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Troppi becchini al capezzale dei porti, Genova lanci il nuovo modello

Che manicomio, ragazzi! Viene voglia di dire: prendeteveli pure i porti, però anche i politici e i ministri, i portaborse e gli strateghi. Ve li regaliamo, nessun diritto di riscatto a nostro favore. Chissà, forse ci scappa anche un terminal per Pilotina… Gli ultimi dieci giorni, del resto, testimoniano un indubbio salto di qualità sul piano dell’impudicizia globale, della svendita dei valori sociali. Assalto annunciato al patrimonio pubblico. Politica allo sbando, assistenzialismo raffazzonato, confusione mentale, siluri, deregulation amministrativa, retroscena perversi. Spettacoli di successo, non a luce rossa ma a sfondo nero. I porti impietoso ritratto dello sfascio di una classe dirigente. Senza slanci, senza idee. Cinica, inefficiente. Che si lascia mangiare in testa dal potere finanziario, si fa schernire dagli interessi clientelari.

L’Autorità portuale di Manfredonia è l’unica in Italia a beneficiare di fondi provenienti dalla Finanziaria, 30 milioni di euro. Per soccorrere Gioia Tauro, Taranto e Cagliari, il ministro Matteoli fa approvare un emendamento nel decreto “mille proroghe”: nei prossimi due anni i porti potranno diminuire, fino ad azzerarle, le tasse portuali e di ancoraggio. Il decreto è contrario alle norme europee, è un inno alla distorsione della concorrenza, scatenerà solo guerre commerciali. Però il leader della Cgil, Epifani, fa da sponda all’assistenzialismo, scopre la Caporetto del sistema portuale e chiede un tavolo di confronto. Neppure ventiquattr’ore dopo i sindacati confederali dei trasporti impugnano il provvedimento, sparano a zero contro Matteoli. Intanto si scopre che un miliardo di euro sono bloccati nella Tesoreria dello Stato, per cavilli burocratici e incapacità di spesa di alcune Authority. Il testo di legge sui porti, già confezionato, scompare dall’agenda del Consiglio dei ministri: senza autonomia finanziaria negata da Tremonti, la riforma della 84/94 è praticamente affossata.

All’ormai celeberrimo convegno di Trieste, il vice ministro Castelli cavalca le tesi di Unicredit. Prende forma e sostanza un mega terminal a Monfalcone, quando al Cipe è arenato da tempo il disegno per la piattaforma logistica di Trieste. Mauro Moretti continua a dar lezioni, dopo aver smantellato il settore cargo delle Ferrovie.

Unicredit annuncia grandi disponibilità finanziarie, ma non partecipa alle gare per i mutui chiesti dalle Autorità portuali. Il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Valducci, lascia intendere che i guadagni delle autostrade potrebbero essere usati per finanziare i nuovi porti. Si consolida il pool formato da Unicredit, Benetton, Gavio, Abertis: chiedono però carta bianca per scavalcare gli attuali livelli istituzionali e investire nel sistema logistico. Medici che salvano il malato o becchini che si spartiscono quel che resta? Le banchine laboratorio di una massiccia deregulation amministrativa? O possibile nuovo modello di sviluppo, pronto a coniugare l’intervento dei privati con la riforma della gestione pubblica? Come uscirne? Forse con la consapevolezza che questo sistema arcaico, burocratico e statalista, sarebbe comunque fuori tempo, anche se fosse migliorato. Perché è un sistema rigido, funzionante solo con un’amministrazione pubblica estremamente efficiente e preparata.

E perché la nostra economia sta dimostrando proprio adesso, nel pieno della crisi, che le risorse migliori vengono utilizzate dall’iniziativa privata, grazie alla maggiore flessibilità e a tempi di decisione adeguati. Il fatto è che con il blocco del sistema delle partecipazioni statali che le aveva costruite negli anni Cinquanta e Sessanta, le infrastrutture italiane sono rimaste ferme. L’ultima grande impresa è stata la costruzione di Voltri, ma anche quel terminal arrivò con trent’anni di ritardo rispetto ai progetti iniziali. E allora forse il problema non sono questo o quel governo, questo o quel ministro. E’ il sistema che va ripensato alla radice. Un nuovo modello pubblico – privato è l’unica strada percorribile. Definire modi e tempi di questa nuova politica, potrebbe essere il terreno sul quale Genova dovrebbe ritagliarsi una valenza nazionale nel dibattito. Non vi pare?

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Commenti inseriti: 75 — pagina 1 di 3

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 19 febbraio 2010 alle 11:28

magolino

Certo Sig. Carozzi, la difficoltà non è il poter reperire fondi se questi sono finalizzati alla progettazione di "non immaginifici" progetti ma quella di potersi raffrontare con una classe dirigente capace nel programmare e decidere etc Purtroppo in Genova non esiste Molti parlano di ripristinare in Genova l'industrialità ma quale quella del parastato? Si è puntato sempre tutto sul porto. Avevamo comodamente l'esclusività dei traffici (è stata la mia vita x oltre 40 anni). Ma Genova non ha capito per tempo che il porto non portava PIU'. Ha continuato a progettare portualità a tutto campo senza degnarsi di ricercare una nuova fonte di reddito e che fosse al di là del porto.
Il mio progetto(1986) l'ho inviato anche alla MSC. Ho ottenuto una risposta personale da parte del Com.te Aponte. Genova non ha bisogno di BRUCHI vari. Li ha già e disponibili da subito! Se Genova divenisse la Miami d'EUROPA? Come sempre vinca il migliore!
Ke Linse







Ke Linse

Spedito da: Genova Italia Pubblicato il: 19 febbraio 2010 alle 10:26

Augusto Cosulich

Caro Giorgio,
te ed io siamo cresciuti insieme in questo porto ed in questa portualita'. Oggi ho scritto sul Secolo xix il mio primo articolo, non lo ho avevo mai fatto in nessun giornale, e quello che scrivo e' esattamente quello che tu scrivi. E' singolare, e forse un segno del destino che, insieme nello stesso giorno , senza esserci consultati, abbiamo scritto, tu meglio di me ovviamente, le stesse cose.
Bravo Giorgio, continua cosi. Io ritorno nello scagno a cercare contenitori per le mie navi che e' meglio.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 18 febbraio 2010 alle 23:39

Socio CU

Caro Libero hai ragione
Profumo fa paura perché porta palanche vere, non di cioccolato come i cioccolatai nostrani
W Profumo

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 18 febbraio 2010 alle 22:29

giorgio.carozzi

PILOTINA SLITTA A DOMANI...
Scusate se non abbiamo rispettato l'abituale appuntamento settimanale: per motivi tecnici, la nuova puntata di Pilotina sarà in rete domani. Nel frattempo, gentile Ada, spero di non cadere nel pozzo perché stordito dalla luna.
Ne approfitto per rilevare che il progetto-Magolino è certamente affascinante, non contrasta affatto con altri interventi di sviluppo portuale e garantirebbe cospicue ricadute occupazionali. Certo, ci vorrebbero politici e amministratori in grado di sintetizzare, incorniciare, dettare le regole del gioco e poi agganciare gli investitori. Come Profumo, appunto. Non credo, caro Saggio e Libero, che il banchiere faccia paura a Genova. Temo piuttosto faccia più paura una classe dirigente incapace di programmare, pianificare, decidere e fare. O, almeno, m'illudo sia così.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 febbraio 2010 alle 21:16

ENNIO

Saggio e Libero, rovescio la tua domanda: perchè Profumo si interessa così tanto improvvisamente ai porti? E con lui quella pirotecnica cordata che spazia dai Gavio a Benetton e Impregilo & C? Sensibile alle vistose infamie di classe, dico che bisogna stare allerta. Ma dico anche che da questi signori, se investono SOLO PER FARE PROFITTI E GUADAGNARE, bisogna prendere tutto il bene possibile senza però farci fregare!

Spedito da: Italy Pubblicato il: 18 febbraio 2010 alle 18:37

Scent of Money

C'è qualcuno che, addentro alle cose e calcolatrice alla mano, riesce a quantificare il giro d'affari e di soldi che potrebbero generare nuove opere e infrastrutture al servizio del porto? Lasciamo perdere il Bruco, cinque miliardi di follia...

Spedito da: LIVORNO Pubblicato il: 18 febbraio 2010 alle 17:33

ADA

Splendido Carozzi, mi sembra che il nuovo modello di cui lei favella lo stiano già scrivendo e formando le banche e i gruppi di affari... Naturalmente nel silenzio della politica, magari compiacente o intrallazzata! Ma che cosa si aspettava? Lei è un idealista sognatore da lune nei pozzi! Auguri.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 febbraio 2010 alle 17:21

Saggio e Libero

Ma perché Profumo fa così paura a Genova? Forse perché lui i soldi ce li mette davvero? Forse perché Luigi Merlo rischia di perdere la poltrona? O perché i terminalisti locali saranno costretti a farsi da parte?
Perché, Carozzi?

Spedito da: New York Pubblicato il: 18 febbraio 2010 alle 00:36

Amico Alex

MARE, PROFUMO DI MARE
Dear Old Baciccia,
è da domenica alle 11 ora locale che cerco di spiegare la dinamica dell'errore arbitrale ai miei amici americani appassionati di soccer, con scarsi risultati; ovvero pari a quelli conquistati dalla faraonica campagna acquisti in uscita di Aldo Preziosi.
Mi hanno sentito urlare per tutta la 52th contro i prodotti di Moggi, da Bettega a Del Piero, da Preziosi a Gasperini, come il giorno successivo davanti a Maloney&Porcelli chiuso per il Presidential Day. Avrei voluto smascherare l'inganno di Maniman, ma il luogo resta inviolabile.
Chi al contrario mi pare ripetutamente violato è il futuro del porto di Genova, oltre ai vertici dell'Autorità Portuale, del Comune e della Regione.
L'intervista a Profumo, oltre a suggerirmi che la mitica Pacific Princess nave-set di Love Boat agonizzi in rada a Genova, è suggestiva. Vorrebbe commissariare il porto? Figuratevi! Voglio solo che in un sol uomo si sussuma il potere temporale e religioso.
E che lo incoroni un Senatore.

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 17 febbraio 2010 alle 22:45

magolino

Mi si dice di aver centrato il problema (Rodrigo) ma non la soluzione. Ok, ora vi dico come si potrà reperire una fonte di reddito da me già "spantegata" da anni a tutte le sorde Istituzioni. Ad oggi nulla è cambiato. Quindi la mia "ricetta è sempre valida.
L'area sulla quale Genova dovrà rinascere è l'ex Italsider. L'unica rimasta in Genova dove insedieremo: complesso di Fiera del Mare con annessi e connessi. Dov'è oggi non può+ avere sviluppo, si spendono soldi x tapulli ma resterà sempre di Serie B, anzi è un impedimento cittadino. Stazione Marittima finalmente con fondali OK x le grandi navi e con un aeroporto a due passi così rivalutato. Operatività della già esistente Zona Franca modernizzata, cioè una Zona OffShore con insediamento di Banche Assicurazioni Shipping, insomma attività italiane e non che oggi prosperano operando in MonteCarlo Lugano etc. Zona servita daTreni Autostrade senza intasare la città.
Quante unità di lavoro servirebbero? Il Casinò? Metro Mare x il centro con battelli.
Ke Linse

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 febbraio 2010 alle 19:59

valentina

Sono tutti concetti semplici semplici, che la politica dovrebbe avere applicato nel suo mandato datogli dai cittadini...ma se ne stò a parlare...vuol dire che non è stato così.
Certo, c''è chi ci ha provato...chi qualcosina ha fatto...ma di strada c'è ne da fare molta.
Anche sui temi della sicurezza portuale ci sarebbe da dire molto, ma sono certa che Davide conosce il tutto molto meglio di me.
Per cui se Davide mi legge lo prego di intervenire e dire la sua.
Questo spazio pubblico non mi stancherò mai di dirlo, è sempre propositivo, alle volte persone che dovrebbero sapere non sanno le cose, specie quando delegano ad altri i propri affari.
Il tema della sicurezza è economicamente interessante, perchè come vuole anche il vecchio detto...più spendi meno spendi!...costano troppo gli errori e tutti anche quelli che pensano di risparmiare ne pagano sempre le conseguenze, ANCHE con gli aumenti delle polize assicurative.

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 febbraio 2010 alle 19:50

valentina

Nuovi prodotti che derivano dall'applicazione industriale della ricerca scientifica in moltissimi settori, la cittadella degli Erzelli non è stata una brutta idea!, è interessante in questo che la regione aiuti sulle rinovabili...sarebbe bello poter usare anche le raffiche di vento per l'eolico (che a noi non mancano).
Poi c'è la cura inteliggente del nostro territorio, incominciando dall'entroterra che..oltre a salvaguardarci dalla protezione civile (che è meglio!)..per loro natura portano i "soliti cinesi & c" a visitarci...
Poi ci sono i temi..per così dire di buona cittadinanza, ovviamente occorre evitare che le persone si impoveriscano ulteriormente (i consumi..sono già a 0!), tipo ACQUA PUBBLICA ..ci sono anche dei distributori pubblici in altre regioni veramente carini..! anche gasata!!, trasporto urbano ecologico,economico, turistico..inteliggente.
Poi c'è il mondo del lavoro, per il porto è strettamente legato (all'autonomia finanziaria..e alla formazione continua-sicurezza).

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 febbraio 2010 alle 19:39

Valentina

Requisito imprescindibile per fare ed essere in politica è sempre la più assoluta libertà e incondizionamento da parte di niente e nessuno.
Personalmente, io in questo campo non mi lamento...perchè quello che voglio dire o fare l'ho sempre attuato mettendo sempre il mio eventuale oppositore nella posizione di non potersi muovere.
Mi sembra quasi doveroso condividere la posizione di Massimo, nel senso che:
Il terzo valico è un qualcosa in prospettiva di valido, oggi però (ma tanto con soli 500 milioni...dove si và...la cosa è storia italica!!) non serve a niente se non a ingrassare qualche tasca già gonfia.
Per prima cosa serve: autonomia finanziaria, DOGANE!!, funzionamento della rete ferroviaria portuale, ferrovie che si impegnino,Dragaggi, incentivi alle autostrade del mare, terminal crociere, area di traspormazione dei semilavorati, porto franco per alcuna merce.
Insieme ovviamente a creazione di ricchezza e lavoro, con:
Ricerca-energia rinovabili,turismo,creazione di nuovi prodotti

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 febbraio 2010 alle 19:25

valentina

In ragione degli ultimi pensieri, se non disturba troppo dico la mia (frase di circostanza ben sapendo che il terreno è fertile!)
Ovviamente a livello regionale ben poco si può fare di concreto per l'economia portuale, il poco però è anche esso sempre prezioso.
Il concetto di fondo che deve dominare però il risveglio della politica portuale è legato in primo luogo al concetto del Port-Pride, quindi in pratica azione di massa al fine di portare alla ribaltà nazionale lo stato assoluto di disinteresse Tremontiano (che come ho già scritto trova fondamento nella sua visione economica..e c'è poco da fare per cambiarla!!)Questo sono sicura sarà la prima missione di Pilotina che dopo le regionali verrà attuata, a prescindere da chi vincerà!
E' certo interessante avere anche in regione qualcuno che sia strettamente legato alla questione, perchè figlio/a (!!) di questa realtà.
Siamo in 5 in partiti diversi a concorrere, ma sono certa che tutti si impegneranno al meglio per far questo.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 17 febbraio 2010 alle 09:53

Movimento Indipendentista Ligure

Filiberto di Savoia è andato al Festival di Sanremo per "suonarla e cantarla" e invece .....gliel'hanno "suonata" !
Non ha ancora capito che i LIGURI "non dimenticano"!!! Per colpa dei Savoia sono stati costretti a fare anche due guerre mondiali e la guerra di Liberazione, con MIGLIAIA di morti! Nei monumenti ai nostri morti dobbiamo apporre delle lapidi che recitino: "Tutti i morti Liguri delle guerre sono caduti a causa dell'arbitraria ed illegittima annessione della Liguria all'Italia" !!!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 17 febbraio 2010 alle 05:15

Don Rodrigo

Caro Uncino Lavico, stai subendo un'involuzione esistenziale? Tu stesso non hai mai sperato niente dai "nostri candidati" e adesso pensi che ci possano sfornare progetti e percorsi e traguardi da raggiungere? Tu stesso hai scritto che voteremo il meno peggio dei due e poi ci affideremo a Port Pride e azioni similari per far casino e inchiodarli alle loro responsabilità. E allora? Hai cambiato idea? Ci daremo da fare, cos'è questa depressione latente? Ma secondo me è meglio fare qualcosa, gentile signor Breus, DOPO le elezioni. Prima significherebbe regalare ai due una passerella mediatica a spese di Pilotina e nostre che francamente non meritano. Sempre secondo me Magolino ha centrato l'analisi, non la conclusione: non c'è altra fonte di reddito, mi creda, ci lavoro dentro da una vita, potremmo lavorarci dentro tutti, guadagnare bene e vivere sereni!
Giusta l'analisi anche di Massimo della Compagnia, a naso capisco che ha ragione ma ci vorrebbe un tecnico del settore per chiarire cifre alla mano il problema che pone.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 16 febbraio 2010 alle 18:14

Movimento Indipendentista Ligure

In questo Blog parliamo GIUSTAMENTE anche di "palanche".
Allora chiediamo che qualcuno ci dia una mano per avere questa "informazione":

La Rai ci fa pagare il canone e con il Festival di Sanremo "paga" anche Filiberto di Savoia.
Sarebbe veramente interessante sapere :
quanti soldi ( "NOSTRI" !!) danno a Filiberto di Savoia ?
Visto che "casa Savoia" deve 260 milioni di Euro al Comune di Gaeta e circa 2 MILIARDI di Euro al Comune di Genova, per i danni causati durante l'assedio di Gaeta del 1860 e il saccheggio di Genova del 1849, "autorizzati" dal loro avo Vittorio Emanuele II!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 febbraio 2010 alle 15:15

Ucino Lavico

IL CAOS - 1
Prima di tutto bravo Carozzi, che come al solito nei suoi pezzi sintetizza ottimamente e senza peli sulla lingua le questioni aperte..non solo su pilotina.
Invece vorrei fare un commento sull'ipotesi "Genova valenza nazionale nel dibattito"...dibattito che è molto complesso e difficilmente riconducibile a slogan mediatici o politici, come alcuni vorrebbero.
Per poter essere "luogo di dibattito a livello nazionale" ci vorrebbe una posizione, una proposta, un ragionamento....e mi sembra che ancora non ci siano. Al di là delle uscite del presidente dell'AP, per altro non troppo lineari, e di qualche "convegno" dove però si sentono ripetere le solite cose trite e ritrite, lo scenario evolve rapidamente e gli interlocutori si muovono nel caos che governa l'universo.
E si che siamo anche alla vigilia delle elezioni...chissà cosa ne penseranno di questi temi scottanti i nostri futuri candidati? mah?
Noi siamo d'accordo ma loro cosa ci dicono?

Spedito da: Ronco Scrivia Pubblicato il: 16 febbraio 2010 alle 10:12

Breus

Port Pride subito! Prima delle elezioni regionali. Invitando i candidati e facendogli SOTTOSCRIVERE le immancabili promesse per il rilancio della portualità ligure. Così dopo le elezioni li "bombarderemo" quotidianamente obbligandoli ad assumersi le proprie responsabilità. Altrimenti le catastrofiche previsioni di C-Annibale si avvereranno per davvero. Nel porto di Genova solo canoe, pattini e, aggiungo io, allevamenti di cozze!

Spedito da: genova porto Pubblicato il: 16 febbraio 2010 alle 09:47

magolino

Bombardati da tutte le parti dove ci si dice come sia bella e reale la vita multimediale/potteriana, ci siamo convinti che veramente questa vita sia possibile e quindi andiamo a considerare "l'immaginifico" come cosa reale buona e giusta e fonte di saggezza. Il BRUCO ne è l'esempio.
Troppi parlano di porto non sapendo nulla di porto. Questa è la realtà. Oggi men che mai non esiste un modello di porto. Esistono i porti passeggeri, mercatili e quelli di transito Ciascuno con le proprie possibilità/clienti di traffico in forza del territorio che servono e la tipologia dell'economia del territorio ed inoltre dello spazio a terra che i porti possono offrire per svolgere l'operatività.
Genova non ha + spazi da offrire. Ecco la ricerca oltre Appennino. Il tutto non porterà gran chè di ritorno alla città Insomma la merce passerà sulla ns testa e via Il + celermente possibile. Ma allora è questo che Genova vuole? O non è forse meglio cercare una nuova fonte di reddito che non sia solo il porto? Ke Linse

Spedito da: genova Pubblicato il: 16 febbraio 2010 alle 09:22

massimo cu

Parlo di trasporto su ferro. vorrei avere dei dati almeno quelli sono certi e aprire sulla ferport se qualcuno può ripondere a qualche domanda.
1) se agevoliamo e stimoliamo il trasporto su ferro a che cosa servirebbe la gronda?
2)se scoprissimo che con le linee ferroviarie che abbiamo riusciamo a portare fuori dal valico i 4,5 milioni di teu a cosa servirebbe il 3 valico?
3)quanti teu Genova riuscirà ad attirare in prospettiva tra 10 anni per quanto riguarda il traffico del meditteraneo?... Mostra tutto
Rispetto alle domande quì sopra elencate, e spero che si capiscano, credo che la quantità di soldi che si vuol far girare sia maggiore rispetto ad un adeguamento delle linee ed a un incentivazione (doverosa) del servizio su ferro.
grazie

Spedito da: San FranciscoUSA Pubblicato il: 16 febbraio 2010 alle 05:52

Giuseppe

Banche, affari, imprese di costruzione, tasse e non più tasse, ammiragli... Non si possono cambiare le regole a partita in corso, ma dov'è finita la vostra voglia di PORT PRIDE?!? Già sepolto l'entusiasmo e i buoni propositi? Sveglia!!!

Spedito da: Sestri Levante Pubblicato il: 16 febbraio 2010 alle 01:04

C-Annibale

16/02/2030 (Ultima ora) Crollato il ponte sullo stretto di Messina. Nessuna vittima perchè chiuso al traffico subito dopo l'inaugurazione a seguito di un "inspiegabile smottamento" dei pilastri sul lato calabrese. Il Presidente del Consiglio Piersilvio Berlusconi si è prontamente recato sul luogo accompagnato dal ministro Marcello dell'Utri e dal ministro per la Cultura Renzo Bossi che con l'occasione ha potuto ammirare il mare per la prima volta. In videoconferenza da Villa Certosa, la ridente Casa di Riposo famosa per le belle infermiere in giarrettiera, il sempre giovane leader Silvio Berlusconi ha ribadito: "Colpa della sinistra e di quei magistrati che nonostante il 41bis tramano con pizzini". Da un sondaggio, in tempo reale, le sue dichiarazioni hanno ottenuto il 99% dei consensi. In serata è atteso il ministro Bertolaso con la sottosegretaria Francesca. Dall'ex porto di Genova sono intanto salpate otto canoe e un pattino per un pronto intervento.

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 15 febbraio 2010 alle 23:35

GERRY

A NAPOLI HANNO ABOLITO L'AP: ADESSO C'E' L'AMMIRAGLIATO
Porciani va a Napoli, da il Tirreno, 02 gennaio 2010 - LIVORNO. Prima la promozione a contrammiraglio, poi un nuovo, prestigioso incarico all'Autorità Portuale di Napoli. Parte davvero con ottimi auspici il 2010 del comandante Stefano Porciani, fino a poco tempo fa al vertice dell'ufficio demanio ed ambiente della Capitaneria di Porto, uno degli ufficiali più noti in tutto l'ambiente marinaresco cittadino. Porciani infatti è stato per anni responsabile di importanti attività portuali, come ad esempio quella dei dragaggi dei fondali, ma anche di tutta una serie di aspetti di gestione tecnica delle aree demaniali che riguardano ad esempio i circoli nautici e le questioni delle banchine e degli ormeggi.

p.s. IL PRESIDENTE DELL'EX A.P. E' IL CONTRAMMIRAGLIO LUCIANO DASSATTI, IL NUOVO CONSULENTE ESTERNO E' UN AMMIRAGLIO IN PENSIONE ED IL VICE PRESIDENTE DEL COMITATO PORTUALE E' L'AMMIRAGLIO DOMENICO PICONE.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 15 febbraio 2010 alle 22:46

Movimento Indipendentista Ligure

X Davide Traverso,
organizza un "incontro dibattito pubblico" nella sala chiamata del Porto, con Carozzi, noi e i due candidati Presidenti, sul tema: " L'indipendenza della Liguria può salvare i nostri porti?". Vedremo alla fine del dibattito se ci saranno più "Viva l'Italia" oppure "Viva la Liguria"!!
Tieni presente che noi Indipendentisti Liguri consideriamo l'Italia una Nazione degna di ogni rispetto, come l'Austria, la Svizzera, ecc.. Ha solamente una storia che almeno fino al 1945 non è proprio...esemplare (regime monarchico e poi anche fascista, ecc..). A fronte della storia di oltre 700 anni della Liguria INDIPENDENTE e REPUBBLICANA che ha saputo creare autentici VALORI della Civiltà Ligure !

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