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Shipping e risorse umane: la politica uccide anche la fantasia

Non sbuffate, non arricciate il naso. So bene che apprezzate le polemiche roventi e gustate centellinandole le sfide ruspanti e le battaglie contro i mulini a vento. Metto in conto un calo dell’audience, dopo le puntate scoppiettanti di queste ultime settimane. Ma corriamo pure questo rischio, ne vale la pena. Perché anche in questo caso la politica ha responsabilità enormi. Stanno massacrando lo shipping, vogliono ridurlo a spazzatura. Negando gli investimenti sulle risorse umane, il che equivale a chiudere con il futuro. Il ministro Tremonti non investe un cent sulla ricerca e l’innovazione. Sui fondi europei destinati alla formazione professionale e truffaldinamente scialacquati altrove, indaga anche in Liguria la magistratura. Le aziende private e pubbliche fanno a gara a chi spende meno e il futuro che si profila dietro l’angolo è quello di uno shipping fanalino di coda dell’Unione, bistrattato e incapace di produrre valore aggiunto e occupazione per i giovani. Prendiamo il caso dei fondi europei per l’innovazione. E’ un settore in cui i professionisti dei contributi spesso ottengono quasi più di quanto venga assegnato alle aziende. Un insopportabile appesantimento burocratico. Lamentarsi di un generico taglio dei fondi alla ricerca serve a nulla. E’ preferibile invece chiedere strumenti concreti come la detassazione degli interventi privati per la ricerca. Una metodologia promessa in passato anche da Tremonti, che varrebbe la pena di riproporre. E invece il sistema-Italia, che dovrebbe consentire alle nostre aziende di vincere le commesse, non funziona in termini di tassi di interesse e di credito all’esportazione. Aggiungiamo che la tecnologia ha fulmineamente trasformato un mondo nel quale il capitale umano diventa sempre più importante. La preparazione e la professionalità degli equipaggi, ad esempio, sono al centro di investimenti e di interessi colossali. Non a caso gli ufficiali si trasformano in dirigenti di aziende sofisticate, che mettono il capitale umano al centro della loro attività. La risposta della politica è inesistente. Quella delle aziende appesa al filo sottile della competitività. Che non significa solo fare il prezzo più basso per vendere un qualsiasi manufatto. Vuol dire sbaragliare la concorrenza globale con qualcosa di mai visto, e magari ricavarne pure maggior profitto. Ma dove finisce la creatività italiana se non ci sono i soldi per sostenerla? Prendiamo il caso di Fincantieri. Oggi l’ad del gruppo, Giuseppe Bono, ha una grande responsabilità: trovare il modo di acquisire ordini per preservare il lavoro e la dignità di tutti quelli che collaborano alla costruzione di una nave. Certo la questione non può ridursi unicamente a bussare alla porta di un armatore come Micky Arison - patron di Carnival - e acquisire nuove navi passeggeri, negoziandole con sconti più o meno elevati o sottocosto. Ci vuole anche competitività che si raggiunge con il supporto di uno Stato capace di erogare denaro per permettere ai cantieri di rimanere al passo, dal punto di vista della tecnologia e dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo. Il caso della Germania è significativo: lo Stato tedesco fornisce il cantiere di Papenburg - Meyer Werft di un nuovo bacino coperto di 500 metri di lunghezza, in grado di costruire 3 navi all’anno. Come conseguenza diretta, Mr. Arison dichiara il proprio interesse nel valutare la possibilità di costruire le due nuove navi della controllata Princess presso quel cantiere. Conosciamo tutti le strategie armatoriali: si manifesta l’interesse per un altro cantiere, al fine di calmierare i prezzi e costringere Fincantieri a scendere a più miti consigli e a garantire maggiori sconti. O forse no: Arison è sinceramente convinto che costruire a Meyer Werft porti benefici in termini qualitativi. Che cosa fare, allora? Rinnovare i nostri cantieri dal punto di vista strutturale e tecnologico, ottimizzare il processo produttivo per renderlo efficiente e quindi ecosostenibile, erogare fondi alle università e ai centri di ricerca (Fincantieri ne possiede addirittura uno proprio!). Con l’obiettivo di mantenere per la cantieristica italiana il primato di eccellenza tecnologica. Lo stesso discorso vale per i portuali e gli addetti dello shipping, unici al mondo in termini di professionalità e competenze comunque da aggiornare sempre. Ma non è esattamente questa l’aria che tira. L’impressione è che la politica, in Italia e in Liguria, ce la metta tutta per spegnere anche la creatività e la fantasia.

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Commenti inseriti: 94 — pagina 1 di 4

Spedito da: Pubblicato il: 03 dicembre 2009 alle 09:54

QQ

Facciamo un poco di giornalismo investigativo e vediamo se vengono fuori i nomi che cerca Amico Alex. eh Carozzi? tutti la chiamano ma lei non risponde da un po', che sta facendo? pensa?

Spedito da: la superba Pubblicato il: 03 dicembre 2009 alle 08:08

leonando

2-Noi l'abbiamo capito ci muoviamo da soli per la salvaguardia del posto di lavoro prima della catastrofe perchè siuramente dopo non si potrà fare più niente, costruire carceri galleggiati per noi va benissimo l'importante e lavorare tenendo aperto il nostro cantiere...dopo sarebbe troppo rischioso sicuramente manganaro e company verebbero a farci fare scioperi potandoci in piazza e non solo.....perderemo ore di lavoro soldi ma per cosa? Per poi magari dopo mesi di lotta vedere il nostro Cantiere chiudere? ma non è meglio battersi prima per cercare di sensibilizzare le istituzioni a far arrivare delle commesse pubbliche lavorando tutti insieme? Ma cosi non è, sig. Manganaro ma lei con chi sta? Grazie a tutti i lavoratori per la partecipazione alla lettera e allle firme raccolte qualcosa si è mosso per la nostra Tenacia

Spedito da: la superba Pubblicato il: 03 dicembre 2009 alle 07:58

Leonado

1-Caro Fabio, quello che scrivi è la santa verità,sono un operaio di Fincantieri e in questo momento di difficoltà per noi lavoratori il sig. Manganaro fà il disfattista questo non va, le scelte della azienda sono sbagliate, ma perchè non propone qualcosa o si schierava con i lavoratori sulla questione carceri? Ma no è sempre meglio criticare però poi i lavoratori. Li si lascia li in balia degli eventi ma qui si sbaglia ormai abbiamo capito e ci moviamo per conto nostro... Quello che è grave che questo Signore come altri non riescono a vedere la realtà dei lavoratori ma vivono in un limbo tutto loro, gli va bene che è un delegato Fiom è si sa che noi siamo legati a quel Sindacato ma tanti pensiamo che dovrebbe farsi da parte e lasciare il posto a qualcuno che non faccia politica ma il bene dei lavoratori...

Spedito da: Far West Pubblicato il: 03 dicembre 2009 alle 04:27

Pecos Bill

Qualcuno per caso ha trovato la mia carabina? Devo averla smarrita in un saloon di Oklaoma City. Magari è uno scherzo di quei due tipacci, Doppio Rum e Salasso. Li ho visti che confabulavano con un cacciatore di pelli, un certo mister Tanker. Capaci di avermela presa per dargliela in cambio di whisky e tabacco... Che tempi!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 dicembre 2009 alle 04:27

Amico Alex

CORDATE FERROVIARIE 2
Trasparenza vorrebbe che qualcuno spieghi chi ha deciso di fissare proprio a 3 milioni di euro il limite minimo su base triennale per la partecipazione alla gara. Nome e cognome, please.
E magari sarebbe utile conoscere i criteri di legge utilizzati per fissare 3 milioni invece che 2 o 5 o 10. Se la scelta risultasse arbitraria, ovvero non prevista, Nomi e Cognomi diventerebbero fondamentali.
Solo dopo mi convincerei che quella cifra sia stata determinata in modo assolutamente oggettivo e quindi incontestabile. Altrimenti nessuno mi convincerà che non sia stata inserita casualmente, visto che i bilanci della Pietro Chiesa sono facilmente consultabili direttamente dalla rete di Palazzo San Giorgio.
Ma il nodo è tutto politico: consentire di partecipare anche con riserva alla Pietro Chiesa avrebbe favorito un confronto ampio intorno a due piani industriali alternativi e possibii cordate.
Se i torinesi sono un bluff non lo sapremo mai; vedremo solo il gioco del mazziere.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 dicembre 2009 alle 04:26

Amico Alex

CORDATA FERROVIARIA 1
Vecchio Baciccia, il dibattito pubblico, carburante della democrazia, a Genova è in riserva mentre in porto è definitivamente evaporato da tempo.
Lode a Titta D'Aste e Tirreno Bianchi quindi, per aver condiviso a bordo della tua Pilotina un confronto civile ma diretto e senza veli.
I due nemici-amici (Uncino, vorrei che almeno tu apprezzassi la citazione da "Red e Toby"), Avvocato e Cavaliere, divergono su un punto decisivo sottinteso.
E' vero, dear Uncino, che di per sé la gara non promette guadagno nell'immediato, ma come ti spieghi l'attenzione così attiva nelle scorse settimane dei soliti noti a caccia di paraventi utili solo a coprire cordate?
Ecco, cordate. Di questo stiamo parlando. Del chi ci sarà dietro a chi. Di chi ha accettato il compromesso e di chi lo ha ricusato. Di chi si è prestato e di chi ha negato. Questo vogliamo sapere e conosceremo presto.

Spedito da: italia Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 23:06

gerry

Eppur vi dico, uomini di poca fede: rimpiangerete Nerli.
Matteoli sta trasformando le Autorita' Portuali in Ammiragliati. Dopo aver piazzato l'ammiraglio Dassatti a Napoli, pensa di piazzare anche Pollastrini a Livorno. Questo non e' giusto, perche' si penalizzano solo Napoli e in seguito Livorno?
Che tutte le A.P. siano rette da Ammiragli: mal comune mezzo gaudio.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 21:45

ferroviere scettico

Per il Cavaliere Bianco: non è che si trattava di tre mele, di cui una bacata?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 21:31

Uncino Lavico

Accipicchia! Tirreno evidentemente non considera poi così amico il buon Titta D'Aste, se lo paragona all'Asino di Buridano.
Sono perplesso. Nella prima gara, se non mi sbaglio, ci furono due proposte (ma non mi sembra che ve ne fosse alcuna di Tirreno), entrambe scartate.
Al secondo tentativo altri due (tra cui Tirreno). Pensare che la gara sia stata "pilotata" mi fa proprio scappare da ridere. Ma ci rendiamo conto di quello che l'Autority ha mandato in gara? Dove sta il business? Dove stanno i profitti? Ma per favore! Semmai ci vogliono delle belle spalle larghe (e che vengano pure dal Piemonte se necessario) con soldi e potere sufficiente per non ritrovarsi tra un anno di nuovo al punto di partenza.
Ma ce li vedete Merlo e D'Aste che decidono in modo premeditato di escludere la Pietro Chiesa per fare vincere il piemontese? In periodo pre elettorale. Ma dai!
Perchè, caro Tirreno, avresti voluto prenderti i risultati della gestione Moretti? Ritenta tra 4 anni..che forse sarà meglio.

Spedito da: genova Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 19:55

titta d'aste

Cara Pilotina,
ho letto l'intervento di Enrico. Se questa è l'interpretazione del post di Tirreno Bianchi, attendo una immediata e incondizionata smentita da parte dello stesso Tirreno. Altrimenti sarò davvero costretto a tutelare l'Ente, come si suol dire, nelle competenti sedi.

Titta D'Aste

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 19:21

Tirreno Bianchi

COMPAGNIA PORTUALE PIETRO CHIESA: BILANCI DEPOSITATI DAL 1903.
Caro amico Carozzi, devo una risposta a Enrico alla quale non mi sottraggo come mia abitudine e costume.
Ribadisco: nessun rancore e soprattutto, tenendo fede al mio stile, abitualmente credo sempre nella buona fede dei miei interlocutori e soprattutto dei miei amici.
Nel caso specifico ci è stata fatta una contestazione riferita al bilancio della Pietro Chiesa del 2006 poichè non raggiunge il limite minimo annuo fissato nel bando per l'ultimo triennio pari a 3 milioni di euro/anno.
Nel 2006 la Pietro Chiesa ha fatturato Euro 2.821.000, mentre negli altri anni, 2007 e 2008, li ha abbondantemente superati.
Il discorso sulla polpa e sui semi è una metafora: "Questo matrimonio non s'ha da fare", direbbe il Manzoni. Potrei citare il Trilussa e la sua famosa media dei polli, che questa volta non ci ha aiutato.
D'altra parte, la meticolosità dell'amico Titta è nota.
E la scrupolosità dell'Autorità Portuale,anche.

Spedito da: genova Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 18:25

enrico

Cara Pilotina, sono rimasto basito leggendo l'intervento di Tirreno Bianchi in risposta a Titta. Tra le righe si evince che la gara sulle manovre potrebbe essere stata "pilotata". Il riferimento ai frutti e ai semi mi sembra indicativo.
Spero di avere compreso male.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 17:38

Tirreno Bianchi

TRE MELE E TRE PERE
Caro Titta, come rappresentante legale della Compagnia Pietro Chiesa prendo atto della tua risposta ad Angelo Sanini pubblicata sul blog, che seguiamo quotidianamente, dell'amico comune Carozzi.
A proposito: sei ancora suo amico?
Titta,Titta...mi ricordi un mio caro amico che per sfamarsi di fronte a tre mele e tre pere non seppe scegliere e morì di fame. Tu hai un'alternativa per sfamarti: puoi sempre indire una gara. E magari inserire proprio il colore della polpa e il numero dei semi, contati in precedenza per non sbagliare, di quelle mele e quelle pere.
Poichè sono una persona che la vita ha costretto ad iniziare a lavorare in quel giugno del 1960 appena tredicenne, non porto rancore a nessuno.
E quel tratto che ha sempre contraddistinto la storia della Pietro Chiesa, ovvero l'etica del lavoro e del fare, mi porta a valutare che abbiamo tutti perso un'occasione storica per il porto di Genova. E comunque ti ringrazio del consiglio che mi hai dato. A presto.
Tirreno Bianchi

Spedito da: Italia Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 16:27

Corina Montenegro

SENSO DEL PUDORE E SENSO DEL RIDICOLO

Che tristezza che una persona che ha bene operato fino ad ora come l'ammiraglio Pollastrini si renda ridicolo per le stupidaggini cui è costretto da una moglie senza il minimo senso del ridicolo!

Spedito da: Napoli - Napule Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 14:30

Sfa Cimme Eccazze

Dottò, ma a Nerli qualcuno glielo dice che deve dimettersi o no???

Spedito da: genova Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 11:07

tittad'aste

Caro Carozzi,
il bando per la gara delle manovre ferroviarie prevedeva, a pena di esclusione, che i partecipanti dovessero avere alcuni requisiti. Requisiti che l'Amministrazione ha rilevato non essere presenti in capo alla Pietro Chiesa. Purtroppo è tutto qui. La Pietro Chiesa, se vuole, ha le possibilità di far valere le sue ragioni in Tribunale.
Saluti.

Titta D'Aste

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 04:37

TRE FOLONI

Tranquillo Roby! Oggi Grillo incontra la Vincenzi e insieme discutono la legge di riforma dei porti. Vedrai che colpi di fantasia, un colpo di qua e un colpo di la e trasportano di peso il nuovo stadio in porto. Ma a Genova o a Livorno?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 dicembre 2009 alle 02:19

Angelo Sanino

Ho appreso la notizia questa mattina, Dott. Carozzi.
Seguo la sua Pilotina ogni settimana ma non sono un grafomane e non ho mai provato ad inserirmi nel vostro dibattito, apprezzabile per qualità ed efficacia.
Questa mattina apro le pagine di un giornale locale e scopro che l'Autorità Portuale ha deciso di escludere i portuali genovesi della Pietro Chiesa dalla gara per le manovre ferroviarie. Ma come, ho pensato: Merlo e D'Aste aprono le porte ad un piemontese che non mi pare abbia mai neppure preso il treno penalizzando un'operazione genovese, guidata da lavoratori genovesi. Un progetto suggestivo, al quale molti colleghi in porto nei giorni scorsi avevano legato una nuova immagine dell'Autorità e un "finalmente".
Che delusione, Dott. Carozzi. Da Merlo non mi aspetto nulla se non che il PD candidi alle elezioni regionali sua moglie, ma dall'Avvocato D'Aste, persona che stimo, non mi sarei mai aspettato un pregiudizio proprio contro chi lo ha sostenuto e portato in Autorità. Che peccato.

Spedito da: MAREMMA Pubblicato il: 01 dicembre 2009 alle 23:47

Roby

Avvertimento a Speedy: da quel che si racconta al ministero, altro che premi tra moglie e marito (non metterci il dito...)!!! Matteoli penserebbe di piazzare l'ammiraglio addirittura alla presidenza dell'Autorità portuale di Livorno!!! Beh... così la moglie se lo ritrova vicino a casa tutti i giorni!
Matteoli, ma perchè non pensi un po' anche ai portuali? Tra un po tornano anche i caporali, altro che flessibilità, è tutto uno sfascio.

Spedito da: genova Pubblicato il: 01 dicembre 2009 alle 18:23

speedy gonzales

Caro Gerry, non è normale ma se si conoscono i "due piccioncini", chi vuoi che lo premi il pollastrello se non la sua pollastrella?
In fondo lei di Wista è solo Presidente, mi immagino che il Consiglio avrà votato compatto mentre lei, per non incorrere in conflitto di interessi, si sarà alzata e non avrà partecipato. As usual in Italy......E poi il premio alla "personalità" se non è personale che premio è?

Spedito da: Italia Pubblicato il: 01 dicembre 2009 alle 15:58

Vittorio

E' proprio il sistema-Paese ad aver fallito. Investire sull'uomo è indispensabile come nei momenti di crisi "aiutare" i grandi gruppi armatoriali ad investire nei nostri cantieri italiani. Il governo se n'è accorto quando la stalla era aperta e i buoi stavano per scappare (vero Scajola...?). La storia recente lo dimostra. Nelle ultime settimane con grande ritardo è stata aperta una nuova linea di credito da 1,5 miliardi di euro, a disposizione degli armatori che ordineranno nuove navi a Fincantieri. I risultati si sono visti subito!

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 01 dicembre 2009 alle 15:12

GERRY

La moglie che premia il marito? Ma è normale?

Genova: L'ammiraglio Ispettore Capo Raimondo Pollastrini riceve il premio "Personalità dell'anno" dalla WISTA ITALIA.

Spedito da: genova Pubblicato il: 01 dicembre 2009 alle 14:45

Fabio

è proprio la loro...dei lavoratori!!!
Che non hanno capito...perchè le carceri sono di destra, no, sono di sinistra, o forse genoane, o sampdoriane, l'azienda è cattiva o forse è l'armatore ad esserlo o forse è solo un problema di mercato...Manganaro ha la ricetta...mobilitatevi...
Si ma con che proposte? non si sà, ma intanto mobilitatevi, contro l'azienda, contro le istituzioni, contro il governo, contro il sistema!! C..zo che intuizione innovativa...quasi come quella di Cremaschi (a proposito di radical...) che intendeva bloccare la consegna di 2 navi a Genova..di nuovo Carozzi si schierò all'epoca contro di lui in difesa del porto e io dico dell'intera città..Ma secondo voi alla fine chi rese possibile quell'evento? Ve lo dico io..( la Marcuzzi non ve lo dice) I lavoratori..sempre loro, quelli che non hanno capito...quelli che pagano!
Credo che i lavoratori Fincantieri abbiano dimostrato di non essere assimilabili nè a giocatori nè a tifosi...riflettete presidenti...riflettete.

Spedito da: genova Pubblicato il: 01 dicembre 2009 alle 14:24

fabio

...per affrontare, magari con qualche idea propositiva, i drammi che stanno affrontando molti italiani che perdono il loro posto di lavoro.
Andiamo davanti ai presidi, andiamo nelle case, dalle famiglie, e facciamo parallelismi tra la situazione che stanno vivendo e magari quelle di una squadra che rischia la retrocessione...cosa pensate che vi possano rispondere?
Vi sembra normale che dei lavoratori debbano fare tutto "da soli" (soli...escludendo pilotina...) per trovare un pò di spazio sui rotocalchi!
Il tema di cui chiedono di parlare è ameno, fuori moda,poco fashion...vogliono parlare del loro lavoro, del loro futuro e addirittura...PROPORRE!
Ottengono un grande risultato...ma dopo 5 secondi, ancora ubriachi per quello che sono riusciti a "combinare"...ecco arrivare la fatidica domanda...DI CHI E' LA COLPA? E tutti da buoni ct siamo pronti a dare le risposte...La Lega Nord...Il Sindaco...la giunta...Il Pd...il Pdl...non mi sorprenderebbe se l'epilogo fosse che la colpa...

Spedito da: genova Pubblicato il: 01 dicembre 2009 alle 14:11

fabio

Vorrei spendere una parola in difesa di Alex 67 che trova fuori luogo i commenti calcistici sul blog...anche se si tratta del derby...
E' evidente che il vizio di buttare tutto in politica o tutto in "calcio" è assolutamente trasversale, nonostante il paragone tra la prestazione della Samp e l'amministrazione locale sia molto arguto tende comunque a creare uno spirito di faziosità che francamente mi porta a comprendere le preoccupazioni espresse da chi vede giocare i derby politici sulla propria pelle, magari quando il campo in cui si gioca è la propria azienda e l'arbitro (volontariamente o involontariamente) è il primo cittadino!
Affermare che sia Radical-chic un commento come quello di Alex evidenzia come semmai ad esserlo sia proprio chi lo afferma!
Viviamo in un paese i cui cittadini dimostrano quotidianamente di avere il cervello obnubilato dal "reality calcio"... contiamo le ore di trasmissioni che si "spendono" per discutere su un rigore legittimo o meno, e quelle spese...

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