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Cancellare le vergogne per salvare (almeno) la faccia

Non c’è limite al peggio. Non fai in tempo a concentrarti sulle nefandezze di ieri, che già gli orchestrali della politica incalzano con i loro spartiti sgangherati. Ottusità a tutto tondo: non c’è un cent in Finanziaria per i porti e lo shipping. E il cerchio si chiude, scavando una voragine tra il mondo reale (l’economia marittima) e il retrobottega dove governo, ambienti confindustriali e lobby a sostegno cucinano lo sfascio. Chi fa la conta di quanto siamo penalizzati a Genova? – scrive Long John Silver in chiusura della puntata precedente – Chi va a vedere se in Italia giochiamo con lo stesso mazzo di carte? Fate uscire la verità…Okay, proviamoci. Intanto col ribadire che l’urgenza primaria è varare un inedito e credibile Piano regionale dei trasporti merci e passeggeri. Etichetta sotto la quale inserire il ruolo della Liguria in Italia e nel nord-ovest e il business della logistica globale per uscire dall’isolamento. Certo, sarebbe necessaria una legge speciale. Perché nello stesso momento in cui l’economia globale sta ricercando nuovi assetti e soprattutto nuove opportunità di crescita, è potenzialmente enorme l’offerta della Liguria al sistema industriale e produttivo del Paese. Gli investimenti pubblici in infrastrutture e sulle rete immateriali, con il supporto alle imprese in termini di innovazione tecnologica, logistica e risparmio energetico, varrebbero molto di più di tante politiche fiscali. Genova e la Liguria capitali della logistica portuale, hi tech, green economy, turismo di qualità. La sfida è questa. Ma occorre riacquistare credibilità e sostanza per negoziare con il governo. Il primo passo è cancellare le vergogne del passato che hanno proiettato Genova all’inferno. Le elenco in rapida successione. 1) Cornigliano. Gli americani pensavano di trasformare quella fetta di costa in un fantasmagorico parco dei divertimenti, la Disneyland europea. I manager di Singapore sognavano di realizzare a due passi dal mare una grande base logistica per i container provenienti e destinati al Far East. Prima di loro Fiat-Sinport aveva progettato per quell’area il più importante distripark del Mediterraneo. Com’è finita lo sapete: 70 milioni al porto (che il governo rifiuta di pagare!) in cambio di 1 milione di metri quadrati di territorio costiero. Una vicenda ignobile, gestita in maniera irresponsabile dalle amministrazioni locali delle due sponde e dall’Authority guidata da Novi. Nemmeno Giuda avrebbe accettato un compenso così basso per tradire il cuore di Genova. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: il deserto. Tanto valeva mantenere la siderurgia a Cornigliano. 2) Voltri bis. In questo caso lo scempio tocca vette sublimi. Biasotti, Pericu & C. cancellano lo sviluppo a Ponente di Voltri, già previsto dal piano regolatore, cavalcando il no dei comitati di delegazione. Pds e centrodestra fanno a gara per accreditarsi la “vittoria” a colpi di manifesti. E’ una sorta di auto castrazione, un’eutanasia che costringe il porto ad arrancare da qui all’eternità. 3) La prima pietra. L’inaugurazione dei lavori per realizzare il Terzo valico, con conseguente posa della prima pietra, è il tormentone che ci accompagna da un decennio. Disgustoso. Con quei cinquecento milioni ballerini, sempre quelli, che rimbalzano dalle mani dei politici del centrosinistra a quelle dei colleghi del centrodestra e viceversa. I lettori di Pilotina e del Secolo XIX dimostrano di avere una memoria d’elefante, queste storie non le digeriscono affatto. Quasi tutti si attendono che i vecchi saperi possano ancora garantire a Genova il futuro. Per non perdere l’opportunità, sono necessarie almeno tre condizioni: nuove infrastrutture (nel 2015 nessuna delle principali reti stradali e ferroviarie sarà completata), una legge finalizzata a incentivare il traffico merci su ferrovia attraverso la contribuzione diretta agli operatori e autonomia finanziaria per i tre porti liguri. I vaneggiamenti della classe politica non suggeriscono ottimismo.

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Commenti inseriti: 110 — pagina 1 di 5

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 14:32

GERRY

MA QUANDO LO CACCIANO DA PRESIDENTE DI ASSOPORTI?
Questa notizia non l'ho trovata sulla stampa genovese.
Spiagge e litorali inquinati a Bagnoli, arriva la richiesta di condanna della Procura. È stato il pm Ettore La Ragione a chiedere due anni di reclusione a carico di Francesco Nerli, ex presidente della Autorità portuale; Casimiro Monti ex assessore all?Ambiente del comune e attualmente vicepresidente della Bagnoli futura; per Arcangelo Cesarano, ex commissario alle bonifiche. Diversa invece la richiesta per altri imputati: due anni e quattro mesi per Antonio Tosi, ex direttore generale dell?Arpac; un anno per l?ingegnere Gennaro Cuccaro, dirigente del servizio «risorsa mare», addetto alla balneazione e alla pianificazione degli arenili. Comune e autorità portuali avrebbero assegnato concessioni a un consorzio per la realizzazione di stabilimenti sul versante occidentale, senza allertarsi per le condizioni di inquinamento di spiagge e fondali, come era emerso dal rapporto Icram.

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 10:30

magolino

Sull area ex Italsider si giocherà il futuro di Genova Il terminalismo fine a se stesso non paga pur obbligando a riservargli spazi utili e vitali E Genova non ne ha Attenti allora! Il Porto purtroppo oramai da anni non porta più ma Genova continua a credere il contrario Assurdo! Conseguentemente anche l' indotto portuale così vitale nel passato stà morendo trascinando in basso la città oramai orbata della linfa del ritorno economico di questo segmento Per Genova il facile diventa tutto difficile attraverso l'inutile L assenteismo e l'incapacità con errori delle Istituzioni tutte nessuna esclusa ha portato lentamente ma inesorabilmente la città a quella che oggi è Il suo rilancio passerà attraverso idee concrete nuove e sviluppabili Ci vuole decisionismo volontà e capacità realizzatrice In quell area dovranno avere spazio Fiera del Mare, Stazione Marittima, Zona Franca /OffShore il tutto con indotto Questa sarà veramente la città metropolitana desiderata la GENOVA FUTURA Ke Linse

Spedito da: Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 09:45

port pride

Angelo Costa, Jack Clerici, Cameli, Fassio, Messina, Grimaldi, Ravano ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.
devono tornare in strada, e non affidarsi solo alla speculazione del ribasso dei mercati....e coraggio !

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 08:26

Movimento Indipendentista Ligure

Gli uomini della Repubblica di Genova, "abili" e "protagonisti".
In un articolo pubblicato oggi a pag.48 nell'edizione Ligure de "il Giornale", il presidente del M.I.L. ha raccontato la Storia del Banco di San Giorgio, sul quale si è svolta una bellissima lezione, lunedì sera a Palazzo Ducale ( gremito di persone) , tenuta dal prof. Giuseppe Felloni.
Interessante è la notizia che "Non fu la banca d'Inghilterra il primo istituto finanziario al mondo, ma il Banco di San Giorgio" ( notizia pubblicata in una intera pagina del "Financial Time" ).
Alla fine dell'articolo è scritto : " ...i Genovesi ed i Liguri erano "abili" e "protagonisti", perchè erano Uomini Liberi che avevano tutte le responsabilità, in uno Stato sovrano ed indipendente, ma leggero e non invadente, che si chiamava "Repubblica di Genova".
Dobbiamo FARE IN MODO di ritornare ad essere come i nostri avi !

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 07:21

long john silver

scusate ma è importante chiarire bene il contenuto del Port Pride. qual è il programma? E' la raccolta delle ferite che la città ha imposto al Porto?

saluti

Long john silver

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 07:06

Movimento Indipendentista Ligure

Perchè ci SIAMO CONVINTI che sarà INEVITABILE che RI-torniamo ad essere una Comunità Indipendente.
Perchè da quasi tutti i commenti traspare in maniera chiara che i "governi italiani" di centro-sinistra e di centro-destra, hanno tradito le aspettative. Ha scritto "Don Rodrigo 2" : " ...Detto dunque che il centrosinistra ha tradito la sfida della modernizzazione del sistema portuale e logistico italiano, aggiunto che gli ignorantoni del centrodestra detestano i porti e li considerano solo fabbriche di poltrone da spartire....".
E allora ? E' la nostra Storia che ci aiuta a comprendere cosa dobbiamo fare. Dobbiamo CONVINCERE più Cittadini possibili che Genova e la Liguria, RI-tornando ad essere INDIPENDENTI, inevitabilmente, dovranno darsi una classe dirigente, politica, economica e culturale, all'altezza di tali "compiti" e responsabilità. La "Repubblica di Singapore" lo sta insegnando ! Ben vengano queste "discussioni" sulla Pilotina. Allarghiamole, parliamone con la Gente, ecc.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 06:50

Movimento Indipendentista Ligure

Perchè noi NON MOLLIAMO.
Perchè prima o dopo sarà INEVITABILE che la Comunità Genovese-Ligure RITORNI ad essere INDIPENDENTE ! Non per isolarci, costruire "confini", ecc...
Siamo sicuri che, da INDIPENDENTI, sapremo di nuovo "fare iniziative" straordinarie, come quella di COINVOLGERE Lombardia e Piemonte a costituire la Repubblica Federale Mediterranea che si proporrà e diverrà la protagonista della politica marittima del Sud Europa e del Mediterraneo nell'ottica, FINALMENTE, di un vero e giusto sviluppo del continente Africano che non deve essere colonizzato e depredato, ma deve rappresentare l'occasione di un incontro di Civiltà. Non esiste al mondo un Territorio, come quello Africano, dove uomini lungimiranti e saggi possano dispiegare tutte le loro potenzialità. Perchè gli Africani hanno TUTTO , ma hanno bisogno di TUTTO !
Dovremo essere Noi Genovesi e Liguri che abbiamo saputo anticipare di secoli il moderno capitalismo, la democrazia Repubblicana, ecc.. a fare questo!

Spedito da: Far West Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 05:37

Pecos Bill

Scusate, ma a Port Pride vendete anche carabine di seconda mano?

Spedito da: Luigi Ferraris Pubblicato il: 17 dicembre 2009 alle 05:02

Amico Alex

FACCIAMO 100 BACICCIA DALLE 3 CRAVATTE
Vecchio Baciccia, festeggiamo il centesimo post di questa splendida puntata con le tue tre cravatte di Finollo, regalo di due Preziosi amici da sfoggiare insieme durante il Port Pride come estremo atto di protesta contro il provincialismo della borghesia marittima. Ciurma ricca di intelligenza ed entusiamo: basti rileggere i precedenti 101 commenti (-1).
Magari se La Rocca li leggesse come sana abitudine quotidiana, scoprirebbe di avere un ottimo prodotto giornalistico nelle sue pagine marittime, in shippingonline e nell'unico blog frequentato dell'intera galassia (ahahah..) web del gruppo Perrone, Pilotina.
A dir la verità temo restino ambizioni frustrate: Genova è annegata nella mediocrità, parola sconosciuta qui a bordo da quasi tutti, ed essendo quello in cui viviamo definito non a caso "modello mediatico della società", il maggior editore locale qualche domanda se la dovrà pur porrre.
Lode a Parisio, Don Rodrigo e Franco Porto: ci vediamo nel nostro stadio!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 23:41

Uncino Lavico

DALL'ARROSTO ALLA SCALOPPINA - PARTE 2
Nautica da diporto, argomento trasversalissimo per gli interessi e i soldoni (e le speculazioni) che si porta dietro e che ritorna anche nella nuova bozza di riforma con quel famigerato articolo che ormai è scivolato nel ridicolo.
Fino a qualche anno fa i porti si dividevano un bell'arrosto, ora devono fare i conti con una scaloppina di pollo rinsecchita. Se la nuova legge dovesse davvero trasferire molte più risorse agli scali (ma questo è ancora da vedere), allora non ci sarebbero più alibi. Coi soldi si deve andare avanti. Siamo sicuri che bastino? Io non credo.
Quindi ritorniamo, ahinoi, alla questione della politica e delle classi "dirigenti". E qui è un pianto.
Devo dire che i poveri politici che intervengono sulla pilotina mi fanno quasi tenerezza. Intervengono perchè nell'era berlusconiana al richiamo mediatico non si può dire di no. Ma il risultato si commenta da solo.
saluti lavici

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 23:33

Uncino Lavico

DALL'ARROSTO ALLA SCALOPPINA - PARTE 1
Mi piace parlare di soldi. Non è vero che i soldi trasferiti ai porti sono stati pochi. E' vero che i cordoni della borsa si sono allentati negli ultimi anni e che Tremonti ha molto da fare a tappare le falle del bilancio dello Stato sul quale pesano decenni di malgoverno (che va ben oltre l'era Berlusconi).
Il problema dei soldi è spenderli! E vedrete se prima o poi Tremonti non pretenderà dai porti anche quelli che non sono stati capaci di usare per realizzare davvero le infrastrutture.
Sono le scelte che in Italia sono sempre mancate. Di "sistemi portuali" si parla dal 1965, di Terzo Valico da più di cent'anni, i porti sede di Autorità Portuali hanno raggiunto il folle numero di 25. Perchè sono sempre mancate scelte precise.
E anche i ministri dei Trasporti, anche quelli del centro sinistra (forse Bersani a parte), non mi sembra che abbiano brillato in saggezza e visione. Non parliamo poi di Burlando che pensava solo alla nautica da diporto

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 21:04

giorgio.carozzi

GRAZIE
E' naturalmente solo grazie a voi se possiamo forse assaporare qualcosa che fino a ieri sembrava irragiungibile. Di Port Pride, a partire da domani, discuteremo ancora a lungo, perché un conto sono le pur coinvolgenti enunciazioni teoriche e ben altro è l'organizzazione dell'evento. Ma ci siamo, l'idea lanciata sette mesi fa da Valentina prende forma e sostanza. E trova sostegni e sponsor. Rimbocchiamoci le maniche, siamo solo all'inizio.
Perché non costituiamo un comitato promotore, presieduto da Luigi Merlo e coordinato da Antonio Benvenuti? Un pool di saggi della prima ora: Uncino Lavico, Valentina, Amico Alex, Margheritoni, Cico Barque, Franco Porto, Don Rodrigo, Montenegro, Pilotina Girl... Ma anche Sinedrio, Pietro, Giuda Iscariota...
Ho aspettato a dire la mia perché volevo gustarmi i botti di Pilotina. Un abbraccio a tutti!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 20:50

Maurizio Parisio

I NIPOTINI DI ANGELO COSTA & C.
Benvenuti a bordo agli estibadores presumo valenciani, noi siamo ospitali, del resto abbiamo un po' più di storia alle spalle e magari domani l'arricchiamo...
Ma non è questo il punto. Volevo aggiungere qualcosa alle analisi condivisibili di Franco Porto e Don Rodrigo. Tutto giusto. Ma c'è un particolare che trascurate. Fino a trent'anni fa i capi dell'imprenditoria marittima genovese (gli stessi che guidavano l'imprenditoria nazionale: Angelo Costa, Jack Clerici, Cameli, Fassio, Messina, Grimaldi, Ravano ecc.) uno come Tremonti se lo bevevano a colazione. Non gli avrebbero permesso neppure di dire bah, senza neppure battere i pugni sul tavolo. Gli amici del Mil direbbero: degni eredi della gloriosa Repubblica, e forse hanno ragione. Oggi i nipotini balbettano, sono insignificanti, deboli e arrendevoli, pronti a ogni compromesso. Fru fru, dicevano una volta. Questo è un grosso, enorme problema per Genova!

Spedito da: Spagna Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 19:16

Estibadores

Noi, dopo, parteciperemmo tutti a Port Pride... C'è anche da bere?

Spedito da: Strevi Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 18:43

Enrico

Non solo Port Pride, caro Giorgio!!! L'idea è splendida. Aggiungiamoci anche Tennis Pride, GrifonePride e MoscatoPride e sei a posto. E noi tutti con te!!
ciao

Spedito da: Italia Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 17:40

Dion Rodrigo 2

Sull'ultimo ministro dei Trasporti di Prodi, Bianchi, meglio stendere una coltre di silenzio. Detto dunque che il centrosinistra ha tradito la sfida della modernizzazione del sistema portuale e logistico italiano, aggiunto che gli ignorantoni del centrodestra detesano i porti e li considerano solo fabbriche di poltrone da spartire, bisogna parlare di Tremonti. Che è il peggio del peggio. Perché tutte le volte che è stato al governo, ha sistematicamente distrutto quel poco che rimaneva in piedi. Caro Franco Porto, Tremonti vorrebbe fare terra bruciata, annientare le banchine e quel che gira intorno. Considera quel sistema contropruducente. E così usa l'arma di cui dispone: taglia. Taglia tutto e arraffa i soldi dei porti e dello shipping. Anche quelli che servivano per l'ordinaria amministrazione. Fine. Questo è il quadro. W Pilotina e Port Pride!!!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 17:31

Don Rodrigo 1

Hai pienamente ragione, caro Franco Porto. Rabbia e indignazione sono direttamente proporzionali ai bluff che ci ha propinato freddi e caldi Romano Prodi. Mi interessa poco sapere quali sono le strategie portuali del centrodestra. Dalla mia parte politica pretendevo invece un MINIMO di buon senso, di pianificazione lungimirante, di coraggio programmatico. Di scelte vere. Niente. Come capo del governo, Prodi ci ha fatto rivedere il film che proiettava a Genova come presidente dell'Iri. Si capisce perché al Vaticano piacciano di più i miscredenti della Cdl, peccatori confessi o donnaioli impenitenti, almeno cacciano i quattrini per salvarsi l'anima. "L'Euroooopaaa...", biascicava Prodi con la sua boccuccia santa, chiudendo gli occhi. L'Eldorado! Da quel paradiso europeo Prodi ha emarginato il sistema portuale e la logistica, perché probabilmente non gliene fregava niente. Bisogna ammettere che quel poco che è stato fatto dev'essere attribuito ai suoi ministri Burlando, Treu e Bersani.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 09:27

Faccia di Bronzo

Mario Tullo aveva promesso di replicare alle tante domande di pilotina, a partire dalle motivazioni dell'appoggio incondizionato del suo partito alla gestione Novi-Carbone. Da perfetto politico ha preferito non rispondere alle domande e rifugiarsi in un doppio e totalmente inutile intervento. Legge 84, autonomia finanziaria, governo assente in materia di porti... ma chi vuole prendere in giro?
Risponda al popolo del blog invece di collezionare brutte figure virtuali, onorevole Tullo

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 05:30

Franco Porto

ULIVO
Ora, caro Tullo, cui riconosciamo coraggio e senso politico per la considerazione dimostrata verso strumenti di confronto pericolosi e sovversivi come i blog, ricorderesti una legge finanziaria partorita dal centrosinistra che abbia investito le cifre iperboliche rivendicate dal tuo e da altri emendamenti nel sistema della portualità nazionale, nella logistica e nelle Grandi Opere strategiche? Mi permetto di aiutarti per evitare un'affannosa ricerca: nessuna.
Ma dove eravate quando Prodi ha deciso di dilapidare un patrimonio extra soprannominato "tesoretto" regalato agli amici degli amici con un artificio degno della migliore finanza creativa, passato agli annali della triste storia recente come "Cuneo Fiscale"?
Santagata rispondeva che il futuro sarebbe stato affidato agli investimenti cinesi: un comodato d'uso dei nosti porti ai capitali della Bank of China, insomma.
Il treno, quello che non collegherà mai Genova con la Padania, l'abbiamo perso dieci anni fa sotto la guida dell'Ulivo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 dicembre 2009 alle 05:26

Franco Porto

LEGGE DI ORDINARIA FOLLIA
La legge ordinaria recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" comunemente ribattezzata Legge Finanziaria o più tecnicamente rinominata dal 2003 Legge di Stabilità, ripete dal 1978 la stessa consumata liturgia.
Con una fondamentale differenza: la stagione della spesa pubblica fuori controllo è finita perchè i soldi sono finiti.
Nell'antica Atene la liturgia era il servizio imposto dalla legge ai cittadini più ricchi per pagare opere pubbliche per cui lo Stato non era in grado di pagarne i costi. Oggi al contrario prevede che un commercialista di fiducia del partito nel caso del centrosinistra e del Premier nel caso del centrodestra, inventi algoritmi sempre più sofisticati per dividere una torta ogni anno più piccola in parti proporzionalmente uguali.
E che l'opposizione presenti emendamenti possibilmente anche in contraddizione tra loro che traducano in cifre l'isola di Utopia di Tommaso Moro. Ovviamente senza porto

Spedito da: Monferrato Pubblicato il: 15 dicembre 2009 alle 22:12

Poldo

Ci sarò anch'io a Port Pride, forse con Rintintin! Del resto del timoniere conosco bene pensieri e umori. Qualche volta riesco anche a capirlo!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 dicembre 2009 alle 21:45

Boo Liccio

Mario Tullo non ha risposto a una sola domanda del forum
Complimenti

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 15 dicembre 2009 alle 19:46

Movimento Indipendentista Ligure

Un invito all'On Tullo,
l'ex Sen. Aleandro Longhi, quando apparteneva allo stesso partito di Tullo, Ds, presentò una "Interpellanza a risposta scritta ai ministri della Giustizia, degli Affari Esteri, dell'Economia e delle Infrastrutture" il 18 luglio 2002, nella quale, fra le altre cose, c'è scritto :
"...la perdita, illegittimamente subìta, dell'indipendenza di un popolo (in questo caso di quello ligure), dei suoi valori e della sua civiltà è inestimabile e non risarcibile se non con il ristabilimento del diritto leso....."
Ha "capito" bene TULLO cosa "significhi" quello che ha scritto LONGHI ??
Gradiremmo una sua risposta.

Spedito da: genova Pubblicato il: 15 dicembre 2009 alle 16:24

bast......ardo

Ciao a tutti, ho letto con estremo interesse tutti i post e sono d'accordo con coloro che ritengono che il pres Merlo stia facendo del bene al porto di Genova, ma non mi pare di aver letto da parte di chichessia una sola parola sulle manovre ferroviarie del porto. Vorrei mettervi al corrente che dopo che la domanda di partecipazione da parte della compagnia Pietro Chiesa è stata rigettata da parte di AP, è rimasta in corsa solo una azienda, che peralto si presenterà in ATI, e cioè la ditta Defendini e da Impeco Cargo la quale è legata a doppio filo ad imprese come OMEGA EUTELIA ed AGILE, le quali come potete facilmente apprendere da giornali siti internet e vari programmi televisivi non pagano gli stipendi da alcuni mesi ai lavoratori. Se secondo voi il futuro di 108 lavoratori può essere lasciato nelle mani di questa gente.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 dicembre 2009 alle 15:36

Uncino Lavico

Nonostante il disorientamento inziale, che credo sia stato rilevante, il buon Merlo si è attrezzato per governare cambiamenti anche profondi dell'organizzazione del porto.
Cambiamenti che tuttavia avevano radici vecchie, logore, intaccate da comportamenti istituzionali, imprenditoriali e politici che abbiamo più volte sviscerato su questa Pilotina.
Mi sembra che sia giunto per Merlo il momento di dire la sua. Sulla riforma, su quello che si aspetta dal Governo, dai politici locali e nazionali. Non basta essere "d'accordo" con il Sindaco sulle osservazioni alla riforma.
Bisogna uscire dal silenzio, distinguersi con delle idee forti. Quando leggo sui giornali il suo pensiero mi trovo spesso d'accordo, ma non basta.
Mi sembra che manchi ancora l'equazione Presidente=Istituzione. E in questo scenario di languore politico, di contro potere che viene da una parte degli imprenditori portuali, poche idee chiare comunicate con forza (e Merlo è un gran comunicatore) sono indispensabili.

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