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Carige, stop ai grandi prestiti

Genova - La nuova Carige,quella che nascerà dopo l’aumento di capitale in agenda nella prima metà di dicembre e dopo il passaggio sotto l’ala di Ccb, «sarà una banca legata al territorio, alle famiglie e alle imprese, senza la pretesa di erogare prestiti di enorme entità». Così i commissari al Secolo XIX

Genova - La nuova Carige, quella che nascerà dopo l’aumento di capitale in agenda nella prima metà di dicembre e dopo il passaggio sotto l’ala del gruppo trentino Cassa centrale banca, «sarà una banca legata al territorio, alle famiglie e alle imprese, senza la pretesa di erogare prestiti di enorme entità» che hanno provocato il crollo dell’ex Cassa di Risparmio. Una Carige «più agile», che non rischia il l’uscita dalla Borsa e sulla quale varrà la pena investire. Lo dicono i tre commissari della banca Raffaele Lener, Pietro Modiano e Fabio Innocenzi in un Forum organizzato nella redazione del Secolo XIX. L’operazione di salvataggio di Banca Carige «mantiene una sua stabilità anche nell’ipotesi, assolutamente teorica, che Ccb decida di non esercitare l’opzione (di acquisto del pacchetto di controllo dell’istituto ligure) - dice Lener -. Ma noi ragionevolmente pensiamo che Ccb la eserciterà. Ci sono esercitazioni teoriche, anche fantasiose, da parte di operatori che si chiedono se sia compatibile questa operazione con la finalità mutualistica tipica della banche di credito cooperativo: è un’argomentazione priva di solido fondamento». Tra le obiezioni che alcuni osservatori sollevano in vista dell’aumento di capitale, una riguarda il prezzo dell’azione, oggi fermo a 0,001 euro. Perché un piccolo azionista dovrebbe partecipare, quando a Ccb è stato riconosciuto uno sconto del 47%? «Come commissari - dice Innocenzi - non vogliamo dire ai piccoli azionisti che va bene sottoscrivere o che non va bene, è una valutazione che spetta a loro. Quello tra Fitd e Ccb è un contratto privato che prevede lo scambio delle azioni, ma non per venderle dopo sul mercato, bensì in funzione di un progetto industriale. Lo sconto diventerebbe prezzo di riferimento di mercato solo se Ccb comprasse le azioni del Fondo interbancario di tutela e deposito per rivenderle. Il titolo ha un grande potenziale, ma vogliamo evitare che ci sia confusione tra un bel disegno industriale e l’ aspettativa di rendimento di breve termine da parte di piccoli azionisti che hanno già sofferto molto». Come sono i rapporti con la famiglia Malacalza, dopo la scelta del primo azionista di non presentarsi in assemblea spianando la strada al salvataggio della banca? «Subito dopo l’assemblea ho chiamato al cellulare Vittorio - rivela Modiano - per esprimergli a voce ciò che avevo detto in pubblico, ma non mi ha risposto». E le minacciate azioni legali? «Una è stata intrapresa prima dell’assemblea - dice Lener - e lo abbiamo saputo dopo, riguarda un punto tipicamente di diritto amministrativo comunitario: è stato ritenuto documento riservato il provvedimento con le motivazioni del commissariamento. Questa iniziativa andrà secondo la sua strada».

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