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Nello D’Alesio
dipinge Livorno
«Non è un paese
per ricchi»

«Amici un c…o!». Ogni porto è paese e basta guardarsi intorno per capire che se Genova boccheggia nel guado, Livorno soffre le pene dell’inferno e rischia di essere risucchiata da un tornado giudiziario potenzialmente devastante. Il grande armatore alza lo sguardo a quota periscopio per guatare sornione, oltre l’aragosta e le triglie, la tavolata che si va lentamente componendo all’altro lato della sala. I capi dei portuali entrano alla spicciolata, console e stato maggiore della Compagnia. Parecchi i giovani. Scrutano e salutano con un mezzo sorriso. Interno sera, ristorante Gran Duca, a due passi dal porticciolo di Livorno. «Direi che non mi amano più di tanto, vecchie e nuove ruggini con il nostro terminal container Sintermar, che gestiamo con le famiglie Neri e Fremura», confida Nello D’Alesio, 67 anni, l’armatore che con il fratello Antonio guida lo storico e omonimo gruppo con sede a Livorno. E la famiglia Piccini? «Oggi conserva peso, prima era predominante».
Pilotina è ormeggiata al riparo dei Quattro Mori per molte giustificate ragioni: 1) perché molti di voi mi invitano da tempo a prendere il largo per scoprire che cosa succede sulle altre banchine italiane; 2) Nello D’Alesio è tosto, simpatico, franco, solare, senza peli sulla lingua; 3) parla di problemi comuni alla portualità e allo shipping nazionale; 4) ha affrontato la crisi di petto, investendo 300 milioni di euro per farsi costruire otto nuove petroliere a doppio scafo, super rispettose dell’ambiente, nei cantieri coreani, indonesiani, turchi e siciliani; 5) conosce bene i retroscena della politica portuale e quelli che si consumano nelle stanze di Confitarma. C’è un ultimo motivo, diciamo sentimentale… Le bandiere che sventolano sulle 16 navi della flotta sono dipinte di rosso e di blu! E’ stato il padre di Nello e Antonio, Gaetano D’Alesio, a scegliere questi amati colori, rientrando da una missione a Genova dove aveva capito che si poteva riproporre a Livorno la stessa collocazione dei depositi petroliferi arroccati sulle colline intorno alla Lanterna.
«E’ vero, un piccolo omaggio alla città e al glorioso Genoa Cricket and Football Club – conferma Nello D’Alesio – In fondo, anche se siamo delle bestiacce, con i genovesi non ci vogliamo poi così male… Del resto, siamo sulla stessa barca. Il nostro futuro è condizionato dagli scarsi pescaggi. Noi di Sintermar, abbiamo perso clienti su clienti perché il canale si interra. In Turchia, in quattro mesi hanno realizzato un bacino nuovo di zecca per costruirci dentro le mie navi! E noi a Livorno? Quando è il caso c’è tanta solidarietà, è vero. Però poi passiamo le giornate a farci la guerra, non guardiamo oltre il naso, siamo arroccati su posizioni vecchie e indifendibili. Anche la politica è vecchia, non offre sogni, cause per cui valga la pena di sacrificarsi. Da noi una bennata di terra diventa un guaio, siamo talmente autocastrati che non me la prendo neppure più con i politici».
Un pizzicotto per essere sicuri che non stiamo cenando in Galleria Mazzini. E poi lasciamo che Nello D’Alesio il taccuino se lo riempia da solo…
La politica. «Che volete che possa fare? La draga dovrebbe lavorare dall’imboccatura al fondo canale per 365 giorni all’anno, avanti e indietro senza soste, l’Arno ci vomita di tutto in questo nostro porto! L’occupazione è in netto calo, non abbiamo un’industria. Poco indotto, pochi servizi, artigianato esangue. Le riparazioni navali sono state cancellate. Un bacino in muratura, con tanto di rampa d’accesso per i camion, diventerà un parcheggio per yacht. I giovani portuali sono in genere figli dei vecchi. Anche nei casi migliori, qui tutto è limitato dalla struttura patriarcale. Innovazione zero, ricerca non parliamone. E ora queste banchine vuote… Dice: e Matteoli? Altero l’è un amico… Un po’ di dentino avvelenato ce l’ha. Fino a qualche anno fa a Livorno non riusciva ad aprire bocca, vista la sua estrazione politica. Ma gli altri? Che cosa fanno per la flotta, gli armatori, i porti? Diciamo che c’è poca sensibilità e chiudiamola».
La crisi. «E’ esplosa dalla sera alla mattina, oggi viaggiamo sui 3000 dollari al giorno di nolo. Sarà già alle spalle? Non lo so, non mi esalto e non mi abbatto. Se sarà il caso ci leccheremo le ferite e ricominceremo. Gente come noi la troverete sempre, le meteore scompaiono. Noi lavoriamo solo e sempre in funzione dei clienti. E dei nostri 350 dipendenti tra terra e mare, tutti addestrati in casa.   Tanti hanno puntato sulla carta, sui derivati… io seguo poco anche la Borsa. Mi dicono che i Greci tornano cautamente a muoversi, è un buon segnale».
Confitarma. «Il futuro lo vedo bene. Paolo d’Amico è persona seria, di grande spessore, ragionevole e disponibile, ascolta gli altri. Se, come mi pare certo, sarà eletto presidente, farà bene. Ricordo lo zio, Antonio d’Amico: con lui al timone Confitarma era la nostra casa. E tanto per cominciare dobbiamo riconquistare il filo diretto con la politica romana e con l’Europa».
Chiudiamo il taccuino. I portuali non sono ancora al dessert. «Ma lo sa qual è oggi il maggior problema dei miei marittimi?». No, dica dottor D’Alesio. «Il cellulare! Un dramma… Prima per sei mesi si dimenticavano di tutto, adesso le mogli li chiamano dieci volte al giorno».

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Commenti inseriti: 70 — pagina 1 di 3

Spedito da: Genova Pubblicato il: 07 maggio 2009 alle 07:00

pino silvestre

Grazie Gerry, mi era sfuggito ma un richiamino credo non guasti.

Segnalo per altro che anche l'attuale assessore al Bilancio del Comune di Genova si candida per le europee, non vorrei che avendo fatto 2 conti sul bilancio appunto, pensi a scappare più lontano che può!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 07 maggio 2009 alle 07:00

Franco Porto

Ore 1:27 Genova torna dopo qualche anno di incomprensibile anonimato alla ribalta delle cronache rosa nazionali.Tra un divorzio potenziale e una festa di compleanno il porto di Genova irrompe nello show dela coppia concorrente a quella ben più amata Fiorello - Mike.Lo fa senza preavviso.La lenta agonia di una città sparata in seconda serata e nel salotto delle politica italiana!Chissà Veronica cosa avrà pensato ascoltando di traffici internazionali (di merci), corridoi,ferrovie.Ma,consentitemi,erano anni che non ascoltavo la parola porto di Genova proferita da un leader nazionale.Dite pure quello che volete,ma la riascolterei volentieri 10,100,1000 volte.E che sia Berlusconi o un altro semileader democratico,centrista o di sinistra,non mi interessa molto.Ne usciamo anche se avremo la capacità di diventare argomento di talk show nazional popolari.Se la discussione uscirà dal recinto provincialista della nostra città e della nostra regione.Caro Giorgio:No Porto,no party!

Spedito da: Pubblicato il: 07 maggio 2009 alle 07:00

draghetta

Dreaghe a Genova e a Livrono non se ne vedono ancora. Vi rendete conto che se non fanno in fretta a ripulire i fondali del terminal passeggeri di Genova perdiamo tutte le grandi navi di Msc. E quando più le riprendiamo? Carozzi, è da gennaio che ci dice che il problema si sta risolvendo. Ne sa più niente?

Spedito da: Pubblicato il: 07 maggio 2009 alle 07:00

FINMARE

Qualcuno criticava Carozzi per la sua analisi su Tirrenia, volete vedere che invece aveva ragione e aveva visto giusto? Si stanno preparando a svenderla e a farne uno spezzatino. Siamo alle solite, c'è chi si papperà rotte e clienti e abbiamo ancora paura di qualche grembiulino nero!!!

Spedito da: Livorno Pubblicato il: 07 maggio 2009 alle 07:00

Suzanne

Complimenti per l'ottimo lavoro che state svolgendo su internet...è davvero utile anche per noi a Livorno!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 07 maggio 2009 alle 07:00

POLLICE VERDE

Tutti abbiamo orticelli da coltivare, sinor Ennio, chi più chi meno. Ma credo che quelli che scrivono su Pilotina cerchino almeno di non danneggiare gli orti degli altri infestandoli con veleni, pesticidi o diserbanti.

Spedito da: livorno Pubblicato il: 07 maggio 2009 alle 07:00

HENRY

I reparti non si aiutano, dici amico Alex? Hai ragione, non fate reparto neppure su pilotina! A Livorno Lucarelli Cristiano (il bomber) ha pubblicato sul suo giornale tutti i nomi dei massoni della città. Allora...?

Spedito da: Ge Pubblicato il: 07 maggio 2009 alle 07:00

BUIO PESTO

Ancora silenzio e buio pesto. E' bastato salire di tono, tirare in ballo poteri finanziari e poteri massonici (chiamiamo le cose con il loro nome!) e si è spenta la luce su Pilotina. Carozzi dove sei, ribellati!

Spedito da: genova Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

ennio

Ancora lamentele! ma di questi simpatici viaggiatori in pilotina, chi veramente non ha orticelli da coltivare?

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

UNCINO MOSCIO

Quanto lavorano in media ogni mese e quanto guadagnano in busta paga i portuali di Livorno, si può sapere? Grazie

Spedito da: italia Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

gerry

Spedito da: italia Pubblicato il: 04/05/2009

gerry

a proposito di presidenti di A.P.: lo sapevate che il nuovo presidente (ancora deve sedersi) del porto di La Spezia, e' candidato alle europee nel PD.

Questi compagni del c...o,sono incontentabili ed incontenibili.

salutoni

Spedito da: ALESSANDRIA Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

NO PARTY

Qualcuno di noi ha rilanciato il tema del no voto-no party come ultima e disperata forma di protesta contro la politica di sinistra del niente. Curiosità: vorrei sapere per chi voteranno o chi sostengono gli amici indipendentisti del MIL. E per favore non mi venite a dire che giudicherete in vase all'"europeismo" dei candidati e altre palle simili...

Spedito da: genova Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

sparviero rossoblu

Già, che succede? Cascano su Pilotina compassi, triangoli, candele, maestri e grembiuli e vi zittite tutti? Che figura, non me l'aspettavo, un po' di coraggio! Avete paura che mettano la barca in disarmo e rapiscano Carozzi? Meno male che Pino Silvestre vidal ci riporta coi piedi nella solita... melma putrida. E' verissimo quello che scrivi, un posto alla ciurma dell'allegra brigata lo trovano sempre, non importano i loro colori politici. Ma chi l'ha mai visto frequentare i porti questo Forcieri, che cosa c'entra. Niente, godetevelo spezzini! Fatene buon uso leggendo le istruzioni.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

pino silvestre

Scusate, magari mi sbaglio ma nessuno che abbia commentato la nomina di Forcieri a Presidente di Spezia?

Come dire "uomini per tutte le stagioni", un posticino, se la va male, lo troviamo a tutti.Proporrei di istituire gli ammortizzatori sociali anche per i politici semza incarico, tanto li pagheremmo lo stesso ma almeno non fanno danni!E intanto proprio in quel di Spezia la Filse ricapitalizza l'ACAM con 4 milioni di euro e fideussioni per 16 milioni. Incredibile, l'unica multiutilities pubblica italiana che non guadagna soldi ma con debiti per 400 milioni di euro ormai fallita tecnicamente che vive grazie ai soldi...dei contribuenti! come dire Cornuti e mazziati 2 volte!. L'unica ricchezza che ha sono gli oltre 1000 dipendenti che , si sa, in tempi di campagna ellettorale il loro valore ce l'hanno, eccome!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

Giorgio Carozzi

Dimenticavo! Ieri sera dopo le prodezze di Cristiano Ronaldo cambio canale e mi bevo, ormai al limite del masochismo, il salotto vespiano con il premier che racconta in pubblico le sue faccende di moglie, figli, ecc. Solita cornice: con la sorpresa, questa volta, di ritrovare il prode giornalista comunista che va a dirigere un nuovo giornale comunista e si becca compiaciuto tutti gli elogi e le carezze di Berlusconi. Ma non è questa la notizia. Il fatto è che saltando di palo in frasca, Berlusconi a un certo punto dice: il porto di Genova sta morendo, i traffici del Far East lo saltano e vanno in Nord Europa perché Genova non può raggiungere via treno il cuore dell'Europa, il centro sinistra aveva cassato il Terzo valico, noi lo faremo e vogliamo realizzare il corridoio 5. Incredibile ma vero. E' la prima volta che accade: perché? Non credo si tratti di propaganda, era ben altra quella che il premier intendeva fare. Allora diciamo che è un segno (che coglieremo?).

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

Giorgio Carozzi

Eravate distratti, arrivate tardi e vi siete fatti bagnare il naso dai tifosi amaranto senza neppure accorgervene, cari Uncino e Amico Alex. In almeno un paio di post, con l'acuta perfidia che solo i livornesi sanno distillare, c'era già l'accenno allo snodo che ora individuate. Parlo, naturalmente, di piccoli e grandi maestri, grembiulini e affini. Ma non solo: pescate a ritroso, capirete...

Caro Amico Alex, ci restano quattro partite per continuare ad applicare alla politica la metafora del calcio gasperianiano e militiano (o militico), ma soprattutto per definire il futuro. Perchè o si vince o si resta a casa, non possiamo più disegnare metafore sulla sabbia.

Alla fine, anche mr. Uncino mi dà ragione. Solo una multinazionale (cito Msc perché è l'unica credibile a portata di porto) può consentirci di costruire nuovi rapporti sociali-contrattuali, spezzare la logica infame dei ricatti, recuperare le vittime, ottenere ricadute da quella che Uncino definisce "massa critica".

Spedito da: italia Pubblicato il: 06 maggio 2009 alle 07:00

gerry

C...O! E' stato nominato il Grande Maestro della Banca e come per magia il blog si e' zittito.

C...O!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 maggio 2009 alle 07:00

Uncino Lavico

Logge..e il Grande Maestro della Banca..non osavo citarlo, ma fa parte del quadro. I politici che hanno "osato" sfidarlo si sono bruciati all'istante,inceneriti...

Amico Alex mi legge nel pensiero...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 maggio 2009 alle 07:00

Amico Alex

Vecchio Baciccia,l'urlo del goal più lungo della storia stracittadina mi costringe ancora a sussurrare.Quei 10 secondi di gloria assurgono immediatamente a metafora.Capitano Johnson,abbiamo bisogno di uomini che nella difficoltà rispondano col carattere,che recuperino palla nei contrasti,che lucidamente e velocemente alzino la testa e aprano il gioco,che corrano verso l'obiettivo superando invidie e bramosie di gloria,che siano capaci di fare la cosa giusta al momento giusto,che colpiscano l'obiettivo per la squadra e magari per il popolo.E' un problema di equilibrio tra i poteri costituzionali completamente saltato.Non esiste un modello Genova o un sistema Liguria:come direbbe Gasperini i reparti non si aiutano.Il vuoto della politica è stato occupato dallo scandalismo giustizialista,la debolezza del sistema delle autonomie locali è stata ulteriormente acuita da un neoregionalismo bipartisan e bileaderistico.Ma lo snodo restano le loggie e il Grande Maestro della Banca:vero Baciccia?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 maggio 2009 alle 07:00

Uncino Lavico

Ci riprovo, oggi la tecnologia mi abbandona.

Il messaggio di SILENZIO DEGLI I è drammatico nel fotografare il "ricatto" al quale sono giornalmente sottoposti ragazzi e ragazze che lavorano in questo mondo dello "shipping e dei trasporti".

Immagino che il sindacato (quello serio) si adoperi per aiutare questi lavoratori, ma non basta a livello "politico" denunciare il problema della precarietà.

Questa in cui viviamo è la nuova frontiera post post fordista: piccole medie imprese che non sono neanche troppo coese (come i "distretti del made in italy") Magari ci fosse un "made in italy" anche per i trasporti e la logistica. Quelli che abbiamo (seppur grandi imprese) mi sembrano sempre più deboli nello scenario concorrenziale (fatti salvi alcuni casi).

Il problema è di nuovo la "massa critica". Se ci fosse ci sarebbero anche meno problemi a difendere i lavoratori perchè sarebbero una "voce" e non solo delle "vittime".

Per i politici: andare a vedere queste realtà...ma vedere davvero!

Spedito da: Pubblicato il: 05 maggio 2009 alle 07:00

SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Caro Uncino Lavico, hai ragione, ma molti di quelli che griderebbero la loro rabbia hanno paura a farlo. Paura di perdere quel poco lavoro precario che hanno o di non trovarne affatto, di essere spiati o riconosciuti magari dall'amico o dal compagno o dal sindacato o dal padrone. L'arma in mano ai regime, o chiamatelo come volete, è quella di sempre: il ricatto e imporre il silenzio per impedire ogni forma di libero confronto e di dibattito. Meno male che a Genova c'è ancora un pezzo di porto e di città, Pilotina compresa, dove si può vivere e parlare senza paure!

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 05 maggio 2009 alle 07:00

Capitano Johnson

Come se ne esce, si chiedono ogni tanto Uncino Lavico e Amico Alex, riprendendo le analisi di Carozzi. Non lo so come se ne esce, l'unico che ha qualche certezza in più mi sembra qualche volta Tirreno Bianchi. Io penso che non se ne uscirà mai più, a Genova ma anche a Livorno, se prima non si chiudono tutte le inchieste, si fanno i processi e si chiude un'epoca. Azzerare e ripartire, in caso contrario, cioè se ogni giorno ne esce una nuova e non si chiude mai niente, si può benissimo buttare via la chiave dei due porti. Finita l'azione dei magistrati, sanati tutti i comportamenti illegali, bisogna ricominciare con un quadro normativo nuovo e adeguato. Dimenticavo: ripartire se intanto c'è ancora un po' di lavoro... Ha ragione l'amica dei carbonini, vallo a spiegare a quelli di Rifondazione e alla Fiom.

Spedito da: TOSCANA Pubblicato il: 05 maggio 2009 alle 07:00

MAREMMA CHANNEL NEWS

Caro Gerry, ma perché ce l'hai così tanto con Nerli, che è pure di origini toscane e poi a Civitavecchia prima e a Napoli poi ha fatto bene? Quanto al sindacato e diciamo anche ai politici, Gerry, seguono seguono... Per quanto ne so non perdono battute del blog, anche qui a Livorno. Magari qualcuno scrive sotto pseudonimo. Diciamo che magari i livornesi stanno zitti perchè se no dovrebbero affondare il coltello e qui ci conosciamo tutti. Scordati poi che, conoscendoli bene, i capi del sindacato legittimino politicamente il lavoro del Secolo XIX. Credo che lo sponsor del Livorno lo conosciate bene. Ma che vi frega a voi che con il re dei balocchi navigate verso l'Europa e noi si sta qui a leggere Lucarelli? Che non lo sapete ma ha cercato di fare gol anche in porto!

Spedito da: genova Pubblicato il: 05 maggio 2009 alle 07:00

Mina

Chiacchere, chiacchere, chiacchere solo chiacchere e continuate a chiaccherare, vediamo la percentuuale dei votanti Genovesi alle Europee, in base alla che percentuale ci sarà, forse allora ci renderemo conto se sarà possibile sradicare il sistema città-porto. NON ANDIAMO A VOTARE, chiunque si voti continuerà questo sodalizio affari- politica.

Sò già che sono chiacchere adesso, ma lo saranno anche dopo PURTROPPO.

Spedito da: italia Pubblicato il: 04 maggio 2009 alle 07:00

gerry

ho notato,ma posso anche sbagliare,che nessun esponente sindacale e' sensibile

ai problemi fin qui esposti.forse sono in tutt'altre faccende affaccendati.

posso contare sulle dita di una sola mano i puri ed onesti rappresentanti del mondo del lavoro marittimo e navalmeccanico.A proposito, lo sapevate che Nerli ha iniziato la 'carriera' come sindacalista degli edili?

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