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Gasolio rubato in Libia, l’ombra di un “cartello” di contrabbandieri / IL CASO

Catania - Restano due gli irreperibili dopo l’arresto di Darren Debono, ritenuto una figura chiave dell’inchiesta perché accusato, col catanese Nicola Orazio Romeo, aveva il ruolo di organizzatore del traffico, via mare, del prodotto petrolifero libico ricettato in Italia.

Catania - A Darren Debono, 43 anni, ex difensore della nazionale di calcio maltese (56 presenze tra il 1996 e il 2002), arrestato ieri a Lampedusa (Agrigento) perché ritenuto tra gli organizzatori dell’associazione per delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico, militari del Gico del nucleo di polizia tributaria di Catania sono arrivati monitorando utenze telefoniche intestate alla sua cerchia familiare. Era ricercato nell’ambito dell’inchiesta “Dirty Oil” della guardia di finanza di Catania. Nei suoi confronti era pendente un’ordinanza del Gip emessa nei confronti di 9 indagati per il furto di gasolio dalla raffineria di Zawyia e destinato, dopo miscelazione, ai mercati italiano ed europeo.

Restano due gli irreperibili dopo l’arresto di Darren Debono, ritenuto una figura chiave dell’inchiesta perché accusato, col catanese Nicola Orazio Romeo, aveva il ruolo di organizzatore del traffico, via mare, del prodotto petrolifero libico ricettato in Italia. Il maltese, secondo la tesi della Procura di Catania, costituiva il punto di contatto con il libico Fahmi Mousa Saleem Ben Khalifa, alias «il Malem» (il capo), al vertice di una milizia armata nella zona costiera al confine con la Tunisia, anch’egli destinatario di misura cautelare in carcere. Darren Debono e Romeo, conosciuti come i “compari”, per l’accusa, erano l’anello di congiungimento tra la componente libica dell’organizzazione criminale dedita al reperimento di enormi quantitativi di gasolio trafugati a Zawjia, che avevano «fatto “cartello” tra contrabbandieri», e quella italiana per la sua commercializzazione illegale. Avrebbero avuto con l’a.d. della Maxcom Bunker spa, il genovese Marco Porta, un legame decisivo per costituire la rete di due società commerciali (con sede fittizia a Malta e in Tunisia) per nascondere l’origine illecita del gasolio libico, rubato e venduto sottocosto. Dalle indagini è emerso anche che Darren Debono e Romeo si erano recati a Zawyia (Libia) scortati da miliziani locali capeggiati da Fahmi Mousa Ben Khalifa. In questi incontri gli arrestati contattavano libici vicini al National oil corporation (Noc) per verificare la disponibilità di ulteriori prodotti petroliferi (benzina e oli lubrificanti) da importare illegalmente in Italia.
Allo stato sono irreperibili due libici: Fahmi Mousa Saleem Ben Khalifa, alias «il Malem» il capo della milizia, e Tareq Dardar il collettore dei pagamenti e dei flussi finanziari veicolati su conti esteri in Tunisia, Libia ed Emirati Arabi.

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