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Porti, shipping e imprese: il buio oltre l’Europa

Una domanda: è cosa buona e giusta continuare a deprecare l’impalpabilità della politica a proposito di porti e shipping, o non sarebbe anche il caso di cominciare a pretendere un modo nuovo di fare ed essere impresa? C’erano soprattutto loro, nei salotti e nei retrobottega del potere spicciolo, quando il porto di Genova sprofondava nella melma fino al collo. Tacevano spesso, ma votavano sempre sì in Comitato. Poi si mostravano sdegnati in pubblico, ma in privato fulminei nell’arraffare quel poco profitto individuale che emergeva dal peggio del peggio. Oggi i rappresentanti dell’imprenditoria portuale e industriale genovese si scagliano con arrogante mestizia contro le inadeguatezze strutturali del porto di Genova.

Trasmettendo pessimismo: non fanno squadra, non offrono soluzioni innovative, non mostrano passioni né coltivano progetti da condividere. Probabilmente non riescono neppure a blindare sui moli i loro clienti storici. Imprenditoria debole e politica allo sbando. Se chi dovrebbe portare lavoro e business arranca, chi giurava di contribuire alla causa con idee e decisioni, viene rispedito a casa dagli elettori. Per manifesta incapacità. Alle elezioni europee, i principali esponenti che nei vari schieramenti si occupavano dei problemi di navi, porti e trasporti, non sono stati rieletti. Meno male, perché nessuno dei nostri rappresentanti a Strasburgo ha lasciato il segno e sarà particolarmente rimpianto. Il problema, del resto, non è solo italiano, ma europeo.

L’unico parlamentare rieletto che vanti una riconosciuta esperienza e capacità nel settore dello shipping, è l’ex giornalista belga Dirk Sterckx, che ha raccolto più di 70.000 voti come candidato per il partito liberale fiammingo VLD. Il cristiano democratico tedesco Georg Jarzembowski non è stato ricandidato, così come Paolo Costa, ex presidente della Commissione Trasporti europea e attuale presidente dell’Autorità portuale di Venezia. In Spagna è stato rieletto Luis de Grandes Pascual, un cristiano democratico che nella scorsa legislatura si è occupato della nuova legge per le società di classificazione, mentre in Francia è confermato Dominque Vlasto, in passato relatore per la normativa di Port State Control.

In Repubblica Ceca conferma per il comunista Jaromir Kohlicek, relatore sulla proposta di normativa (per fortuna abortita) sulle indagini relative agli incidenti marittimi. Per il resto, nebbia fitta, con i nuovi parlamentari che nelle loro rare trasferte a Strasburgo impiegheranno almeno un paio d’anni solo per acclimatarsi alla complicata burocrazia europea. I problemi più gravi resteranno terreno di improvvisazione o di monopolio della Commissione, dove si prefigura la riconferma del presidente Barroso e, forse, anche del suo vice Tajani, con delega ai Trasporti. Siamo a posto! Potremo così verificare fino in fondo la profondità della conversione al capitalismo di Barroso, un politico che ha iniziato la sua carriera come maoista e che si pone oggi come il più strenuo difensore del libero mercato.

Con alcuni anni di ritardo, visti gli orientamenti più prudenti dei liberisti d’antan, che oggi propendono per un maggiore controllo pubblico sui fattori economici e finanziari. La strada per la riconferma è spianata dai rapporti di forza fra i partiti, più che dalla bontà dei risultati raggiunti, almeno nel settore dei trasporti. Questo è quello che passa il convento europeo. E così, a quasi dieci anni dall’affondamento delle petroliere Erika e Prestige, l’unico provvedimento che avrebbe evitato quelle tragedie resta nel cassetto della burocrazia. E’ infatti chiaro a tutti che se fosse esistita una normativa sui porti di rifugio, le due petroliere non sarebbero affondate e due fra i peggiori disastri ambientali degli ultimi decenni sarebbero stati evitati. E’ chiaro a tutti, non ai commissari e ai parlamentari europei, che si sono astenuti dal deliberare. In attesa di una prossima tragedia, di cui ancora una volta nessuno si addosserà la responsabilità.

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Commenti inseriti: 60 — pagina 1 di 3

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 18 giugno 2009 alle 11:29

Movimento Indipendentista Ligure

Abbiamo insistito con "quell'esempio" perchè riteniamo che TUTTI i mali del Porto di Genova vengono dal suo mancato sviluppo portuale ferroviario. Si doveva già, subito dopo l'ultima guerra, iniziare i "lavori" per "FAR RESPIRARE" il Porto di Genova, collegandolo ferroviariamente con un Interporto oltre Appennino. La notizia pubblicata qui su "Shippingonline.it" , in data 17/06/09 con il titolo "Semaforo verde- Interporto Nola, sì UE agli aiuti per i treni" , fa comprendere che questa era la strada da seguire. Invece il Porto di Genova ha seguito la strada delle "chiacchiere": bla..bla...bla... Se TUTTI gli operatori avessero organizzato una grande "manifestazione" di piazza per richiedere già 40-50 anni fa quello che a Nola hanno fatto in questi ultimi anni, oggi saremmo uno dei Porti più sviluppati del mondo!!! Invece qui ......si preferiscono i salotti televisivi , dove ci si va "eleganti e ben agghindati" !

Spedito da: ITALY Pubblicato il: 18 giugno 2009 alle 06:21

Mestizia

Leggo e rileggo e non mi capacito! Ma questo ministro ex missino che tradisce anche i valori popolari del suo ex partito deve continuare a occupare la poltrona? Non c'è un sistema per metterlo in stato d'accusa per atti arbitrari? Un'altra cosa: come al solito vedo che voi a Genova ve la prendete comoda prima di schierarvi dalla parte presumibilmente giusta... Maniman...!!!
Altra cosa ancora: non leggo attestati di solidarietà verso Mariani da parte dei suoi tanti amici genovesi, di partito e non. Idem per Sommariva, che pure è ben consciuto in casa Cgil. Che strani questi silenzi... Vai a vedere che magari vi state o vi stanno dicendo: beh... se l'è andata a cercare... Rilevo, infine, che al Pilotinaro Carozzi i vari Marenco, Plinio e Bornacin si sono ben guardati dal replicare. Così va il mondo, buona giornata soprattutto agli amici ( E COMPAGNI) di Bari!!!

Spedito da: italia Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 22:07

sandokan

La storia di Bari è inverosimile, pura cronaca...nera. Ma quale credibilità possono accampare questi politici? Mi auguro per Mariani e per i porti italiani che almeno la magistratura ci metta una pezza!!!

Spedito da: ROMA Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 18:56

MICHELE META

La decisione del ministro Matteoli di commissariare
l'Autorità Portuale di Bari è di una gravità inaudita, figlia di motivazioni e
pressioni squisitamente politiche che cancellano il difficile lavoro portato
avanti dal presidente Mariani nel ripristino della legalità e nel rilancio
dello sviluppo del porto con benefici notevoli per l'occupazione. Denunciamo con forza questo sopruso ai danni del porto di Bari, del suo sistema economico e dei lavoratori che, insieme agli enti locali, vengono clamorosamente danneggiati da una vera e propria occupazione del potere da parte del Governo che, invece di apprezzare il difficile lavoro del Presidente Mariani nella lotta ad un gruppo affarista, sanzionato peraltro dalla magistratura, preferisce
avvantaggiare gli interessi particolari dei luogotenenti della destra barese".
On. Michele Meta, capogruppo del Partito democratico
in Commissione trasporti alla Camera

Spedito da: Bari Italia Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 18:48

Piero

Sono sconcertato: praticamente il Ministro ha dato ascolto alle illazioni di un privato (Guadagnuolo), ignorando il risultato della Commissione Ministeriale (quella seria), che ha spulciato gli archivi dell'Autorità Portuale per 4 giorni, riconoscendo alla fine l'ottimo lavoro di Mariani. Ma non solo, il Ministro ha ignorato anche il risultato delle indagini esperite dall'Autorità Marittima!
A buon intenditore poche parole....

Spedito da: BARI Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 17:14

SOSTIENI MARIANI 3

In questi giorni verranno intraprese tutte le possibili iniziative per sostenere il Presidente Mariani e per difendere il Porto da un'azione vile e ingiusta destinata, questa si, a far precipitare il Porto di Bari nel disordine e nel caos.
Nel confermare solidarietà e gratitudine al Presidente Mariani per quello che ha fatto in questi anni, i lavoratori del porto metteranno in campo tutte le loro risorse affinché un'ingiustizia così grave non venga perpetrata ed il Presidente resti al suo posto a lavorare, come ha fatto finora, per il bene del Porto di Bari.
Già per la giornata di domani, giovedì 18 giugno, le OO.SS. hanno proclamato una giornata di sciopero di tutti i lavoratori portuali.
FILT-CGIL (Verdoscia), FIT-CISL (De Gennaro), UILTRASPORTI (Iacobazzi)

Spedito da: BARI Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 16:40

SOSTIENI MARIANI 2

I Lavoratori del Porto di Bari respingono indignati la scelta grave ed immotivata di commissariare il Presidente dell'Autorità Portuale di Bari Francesco Mariani.
Sotto la Presidenza di Mariani il porto ha conosciuto anni di straordinario sviluppo: l'occupazione è cresciuta e le regole a tutela dei lavoratori sono state finalmente rispettate.
Mariani ha difeso la legalità ed ha indicato al porto nuove strade per lo sviluppo.
Con questo procedimento il Governo ha deciso di cedere alle pressioni di gruppi di potere che, incautamente sostenuti da un'iniziativa parlamentare dell'on. Simeone di Cagno Abbrescia, hanno osteggiato e perseguitato Mariani, temendo di veder messa in discussione la loro pretesa di spadroneggiare nel porto di Bari.
I lavoratori del porto sono stati, sono e saranno al fianco di Mariani, avendone pienamente condiviso le scelte.
(segue)

Spedito da: BARI Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 16:38

SOSTIENI MARIANI 1

Le scriventi Segreterie Territoriali, preso atto che il Ministero dei Trasporti ha decretato il Commissariamento dell'Autorità Portuale di Bari; considerato che il provvedimento rischia di far precipitare il porto di Bari nel disordine e nel caos, mettendo a repentaglio il posto di lavoro di centinaia di lavoratori e di garanzie normative e contrattuali conquistate dopo anni di lotta; ritenuto altresì che tale atto possa pregiudicare gravemente lo sviluppo dello scalo, soprattutto alla luce della attuale fase di crisi dell'economia globale; ritenuto inoltre che il decreto appare fondato su motivazioni non contemplate dalla legge 84/94 e successive modificazioni e integrazioni, PROCLAMANO una giornata di sciopero di tutti i lavoratori del porto di Bari per domani, giovedì 18 giugno 2009. Chiederemo un incontro al Signor Prefetto per manifestare tutte le preoccupazioni e le perplessità.
FILT-CGIL (Verdoscia), FIT-CISL (De Gennaro), UILTRASPORTI (Iacobazzi)

Spedito da: italia Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 16:06

Michele

Siamo stanchi di questo andazzo, l'illegalità purtroppo trionfa sempre in questo Paese e le persone per bene ne fanno le spese..... altri fanno la spesa.
Mariani è una persona per bene, restituitelo al porto di Bari.
Michele

Spedito da: BARI Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 15:28

Marina

NO AL COMMISARIAMENTO SI ALLA LEGALITA'.....
Tutto quello che succede è senza una risposta....degna...Mariani un'ottima persona retta e sempre leale con tutti.
Non è possibile che uno Stato permetta questa brutalità perchè a questo punto rimane solo dire CAMBIAMO NAZIONE PERCHE' NESSUNO NON SOLO NON CI RAPPRESENTA MA NON CI TUTELA...........
speriamo che il caro Matteoli capisca cosa sta facendo accadere oppure...... stiamo cambiando e nessuno si era accorto del cambiamento....
da democrazia a dittatura......
Buon lavoro a TUTTI.............

Spedito da: Genova, Italia Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 12:52

Giulio Schenone

Buongiorno, intervengo sinteticamente (visto che sono stato menzionato) per ringraziare per l'indiretto attestato di stima, che certamente mi lusinga.
Credo, però, che la situazione del nostro Porto e delle nostre Istituzioni locali sia tale che nessun individuo - da solo - abbia la forza e/o la capacità di ribaltare la situazione, proponendo scenari nuovi con una visione ed un respiro diversi.
Cito, come esempio, il Presidente Merlo che si batte contro 'i mulini a vento' quotidianamente; anche lui, da solo (o peggio, lasciato solo..) non può farcela.
Gli imprenditori hanno sicuramente le loro responsabilità, ma l'esercizio di autocritica non alberga a Genova...
Bella l'idea del Port Pride, forse ci si può lavorare sopra...

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 11:40

cico barque

Caro Botta,
lei si che ha colto nel segno! Pensi se ci fosse una penale per il ritardo nella consegna o nella partenza delle merci come - ad esempio - c'è se un cittadino fa la coda per pagare una bolletta qualsiasi per più di mezz'ora.
La carta dei servizi, qualunque essa sia, è un impegno tra domanda e offerta che in un paese democratico e civile andrebbe introdotta ovunque.
Ma siamo in Italia e allora ...tarallucci e vino per tutti.
Con questo strumento anche Merlo la finirebbe di farsi male da solo. Quest'anno solo critiche alle Assemblee delle varie associazioni e qualche flebile replica al suo operato. E' vero che viene da un periodo orribile ma faccia qualcosa anche per la sua immagine. Non può farselo menare da tutti sul "porto che non funziona" anche perchè, grandi opere a parte che costano e portano via tempo, già qualcosa si potrebbe fare razionalizzando e migliorando i servizi: la carta appunto!! Adelante Botta, ma con juicio!

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 10:08

Movimento Indipendentista Ligure

Riproponiamo il quesito in estrema sintesi:
dobbiamo sbarcare da una nave del Porto di Genova della merce che dobbiamo recapitare in un piccolo paese del Friuli. Cosa ci conviene fare, per avere il costo minore e i tempi di consegna più rapidi possibili :
1°) servirsi di un treno che poi , arrivato il più vicino possibile alla località, trasbordi la merce in un Tir che la porterà a destinazione ? Oppure
2°) servirsi subito di un Tir che carica la merce e la porta a destinazione ?

Spedito da: Italia Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 07:30

Pier

Semplicemente scandaloso. Sono senza parole. Ma davvero non dobbiamo più indignarci per niente?!?

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 01:52

giorgio.carozzi

Naturalmente Mariani e il suo segretario generale Mario Sommariva (altro genovese) ricorreranno contro la decisione di Matteoli. Del resto l'Authority di Bari ha già vinto al Tar della Puglia, che ha respinto i ricorsi dei silurati eccellenti di quella città.
Che dire? Certo, ne abbiamo ancora della voglia di parlare e scrivere di Port Pride, di lanciare candidature (Cico Barque), di riflettere se sia meglio fare i portuali o i dipendenti di terminalisti (Long John Silver, non vedo l'incompatibilità, ma ne riparleremo...), di interrogarci sulle nostre speranze e sulle preponderanti cortigianerie mediatiche (Daniele). Volete sapere che cosa ne penso? Voi siete gli ultimi, veri rivoluzionari rimasti sulla piazza!!!
Ps. Giorgio Bornacin potrebbe espiare qualche sua recente esuberanza, trasferendo quella sua straripante fisicità nel tenebroso Palazzone di Piazza della Croce Rossa. Guadagnerebbe subito punti (e voti)...


Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 01:35

giorgio.carozzi

Ultime della sera e della notte... E preparatevi, tanto per cambiare, al peggio del peggio del peggio!!! Qualche ora fa, Altero Matteoli ha commissariato il presidente dell'Autorità portuale di Bari, il genovese Franco Mariani. Non sorprendetevi, è tutto scontato e prevedibile. Rispetto a questi politici e a questo sistema di potere, già deprecare è grottesco. La "colpa" acclarata dell'amico Mariani sarebbe quella di aver combattuto e azzerato le consorterie locali (tutti imprenditori ed ex politici targati centrodestra) che su quei moli levantini hanno fatto più danni della grandine. Secondo una speciale commissione ministeriale, Mariani non avrebbe rispettato il copione e lo spartito.
Credo che le decisioni di questo ministro dei Trasporti non valgano un centesimo delle nostre indignazioni. Sarei soltanto curioso di sapere che cosa ne pensano due ex missini doc come Franco Marenco e Gianni Plinio, che ho conosciuto tanti anni fa come consiglieri comunali onesti e coerenti.

Spedito da: Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 00:42

long john silver

Proviamo ad affrontare il tema della comunità portuale. Riflettiamo insieme ma cerchiamo di farlo con precisione. Non si parla più della Unica. Che é successo? Ha partecipato alla gara dell'art. 17: la ha vinta? Se sì che modello ne uscirà? Ma sarà un modello vincente? Non sarebbe meglio per molti ragazzi che vogliono entrare in Porto farsi assumere a tempo indeterminato dai vari terminaisti, che costituire la flessibilità orizzontale e trasversale del Porto? Poi lottiamo contro la precarietà.. Non è una contraddizione? E' un tabù parlarne? Lo so che in questi tempi di crisi non assume nessuno. Ma guardiamo più in là a, speriamo, dopo la crisi..

Long john silver

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 giugno 2009 alle 00:02

daniele

Ma in quale porto, in quale città si può sperare se (come dice Grillo ) i nostri dipendenti non ne combinano una giusta. Ma la Marta sa cosa succede? Ha le mani legate o la mente sgombra di idee giuste? I media trascrivono veline o fanno come dice Jerry, (in) formazione pro Tizio e Caio tralascio Sempr-e-onio.
Comunque non informazione!
Aspetto una suo gradito commento.

Spedito da: genova Pubblicato il: 16 giugno 2009 alle 23:51

giancarlo

Eccomi qua, pronto a salire sulla Pilotina - Campanile, dott. Carozzi superi i marosi e ci consegni un porto migliore. In bocca al lupo.

Spedito da: Genova - Italy Pubblicato il: 16 giugno 2009 alle 23:47

Giampaolo Botta

Rispondo al quesito del rappresentante del Movimento Indipendentista Ligure.
La vera urgenza del nostro porto è dare certezza ai tempi di resa della merce. E' da qui che il porto potrà riprendere la sua capacità competitiva. Questa è la prima vera "economia" e "velocità" che il porto deve cercare ora come ora. Finchè non affrontiamo il tema dei servizi, della loro qualità e del loro costo, perdiamo di vista quello che realmente possiamo fare oggi, a prescindere dalle grandi infrastrutture e da progetti affascinanti come quello del bruco.
Per migliorare il servizio alla merce è necessario l'impegno di tutte le categorie e delle Istituzioni locali. Era questa la finalità che si proponeva la carta dei servizi, che la Spediporto propose nel 2005 con Lazzeri e che è stata ripresa più volte dal Presidente Oliaro. Sapete cosa fa paura della carta dei servizi? Che si è costretti ad impegnarsi, ad assumersi delle responsabilità, a rispondere per le proprie inadempienze. Il re è nudo ..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 giugno 2009 alle 15:09

Uncino Lavico

Ha ragione Cico. Gli orpelli "comunicativi" vengono dopo.
Bisogna pensare a nomi possibili. Per quello che mi riguarda ci rifletterò con attenzione. E intanto cerchiamo sponsor per il port pride (come provocazione, naturalmente...)
Saluti lavici

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 giugno 2009 alle 12:41

cico barque

Più che parlare (radio 19, tv ecc.) baderei più ai fatti, stiamo/state derivando sulle feste e non sulle cose concrete.
Nessuno che abbia dato un nome e cognome a chi vorremmo per gestire il "sistema porto" (ma anche la città o altro).
Possibile che non ci sia un manager/tecnico/gestore non politico che vada bene a molti?
La butto li: Giulio Schenone giovane, capace, politicamente forse un pò troppo vicino al Governatore ma almeno sa di cosa si parla. Preciso che non ho alcun legame di affari o amicale con lui.
a voi la palla....

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 16 giugno 2009 alle 05:40

giorgio.carozzi

Tra Terzo valico e "bruco", ecco riapparire i cordoni sanitari stesi dai magistrati inquisitori, quei simpatici nastri bianco rossi che segnalano le banchine sottoposte a sequestro e delimitano il confine tra il dire e il fare. Bentornati, nastrini plastificati, coccarde sul petto tronfio di chi ha assassinato il porto. Non c'è altro da fare che ricominciare da questi nastri giudiziari per fare piazza pulita e ricominciare.
Ma nessuno ci vieta di inalberare il Port Pride come risposta a chi il porto l'ha scientificamente spolpato. Il porto è vivo. E Pilotina lotta insieme a noi... Caro Shipper, mi accontenterei di un mare senza troppe burrasche, di un cielo stellato. Intanto: sul punto 1 sto bussando con insistenza, del punto 2 si è parlato. Del nostro provincialismo non mi vergogno troppo: fa scuola nel mondo! Infine: accettiamo di buon grado sponsor (benevoli) che ospitino il primo Port Pride della pur superba storia genovese!

Spedito da: Pubblicato il: 16 giugno 2009 alle 02:31

valentina

Caro scrittore indipendente (da cosa? poi non è dato sapere) non prenderla male se sarò acida...
Ma nessuno in "porto" si permette di parlare di "tir"..
Credo che la tua voglia di bruchi sia sufficientemente stroncata dalla frase sopra detta..vedi tu....

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 giugno 2009 alle 01:15

The Shipper

Se il Dott. Carozzi si candidasse, lo voterei senz'altro!

Tre proposte per Pilotina:

1) costringere il giornale a ridare ampio spazio alla sezione Shipping sulla home page del Secolo

2) portare Pilotina su Radio 19

3) portare Pilotina in tv (magari su Telegenova)

...e poi, sprovincializzare un pò questo sito con maggiori riferimenti allo shipping non genovese e internazionale, proprio in virtù dell'autorevolezza e dell'unicità di quest'esperimento!

Infine, dulcis in fundo, perchè non organizzare un Pilotina-pride, al Porto, o in un cantiere della Fincantieri, o su una nave Costa o Msc?

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