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L’Italia in bilico, allarme di Confindustria

Roma - Le stime di via dell’Astronomia confermano la previsione di un Pil fermo nel 2019 ed in sottile crescita nel 2020 (+0,4%) solo se il Governo neutralizzerà l’aumento dell’Iva.

Roma - Confindustria avverte: sulla soglia di crescita zero l’Italia resta in bilico tra ripresa e recessione. Le stime di via dell’Astronomia confermano la previsione di un Pil fermo nel 2019 ed in sottile crescita nel 2020 (+0,4%) solo se il Governo neutralizzerà l’aumento dell’Iva. La manovra si preannuncia «la più restrittiva dal Governo Letta ad oggi», per 8 miliardi, ma quello degli industriali «non è un giudizio negativo: una correzione è necessaria», chiarisce il capo economista Andrea Montanino.

Il senso dell’analisi di Confindustria è nelle parole chiare del direttore generale Marcella Panucci: «Condividiamo l’approccio del Governo per una manovra cauta», per porre così le basi per un percorso che «in una ottica triennale porti a declinare risorse importanti» sulle priorità per indicate dagli industriali. La prima: «il lavoro, il taglio del cuneo fiscale è essenziale»; Ed il rilancio degli investimenti, pubblici e privati. Va oggi «conciliato il possibile con il necessario»: «La manovra non può che essere cauta anche perché deve dare fiducia». È la linea anche del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che - presente alla presentazione del rapporto del Centro studi di Confindustria - sottolinea «l’equilibrio tra necessario e possibile al centro di questa manovra». Per una economia «in bilico» il 2020 può «rappresentare un anno di svolta» auspica il CsC formulando proposte concrete: dal taglio dell’Irpef allineando l’aliquota del secondo scaglione al livello più basso, all’estensione del “bonus 80 euro” ai 4 milioni di lavoratori dipendenti con redditi tanto bassi da non pagare le tasse, ad uno sconto fiscale del 2% sui pagamenti con carte o bonifici sul fronte della lotta all’evasione, ad un aumento della tassazione sui titoli di Stato per finanziare un piano per la formazione e l’inserimento nel lavoro dei giovani. E se un riordino dell’Iva dovesse essere «assolutamente necessario» che sia mirato, limitato ai beni acquistati dalle famiglie con redditi più alti. Il ministro dell’Economia parlando agli industriali conferma l’intenzione del Governo di non interrompere Industria 4.0, anzi di estendere il sostegno pubblico agli investimenti per la sostenibilità: l’iperammortamento, la misura fiscale più apprezzata dagli industriali negli ultimi anni, sarà rifinanziato ed allargato agli investimenti green. È una buona notizia per Confindustria: «Alle imprese serve continuità», commenta Marcella Panucci. Gualtieri si impegna ad «un dialogo effettivo e non formale» con le parti sociali, dalla manovra e nel percorso più a lungo termine per una riforma fiscale complessiva. Ed agli imprenditori dice: «Vi chiedo di avere fiducia, di pungolarci se necessario ma anche di sostenere il nostro sforzo. Di partecipare, lavorare insieme». Intanto, «nonostante l’economia italiana ferma da più di un anno - rileva ancora il CsC - i conti pubblici non ne stanno risentendo»: sostenuti da fattori come il calo dello spread e i risparmi su quota 100 e reddito di cittadinanza, «i risultati di quest’anno appaiono migliori di quanto indicato nella NaDef di inizio ottobre» dal Governo: «Permette di avere un deficit tendenziale per il 2020 che, anche senza aumento Iva, rimarrà sotto soglia 3% del Pil».

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