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Putin azzera il South Stream

Milano - Il calo del prezzo del petrolio, le sanzioni per la crisi ucraina, la scarsa domanda europea hanno indotto il Cremlino a bloccare il progetto South Stream, il gasdotto da 63 miliardi di metri cubi l’anno che passando sotto il Mar Nero avrebbe dovuto fornire energia all’Europa, tagliando fuori proprio l’Ucraina

Milano - Il calo del prezzo del petrolio, le sanzioni per la crisi ucraina, la scarsa domanda europea hanno indotto il Cremlino a bloccare il progetto South Stream, il gasdotto da 63 miliardi di metri cubi l’anno che passando sotto il Mar Nero avrebbe dovuto fornire energia all’Europa, tagliando fuori proprio l’Ucraina. L’annuncio è stato dato nel corso di una visita del presidente russo Vladimir Putin in Turchia, Paese da lui proposto come terminale della linea, in cambio di un forte sconto sulla bolletta energetica.

In Borsa, Saipem non è riuscita a fare prezzo in avvio di seduta. «La notizia è negativa per Saipem e riduce la visibilità sulle nostre stime sul 2015/16», scrivono gli analisti di Equita Sim che ricordano che i contratti acquisiti sul South Stream ammontano a «un valore complessivo di 2,4 miliardi di euro. Sul 2015/16 - viene spiegato - le nostre stime incorporano un contributo rispettivamente di 1 / 0,95 miliardi di euro da South Stream, con un margine lordo del 20% (200/190 milioni)». «Saipem ha delle clausole di protezione nel contratto che tuttavia coprono solo una parte limitata del progetto. Se confermata la cancellazione del progetto sarebbe una notizia molto negativa per il titolo» confermano gli analisti di Intermonte, che stimano in 270 milioni di euro il contributo del progetto all’ebit (risultato operativo) di Saipem nel 2015, pari al 30% di tutto l’ebit 2015. «South Stream era un investimento di sensibilità delle infrastrutture e non di diversificazione delle fonti di approvvigionamento a differenza di Tap. Era sempre gas russo e non è mai stato considerato strategico come diversificazione». Lo ha detto l’amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne, a margine di un convegno sullo sviluppo infrastrutturale, commentando lo stop di Vladimir Putin al progetto. «Serviva come flessibilità - ha aggiunto - per gestire meglio le criticità geopolitiche».

A proposito del Tap, Malacarne ha puntualizzato che «non ci sono ulteriori investimenti in Italia» per allacciare il gasdotto. «Il Tap è strategico proprio perché è una nuova fonte di approvvigionamento e aiuta a costruire un hub del Sud Europa. Può essere un’opportunità per portare il gas verso l’Europa». A chi gli chiedeva un commento sul calo del prezzo del petrolio e le possibili ripercussioni sul prezzo del gas, l’ad di Snam ha ribadito che «l’incidenza del prezzo del petrolio non sarà così evidente nel prezzo del gas». Saipem «dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione di formale interruzione del contratto dal cliente South Stream Transport». Così una nota della società che precisa che «l’attività operativa è pertanto in corso» e che «le modalità di interruzione dei lavori e di eventuale cancellazione sono disciplinate contrattualmente».

«La decisione della Russia di fermare South Stream e il modo in cui questo è stato deciso conferma quanto la diversificazione delle fonti di approvvigionamento sia importante per l’Europa». Così la vicepresidente della Commissione Ue al bilancio Kristalina Georgieva sull’annuncio di Putin di bloccare il progetto del gasdotto.

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