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The Port and The City: buone regole per farsi del male

E’ indecifrabile la ragione per cui Genova e il suo porto si trovano sistematicamente intrappolati in situazioni ingarbugliate. Passi per il masochismo fatto in casa, la triste euforia degli esclusi, l’autolesionismo che ci spinge ad odiarci un po’. Ma prepararci a diventare minoranza permanente e sinistrata, fessa e addirittura perniciosa per il Mediterraneo intero, è davvero troppo. E’ quasi inverosimile che nei giorni scorsi Juan Amoros, segretario generale di Ferrmed (la potente lobby europea della logistica) abbia indicato Genova come una mina vagante, incassando il totale disinteresse da parte delle amministrazioni locali. Sentenzia Amoros che il nodo legato al porto di Genova non è affatto appropriato per gestire volumi importanti di traffico. Il rischio è che quote consistenti di mercato saltino lo stesso bacino mediterraneo. Non è detto, infatti, che quel traffico scelga scali vicini a Genova. Del resto, come si fa a collaborare per competere e a fronteggiare il Nord Europa se il porto d’accesso è debole? Già, bisognerebbe chiederlo ai nostri politici come si fa. La situazione dell’Italia dei porti – e di Genova in particolare - è talmente compromessa da suggerire una facile previsione: i maggiori terminal tricolori saranno nuovamente cancellati dalla carta geografica europea. Non per la loro incapacità di gestire l’esistente, arte in cui bene o male primeggiano fin troppo, ma per la totale mancanza di progettualità e di prospettive. I porti non hanno più un centesimo da investire, il ministro dell’Economia Tremonti ha azzerato i pochi finanziamenti pubblici, la legge di riforma è arenata, le prospettive di sviluppo sono vicine allo zero. La crisi internazionale divora lo shipping da pochi mesi. La crisi di progettualità degli ultimi cinque anni ha invece messo da troppo tempo l’Italia e il porto di Genova ai margini dell’Europa. Just the working life, direbbe Bruce Frederick Joseph Springsteen, il Boss da Long Branch, New Jersey.”Fabbrica” è il titolo di uno straordinario racconto operaio musicale del mito born in the USA. Just the working life. E Genova si scopre più forte aspettando la visita di Matteoli e Tajani a chiusura della tre giorni di “Port&ShippingTech”. Più forte di chi e in che cosa, quando all’assemblea di Ferrmed c’era solo un portuale professionista (e cavaliere), il console della Pietro Chiesa Tirreno Bianchi, a coprire a Bruxelles la voragine politica aperta dai nostri miopi amministratori? Certo, il mondo del lavoro si trasforma in simbolo di responsabilità politica che si spinge ai confini della supplenza. Ma è incredibile che solo i portuali abbiano saputo valutare l’opportunità costituita dalla prossima presidenza europea spagnola, meglio di chi dovrebbe garantire a Genova ruolo internazionale per mandato popolare o più semplicemente per mestiere. Ferrmed ha inserito tra i punti critici della rete infrastrutturale europea proprio il nodo genovese, ma soprattutto - e qui sta la grande novità – lo ha collocato tra le sette proposte contenute nelle raccomandazioni finali sottoposte alla Commissione europea. E quel documento, sostenuto dai vertici delle istituzioni pubbliche e private continentali della logistica e dello shipping, diventerà la Bibbia della presidenza Zapatero. Quest’ultimo si giocherà gran parte della rielezione in Spagna nei prossimi sei mesi, proprio intorno all’asse delle città portuali mediterranee. Aver rilanciato l’alleanza con Barcellona e Marsiglia, aver inserito il Terzo valico tra i sette nodi strategici all’attenzione dell’Europa, unico progetto italiano, significa che Genova potrà alzare la voce sul tavolo nazionale, riproporre il protagonismo perduto. Opportunità che l’Autorità portuale e la Camera di commercio sembrano voler cogliere, dimostrando che esiste anche una classe dirigente dinamica che si confronterà con i nuovi partner europei già a partire dal primo fondamentale appuntamento fissato per il febbraio 2010, quando Ferrmed si riunirà a Genova. E’ in quell’occasione che la città dovrà dimostrare di essere all’altezza della sfida. E non, citando sempre Bruce Springsteen, confermandosi come una “città che strappa le ossa dalla schiena, una trappola mortale”.

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Commenti inseriti: 50 — pagina 1 di 2

Spedito da: genova Pubblicato il: 12 novembre 2009 alle 14:27

fabio

...sarebbe da ingenui pensare ad una produzione seriale di...carceri galleggianti...i lavoratori, semplicemente, sostengono che se tra i "desideri" del governo esiste questo progetto carceri galleggianti, essendo già in cassa integrazione, a 800 euro mensili, sarebbe quantomeno "faticoso" intraprendere azioni (bisogna averne anche la forza) tali da condizionare le volontà di Berlusconi o chi per esso, in ogni caso anche volendo, questo, dilaterebbe i tempi, esponendo il cantiere a rischi pesantissimi. Se poi vogliamo intavolare discussioni sull'etica delle produzioni, spieghiamo ai lavoratori impiegati, loro malgrado, nella produzione di armi o sistemi d'arma, che tutte le aziende che operano in questi settori dovranno essere subito smantellate!
Sig. Margheritoni, le "miserie" dei lavoratori e l'odore del ferro, bisogna viverli per capirli davvero. Noi la filosofia sull' etica la lasciamo fare ai Dotti, ma per favore, non fatela sulla nostra pelle!

Spedito da: genova Pubblicato il: 12 novembre 2009 alle 14:07

fabio

Egr. Margheritoni, trovo la sua riflessione sulla questione delle carceri galleggianti e del rilancio (salvaguardia) della cantieristica profondamente lungimiranti, peraltro rilevo che lei, avendo "notato" la notizia dello "stanziamento SACE" del valore di 1,5 mld di euro, in qualche modo appartiene, o a quella galassia (ristretta per la verità) di acuti osservatori del mondo dello shipping, o a quella degli addetti ai lavori. Detto questo, mi corre l'obbligo, riflettendo insieme a lei sulla vicenda, di dover utilizzare un "ma" avversativo nel suo ragionamento.
Infatti mi sorprende che le sfuggano alcuni dettagli importanti in merito a questa discussione.
Il primo, gli stanziamenti sono eventualmente a favore di armatori esteri che volessero commissionare nuovi ordini ai cantieri italiani, ma questo non obbliga in alcun modo i suddetti a farlo!
Il secondo, i lavoratori non pensano e non hanno mai pensato che le galere possano in qualche modo rilanciare la cantieristica...

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 12 novembre 2009 alle 05:55

giorgio.carozzi

Valentina, mi sento molto a mio agio nei panni di famigerato condottiero di un diabolico vascello fantasma. Certo, preferirei ispirarmi a Christian Fletcher, primo ufficiale dell'HMS Bounty, salpato alla volta di un paradiso tropicale... Il problema è individuare chi rappresenta il Capitano William Bligh, uomo inflessibile e dal pugno di ferro. Soleva dire: "La paura è la mia arma migliore"...

Spedito da: genova Pubblicato il: 11 novembre 2009 alle 21:25

Valentina

Gentile Carozzi, ma lei mi ha ingannato!
Non sapevo che fosse rappresentante delle "forze del male"!!!
(Garrone oggi ha avuto un cortocircuito mentale!!!)
Me lo diceva...che in qualità di anticristo doc, quale mi onoro di essere avrebbe certo spuntato condizioni di favore nel contratto di vendita a distanza, avrei potuto certo valutare meglio le clausolette in piccolo..in fondo a sinistra...che rappresentano il contrattino standard!
Me lo diceva Carozzi....caspita son qui per far affari...son mica una strozzina!

P.s Siamo al delirio! totale!
Comunque come rappresentante delle forze del male, posso dire che non ci interessano meschinità tipo centri-commerciali, strutture atte a consumare ricchezza, non dare alle anime (che poi sono i nostri fornitori preferiti) quella gioia di vivere che il lavoro produce...Noi si cerca belle "animone" grasse e felici...che si vendano ...Le anime dei misci..le lasciamo alla concorrenza.
Valentina...Amministratore unico della Diavolo Spa

Spedito da: LIVORNO Pubblicato il: 11 novembre 2009 alle 21:04

SILVIA MECCHERI

LA CLP DI LIVORNO IN BRASILE
Segnalo che la Compagnia Portuale di Livorno è presente in questi giorni a Sistema Italia in Brasile, la missione organizzata in Brasile e in Cile per rafforzare le relazioni economiche, incrementare le opportunità di investimento e favorire il rilancio economico del nostro Paese. Un'occasione importante che la Compagnia non ha voluto perdere inviando una propria rappresentanza formata dal consigliere Marco Dalli e dal direttore commerciale Marco Rossi per sottolineare ancora una volta il proprio ruolo di società al servizio non solo del lavoro portuale ma di operatore logistico globale a livello internazionale, in grado di fornire una vasta rete di servizi, anche di filiera, dal produttore al cliente.
Partecipare a queste iniziative è fondamentale perché significa puntare sui mercati emergenti e per quanto ci riguarda diventa ancora più importante quando sono coinvolti i settori sui quali il Gruppo CPL sta mettendo in campo nuovi progetti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 11 novembre 2009 alle 20:37

FRANCESCO

Si alle carceri ma non solo........
Quando si parla di ribaltamento a mare del cantiere. Non si parla di un parziale decentramento del porto petroli su due offshore?? Non si parlava che dette strutture sono un progetto di Snam Progetti per conto di Eni? Ma se questa soluzione andrà in "porto" chi farà queste strutture ad alto valore aggiunto e che potrebbero aprire nuovi scenari commerciali per il cantiere di Sestri? Sbaglio o importanti personalità dicono che stanno iniziando le opere propedeutiche al ribaltamento? E che arrivano 70mln??? Quindi a breve c'è la necessità delle due boe/offshore? Mi auguro che in un momento come questo, sia le carceri che le strutture dell' Eni possano dare lavoro al cantiere di Sestri!
p.s. x Dott. Carozzi certo della sua professionalità ci tenga aggiornati

Spedito da: genova Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 19:17

cico barque

Viva Giorgio che come per la moda ha Armani, per lo shipping schiera il "febbrile e malizioso" Carozzi.
Cosa volere di più che essere citati nel quotidiano italiano di maggior lustro? Peccato che il Corriere si ricordi di Genova raramente con argomenti così positivi e vivaci ma si sa, la notizia più è nefasta e più si fa leggere e noi siamo i campioni nel non saperci vendere bene fuori delle cerchia murarie.
Godiamoci allora questo regalo di Cevasco che grazie a Giorgio ha saputo tracciare ancora una volta un quadro bello e maledetto di questa città e di questo porto. Sulla moschea al posto del silos invece ci andei piano, non perchè sia anti musulmano ma ci sono posti più adatti in questa città dove essere tolleranti e aperti.

Spedito da: genova Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 17:39

giannni margheritoni

Per prima cosa un saluto al massimo esperto di porto vivente.
In secondo luogo una considerazione: L'Italia ha bisogno di nuove carceri, perchè quelle esistenti sono sovraffollate e offrono condizioni spesso disumane. Le carceri galleggianti non sono l'ideale per risolvere il problema, anzi si rischierebbe di spendere soldi per una struttura poco adeguata alla sua funzione. Non credo neppure che sarebbero una soluzione per rilanciare la cantieristica. Io per rilanciare la cantieristica vedo solo una soluzione: costruire nuove navi. A questo proposito più che le carceri galleggianti vorrei che il Governo mettesse a disposizione dei soldi. Oggi la Banca europea per gli investimenti e Sace hanno firmato un accordo che consentira' a Sace di garantire 1,5 miliardi di euro di nuovi finanziamenti per operazioni in Italia e all'estero. Perchè un po' di questi soldi non li usiamo per finanziare la costruzione di nuove navi come fanno in tutti gli altri paesi europei?

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 16:29

giorgio.carozzi

RISPOSTE
Già che ci sono, rispondo ad Andrea su Merlo e le carceri galleggianti. Per me valgono le considerazioni (positive sull'argomento) sottoscritte dal presidente dell'Authority su Pilotina. Credo che il suo pensiero sia sempre stato questo.
A Cittadino dico che quelli che lui definisce "i nostri dipendenti" non scriveranno mai su questo blog, per ovvi motivi: chi glielo fa fare di mettersi in gioco?
Infine, Daniele. Sul Mil, non credo esista preconcetto. Sono convinto che le ambizioni dei nostri amici indipendentisti siano le stesse di tanti di noi. Il fatto è che non vediamo proprio con quali strumenti e attraverso quale strada si possa tornare all'autonomia e allo splendore della gloriosa Repubblica di Genova. In realtà, basterebbe oggi ricalcarne i valori. Ma chi dovrebbe suggerirlo?

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 16:21

giorgio.carozzi

GRAZIE
Che dire... Ringrazio con affetto Francesco Cevasco per questo attestato di stima che ha voluto concederci e che ci impegna a far meglio e di più. Ringrazio voi tutti per le belle parole che mi fanno sentire componente di una squadra vera. Segni o segnali, piccoli o grandi, li cogli inaspettati quando magari pensi che la vita ti stia scappando di mano o lo sconforto prevale su tutto il resto.
Un abbraccio a tutti!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 15:54

Luigi

Il Corriere della sera ha scritto: La logistica è potere «Ha ragione il console Bianchi, il potere è di chi ha in mano la logistica, per questo ci si scanna sui moli e nell' entroterra», sentenzia Giorgio Carozzi, giornalista, il massimo esperto vivente del porto. Lui è uno che tra i moli s' aggira febbrile e malizioso da quasi quarant' anni. Adesso naviga soprattutto sul sito www.shippingonline.it a bordo di un blog battezzato Pilotina. Cliccare solo se pronti a polemiche ed emozioni forti. * * * Il porto appare e si vede la bella città seduta ai piedi delle montagne: la Lanterna, come un minareto, dà all' insieme qualche cosa d' orientale e si pensa a Costantinopoli (Gustave Flaubert). GRANDE!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 12:51

Unicino Lavico

Questa sì che è una notizia!
Nel mio girovagare per il mondo mi sono perso il numero del Corriere di domenica...ma l'era dell'accesso è intervenuta e ho letto l'articolo di Cevasco.
Caro Giorgio, sono d'accordo con amico Alex...cosa volere di più!
Rimbalzare sul Corsera credo che sia il massimo, per il tuo blog, per le idee e per la tua esperienza, e anche per Genova, dipinta con un occhio positivo anche se un po' nostalgico.
Che dire...mi sembra che questo sia un buon motivo per darci da fare ancora di più!
Saluti lavici e congratulazioni!

Spedito da: Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 09:41

Titta D'Aste

complimenti per la citazione sul Corriere della sera di Domenica.

Titta D'Aste

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 08:53

Pilotina Girl

Maestro! Sei stato celebrato nientepopodimenoche sul Corriere della Sera di domenica, nel bel pezzo di Cevasco dedicato alla storia del Porto di Genova! Sei il massimo giornalista vivente (speriamo a lungo!!!!!!!!!) esperto di tematiche della portualità e dello shipping. E il Corrierone ha celebrato anche Pilotina...leggete, navigatori solitari, leggete! Ora, propongo una raccolta firme dei fans di Pilotina per proporre all'Ordine dei Giornalisti o a qualche staff organizzativo un Premio alla Carriera per Giorgio Carozzi!!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 05:46

Amico Alex

SHIPPINGONLINE TO ENTER CORRIERE DELLA SERA HALL OF FAME
Vecchio Baciccia, per celebrare degnamente il decennale del Grande Fratello hai scelto una roboante nomination.
Essere definito "massimo esperto vivente del porto" da un collega del Corsera è un premio alla carriera che equivale all'Oscar per i registi, al Tapiro d'Oro per i tronisti o al Cavalierato (Ufficiale) per i Consoli.
Estendi il complimento d'obbligo a tutta la redazione di Shippingonline: definire punto di riferimento un sito della concorrenza accade con la frequenza dell'eclissi lunari. E all'editore, che ha scelto di investire su un prodotto di qualità.
E poi, quale blogger nell'universo magmatico della rete non bramerebbe leggere un commento simile per la sua creatura: "Cliccare solo se pronti a polemiche ed emozioni forti"?
Genova cavalca la crisi secondo i dati dell'export, ma rincorrendo la rendita non è mai stata capace di riconoscere il merito.
L'invidia prevale sempre, imbracciando l'arma dei mediocri: il silenzio.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 05:19

Andrea

Sig. Carozzi, volevo sapere come mai sul Secolo leggiamo le dichiarazioni non favorevoli del sig. Luigi Merlo sulle carceri gallegianti e poi sul blog invece scrive di essere d'accordo con i lavoratori e della necessità della costruzione delle carceri, come mai? Sul giornale cartaceo non si esprime cosi, forse per non andare contro il sindaco e la giunta? Vorrei sapere una sua opinione al riguardo, grazie

Spedito da: Napoli Pubblicato il: 10 novembre 2009 alle 00:46

Nino Corci

AP ALCOLISMO PORTUALE
La sbornia di ottimismo di Paolo Mazzoni mi ha ricordato le sobrie considerazioni che i rappresentanti "accontentati" dalla legge 84/94 erano soliti proferire da Trieste a Ravenna passando per Venezia intorno alla "buona legge". Chiedere ai diretti interessati.
Rispetto tutte le opinioni, chiedo solo un po' di dignità.
Uno può anche pensare che "la legge 84/94 è una buona legge, che ha accontentato tutti ,che non ha bisogno di tante modifiche come si legge nella bozza di riforma", ma dovrebbe insieme sottoporsi all'antidoping.
"La legge così varata, cui ho partecipato per la stesura degli articoli che riguardavano le Clp assieme a Piccini di Livorno, ha dettato le regole uguali per tutti i porti e nei 15 anni che sono trascorsi tutta la portualità italiana si è risvegliata ed è diventata competitiva nei confronti dei porti del nord Europa a noi concorrenti": a Mazzo', ccà nisciuno è fesso.
I porti italiani stann murenn aropp'e n'augunia luonga 15 anni, sient'ammé!

Spedito da: LA SPEZIA Pubblicato il: 09 novembre 2009 alle 16:06

PAOLO MAZZONI

LAVORO E RIFORMA 3

3) considerate le troppe AP, nei nostri porti si crea l'autonomia finanziaria la quale ha il solo scopo di dividere le Autorità portuali del nord, più ricche di traffici, dalle AP del sud povere di traffici;
4) libera mano d'opera per le attività portuali, volta ad ottenere il consenso sulla riforma dalle imprese e dai terminalisti.
Mi pare questo il nocciolo, nudo e crudo, della riforma portuale in discussione nelle due Commissioni del Senato e della Camera.


Spedito da: LA SPEZIA Pubblicato il: 09 novembre 2009 alle 16:03

PAOLO MAZZONI

LAVORO E RIFORMA 2

Questo prologo per dire che la legge 84/94 è una buona legge, che ha accontentato tutti, che non ha bisogno di tante modifiche come si legge nella bozza di riforma.
Di riformare la Legge 84/94 se ne parla da 15 anni, da quando la politica ha capito che le Autorità Portuali hanno un potere enorme nel territorio in cui insistono, per questo vi è la rincorsa dei politici a diventare presidenti dell'AP.
Allora la politica pensa che la riforma va fatta su alcuni articoli della legge fondamentali per gestire sia il territorio che l'economia:
1)nomina del Presidente fatta direttamente a Roma, scavalcando così gli enti locali, alla faccia del federalismo;

2)poteri al Presidente che opera svincolato dal comitato per gestire "l'autonomia finanziaria";


Spedito da: LA SPEZIA Pubblicato il: 09 novembre 2009 alle 16:00

PAOLO MAZZONI

LAVORO E RIFORMA PORTUALE

Complimenti a Carozzi e a Pilotina per il riconoscimento avuto dal Corriere della Sera e in bocca al lupo al console Antonio Benvenuti e alla Compagnia Unica.
Vorrei proporre alcune mie considerazioni sul tema del lavoro e sulla riforma della legge 84/94, che fu licenziata alla fine della prima Repubblica.
Una legge varata in fretta ma che si è posta come arbitro in un contesto portuale sfasciato, diretto e organizzato in modo diverso da porto a porto (consorzi, provveditorati, aziende mezzi meccanici etc.).
La legge così varata, cui ho partecipato per la stesura degli articoli che riguardavano le Clp assieme a Piccini di Livorno, ha dettato le regole uguali per tutti i porti e nei 15 anni che sono trascorsi tutta la portualità italiana si è risvegliata ed è diventata competitiva nei confronti dei porti del nord Europa a noi concorrenti.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 09 novembre 2009 alle 06:54

Movimento Indipendentista Ligure

Un caldo invito a coloro che commentano "lamentandosi".
Perchè aspettate che siano solamente "gli altri" ( il governo di Roma, il ministro Matteoli, i politici vari, ecc..) a "risolvere" i problemi di Genova e della Liguria?
Perchè non prendete atto che la "storia" che la Liguria "da sola non ce la farebbe" è una vera e propria "bufala"? Siamo la SECONDA regione per il volume di imposte inviate a Roma http://www.mil2002.org/battaglie/tasse.htm
nel dettaglio vedere su "IL SECOLO XIX" del 09/12/07. Produciamo il doppio dell'energia elettrica che consumiamo, ecc.... Cosa aspettiamo allora ad "ORGANIZZARCI" per riprenderci VERAMENTE la nostra sacrosanta INDIPENDENZA? Avete idea di quello che ciò significherebbe per il "salto di qualità" che le nostre "classi dirigenti" sarebbero costrette a fare? E di quello che SICURAMENTE si metterebbe in moto nell'asse LIGURIA-LOMBARDIA-PIEMONTE-SVIZZERA-CENTRO EUROPA , con una Liguria che potrà DECIDERE e PROPORRE, perchè Nazione sovrana?

Spedito da: genova Pubblicato il: 09 novembre 2009 alle 03:00

valentina

Scusate, ma quante volte il Cipe ha approvato il terzo valico?
Con i mitici 5 miliardi di euro dell'autonomia finanziaria..ce lo paghiamo cash uno sull'altro subito solo in un anno..e magari ci fanno anche lo sconto!
Già dal secondo anno..ne abbiamo tanti in cascina..che ci compriamo Riva e lo mandiamo in pensione! Ci spariamo il porto franco e il distripark..in un baleno...
Dal terzo...lastrichiamo di marmo le strade di Genova e facciamo un terminal crociere da fantascienza..
Ovviamente...la scuola, le carceri gallegianti o quant'altro rappresentano le molliche di pane che si danno ai passerotti che potranno nuovamente essere sereni e spensierati nell'affrontare il freddo inverno alle porte!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 novembre 2009 alle 00:44

Franco Porto

CORSERA AL TRAMONTO
Torno a casa dopo una faticosa trasferta di lavoro nei porti del nord, quelli che funzionano. Ho incastrato gli orari per godermi famiglia, Vecchio Grifo e una rilassante lettura serale. Ho parecchio arretrato e solo a fine serata sfoglio i quotidiani di giornata.
Corrierie della Sera, richiamo in Prima, la Prima del quotidiano ambasciatore della stampa italiana nel mondo.
Titolo: "I LUOGHI Il porto di Genova. Alberghi case e gli ultimi camalli" di Francesco Cevasco pagina 35.
Non ci credo. Deve essere accaduto un evento miracoloso. Il racconto è quasi riuscito a farmi commuovere: uno dei migliori sul porto, o meglio su quello che è rimasto, degli ultimi anni.
Mi soffermo sulla colonna "Il futuro". Oltre alla commemorazione del Cavalier Ufficiale Tirreno Bianchi, l'ultimo paragrafo cita "Giorgio Carozzi, il massimo esperto di porto vivente". La crisi che colpisce la stampa italiana è drammaticamente attuale, ma leggere notizie false sul Corsera è il segno di un rovinoso declino.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 novembre 2009 alle 20:08

Don Rodrigo

Leggo e segnalo stupefacenti dichiarazioni del ministro Altero Mattreoli: "In pochi mesi di governo, 23 miliardi di opere pubbliche in un momento di crisi mondiale è stato un successo. Sono soddisfatto come ministro di riferimento, ma questo risultato si deve alla collaborazione di tutto il governo per
fare ripartire le infrastrutture. E lo sviluppo, come dicono tutti i Capi di Stato, può riprendere se ripartono quelle. Noi abbiamo seguito questa strada. Siamo - ha annunciato - nelle condizioni di aprire i lavori nella prima metà di dicembre». Poi c'è «il Ponte sullo Stretto, per il quale abbiamo autorizzato la quota di 1300 milioni per poter partire".
Domande. E' solo sfrontato? Aveva bevuto? E' in stato confusionale? Ha visto un altro film? Credo ci sia un limite anche alle prese per i fondelli!!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 08 novembre 2009 alle 19:48

GRUPPO DI LAVORATORI ARRABBIATI

Siamo sconcertati per l'atteggiamento dele istituzioni e del sindaco su l'argomento. Noi vogliamo lavorare e essere sereni per noi e le nostre famiglie, per noi le carceri sarebbero lavoro e ora che anche il governo con il ministro Alfano sembra dia l'intesa, vorremmo sapere qualcosa anche dalle istituzioni, non vorremmo pensare che sia solo una questione di teatrino politico perchè il governo è di centro destra e la giunta di centro sn. A noi non c'è ne frega proprio nulla! Vogliamo poter vivere con delle certezze e non con delle nubi. Anche il sindacato quello più rappresentativo la Fiom latita invece di pronunciarsi, dicendo solo che ci vogliono comesse pubbliche, ma SULLE CARCERI NON SI SCHIERA e anche qui ci viene da pensare. Ringraziamo Antonio Graniero segretario Cisl per le sue dichiarazioni a favore delle carceri e lei Carozzi per aver capito la situazione e per darci voce.

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