SERVICES

Port Pride tra i veleni del passato e la voglia di riforme

Onore e rispetto per la ciurma di Pilotina: in neppure due mesi, avete egregiamente svolto il lavoro che non è riuscito in quindici anni al baraccone della politica. Smontando l’impalpabile bozza della legge di riforma portuale e ricomponendola secondo buon senso ed onestà.

Sono almeno sette gli “emendamenti” che Pilotina sottopone all’attenzione del senatore Luigi Grillo, presidente della Commissione trasporti di Palazzo Madama e relatore del disegno di legge. Molto sommessamente, annusando l’aria che tira sulle banchine genovesi e dintorni, ci auguriamo che le vostre proposte provochino più d’un mal di pancia ai maneggioni che si ripropongono candidi come gigli e agli emeriti imbecilli imperversanti da anni nel retrobottega della politica.

Ecco le modifiche proposte per riempire lo scatolone semivuoto della legge che dovrebbe imporre le nuove regole del gioco ai porti italiani: 1) no all’ipotesi di sdemanializzazione delle aree a fini nautici e commerciali, soluzione farraginosa proceduralmente, che regalerebbe ai privati fette pregiate di territorio portuale; 2) indispensabile individuare un meccanismo nella nomina dei presidenti, che impedisca le guerre infinite tra Governo e Regioni e comunque coinvolga gli enti locali; 3) assoluta necessità di sancire il principio dell’autonomia finanziaria, per consentire alle Autorità portuali di finanziare le opere prioritarie (che comunque dovrebbero essere contenute in uno strumento di programmazione logistica nazionale, attualmente inesistente); 4) no alla facoltà concessa al terminalista di utilizzare i propri dipendenti in un altro terminal, situazione che provocherebbe un caos enorme; 5) urgenza assoluta di cancellare il problema del conflitto di interessi e, quindi, di impedire che il presidente sia ostaggio di interessi contrapposti; 6) attribuzione di maggiori poteri all’Authority in materia di concessioni, sanzioni, revoche (regolamentando anche a livello nazionale le gare di assegnazione e i requisiti per i piani di impresa); 7) favorire il disegno dei sistemi portuali regionali e dei sistemi logistici tra più regioni.

Comunque vada a finire, la nuova legge è viziata in partenza dal fatto che non riconosce valenza economica alle Autorità portuali. Volete scommettere che il presidente Grillo apprezzerà l’inedita missione di Pilotina? Ma non aspettatevi altri compensi, non affannatevi nella speranza che il vento stia cambiando… Rovistando nel taccuino delle ultime settimane, c’è poco da stare allegri. Scrive simpaticamente in un suo post l’amico Cico Barque: “Un bell’impianto sportivo in porto è quello che ci vuole per rilanciare l’economia della città, così alla domenica tra un container e l’altro ci si può collegare su Sky e vedere le (poche) navi in rada, mentre Fabio Caressa fa il camallo e gli amici della Compagnia i racattapalle…”. Ma c’è di peggio, come i veleni che aleggiano sulle banchine della Lanterna. Insomma, vuoi vedere che adesso la colpa è di Merlo e D’Aste, che vogliono rispettare leggi e regole, e non dei predecessori che in porto hanno scientificamente sfasciato anche l’impossibile?

Lo scandalo del Multipurpose, la cacciata di Aponte, i regolamenti infranti cento volte al giorno, l’allucinante decisione di inchiodare Genova cassando l’ampliamento a ponente di Voltri dal piano regolatore, i terminal-spezzatino, la politica commerciale da provincia del basso impero, i tentativi di speculazione immobiliare sui moli, il bluff dell’affresco di Piano? Mai esistito niente di tutto ciò… Gli ultimi atti dell’Autorità portuale rimarcano indirettamente ma palesemente gli errori del passato, ennesimo e pesante atto d’accusa rispetto alla gestione Novi. Non è casuale che sia in atto il tentativo di delegittimare, ridimensionare, indebolire l’azione dei vertici di Palazzo San Giorgio anche attraverso una sgangherata controinformazione. E’ probabile che la decisione (obbligata) dell’Authority di costituirsi parte civile sia stata vissuta come un affronto da vendicare. Per questo ogni seduta di Comitato portuale si trasforma in arena, dove secondo opportunità o interesse si solleva o si abbassa il pollice.

E’ stato così anche per il Multipurpose . Questa partita a scacchi sarà lunga, tormentata, spesso indecifrabile. Da una parte l’Autorità portuale, dall’altra sfidanti che cambiano in base alla posta in gioco. Sullo sfondo, la fase processuale che riguarda Novi e C. Molte agitazioni di queste ore dipendono anche da questo.

SCRIVI UN COMMENTO

Commenti inseriti: 51 — pagina 1 di 3

Spedito da: genova Pubblicato il: 07 ottobre 2009 alle 15:44

valentina

Cara Corina, ti rispondo anche se non chiamata in causa in modo brutale!
I terminal multi..cose hanno la capacità di spedire e ricevere merce a Grande valore aggiunto a differenza di un terminal specializzato in contenitori.
Proporre concorenza economica tra nazioni dove il dumping sociale è palese, specializzati nella realizzazione di prodotti a basso valore aggiunto anche di conoscenza ed altro (esempio ..che ne sò un televisore a led, che se ne sta tranquillamente in un contenitore oggi di importazione e domani secondo il tuo modello di esportazione, cosa che è impossibile perchè grazie al cielo abbiamo delle protezioni sociali e politiche riguardanti il mondo del lavoro).
Un terminal multi...invece ha la possibilità di spedire (volendo anche ricevere!) un prodotto come un maxi-yacht frutto dell'arte e della passione del nostro modo di essere (cose che non sono riproducibili), oppure una bella turbina..che male non fa!
La turbina produce ricchezza per molte persone..Non la tv!

Spedito da: italia Pubblicato il: 07 ottobre 2009 alle 15:35

gerry

A GENOVA SIETE PROPRIO SFORTUNATI.
INFATTI LEGGO SUL VS. GIORNALE:
''I pilastri dell'inchiesta sono due. Il primo è la presunta spartizione illegale del Multipurpose, il complesso di banchine più appetibile: nel 2004 doveva essere assegnato dopo una gara pubblica ma, a seguito del ritiro del concorrente principale (la compagnia Msc), gli spazi furono distribuiti senza bando''.
Un amico mi ha riferito invece che a Napoli i 2/3 della Stazione Marittima sono stati dati senza bando. Solo un terzo, e avvenne nel 1996, andò a gara e fu vinta dalla Lauro.it. Nel 2006 la compagine societaria fu allargata agli attuali soci. Lo spazio però doveva essere sempre quello: 1/3 della Stazione Marittima. Invece fu dato l'intero edificio con aree annesse, senza gara alcuna.
Qui, a Napoli, la Magistratura (e non solo) dorme. E' per questo che siamo piu' fortunati di Voi.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 07 ottobre 2009 alle 07:05

Corina Montenegro

Pippo scrive che "si deve operare per de-terminalizzare, garantire modularità e flessibilità con banchine pubbliche, polifunzionali, i terminal multi-porpuse saranno favoriti." E' un'analisi di cui non riesco a decifrarne la logica. Chiederei a Pippo di approfondire il suo concetto. A me sembra che in tutte le economie avanzate le cose vadano nella direzione esattamente opposta. Giuste invece le osservazioni sull'attuale squilibrio fra domanda ed offerta ed all'eccesso di stiva in quasi tutte le tipologie del trasporto marittimo. E' un dato che si protrarrà ancora per almeno un paio di anni, soprattutto nel settore del trasporto container, il più influenzato dall'innovazione portata dalle mega portacontainer dell'ultima generazione. Il passaggio dalle navi da 6.500 teus a quelle da 13.000 teus si è realizzato con una tale velocità da essere ancora metabolizzato, soprattutto da chi queste navi non le vede mai. Come in Italia, dove non c'è un solo porto attrezzato per accoglierle.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 07 ottobre 2009 alle 06:52

Corina Montenegro

Continuo a ritenere che 26 Autorità portuali siano un'anomalia tutta italiana e costituiscano un insopportabile spreco di risorse. Non tanto e non solo per i costi di funzionamento degli enti, che pure sono insopportabili, ma soprattutto perchè provocano una polverizzazione delle poche risorse disponibili. E' vero che anche in Spagna le Authority sono proliferate. Ma in una situazione di fortissima autonomia regionale, che consente di concentrare quasi il 90% delle risorse pubbliche sui quattro scali principali. Nessuno vuole abolire qualcuno dei più di 200 porti italiani. Ma i porti cosiddetti 'oceanici' veri, sui quali concentrare le risorse, dovrebbero poter essere contati sulle dita di una mano. Massimo due, se proprio volete, ma non di più. Aggiungere anche le dita dei piedi non aiuta a camminare meglio.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 06 ottobre 2009 alle 21:22

Morgan

NOVI UNO DI NOI
Giovanni Novi perseguitato, lui che ha combattuto durante il suoi anni di presidente del porto di Genova le corporazioni e il consociativismo e gli equilibri distorti ecc. ecc. Grande!!! Il libro celebrativo di Camillo Arcuri ci illumina. A Tursi, concelebranti con don Gallo, presentavano e commentavano il libro Zara, Gagliardi, Bussolo e Margini.

Spedito da: genova Pubblicato il: 06 ottobre 2009 alle 20:50

valentina

In cumpa, c'è un aria più serena dopo il port-day, però c'è un clima ...da meno 7000 giornate sul break-even-point..
Armatori,...... spedizionieri,..... terminalisti....trafficanti..!!! diciamo qualcosina alle dogane!..già siamo in sfiga-economica in più ci mettiamo il dumping-doganale..dei nostri concorenti....oibò!!
Dai Osama Ben Laden..se va bene ha già fatto il giro del mondo surgelato una ventina di volte....ok che da noi non passa..(perchè importiamo altre primizie tipo il tiramisù all'olio di ricino dall'isola di Pasqua per farci sputtanare nel mondo avvelenando i turisti) (vedi caso di cronaca!!)
Ma in ogni caso ha l'occhio più vitreo del capitan findus oramai!!!
Non mi vorrete vedere in corso aurelio...a rizzare..spero!!
p.s (almeno chi può!)

Spedito da: Italia Pubblicato il: 06 ottobre 2009 alle 16:28

Frank

Caro Uncino Lavico e cari Pilotini tutti,
in questo nostro mondo sono più colpevoli gli indifferenti o i mascalzoni professionisti? I secondi hanno almeno una missione da portare a termine! Carozzi, la tua spruzzata di ottimismno mi sorprende: come possiamo continuare a sperare in qualcosa di nuovo quando ogni giorno facciamo almeno tre passi indietro? Ultima domanda: dove pensiamo di andare se alla presentazione di un libro che ricorda le imprese di Novi in porto viene riservata una sala di Tursi? Ha ragione Carozzi, boicottare è come bestemmiare. Ma volete scommettere che non ci sarà anima viva disposta a rischiare e a contestare con la libera parola questa manifestazione di vecchio regime? Mi direte poi se ho torto!

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 06 ottobre 2009 alle 09:13

Movimento Indipendentista Ligure

Perchè noi Indipendentisti Liguri portiamo avanti la "battaglia" per RESTITUIRE alla Liguria la sua antica, gloriosa Indipendenza che aveva più di 700 anni:
1°) perchè riteniamo che la Liguria potrà "muoversi" meglio nel contesto europeo e mondiale.
2°) perchè riteniamo che i Liguri abbiamo proprio bisogno di una maggiore "assunzione di responsabilità" sia politicamente, sia economicamente, sia socialmente, sia culturalmente.
3°) perchè riteniamo che tale processo metterà in moto moltissime "energie".
Si pensi solamente al dibattito che si aprirà su "quale tipo di Nazione" dovrà essere la nuova "Liguria Indipendente" ! L'elezione dei "padri costituenti", ecc..
4°) perchè riteniamo che proprio la "politica Portuale" che si darà la nuova Liguria Indipendente sarà fondamentale per il suo sviluppo che contagerà e coinvolgerà anche i territori limitrofi.
5°) perchè riteniamo che da tutto questo ne varranno "vantaggi" non solo per la Liguria, ma per la stessa Italia e per l'Europa.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 06 ottobre 2009 alle 08:19

Movimento Indipendentista Ligure

Appoggiamo la proposta di "Pilotina Girl" e, naturalmente, andiamo anche "più avanti": dobbiamo invitare le Istituzioni, i partiti e la cosidetta "società civile" (Associazioni di categoria, Sindacati, Centri culturali, ecc..) a RIFLETTERE e DIBATTERE , pacatamente, civilmente, perlomeno sulla "possibilità" che ha la LIGURIA a RI-tornare ad essere di nuovo una Nazione Indipendente. Sabato 3 ottobre "Il Secolo XIX" ha pubblicato un interessante articolo di Giuliano Galletta con un'intervista allo storico inglese Donald Sasson che "ipotizza nuove possibili scissioni in Europa" . In relazione al fatto che in Europa le Nazioni indipendenti attuali sono più che raddoppiate, rispetto a quelle della fine del XIX secolo, ha affermato: "...In un certo senso l'Unione Europea facilita certi processi...". Per la Liguria dobbiamo "ragionare" se una sua nuova Indipendenza, avendone tutti i Diritti Internazionali, rappresenta un fatto "positivo" per la Liguria, l'Italia e l'Europa.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 ottobre 2009 alle 22:07

Giorgio Carozzi

Non boicottiamo, Uncino, ci mancherebbe che lo facessimo proprio noi!!! Semmai interveniamo e quel tuo/nostro sacrosanto e legittimo disgusto depositiamolo sul tavolo dei relatori, degli ospiti, dei cortigiani, della solita compagnia di giro. Certo, sono il meno indicato per commentare serenamente questa faccenda. Troppo coinvolto emotivamente, assolutamente parziale. Ma consentitemi di rilevare che questo evento segnalato da Uncino è lo specchio dei tempi, delle marionette e del teatrino che ci propinano impunemente da anni. Uncino, se hai voglia rammenta i nomi degli ospiti a quella presentazione... Hai ragione, sono proprio gli altri a disturbarci! E con questo, credo di aver risposto anche alla simpatica Pilotina Girl: togliti ogni grillo dalla testa, sarà già tanto se Merlo riuscirà a respingere gli assalti degli unni di cui sopra. O a non perdere troppo tempo dietro le farneticazioni segnalate da Amico Alex con la solita, geniale intuizione! Ciao.


Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 ottobre 2009 alle 20:27

Amico Alex

"PRESTO O TONTI": VOCI DAL "PORTO ESTINTO" DA SUPERMARTA
Vecchio Baciccia, è ufficiale: Pilotina non potrà mai esaurire gli spunti.
Oggi è il turno, l'ennesimo, dell'ex Sindaco di Genova Marta Vincenzi.
Dalle colonne di Noviana frequentazione, lancia l'ultima (è ottativo) trovata in materia di porti: la Terza Via. Sequestrate le buone idee, l'ex Super gioca con formule fallite (chiedere a Giddens e Blair) per creare l'ennesimo distinguo e rilanciare ancora verso l'ignoto.
La Terza Via tra Porto Lungo (sempre by Vincenzi) e Porto Corridoio (ancora) si chiama Porto Esteso e differisce dai primi due per numero di vocali e consonanti.
Il "Porto Esteso" è la precondizione per il "Porto Espanso" e l'anagramma di "Pesto Tesoro", minaccioso messaggio lanciato al Governo, alla Regione, a Merlo e al marito.
I beninformati favoleggiano di una fantomatica Quarta Via, altro chiaro segnale in anagramma lanciato ai nemici di sempre.
"Presto, o tonti!", ma a quel punto sarà già troppo tardi.
Leggasi "Porto? Estinto!"

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 ottobre 2009 alle 17:23

Pilotina Girl

Carissimo Maestro Carozzi,
complimenti per questo suo ritorno in grande stile, e soprattutto per quei lievi ma importanti cenni di ottimismo dei post precedenti, che hanno trovato l'adesione anche di notevoli personalità del settore.
Comprensibile anche la sua sortita sull'ironica convention sul "porto aperto" promossa dal comune...no comment!
Venendo a noi, mi permetto di lanciare una provocazione:
UNA CAMPAGNA D'INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE, ACCOMPAGNATA, PERCHE' NO, DA UN CORTEO O UNA MANIFESTAZIONE PUBBLICA, CON LO SLOGAN "GENOVA CAPITALE DEI PORTI E DEL MEDITERRANEO", PER RIMETTERE AL CENTRO IL PRESENTE E IL FUTURO DEL PORTO DI GENOVA NON SOLO IN CHIAVE LIGURE, MA NAZIONALE ED EUROPEA!
Con Luigi Merlo a capo di una mega-authority interregionale (e Carozzi portavoce! :-),
che ne dite?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 05 ottobre 2009 alle 15:44

Uncino Lavico

Caro Giorgio,
vorrei precisare...giusto perchè non si pensi che l'umidità autunnale mi abbia fatto male...da Grillo non mi aspetto niente di diverso...sono proprio gli altri a disturbarmi. Gli altri nella loro incapacità di trovare una via, degli argomenti seri...me li immagino a passare il tempo a barattare un sì sulla legge di riforma con qualcosa di altro...che disgusto!

Invece, così come segnali la seduta sul porto lungo, segnalo ed esorto a commentare la "presentazione" del libro di Arcuri di domani pomeriggio a Palazzo Tursi sul "Porto dei Veleni"....avete letto chi parteciperà? no comment.
L'iniziativa andrebbe boicottata.

Pieno di disgusto lavico e con la speranza che qualcuno blocchi tutto questo vi saluto.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 05 ottobre 2009 alle 15:00

giorgio.carozzi

Appunto... Lasciamo stare quel paesello sulle alture e quegli antichi incroci di razze e di predatori!
A proposito. Scopro che domani a Tursi c'è in calendario una riunione monotematica del consiglio comunale sul "porto esteso"!!!! Esteso come, quanto, per far passare chi?!? Sono pervaso da brividi di spasmodica attesa, mi si aggrovigliano le budella...
Mi chiedo: visto che quelle poche volte che se ne sono occupati di danni ne hanno già fatti tanti, che cosa li spinge a insistere? Ma perché non si preoccupano delle cose per le quali la gente li ha eletti? Fate due cose, ma fatele bene. Ripulite la città, tappate i buchi, date una mano di vernice, impedite che quotidianamente i genovesi vengano ghigliottinati da esosi profittatori. Sarebbe già molto.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 05 ottobre 2009 alle 06:55

Movimento Indipendentista Ligure

La "leggenda" di BAVARI .
Si narra che durante una delle tante "invasioni barbariche", una tribù di tedeschi della "BAVIERA-BAVARIA", arrivata nei pressi della Liguria, si accampò sulle alture, dove oggi c'è la frazione di BAVARI. Dei loro "avvamposti", durante delle perlustrazioni, si spinsero in basso e dove oggi è sorta la città di Genova, c'erano allora pochi villaggi di pescatori. Ritornati alla "base", gli uomini decisero che avrebbero organizzato un vero e proprio "assalto" ai villaggi dei pescatori, avrebbero ucciso tutti gli uomini e rapito le donne. Così fecero e portate le donne a Bavari le "usarono" per procreare. Fu uno dei primi "incroci di razze", poi frequenti in Liguria. Ne nacque un incrocio di "stirpe ligure-barbarica" di uomini forti e guerrieri, come erano i primi Liguri descritti anticamente. Dal nome "BAVIERA-BAVARIA" sarebbe poi "disceso" il nome attuale di BAVARI. E' una "leggenda", ma potrebbe essere molto vicina alla "realtà".

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 05 ottobre 2009 alle 03:02

giorgio.carozzi

Mi piace questo incitamento allo sprigionarsi di passioni extragenovesi sollecitato dal Mil. Ma attenzione a tirare in ballo certi paesi che guardano Genova dall'alto in basso. Lassù, quando ero giovane e speranzoso cronista, s'allenava il Genoa di Pruzzo, Simoni, Corradi, Maselli, Corso, Rosato, Arcoleo, Basilico & C. C'era chi temeva moltissimo quel re di Bavari, che li metteva tutti in riga e non era esattamente O' Rey di Crocefieschi...
Certo Uncino non rimpiangerà quei tempi... Però se speri che Matteoli possa o voglia cavare un ragnetto dal buco, allora hai preso un colpo di sole autunnale. Eppoi, francamente, se dovessi scegliere fra Grillo e i nostri amici della sinistra riformista (!!!) sarei davvero in forte imbarazzo... Ciao!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 04 ottobre 2009 alle 20:50

Uncino Lavico

Sono d'accordo con Carozzi. Motivi di ottimismo, sia per alcune cose fatte oggi sia per quelle fatte ieri, ce ne sono tanti.
E' proprio per questo che un porto con un potenziale come Genova non si merita questa proposta mediocre e incasinata.
Insomma, non è certo con quella riforma che si va avanti.
Ma il coraggio di cambiare è di pochi, ormai...
E poi chi sa che il buon Ministro non abbia qualche piano B nascosto nel cassetto...nonostante continui a negare con insistenza. Vedremo....
Per ora, mi ripeto alla nausea, meno sento e vedo il gruppo del Grillo Parlante meglio sto.
Eppoi sto sempre aspettando una posizione delle nostre istituzioni locali, che continuano a tacere, fatta salva qualche trasmissione televisiva. Forse saranno contenti così.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 04 ottobre 2009 alle 19:48

movimento Indipendentista Ligure

"assuefazione" - "rassegnazione" - "ormai"!!!
Queste sono le tre "bestemmie" che ancora IMPEDISCONO ai Liguri di riprendere la gloriosa bandiera dell'INDIPENDENZA che per oltre 700 anni ha sventolato per tutto il Mediterraneo!
Sugli "autoctoni" non c'è più alcuna "speranza": sono "bolliti"!!
Confidiamo MOLTISSIMO sui giovani "immigrati" anche extra-comunitari, seri, preparati e motivati, che ci tengono moltissimo a "diventare " LIGURI !
I Durazzo ce lo hanno insegnato (ve lo ricordate?)!!!
Un bel "rimescolamento etnico", è quello che ci vuole ! Ricordiamoci sempre di "Bavari" sulle alture di Genova ! Chi è che sa, perchè si chiama
" BAVARI" ???

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 04 ottobre 2009 alle 17:27

giorgio.carozzi

Disincanto e insofferenza rispetto ad una politica mediocre che affonda porti e shipping, mi hanno fatto trascurare sprazzi di ottimismo. Rimedio, segnalando qualche recente nota positiva.
1)Il ministro Matteoli ha detto che l'Italia intera dovrà seguire il "modello Genova" sull'organizzazione del lavoro, ossia l'art. 17 com'è stato predisposto da Merlo-D'Aste e assegnato allla Culmv! Chi l'avrebbe mai detto soltanto qualche mese fa?
2)Genova dopo Rotterdam è l'unico porto che, grazie all'accordo siglato dall'Agenzia nazionale delle dogane italiana, potrà anticipare i controlli alla partenza nel porto di Tianijn. L'Authority ha sorpreso gli spagnoli e (almeno sul fronte portuale...) battuto sul tempo Valencia e Barcellona.
3)L'Unione europea ha preso a modello il piano energico ambientale del porto di Genova, che l'Autorità portuale sta predisponendo insieme alla Provincia per finanziare progetti comunitari.
Morale: si può ancora alzare la testa oltre la Lanterna. Forse.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 04 ottobre 2009 alle 09:50

Uncino Lavico

Ciao a tutti! Apro e vedo che il dibattito ferve. Sulla presenza dei politici non commento, soprattutto sulla loro "qualità" e non faccio commenti neanche sui lavori della famigerata Commissione, ovvero sul "metodo" innovativo di confrontarsi ed ememdare. Richiederebbe troppo tempo e mi perderei chiedendomi ancora una volta, senza risposta, ma cosa fa l'opposizione? Ma Tullo e Filippi si parlano? Sono di due partiti diversi? Lasciamo perdere dunque.
Le risposte di Grillo sono assolutamente inutili. Perde tempo a raccontare di nuovo i punti ormai noti dell'articolato senza dare alcuna spiegazione o chiave di lettura. Permettetemi una battuta..ma in tanti anni in cui si sono "occupati" di porti non hanno ancora imparato nulla?
Invece ecco un piccolo inciso sulla questione dell'Autonomia Finanziaria. Vorrei farvi notare che Grillo parla di un "fondo" da dedicare al finanziamento delle opere, come dire: Genova produce da sola una larga parte del gettito IVA e qualche altro porto lo spende.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 ottobre 2009 alle 23:52

giorgio carozzi

Gianni Margheritoni e Cico Barque non la pensano allo stesso modo circa la presenza dei politici su Pilotina. Ma (a naso) credo avvertano entrambi le stesse sensazioni manifestate da Margheritoni: il pur banalissimo federalismo fiscale è un grande inganno!
Dolentissimo argomento è quello proposto impietosamente da Amico Alex a proposito di Valencia e Genova... Stendo un pietoso velo sull'accostamento tra le due città portuali. Per ora.

Spedito da: genova Pubblicato il: 02 ottobre 2009 alle 16:53

Gianni Margheritoni

Ciao Giorgio, bentornato! Hai fatto "scomodare" persino il presidente della CommissioneTrasporti. Bel colpo! Mi sarei aspettato che il giornale avesse dato risalto a questa cosa. Circa la nuova legge. Si dice che le AP possono stipulare contratti di project financing con istituti di credito. Ma non sarebbe più semplice se i soldi glieli lasciasse il Governo? Esempio: mettiamo che il porto di Ge generi 2 miliardi di IVA l'anno. Presenta un progetto di ampliamento da 500 mln. Se il progetto è approvato dal Governo basterà che il Porto versi solo 1,5 miliardi di IVA. I 500 mln rimarranno x finanziare il progetto approvato. Senza tanti passaggi di soldi e senza ricorso a istituti di credito, che non lavorano per amor di patria ma si fanno pagare e bene per prestare i loro soldi, con la conseguenza che l'opera costerebbe 500 milioni + gli interessi.
La sensazione è che non si vogliano lasciare i soldi ai porti xchè il bilancio dello Stato è un disastro. Altro che federalismo fiscale!

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 02 ottobre 2009 alle 15:31

Movimento Indipendentista Ligure

Una PROPOSTA a tutti gli operatori portuali LIGURI :
ormai il "parto" della nuova "legge portuale italiana" è questione di settimane, ma "qualcosa" devono pure far "nascere" ! Se la legge che "partoriranno" FARA' SCHIFO, siete disponibili, insieme al nostro "comandante" Giorgio Carozzi, a ritrovarci tutti insieme, per stabilire , COME E CON CHI, presentarci alle prossime Elezioni Regionali del 2010, mettendo al 1° punto del nostro PROGRAMMA la richiesta di RESTITUIRE alla LIGURIA la sua antica, gloriosa INDIPENDENZA ?

Spedito da: genova Pubblicato il: 02 ottobre 2009 alle 15:18

cico barque

E no, adesso ci manca anche che i politici invadano Pilotina così anche qui non si campa più! Passi per il MIL, ma che adesso Tullo, Grillo e altri si beino di questo nuovo canale di comunicazione che non avevano ancora trovato e lo occupino "militarmente" come la politica ha già fatto con TV e giornali, no.
Anzichè dirci come fareste le cose, fatele. La politica degli annunci è arrivata al capolinea, purtroppo molti non lo hanno ancora capito ma quando Bersani cercherà quei 4 milion di voti che "sbadatamente" hanno perso in questi anni per strada, lo chieda per la Liguria ai vari Tullo, Vincenzi, Pericu, Burlando ecc. come mai. E anche a Forcieri che tronfio annuncia oggi che anche La Spezia avrà il suo bel terminal crocieristico tanto per tornare sull'argomento "Autorità portuali e confusione". Così come lo stesso Forcieri parla di rilancio della cantieristica a La Spezia. Ma dove ha vissuto fino ad oggi, ad Arquata?

Spedito da: italia Pubblicato il: 02 ottobre 2009 alle 14:29

gerry

ASSOPORTI
Sono stato all'Assoporti. Prima del Convegno e' stata distribuita una cartellina.
Un foglio riportava i dati definitivi dei traffici portuali italiani del 2007. Un altro, invece, i dati incompleti del 2008.
Non faccio nessun commento. Lo lascio fare a Voi.

1 2 3

Tutti i blog sono moderati e i commenti ritenuti inadatti (a nostro insindacabile giudizio) non saranno pubblicati.