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«Lng, le potenzialità e le criticità del mercato italiano» / INTERVISTA

Genova - Cesario Mondelli, presidente Ancanap, parla del Piano di investimenti stoccaggio ed approvvigionamento di Lng.

Genova - Michele Marsiglia, presidente FederPetroli, ha annunciato l’avvio del Piano di investimenti stoccaggio ed approvvigionamento di Lng: «Non c’è più tempo da perdere», dice. Il direttore generale del Mise conferma entro il prossimo maggio la predisposizione del decreto di recepimento della Direttiva europea sui carburanti alternativi. Il tema Lng come combustibile per la propulsione navale è estremamente attuale. Ne parliamo con Cesario Mondelli, presidente Ancanap.

Qual è la posizione dei cantieri navali italiani e di Ancanap in particolare?
«La consapevolezza di essere tutti chiamati a diventare attori principali della rivoluzione epocale orientata alla salvaguardia del nostro pianeta per le prossime generazioni è molto sentita. L’Europa e il nostro governo hanno legiferato in tal senso. E’ vivo quindi l’interesse verso utilizzi di combustibili a basso tenore di carbonio, che orientano le scelte in questa fase di transizione energetica. Il combustibile Gnl rientra come combustibile fossile in questa logica, imponendosi come sostenibile alternativa per il trasporto terrestre e per quello navale. Il suo utilizzo è in grado infatti di assicurare l’abbattimento di CO2 del 25%, di NOx del 80%, di SOx del 99% e dei particolati del 99%. Sono queste le valutazioni che hanno spinto, da anni, i cantieri associati allo sviluppo innovativo del Gnl come combustibile navale in stretta collaborazione con le Università, il Rina, l’Autorità di Bandiera e tutto l’indotto di questa filiera tecnologica».

A che punto sono queste ricerche?
«Le ricerche sono ad uno stato molto avanzato, siamo pronti per la realizzazione dei prototipi. L’adozione da parte dell’Imo nel giugno 2015 dell’I.G.F. Code, che regola in maniera organica la materia dell’utilizzo del gas naturale liquefatto come combustibile per la propulsione navale, ha dato un contributo decisivo per l’utilizzo di Lng nel campo navale. Prima dell’introduzione dell’I.G.F. Code, le navi a propulsione Lng sono state costruite utilizzando regolamenti in deroga, con tutte le incertezze del caso e problematiche conseguenti».

Si può dire che con la nuova disciplina le problematiche tecniche sono state risolte?
«In linea di principio si può dare una risposta affermativa. Ora cantieri e armatori sanno cosa si deve fare, il quadro tecnico generale è chiaro e puntuale. Rimangono però molti problemi tecnici di carattere pratico e operativo, specifici della primogenitura dei prototipi che debbono essere risolti. In questo senso, è indispensabile una stretta collaborazione fra cantieri, Enti di Classifica e Autorità di Bandiera che già è in corso ed è in questa fase molto sentita e orientata alla soluzione. Si avverte insomma che tutto il Sistema Italia spinge per il Gnl. A tal proposito l’Ancanap ha organizzato con l’ausilio del suo associato Wartsila, un work shop sul Gnl che ha lo scopo fondamentale di diffondere la cultura del Gnl come combustibile per la propulsione navale, agendo sulle leve della ricerca, della innovazione e dei prototipi».

Quali sono i problemi per la diffusione dell’utilizzo di Lng nel campo navale?
«E’ un mercato che si deve sviluppare. Siamo in presenza di una iniziativa dove l’offerta può generare la domanda. Gli armatori sono ovviamente molto interessati. Il quadro normativo del prossimo futuro, in termini di emissioni, indirizza le scelte armatoriali in questa direzione. Oggi la decisione di investire in una nave Gnl è difficile da prendere, sebbene siano state superati problemi di natura normativa e tecnica, esistono ancora molte fattori inibitori: basso costo del bunker, che di fatto, ha rallentato lo sviluppo di combustibili alternativi; la limitata disponibilità del Gnl per la carenza di infrastrutture dedicate; il maggior costo di costruzione della nave a Gnl o Dual Fuel ( Gnl e Mdo)».

Il governo italiano come si pone di fronte al problema?
«Abbiamo molto apprezzato l’operato del governo e in particolare quello del ministro Delrio e della sua struttura, che dimostrano grande sensibilità ed attenzione a problema che si colloca in un quadro organico di sviluppo. Due aspetti concreti. Il primo:attendiamo con estremo interesse la presentazione del Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo delle Infrastrutture a Sostegno dello Sviluppo del Gnl , affinchè possa da un lato coordinare in un quadro organico lo sviluppo sinergico, oggi espressione di varie realtà, e dall’altra avviare il processo di investimento per le opere infrastrutturali strategiche per il ns. Paese, sviluppando la viabilità stradale e le autostrade del mare, insomma contribuendo allo sviluppo economico. Il secondo aspetto: la Legge di Stabilità del 2014 ha stanziato fondi per la ricerca, sviluppo e costruzione di prototipi. Nel 2015, con il DM 10/06/2015 ha emanato anche la normativa, approvata dagli Organi Comunitari, per rendere erogabili i fondi stanziati. Auspichiamo che a breve, già ad inizio primavera, vengano emessi i primi decreti di concessione dei contributi, per concretizzare e sviluppare gli studi e, soprattutto, realizzare i prototipi».

Tutto bene allora?
«Quasi tutto bene, perché i fondi stanziati dal D.M. 10/06/2015 non sono sufficienti a dare corso a tutti i progetti ed iniziative presentati. Auspichiamo pertanto un intervento del Governo per la messa a disposizione dei fondi necessari, del resto abbastanza modesti, per realizzare anche le iniziative ad oggi senza copertura finanziaria. Chiediamo insomma che l’innovazione sia sostenuta in maniera decisa. Il settore marittimo ha prodotto 33 miliardi di euro dando lavoro a 500.000 unità. Il Mare merita più attenzione, merita un ministero dedicato. Chiediamo insomma che il mare sia riconosciuto dal ns. Paese come fonte di ricchezza, come elemento strategico che pertanto necessita anche del sostegno per l’innovazione».

Quali saranno i risultati conseguenti all’applicazione del DM 10/06/2015?
«Avremo una risposta immediata. In realtà il sostegno alla Cantieristica per i prototipi innovativi sarà lo strumento indispensabile per abbattere il costo maggiore che l’applicazione di una tecnologia innovativa naturalmente genera. Di fatto il D.M. è considerato come uno strumento validissimo per ridurre l’entità d’investimento. Aspetto questo, sempre d’interesse, ma oggi visto, per le condizioni del mercato dello shipping, come vera panacea, leva indispensabile per vincere gli attriti iniziali e naturali dell’avvio di un nuovo settore industriale. Questa è la logica ad esempio a supporto delle iniziative a sostegno della propulsione Gnl . L’armatore sarà messo in condizioni di realizzare la nave a Gnl in compliance con le prossime norme a favore dell’ambiente, sarà in grado quindi di offrire al mercato un prodotto competitivo e innovativo».

Quindi l’adozione di Lng potrebbe dare un contributo anche alla cantieristica? «Speriamo e riteniamo, per tanti motivi, che questo avvenga, in particolare se la normativa prevista per la ricerca, sviluppo e costruzione di prototipi dal DM 10/06/2016 troverà una rapida e concreta applicazione. Il tempo, in questi casi, è essenziale. Chi parte per primo ha notevoli vantaggi sul mercato. Gli armatori non possono aspettare e seguono i progetti migliori e più tempestivi. Dopo l’intervento del Governo che ha lodevolmente predisposto la normativa in maniera tempestiva, auspichiamo anche la sua applicazione rapida da parte dell’Amministrazione, per mettere in condizione l’industria nazionale, cantieri ed armatori, di essere competitivi nel mercato globale che caratterizza il nostro settore».

Quanto incide la disponibilità di infrastrutture per l’approvvigionamento di Lng alle navi? «Indubbiamente le infrastrutture sono strategiche. Come dicevo siamo di fronte al caso dove l’offerta genera la domanda, dove l’infrastruttura può generare una domanda. C’è una generale attenzione al problema e un fervore di iniziative. Il Presidente di FederPetroli, nella sua recente intervista, ha detto che da anni seguono il problema attrezzandosi per il prevedibile arrivo di Lng per il trasporto marittimo. Il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo del Gnl individua tutti gli scenari potenziali. Sono ormai di attualità tutte le iniziative volte ad incrementare l’offerta di Gnl : Rigassificatori, Depositi Costieri, Gnl Bunkering Vessel, distributori stradali».

Quindi l’utilizzo di Lng può diventare a breve una realtà dello shipping e rappresenta un’opportunità per la cantieristica?
«Certamente sì. Il 2016 per la Cantieristica Privata Italiana non sarà semplice perché riflette la condizione di crisi di alcuni settori dello shipping. La crisi sistemica del settore delle dry bulks, soprattutto di piccola portata, alla quale si aggiunge quella del settore offshore, bloccato per il basso costo del barile, si fanno sentire. Per cui crediamo che l’indirizzo da seguire sia quello dell’innovazione tecnologica, orientato allo sviluppo di soluzioni ecosostenibili. L’innovazione tecnologica tesa quindi all’utilizzo di combustibili meno inquinanti o ad impatto zero sono le soluzioni che potranno garantire il lavoro per i ns. Cantieri, assicurando la tranquillità alle nostre famiglie. Queste sono le ragioni che ci spingono a credere che il Gnl , il combustibile fossile più pulito da utilizzare in questa epoca di transizione, possa dare la spinta per una nuova industria. In questo contesto capite bene che la tempestività è fondamentale perché mai come in questo caso è valido il detto “chi prima arriva…”».

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