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Dragaggi,
ultima spiaggia
appello al prefetto

Scusateci se ci occupiamo ancora dei dragaggi nel porto di Genova, in particolare nell’intera area di Stazioni Marittime, cioè del terminal crociere. Ci perdonino gli amici che ci seguono da altre città e altri porti.  Capisco bene che è come se ci dilungassimo in forbite e minuziose disquisizioni circa la valenza ideologica ed etica degli interventi legati alla pulizia delle fosse biologiche… Purtroppo sotto la Lanterna la situazione è veramente drammatica. Tra i tanti problemi lasciati in lascito e nuove insidie, quello dei dragaggi è il tema centrale, l’intoppo che può bloccare e distruggere qualsiasi tentativo di ricostruire e pianificare un futuro meno desolante. Per capirci meglio. Se anche il prefetto di Genova, il presidente dell’Authority Merlo e i portuali della Culmv firmassero il miglior accordo possibile sul tema (già importante) del lavoro, tutto verrebbe vanificato perché il lavoro non ci sarà più, causa fuga degli armatori.
Riassumiano la vicenda. Msc Fantasia, ammiraglia della flotta di Gianluigi Aponte e Pier Francesco Vago, arrivata per la prima volta a Genova proveniente da Napoli, non ha potuto attraccare a Ponte dei Mille, dove il pescaggio attuale è di 7,5 metri, ma è stata spostata a Ponte Doria. La nota riservata inviata il 15 dicembre scorso dalla Capitaneria di Porto al Corpo dei piloti e all’Autorità portuale è chiara e inequivocabile: fino a quando non saranno effettuati i dragaggi, è interdetto l’attracco delle grandi navi da crociera ai due accosti di Ponte dei Mille, uno lungo 290 metri e uno 220 metri. Che per lunghezza risultano già insufficienti: proprio oggi, sul Secolo XIX, anticipiamo il nuovo progetto di adeguamento.
In ogni caso una  profondità di almeno 10 metri è assolutamente necessaria per le grandi navi dell’ultima generazione, non solo quelle di Msc ma anche di Costa Crociere e Royal Caribbean.
La sistemazione provvisoria di Msc Fantasia a Ponte Andrea Doria, ha già procurato parecchi grattacapi alla compagnia ginevrina. I cui siti web e le cui mail sono letteralmente invasi dalle proteste di passeggeri, soprattutto inglesi, che lamentano la precarietà dell’approdo e delle strutture ricettive, l’inospitalità della città, la totale assenza di aree di confort. Ben altra storia, se la nave attraccasse a Ponte dei Mille, a due passi dallo splendore della Stazione Marittima. Il fatto è che a luglio Msc varerà e presenterà a Barcellona, per poi dirottarla a Genova, la gemella di Fantasia, la Msc Splendida. Dove la metteranno mai?
Mettiamo il caso che, nella migliore delle ipotesi suggerite da un vacuo ottimismo, il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici si decidesse una buona volta ad autorizzare la pratica-dragaggi entro la fine del mese, primi di marzo. Gara velocissima, appalto, lavori che partono se va bene in aprile. Resterebbero due mesi per approntare fondali degni di questo nome e comunque in grado di consentire il transito delle due mega-navi.
Che cosa possiamo fare noi di Pilotina. Poco, visto che le sollecitazioni rivolte al mondo politico sono servite a niente. Resta solo una strada. Oltre che al blog, cari amici, fate arrivare in qualche modo la vostra voce al prefetto e agli uffici della Prefettura. In gioco non c’è solo il terminal di una (ex) capitale marittima. L’Italia rischia di perdere la faccia sul fronte del turismo e di vedersi scappare sotto il naso una multinazionale del calibro di Msc. Con quel che ne consegue. Visto che ha già preso a cuore le sorti delle banchine, l’unica persona che potrebbe sensibilizzare governo e Consiglio superiore dei LLPP è il prefetto, rappresentante dello stesso governo. Aspettiamo fiduciosi.

P.S. – Vi sarete chiesti come sono finite le cose dalle parti di Ancona. Con una bella rissa tra ministro di An ed enti locali targati centrosinistra? Macché! Sembra infatti ormai in dirittura di arrivo la strada che porterà l’avvocato livornese Luciano Canepa, candidato del ministro Matteoli,  alla presidenza di quel porto. Dopo gli enti locali, il presidente della Regione ha ottenuto il faticoso assenso della comunità portuale in cambio della stipula di un protocollo d’intesa con il quale il ministro Matteoli dovrà garantire numerosi condizioni, ad iniziare dalla collocazione del porto dorico fra i primi 12 scali nazionali, e quindi beneficiario di fondi governativi per le infrastrutture. L’accordo non fuga le perplessità del Comitato portuale: è infatti difficile credere che il ministro riesca ad inserire Ancona nella classifica dei primi 12 scali italiani, mantenendo l’impegno di trovare circa 150 milioni di euro per Ancona, visto che per tutti i porti italiani lo stanziamento previsto è di 210 milioni di euro, metà dei quali già promessi a Gioia Tauro. Con l’accordo della Regione, la nomina del  livornese Canepa sarà comunque questione di giorni. Il Presidente livornese, si assicura, dovrà governare lo scalo con la presenza fisica e non a distanza, e comunque “sarà affiancato da un segretario generale anconetano doc, profondo conoscitore quindi dei problemi del porto dorico”. E poi, a proposito di soldi ed altro, quelli del Comitato portuale non sanno ancora che cosa sono capaci d’inventarsi i nostri eroi…

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