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Petrolio, Stati Uniti primi esportatori entro il 2030

Roma - È quanto prevede l’agenzia internazionale dell’energia (Aie) nel World Energy Outlook 2017.

Roma - Grazie a petrolio e gas di scisto, gli Stati Uniti diventeranno il più grande esportatore mondiale di gas naturale liquefatto entro la metà del prossimo decennio, ed entro il 2030 il Paese sarà esportatore netto di petrolio per la prima volta dal 1953. È quanto prevede l’agenzia internazionale dell’energia (Aie) nel World Energy Outlook 2017. Accanto alla produzione statunitense di idrocarburi, il calo dei costi per le rinnovabili e l’aumento dell’elettrificazione saranno gli altri fattori che cambieranno il sistema energetico globale nei due decenni a venire, scrivono gli esperti. Nei prossimi 25 anni, si legge nel rapporto, la crescente domanda energetica sarà soddisfatta principalmente da fonti rinnovabili e gas naturale, con il solare che diventerà la fonte di produzione elettrica più economica. Tra le rinnovabili, per il fotovoltaico è prevista una crescita a ritmo serrato, trainata da Cina e India. L’eolico, si legge ancora nello studio, diventerà la prima fonte di elettricità nell’Unione Europea intorno al 2030.
Sul fronte delle energie tradizionali, l’indagine non prevede ancora il pensionamento del petrolio. I consumi - alimentati da autocarri, aerei, navi e settore petrolchimico - aumenteranno fino al 2040, quando raggiungeranno i 105 milioni di barili al giorno. Guardando all’ambiente, sebbene le emissioni di CO2 si siano appiattite negli ultimi anni, il rapporto prevede che le emissioni legate al settore energetico aumenteranno lievemente entro il 2040. Per gli autori, il contenimento della CO2 «non è ancora sufficiente per evitare gli impatti gravi del cambiamento climatico».

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