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Porti squassati dalla politica e indifesi dalla legge

E’ una legge confusa, che lascia ampi margini di discrezionalità ed è applicata in maniera diversa da porto a porto. Mentre sulle banchine tricolori si assottiglia la distanza tra illeciti amministrativi e reati penali e la politica sembra interessata solo all’occupazione del potere e allo scambio di favori, le crepe della legge 84/94 si aprono provocando sconquassi e devastazioni. Il caso-Bari, con il ritorno sfacciato al primato della politica e del partiti, è l’emblema della nuova frontiera. Voluto dal ministro dei Trasporti Altero Matteoli, il commissariamento del presidente dell’Autorità portuale del Levante, il genovese Franco Mariani, è stato sospeso dal Tar della Puglia. Che si pronuncerà poi nel merito. A Bari, lavoratori e sindacati si sono invece già espressi, scendendo in piazza e schierandosi con Mariani, a loro dire impegnato nel far piazza pulita delle consorterie locali.

Che invece fanno pressing su Matteoli per cacciare Mariani. Il problema è che questa vecchia legge non offre certezze né punti di riferimento. Molti pensavano che questo fosse comunque un fattore positivo. Buono per la politica, impegnatissima a condizionare i presidenti. Ottimo per gli operatori portuali, convinti che si potesse sempre trovare una strada per aggiustare le cose. Soddisfacente alla fine pure per Assoporti, che con il suo presidente Nerli supponeva che in questo modo i presidenti si potessero muovere con maggiore libertà. L’intervento a tappeto della magistratura in molti porti, sta dimostrando clamorosamente l’assoluta urgenza di una legge semplice, chiara e uguale per tutti. Una normativa moderna, che non lasci troppi spazi alla discrezione, che liberi i presidenti delle Authority ostaggi dei Comitati portuali e delle istituzioni locali e abbandonati dal governo centrale. Una legge coraggiosa che chiuda i porti carrozzone e che detti le priorità.

E’ bene ricordare che alla guida delle Autorità portuali appena istituite, vennero in molti casi insediati presidenti in conflitto di interessi, oppure ostaggi delle varie lobby e dei partiti o fortemente condizionati dagli operatori. Ora che in alcune Authority emergono anche e finalmente presidenti che non si piegano ai voleri e agli interessi di pochi, emerge clamorosamente l’inadeguatezza della legge 84/94. Molti operatori e imprenditori , certo tutti i ras locali, scontenti delle gestioni trasparenti, cercano il sostegno della politica romana. Che spesso, invece di tutelare un proprio organismo qual è l’Autorità portuale, tende a piegarla agli interessi privati. Certo, è impossibile costruire l’idea stessa di un porto migliore, se i politici che dovrebbero tener conto del bene comune e favorirne la crescita, se ne vanno per i fatti loro e rincorrono un altro modello. Che sarebbe poi quello di appropriarsi delle poltrone che garantiscono i maggiori dividendi, colonizzare i porti o militarizzarli secondo convenienza, tessere trame o allacciare rapporti direttamente con gli imprenditori scavalcando gli enti portuali, punire chi non si adegua alle solite e vecchie regole del gioco. Che non sono neppure più infiocchettate, ma ormai così palesi da non suscitare scalpore o indignazione.

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Commenti inseriti: 42 — pagina 1 di 2

Spedito da: Pubblicato il: 01 luglio 2009 alle 23:56

maurizio.maresca

Sono d'accordo con Luigi Merlo. La legge 84 è ormai superata almeno per i grandi porti. Ma l'istituzione di porti corridoio (due o tre, non di più) governati da regole nazionali, è solo un elemento. Occorre anche
- che i detentori del traffico ci credano ed investano nel trasferimento dei traffici dai porti del nord, così da sostenere finanziariamente la costruzione delle infrastrutture necessarie (che altrimenti non si giustificano);
- che le infrastrutture nei porti corridoio possano essere costruire in tempi brevssimi, derogandosi alle disposiizioni della legge 84 (ad esempio all'art.5 in materia di Via al PRP) e alle norme in materia di appalti pubblici.
Certo è che il nostro Paese non da molto affidamento agli operatori internazionali ed alle organizzazioni tedesche di traffico.
Ma il problema non è mai tecnico. Si tratta di capire se si vuole la crescita e la navigazione in mare aperto. Ed allora si tratta di un'azione lunga e costante. Oppure se va bene o conviene così.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 01 luglio 2009 alle 22:57

Uncino Lavico

Visto l'intervento del Presidente dell'Autorità Portuale, mi piacerebbe tanto che facesse un ulteriore passo avanti rispetto ai punti accennati. Almeno su uno dei due. Il primo non lo prendo neanche in considerazione. Sono d'accordo, ma non c'è stato Piano Generale dei Trasporti o Piano della Logistica o Piano di Vattelapesca che non si sia posto l'obiettivo di una seria politica dei trasporti nel quadro delle "reti TEN"...ovviamente quello che conta poi sono le azioni conseguenti (leggi, soldi concentrati su pochi e scelte vere), che fino ad ora mi sembra siano andate in direzioni diverse.
Invece sulla questione della S.p.A....gentilissimo Presidente, ci vuole dire qualcosa di più? Partecipata da chi, ad esempio? Quali risorse finanziarie per garantire una vera capacità di azione? Quali possibilità di incidere sulle decisioni infrastrutturali "fuori" dall'ambito portuale? Quali i vantaggi veri? Perdoni le troppe domande,ma visto che è intervenuto magari se la sente di rispondere...

Spedito da: genova Pubblicato il: 01 luglio 2009 alle 12:01

luigi merlo

Il tema posto da questa Pilotina è determinante per il futuro della portualità, onestamente ritengo che la discussione parlamentare sulla riforma si basi su schemi superati. Non si tiene conto che la crisi sta cambiando gli assetti mondiali del settore e quindi occorrebbe una risposta rivoluzionaria e fondata su due punti. Il primo: un vero piano nazionale della portualità che individui le priorità e la aree strategiche sulle quali indirizzare le poche risorse disponibili, in sintonia con le reti Ten. il secondo è una legge che preveda anche ipotesi diverse di gestione, ad esempio per alcuni (pochi) porti principali prevedere la facoltà di superare l'attuale natura giuridica costituendo S.p.A. pubbliche e lasciando agli altri porti l'attuale status. Questo potrebbe avvenire attraverso un rapporto istituzionalmente corretto tra Stato e Regioni, come più volte giustamente sottolineato da Tirreno Bianchi. Un tema da Port Pride.
Luigi Merlo
























Spedito da: genova Pubblicato il: 01 luglio 2009 alle 07:29

Cgil terzo valico

E' necessario costruire il Terzo valico dei Giovi, strumento fondamentale per lo sviluppo economico, produttivo ed occupazionale del nostro territorio e del paese. Segnalo al proposito il convegno "Una sfida per il lavoro, lo sviluppo, la legalità" che si terrà venerdì mattina alla scuola edile di via Borzoli.
A titolo provocatorio, per sollecitare l'inizio dei lavori, la Fillea Cgil durante il convegno ha organizzato la posa della prima pietra. L'evento è fissato per le ore 10.30.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 01 luglio 2009 alle 05:20

giorgio.carozzi

Bentornato Uncino, implacabile leader del popolo del Vulcano! Temevo che il magma incandescente fosse naufragato nel mare magnum della depressione. Non è così, me ne rallegro! Capiti proprio a fagiolo, non solo per rilanciare la questione "volti nuovi". Bene, tu e Amico Alex che apprezzate così tanto una seria operazione di recupero dell'agenda di policy, vedete di dettarne una per Pilotina Port Pride (o per Magic Port). Ci sono già due opposti che si toccano: come Tirreno, anche Musso dice cose sensate. E poi, non eri tu (parafrasando Salvati) a sostenere che quando si tratta di progetti e strategie a lungo termine importanti per la società e l'economia, il colore politico non è importante? Bianchi-Musso sono già una bella accoppiata, gli altri verranno (e qualcuno lo tengo in serbo...).

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 giugno 2009 alle 23:54

Uncino Lavico

Dal Regno di Molto Molto Lontano dove la tecnologia non mi permetteva di intervenire...ho seguito gli sviluppi della Pilotina, la triste vicenda di Mariani, il ritorno di Tirreno, il solito Gerry che non capisce chi è Cico.. in ritardo per ogni commento a tono, mi sembra di capitare a fagiolo per rilanciare la questione "volti nuovi". Ero rimasto a qualche commento che escludeva qualche nome proposto per motivi che mi erano parsi condivisibili.
Il problema, tuttavia, è proprio quello che cita Tirreno..il senatore Musso dice anche cose sensate, ma è stato eletto nelle stesse schiere di quelli che "critica". Eppoi...basta, mi sembra che siamo tutti d'accordo col fatto che questa legge non vada più bene, che le infrastrutture non partano.
Insieme ai nomi, proviamo a passare dal generico "legge chiara e flessibile" a qualcosa di più...e non chiudiamo gli occhi sulla vicenda Mariani, che ci insegna che il vero problema sta sempre e comunque negli "amici" di chi governa, a Roma come in periferia...

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 30 giugno 2009 alle 19:23

giorgio.carozzi

Un bacione a te, Vale, e a tutti quelli di noi (ci siamo ancora!) che sanno ancora soffrire, partecipare, addolorarsi e piangere, dare, appassionarsi e indignarsi. Alle tue osservazioni aggiungo che questa Italia senza nostalgia non ha memoria storica: c'è un grigiore...sti ragazzi vuoti, ambiziosi, acritici, un po' ignoranti, ma presuntuosi.

Spedito da: genova Pubblicato il: 30 giugno 2009 alle 16:54

valentina

ne sono lieta!
oggi sono un pò scossa...ho amici capitreni..uno è un mio compagno di scuola..lui mi accompagnò a fare gli airbag a Pistoia (nessun interesse personale!) solo amicizia...e come dire compagno di banco, e ricordo e anche lui ricorderà per sempre quando, io in prima superiore, tirai un ruttone nel silenzio totale del primo compito in classe dell'anno..in Italiano ..il mitico TEMONE...i compagni per poco non muoiono dalle risate..e la prof (una suora laica!!) sviene!!!
capisci!
ho timore a chiamare!
CHE VERGOGNA! Italia!
e bella che io, come tanti, vediamo tutti i giorni (si fa per dire in questo periodo!!)
i carri....e le ruote!
che ti devo dire...
vorrei essere lì...e quando "quello" insulta ...insultarlo più forte
16 ..per ora martiri di un Italia senza pudore..insulsa e vigliacca..senza coraggio e speranza..senza orgoglio!
come anche in fondo il nostro caro Porto....
dammi un bacione
ciao

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 giugno 2009 alle 12:01

cico barque

caro Gerry, grazie per gli auguri ma non sono nè Pietro, nè Paolo, nè tantomeno un apostolo.
Forse sarò un pò duro di comprendonio ma a che pro quindi gli auguri? E che c'azzecca la piana di Gioia Tauro?
Saluti

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 giugno 2009 alle 05:09

Giorgio Carozzi

Le novità ci sono, cara Vale: colpa del mio computer bizzoso se non hai potuto apprezzare (o meno) il rientro impetuoso del compagno Tirreno e il suo fragoroso mulinar di sciabole e spadoni. Tirreno, non hai torto, ma tu spari sulla Croce Rossa senza scalfirli. Certo, preferirei bruciarmeli io al tavolo da gioco i soldi che ci costano Rete 4 e l'allegra brigata. Cambiamo ritmo, strategia. Prova piuttosto a stanare il tuo collega in Consiglio regionale Plinio, che con Bornacin mi avevano giurato che sarebbero intervenuti, scrivendo a chiare lettere quel che pensano della legge di riforma portuale, di Matteoli e dintorni... Chiedigli se hanno cambiato idea? Tirreno, dopo Uncino Lavico anche Cico Barque insiste: fuori i nomi della lista-Pilotina Port Pride!
A proposito, Vale: complimenti, ormai per l'articolo 17 è praticamente fatta! Mi dicono che oggi Merlo e D'Aste faranno un salto da voi a San Benigno. Annusa l'aria e raccontaci, se li becchi!

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 23:10

valentina

Allora che si dice?
Novità?

Spedito da: italy Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 21:13

gerry

AUGURI A CICO BARQUE, oggi si festeggia il suo onomastico. Uomo della piana di Gioia Tauro.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 18:51

Tirreno Bianchi

CI VUOLE UN FISICO BESTIALE
Il Senatore della Repubblica eletto sotto le insegne del "Papi" in Liguria, Prof Enrico Musso, sollecita anch'egli la "rivoluzione liberale".
Ci fa sapere ex cathedra che il mondo dei trasporti è in crisi, che il trasporto ferroviario non è aperto alla concorrenza, che la riforma dell'ordinamento portuale si è arenata, che è stato abbandonato l'obiettivo prioritario dell'autonomia finanziaria dei porti, che la riforma del Codice della Navigazione giace in Parlamento in attesa di esame, che la Commissione Trasporti, Presieduta dal più famoso collega di partito Senatore Grillo, si occupa di auto storiche.
Consiglio della Pilotina: si beva un Cynar contro il logorio della vita moderna.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 18:42

Tirreno Bianchi

PIU' FEDE CHE TERZO VALICO.
La storia: Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal 1 gennaio 2006,con effetto retroattivo, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze. Costo totale a carico degli italiani: UN MILIARDO DI EURO.
Francamente, fatico a comprendere l'esultanza per i 500 milioni di euro stanziati per l'apertura dei cantieri del Terzo Valico: ma "Papi" non ci aveva promesso 900 milioni di euro? Fermi un attimo: i fantomatici cantieri potranno aprire SOLO dopo che le Ferrovie del cgiellino Moretti avranno risolto il contenzioso col concessionario COCIV. A quanti miliardi di lire del vecchio conio ammonta la "pratica"? L'opera ultimata(?)-udite udite!-metterà il sistema dei porti liguri nelle condizioni di confermarsi primi nel Mediterraneo e porta unica di ingresso in Europa degli ingenti traffici marittimi provenienti da Cina, India e Giappone: ma Grillo in che mondo vive?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 18:20

Tirreno Bianchi

DALLE LEGGE 84/94 AL "PORCELLUM" PORTUALE GRILLO-MATTEOLI
Qualcuno ricorda la Legge elettorale firmata dal Ministro Calderoli che lo stesso si affrettò a definire "una porcata"?Ecco,da allora in Italia si vota e si governa grazie al cosiddetto "PORCELLUM".
Ora, pensate ad una nuova legge portuale, magari scritta a quattro mani dal Ministro onniassente Matteoli e dal Senatore onnipresente Presidente della Commissione Trasporti Luigi Grillo, spezzino doc, buono per ogni annata.
Pensate ora ai precedenti di Ancona e Bari: al Ministro Matteoli interesserà allungare le mani sulle nomine dei Presidenti delle Autorità Portuali, mentre all'onniparlante Grillo verrà accordata la possibilità di assecondare i desideri di qualche amico terminalista.
Pensate adesso che siamo ufficialmente entrati nella campagna elettorale per le regonali: quanti casi "Bari" dovremmo ancora vedere?
Quanto ancora i porti dovranno essere sacrificati sull'altare del voto alle logiche di parte, pubbliche e private?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 18:01

Tirreno Bianchi

Caro Nostromo, buon ultimo a criticare la famigerata Legge 84/94, di cui mi fregio essere uno fra i contestatori della prima ora, rieccomi come promesso!
Questa legge, frutto di una pessima mediazione al ribasso, alla quale ha partecipato anche la sinistra, ha di fatto smantellato le Compagnie ed ha ancora una volta tutelato chi svolge funzioni di intermediazione. Non è un caso che l'Associazione nazionale Terminalisti nasca nel '93, ovvero un attimo prima della possibile e annunciata calata dei grandi imprenditori noreuropei. In quel periodo infatti si realizza il grande sogno di ogni europeista convinto: la libera circolazione di persone, merci e capitali.
Ben venga dunque una legge semplice, chiara e coraggiosa, che chiuda i "porti carrozzone" e ridefinisca le priorità. Ma la vedremo mai una siffatta legge? A leggere dei milioni regalati a porti come Ancona e Augusta e origliando nei corridoi romani del prossimo "PORCELLUM" portulae firmato Grillo-Matteoli aspettiamoci tranquillamente il peggio.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 17:57

cico barque

A Livorno per Presidente del Porto dovrebbero metterci "GennarinosettepolmoniRuotolo", altro che pollastrelle e gallinacci.
Sarò noioso ma ripeto il concetto: nomi nuovi non se ne vedono.
Su Bari ogni altro commento è stucchevole mentre registriamo nuovamente il delirio sul ponte sullo Stretto di Messina: oggi Grendi denuncia le mani della malavita sui trasporti, ma secondo voi gli appalti per il Pontone a chi finirebbero,
al Comissario Montalbano? Purtroppo è sempre così, un'opera da lasciare ai posteri ci vuole e dopo Villa Certosa (gira la battuta che Bossi vorrebbe che Silvio la ribattezzasse Villa Crescenza) per Berluscodonosor il Ponte sullo stretto rappresenterebbe la sua Piramide di Cheope, Il faro di Alessandria, il colosso di Rodi ecc. e per i clan dei Casalesi, dei Ciancimino e di chivoletevoi un bel giro di soldi freschi. Speriamo di non finire noi sotto un ponte.....

Spedito da: Italia Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 17:55

Andrea

Caro Carozzi, che cosa ne pensa della denuncia di Grandi, cioè che il settore dei trasporti è fortemente minacciato dalla concorrenza di aziende che restano sul mercato grazie al riciclaggio e alle infiltrazioni mafiose? Un altro bel macigno!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 16:55

CiupaCiapa

Grande, geniale Matteoli! Leggo sul sito shippingonline che il ministro italiano delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, è in missione in Venezuela per promuovere progetti di costruzione congiunta di opere pubbliche, tra le quali un tratto ferroviario già accordato con le autorità di Caracas. Potrebbe proporre una partnership per il Terzo valico!!!!!!!!!!

Spedito da: Genova-Livorno Pubblicato il: 29 giugno 2009 alle 06:28

Bocanegra

A Livorno ci sarà un regolamento di conti tra famiglie, atteso e promesso e temuto e inevitabile da vent'anni! Matteoli userà i personaggi di cui dispone, scontato. Questa è la politica oggi. Gli ex di An e gli ex Pci sanno tutto e anche di più. Ma si guardano bene dall'aprire bocca. E voi parlate di sviluppo portuale, di strategie, di grandi disegni? Illusi e un po' storditi!

Spedito da: italy Pubblicato il: 28 giugno 2009 alle 23:30

gerry

I PORTI NEL CAOS
E' un marasma generale. Assoporti che dice? Già ma che potrebbe dire. Insomma se ci giriamo a destra e a manca c'è solo da piangere.
Ma invece di elemosinare qualche carica alle AP, ma perche' non provano a fare qualche rapina in banca? Sarebbe piu' dignitoso, piuttosto che passare per un raccomandato! Ma molti hanno la faccia di bronzo. Ci pensate: 280MILA EURO L'ANNO PER OTTO ANNI...VERGOGNIAMOCI. NOI, E NON LORO.

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 28 giugno 2009 alle 17:09

MAGIC PORT

Oltre a non aver combinato niente di niente, questo ministro passerà alla storia per aver istituzionalizzato la colonizzazione e la militarizzazione dei porti, senza pudore!!! Non che i predecessori Lunardi e Bianchi abbiano fatto qualcosa di meglio, era uguale se non ci fossero stati. Ma adesso è tutto così smaccato, senza vergogna... Questi una legge che imponga regole non la vogliono, perché mai dovrebbero volerla?

Spedito da: Porto-gallo Pubblicato il: 27 giugno 2009 alle 18:22

QUARES(I)MA

Anch'io mi associo nell'esprimere cordialmente sentimenti di ammirazione e invidia nei confronti del compagno Palmiro Trivela Mariani!!! All'attento Gerry invece vorrei far notare che l'attivissima signora Giani è di Livorno e conosce bene tutti i segreti, i vizi e le virtù di sinistra e di destra di quella città e di quel porto. Sì, penso anch'io che sostanzialmente i ruoli tra lei e il marito saranno invertiti: governerà la Giani!

Spedito da: italia Pubblicato il: 27 giugno 2009 alle 08:58

gerry

POLLASTRINI FUTURO PRESIDENTE: perche' non gli bastera' la pensione da ammiraglio? Una volta avevano il buon senso di mettersi in parcheggio per tre-quattro anni e poi ambire a qualche carica pubblica onde evitare possibili ed immaginabili giochetti di sponda. Devo dedurre che il dio denaro ha fatto presa anche su questi personaggi. Eppoi, lo sto vedendo troppo spesso a convegni, riunioni, premiazioni ecc. La cosa bella è che presenziano sempre in due: Pollastrini e la moglie. Che faranno, presidente la Giani e segretario generale il Pollastrini?

Spedito da: genova Pubblicato il: 27 giugno 2009 alle 00:04

giorgio.carozzi

In attesa che Tirreno Bianchi rientri disciplinatamente a bordo, anch'io mi chiedo (si fa per dire...) che cosa c'entrano i militari in servizio o in pensione. Ho il massimo rispetto del comando delle Capitanerie, ho avuto e ho come preziosi e preparatissimi interlocutori ammiragli, ufficiali e sottufficiali. Probabile che qualcuno di loro possa far bene anche come amministratore di calate e banchine, non è questo il punto. Le perplessità nascono dal fatto che nel corso degli anni il potere politico ha spesso usato i militari a proprio uso e consumo, come fossero pedine sullo scacchiere. E' un confine molto labile, su cui varrebbe la pena di riflettere.
Quanto a Livorno, le notizie che ho raccolto in ambienti bene informati, confermano quanto scrive Stato Maggiore. E cioè che Matteoli avrebbe davvero intenzione di promuovere l'ammiraglio Pollastrini a presidente di quell'Authority. Non è gossip. Se posso dire, la militarizzazione dei porti non mi convince affatto.

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