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Genova paga le stravaganti scelte del passato

All’origine della crisi internazionale che sta sconvolgendo lo shipping genovese non ci sono certamente Giovanni Novi e i suoi amici. Ma le responsabilità e le ricadute di una inadeguata gestione della città e del porto sono ormai chiare a tutti. L’accoppiata fra l’ex sindaco Giuseppe Pericu e Novi, ha provocato danni devastanti. Con una differenza sostanziale: il sindaco perseguiva senza troppe remore un suo disegno – deprecabile o condivisibile – di “riequilibrio” fra il porto e la città. Città che, si diceva, aveva dato troppo al porto. Di più: si sosteneva che il porto aveva “rubato” spazi e opportunità alla città. Da qui nacquero le commedie degli equivoci, i pasticci e gli intrallazzi di quegli anni.
Quante volte, durante le riunioni più surreali mai celebrate nella storia pluricentenaria di Palazzo San Giorgio, si è sentito l’imperturbabile presidente dell’Autorità portuale rivolgersi al sindaco pregandolo (testuale): “Beppe, tu sei il più bravo e preparato, pensaci tu”. E il sindaco non si faceva certo pregare e ci pensava, anche troppo: dallo stop imposto allo sviluppo del terminal di Voltri e del piano regolatore portuale alla farsa dell’affresco di Renzo Piano: si è riusciti nella difficile impresa di far fare ad uno dei migliori architetti del mondo la figura dell’improvvisato apprendista stregone, con il disegno (da tanti acclamato) di sogni irrealizzabili come un’isola per le riparazioni navali o l’ipotesi di un terminal container senza area di movimentazione e stoccaggio. Da rammentare la complicità irresponsabile di funzionari dell’Autorità portuale servili e incapaci.
Sono queste le vicende che hanno fatto precipitare la reputazione del porto di Genova ai livelli più bassi. Annullando il capitale faticosamente riconquistato con la riforma portuale e la privatizzazione dei terminal, bruciando uno sviluppo annuo dei traffici container superiore mediamente al 20%. La ritrovata pace sociale con i portuali e lo spirito imprenditoriale dei terminalisti avevano compiuto il miracolo di riconsegnare al porto di Genova la leadership nel Mediterraneo. Una fiducia contagiosa, estesa dalle banchine ai servizi. Consistente, infatti, lo sviluppo del terziario avanzato, con l’insediamento a Genova delle direzioni per il Mediterraneo, il Nord Africa (e oltre) di compagnie come Maersk, Hapag-Lloyd, China Shipping.
Scriviamo di queste tre compagnie perché sono quelle che oggi, nella fase più acuta della crisi che sconvolge l’economia mondiale, chiudono le direzioni genovesi per la regione mediterranea. Mantengono a Genova importanti servizi di agenzia, che occupano la gran parte degli addetti. Ma, essendo costrette dalla drammaticità della crisi a ridurre i costi, tagliano i punti deboli del loro network internazionale.
Può darsi che la gravità della crisi avrebbe ugualmente costretto le grandi compagnie internazionali a tagliare alcuni uffici regionali, a cominciare da quelli genovesi. Ma forse, se la crescita del porto fosse stata al centro della politica genovese e nazionale e se si fosse dato avvio alle grandi opere infrastrutturali di collegamento del sistema dei porti liguri con i mercati europei, non sarebbe accaduto che Maersk considerasse i suoi uffici genovesi per l’area del Mediterraneo meno importanti di quelli di Algeciras e che Hapag-Lloyd non ritenesse più utile continuare ad affiancare Genova ad Amburgo. E comunque, non avremmo fornito comodi alibi.
La crisi internazionale divora lo shipping da pochi mesi. La crisi di progettualità degli ultimi cinque anni ha invece messo da troppo tempo il porto di Genova ai margini dell’Europa dei traffici e dei business, di cui stiamo diventando un’appendice marginale. Un problema che non si risolve con le fughe in avanti, ma con la concretezza dell’operare. Su questo torneremo a riflettere, soprattutto con il vostro contributo di idee.

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Commenti inseriti: 21 — pagina 1 di 1

Spedito da: genova Pubblicato il: 23 aprile 2009 alle 07:00

valentina

La morte è naturale ciclo vitale, oggi a te e domani a me.

Detto questa cosa, vorrei precisare una cosa:

Molti saranno i coccodrilli nei prossimi tempi, molti i "sarti manzoniani",molti saranno i diffamatori ecc ecc

Il nostro padre Paride, però ci ha trasmesso un valore,un ideale,un energia che è superiore alla vita fisica umana...è semplicemente LA LIBERTA', di non essere schiavi..di nessuno, e di lottare perchè ciò non avvenga.

La Culmv non era PARIDE BATINI, la CULMV E' semplicemente e sarà sempre, un valore immateriale, di affetto assoluto verso il rispetto della persona umana e in special modo quella dei lavoratori...sia soci sia NON!

E' di questa cosa..che i "furbetti" han paura.

E oggi abbiamo un angelo..in più...un nuovo socio "speciale"

Valentina

Spedito da: italia Pubblicato il: 23 aprile 2009 alle 07:00

gerry

Un pensiero al compagno Paride Batini.

Spedito da: genova Pubblicato il: 23 aprile 2009 alle 07:00

giuse

Tirreno Bianchi riporta correttamente le strategie di Moretti (F.S.):solo Tav e passeggeri, abbandono di fatto del trasporto delle merci. Mi domando:rinuncia a fare bene il vettore ferroviario nel trasporto delle merci e intende fare il terminalista portuale?Che c'azzecca!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 aprile 2009 alle 07:00

Uncino Lavico

Genova ha perso un "mito" che rimarrà nella storia. Un saluto a Paride.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 aprile 2009 alle 07:00

Giorgio Carozzi

Mr. Contro Mano, non mi illudo affatto. Ma cerco di non fare di ogni erba un fascio. La coppia in sella a Palazzo San Giorgio, ad esempio, è già qualcosa di nuovo e inaspettato. E poi, essendo genoano, coltivo da tempo immemore la speranza. Soprattutto nei giovani, diciamo i trentenni di oggi, che prima o poi si decideranno a scendere in campo (non per seguire corsi pubblici di specializzazione all'università dei portaborse).

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Uncino Lavico

Caro Tirreno,

ci tengo a precisare che,quando parlo della riforma "nazionale",banalmente (ahimè) mi riferisco a quello che "vorrei" e non certo a quello che sarà.figuriamoci! Neanche il precedente governo di sinistra era riuscito a preparare un disegno "innovativo" e cosa ci aspettiamo da Matteoli? andiamo! Invece ci vorrebbero voci autorevoli fuori dal coro,provenienti dai maggiori porti italiani, anche se probabilmente sortirebbero pochi effetti. Insomma, è giusto ragionare su un modello diverso, nuovo, e gli unici che possono farlo sono gli attori dei porti stessi (istituzionali e non).

Purtroppo non credo che la "via" regionale sia una soluzione. Se si sposta il livello pianificatorio dalle autorità portuali alle regioni,siamo sicuri che si arrivi ad un utilizzo efficiente ed efficace delle risorse?a quel punto non si potrebbero più fare politiche di "scelta".

E le Autorità Portuali stanno effettivamente diventando notai..viene il dubbio che quello sia proprio uno degli obiettivi..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Giorgio Carozzi

Caro Santamaria, grazie di cuore per l'attenzione tua e di tutti gli amici che da Londra gratificano il nostro lavoro. Quel che suggerisci è giustissimo. Certo, non è facilissimo adattare la nostra Pilotina per consentirle di navigare beatamente anche sul Tamigi, ovviamente alzando orgogliosamente la bandiera della Repubblica di San Giorgio (quella prestata con pelosa generosità ai britannici, croce rossa in campo bianco) e i vessilli rossoblu con insegne grifonesche. Ma ci proveremo, stanne certo. Anche perché ben capisco che molti tuoi colleghi resterebbero interdetti se fossero sempre costretti a farsi tradurre le storie "genovesi" che raccontiamo...

Tu continua a darci consigli e a partecipare. Ancora grazie, g.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Giorgio Carozzi

Caro Bianchi, Moretti mi ha convinto sempre poco, penso sia inadeguato all'incarico che ricopre e, soprattutto, che gli importi niente di impegnare sul serio la sua azienda nel business della logistica e del cargo. Mille occasioni buttate al vento. La realtà, come si vede bene a Genova proprio in questi giorni di resa dei conti per lo scalcinato sistema ferroviario portuale, è sotto gli occhi di tutti. Fortunatamente i binari sono stati liberalizzati, la speranza è che Fs lasci campo libero. Anche in questo caso i porti liguri dovranno imparare a fare da soli e a cercare partner adeguati all'impresa, per fare sistema.

Ok sulla tua proposta di legge regionale, scandita forse un po' troppo sulle enunciazioni. Bisognerebbe scendere più nel concreto... Anche se anche tu sai bene che il problema è nazionale. Bisognerebbe davvero scardinare e capovolgere le regole del gioco. Ma con chi?

Spedito da: genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Sempre Spianata

Se il blog apre ad altre lingue, Dott. Carozzi non dimentichi il cinese la lingua del futuro prossimo, grazie.

Spedito da: genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Con Tromano

Dott. Carozzi,

Lei riesce a (remesciare) nella fanghiglia AFFARIPOLITICACHIESA da moltissimi anni, ed è a conoscenza di fatti e sopratutto misfatti come può ancora illudersi e illudere che siano questi i personaggi che ci tireranno fuori dalle secche?

Spedito da: Londra Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Paolo Santamaria

Dear Mr Carozzi,



Le scrivo da Londra, citta dove risiedo e lavoro ma dalla quale non dimentico mai di seguire notizie sull'Italia sullo shipping (lavorando ai Lloyd's) e ovviamente il mio amato "Grifone", essendo Genovese "purosangue". Mi vorrei complimentare per il suo lavoro che compie per tenerci tutti aggiornati con il suo brillante Blog!

Il mio ufficio come potra immaginare e' un mix di culture e persone che parlano diverse lingue e capira che la nostra lingua parlata e l'inglese, sa mica se pensa di estendere il blog in inglese? sarebbe Una grande cosa e porterebbe a mio (umile) avviso il sito agli occhi del mondo...Ed io puo star certo che ne saro promotore!



With kind regards



Paolo Santamaria

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Giorgio Carozzi

Caro Tirreno illuminista, giacobino e nostalgico, non possiamo mica pretendere che l'amico Giuliano Gallanti arrivi anche ad abiurare o rinnegare il proprio passato e la propria storia, quando tu stesso ti definisci ancora comunista... Del resto, sulle pesanti responsabilità del Pci e della sinistra di governo in genere in merito alle sciagurate scelte amministrative, mi pare non esistano più dubbi. Ma non hanno certo agito da soli, semmai con la complicità (clamoroso il caso del waterfront lanciato dal binomio Pericu-Biasotti) del connivente e intortato centrodestra, di cui segnaliamo il tombale silenzio. Chi all'epoca era fuori dal branco, veniva perseguito e tacciato di disfattismo, come nel ventennio. Nessuna possibilità di dialogo e confronto. Ma alla fine, oltre a bloccare lo sviluppo di Genova per chissà quanti anni ancora, cos'hanno portato a casa? Vorrei capirlo.

Sul resto, concordo: la sua autoriforma, Genova deve provare a farsela in casa.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Tirreno Bianchi - Il "Moretti-retropensiero"

Caro Carozzi,non so se hai avuto occasione di leggere le ultime esternazioni di Mauro Moretti,compreso quella pubblicata su "Il Giornale" del 20 aprile scorso.

La summa del "Moretti-pensiero" tradotta in volgare potrebbe risuonare più o meno così:"Siccome devo realizzare più ricavi e meno costi a me interessa solo la TAV.Anzi:voglio concorrere anche in Francia".

Pendolari?"Ecchissenefrega!Ci penseranno i Governatori".

Traporto merci?"Non è cosa mia".

Bene,se così fosse e avessi tradotto esattamente il "Moretti-retropensiero" ce lo dicesse pure chiaramente,perchè potrebbe liberare le tracce per altri vettori,garantendo così un servizio più funzionale alle esigenze dei porti.

Se l'ex sindacalista CGIL Mauro Moretti potesse creare una Bad Company sarebbe per lui il migliore dei mondi possibili:da un parte la ricca TAV in una nuova società a fare utili,dall'altra tutto il resto a scaricare sui cittadini costi,disservizi e fallimenti!Non so se ho tradotto bene:ma tu cosa ne pensi?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Tirreno Bianchi - I have a dream

Vorrei spiegare meglio i principi guida della mia Legge Regionale sui Porti.

1 I porti liguri sono al centro di un sistema logistico ad alto valore aggiunto per il territorio

2 I porti liguri scontano una differente dinamica portuale rispetto ai principali concorrenti nordeuropei e mediterranei

3 Esiste una forte esigenza di sinergie tra porti,retroporti e contesto economico macroregionale

4 Le scelte di pianificazione e investimento non possono essere gestite solo con l'avvallo della burocrazia romana.Da qui la necessità di creare un centro di competenza regionale che abbia voce attiva nella gestione dello sviluppo del territorio

Il successo di un sistema portuale infatti dipende dalla sua capacità di creare e sfruttare sinergie con altri soggetti della catena logistica.

Per questo è indispensabile che le nostre Autorità cambino pelle e natura giuridica:da semplici notai e guardiani dell'esistente devono diventare catalizzatori e attori commerciali del nuovo modello di sviluppo.

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

SINDACATO

Scopro, essendo un dipendente del settore, che il sindacato dei trasporti Cgil, Cisl e Uil si sveglia e sulla crisi del nostro settore dei servizi convoca una conferenza stampa. Meglio tardi che mai, finora sono andati a rimorchio affrontando i problemi dei tagli e degli spostamenti dei centri direzionali quando la frittata era già fatta. Vedremo che interpretazioni politiche daranno su quanto sta accadendo, se saranno le stesse che si leggono su questo blog o se si inventeranno qualche altra storia. La verità è che non ho mai sentito il sindacato denunciare tutte le schifezze di questi anni che scriviamo qui sopra. C'erano? Dormivano? Con chi stavano? E adesso si lamentano perchè agenzie marittime, case di spedizione ecc. soffrono...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Tirreno Bianchi - Il dubbio...

Purtroppo io non nutro la stessa fiducia che dimostra Uncino Lavico rispetto ad una imminente e salvifica riforma del sistema portuale.

Temo in questo caso che sia più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che una riforma seria entri in vigore nel Regno dei Porti italiani.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Tirreno Bianchi

Si narra che un'importante azienda genovese,già proprietaria delle aree di Fiumara e della famigerata Derna-officina in cui venivano confinati i "cattivi" e oggi occupata dal Gruppo Spinelli-,richieda un affaccio al mare nelle aree di Cornigliano.

Scusa Vecchi Nostromo,ma c'è qualcosa che mi sfugge in tutta questa vicenda...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Tirreno Bianchi

Vecchio Nostromo,ringrazio per il tuo post rammentandoti che io non sono un massimalista,ma parafrasando un mio famoso concittadino sono più semplicemente un "illuminista,giacobino e comunista".

Ha ragione Gallanti nel suo lungo racconto:tutto giusto,tutto vero tranne il fatto che nessuno ebbe il coraggio di dire pubblicamente che cosa pensasse del Waterfront.Per questo rimando agli atti del verbale del Consiglio comunale del 21 giugno 2005,quando il Sindaco Perico mi liquidò dicendo "non è sufficiente essere stato Presidente di una qualche banchina per poter discutere del Porto" oltre ad una serie di commenti pubblicati anche dal SecoloXIX.

Caro Gallanti,come ricordi non ci è mancato quindi il coraggio,ma la disponibilità a ragionare seriamente sul futuro della città e del Porto da parte del partito di maggioranza relativa che all'epoca governava Comune,Provincia..e Autorità Portuale.Con simpatia,Tirreno.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Genovese

Mi sorge un sospetto. Ma l'Allampanato e il Butterato sono la stessa persona?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Giorgio Carozzi

Vivere portando sulle spalle il pesante fardello del passato, è una maledizione cui Genova non può ancora sottrarsi, anzi... Ne scriverò ancora sulla prossima Pilotina. Sull’immediato e sul futuro, Maurizio Maresca e Uncino Lavico mi pare abbiano due visioni solo apparentemente contrastanti. Denominatore comune, infatti, sono una nuova visione stategica di porto, modernizzazione attraverso un nuovo sistema di governo, realizzazione immediata delle opere già previste e coinvolgimento del grande capitale (dello shipping) nel processo di gestione. La sfida è durissima, non impossibile.

PS - Non credo, gentile signor Rino di Roma, che oggi potrebbero perpetuarsi impunemente altre operazioni tipo Fiumara. Non mi pare proprio esistano ancora le condizioni "ambientali" favorevoli. E poi allora Pilotina non c'era...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 aprile 2009 alle 07:00

Giorgio Carozzi

Anch’io ho la stessa curiosità, caro mr. Uncino, e cercherò di togliermela. Ma sa com’è: tira più un pelo di camallo a Genova, che una coppia di buoi a Livorno, come direbbero al mio paesello… Scandaloni e scandaletti avvelenano la quotidianità anche di altre importanti banchine nazionali. Credo che proprio a Livorno, dov’è in corso una clamorosa indagine a tuttocampo della magistratura, tra non molto esploderà il pandemonio. Problemi si segnalano anche a Trieste. Di Ancora abbiamo raccontato. A Bari Franco Mariani sta facendo piazza pulita, anche grazie all’intervento della magistratura, dei lasciti del passato. Gioia Tauro deve fare i conti con la malavita organizzata. Certo, chi fa notizia è sempre e solo Genova.

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