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Corte di Giustizia Ue: gli orientamenti per l’export / ANALISI

Genova - La controversia su cui si è espressa di recente la Corte riguarda il regime di non imponibilità riservato alle prestazioni di trasporto.

Genova - La Corte di Giustizia Europea , composta da un giudice per ogni Stato membro, ha il compito di assicurare il rispetto del diritto nell’applicazione e nell’interpretazione dei trattati che regolano il sodalizio europeo. Su istanza di giurisdizioni nazionali, si pronuncia in via pregiudiziale sull’interpretazione del diritto dell’ Unione Europea e sulla validità degli atti adottati dalle istituzioni, dagli organi e dagli organismi dell’Unione.

Il rinvio pregiudiziale, regolato dall’articolo 237 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, rappresenta lo strumento per l’armonizzazione interpretativa delle norme comunitarie. La procedura prevede che il “giudice nazionale”, ossia la giurisdizione di un singolo Stato membro, sottoponga alla Corte il dubbio interpretativo emergente dall’applicazione di norme europee in controversie di ambito nazionale. In conseguenza del carattere pregiudiziale che assume l’interpretazione della Corte, il giudice nazionale interrompe il procedimento per il quale ha richiesto l’intervento che riprenderà, con emissione della relativa sentenza, solo dopo la pubblicazione del provvedimento da parte della Corte stessa. La controversia su cui si è espressa di recente la Corte riguarda il regime di non imponibilità riservato alle prestazioni di trasporto, secondo la previsione dell’articolo 146, paragrafo 1, lett. e) della direttiva 2006/112/E, relative alle cessioni di beni spediti o trasportati, dal venditore o per suo conto, fuori della Comunità.
(*commercialista)

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