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Piaggio, il futuro dell’azienda in mano al governo / IL COMMENTO

Genova - Sono passati 14 mesi da quando l’allora ministra della Difesa, Roberta Pinotti, depositò la richiesta di parere parlamentare per il finanziamento di quella che, a tutti gli effetti, rappresentava la ciambella di salvataggio di Piaggio Aerospace

Genova - Sono passati 14 mesi da quando l’allora ministra della Difesa, Roberta Pinotti, depositò la richiesta di parere parlamentare per il finanziamento di quella che, a tutti gli effetti, rappresentava la ciambella di salvataggio di Piaggio Aerospace: un programma di 766 milioni spalmato su otto anni, con risorse interamente da attingere dal Fondo per lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Il parere sul programma (che prevedeva l’acquisto di droni militari prodotti in Liguria) non fu mai espresso, si disse allora, a causa dell’imminente consultazione elettorale. Un atto di garbo istituzionale, secondo la maggioranza. Una scelta opportunistica, secondo l’opposizione che da lì a poco avrebbe preso le redini del Paese.

Che cosa è successo, da quel momento? Politicamente molto, nella sostanza nulla. Se, infatti, la non sempre facile convivenza tra Lega e M5S ha partorito l’idea di ridurre a 250 milioni l’investimento e parlare di “droni dual use” anziché “aeromobili militari”, nessun passo avanti è stato compiuto sul fronte legislativo. Con la conseguenza che, malgrado annunci e rassicurazioni, ad oggi non vi è certezza né sui tempi, né sullo schema, né sull’effettiva disponibilità dei finanziamenti. Il tema, al di là del reperimento dei fondi, è insomma squisitamente politico. Ed è la politica, senza ipocrisie, a dover dare una risposta alle mille famiglie che da ieri guardano con ansia al proprio futuro.

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