un’ampia platea: «Abbiamo disponibili case da 70 sino a 160 metri quadrati». Spinelli ha già mosso la rete commerciale in tutto il Nord Italia, Milano e Torino in particolare: le brochure sono arrivate a famiglie benestanti, imprenditorie e persino calciatori. Molti investitori arrivano anche dall’estero: «Stiamo andando molto bene e siamo convinti che l’operazione possa portare sviluppo, lavoro e turismo di qualità nel Ponente ligure» spiega Roberto Spinelli.

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