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Emergenza, affari e regole per l’Italia dei porti

Torno sull’argomento perché, raccontando in anteprima del convegno di Trieste, Pilotina ha scatenato un vespaio che andrà decifrato. Viviamo e soffriamo una stagione di drammatica emergenza. Procrastinare interventi e cambiamenti è quanto di peggio possa accadere. Ma non esistono punti di riferimento codificati, la politica è vicina alla resa, non ci sono più regole. Purtroppo i porti sono lo specchio di un Paese lento e invecchiato, incapace di esprimere riforme organiche. La tentazione sembra quella di aggirarli, i pochi vincoli dettati dalla legalità e dal buon senso. Inventando percorsi preferenziali o Autorità straordinarie. In fatto di opere pubbliche, il rischio è di passare dal totale immobilismo ad una zona grigia, fuori da ogni controllo.

Dai dubbi, invece, mai viene sfiorato il ministero dei Trasporti. Cascasse il mondo, prosegue imperterrito a far danni. Due dati per spiegare gli ennesimi guasti provocati al sistema con il bizzarro e inutile decreto “taglia tasse”, escogitato per alleviare la crisi del Sud. Nel porto di Gioia Tauro le tasse portuali per il transhipment non si pagano. Le tasse di ancoraggio per una nave da 135 mila tonnellate sono poche migliaia di euro, il solo passaggio di Suez costa per la stessa nave 500 mila euro. Se poi consideriamo l’incidenza della tassa di ancoraggio sul costo complessivo del viaggio, rappresenta un’inezia. In compenso, a Gioia Tauro la società Medcenter aveva già ottenuto una riduzione notevolissima dei canoni di concessione. Gioa Tauro ha perso lo scorso anno 610 mila teus. Analogamente lo stesso terminalista ha incrementato a Cagliari di 448 mila e a Tangermed di 578 mila (fonte Eurogate). Ci pare quindi che abbia fatto altre scelte e posizionato il traffico diversamente. Il terminal della Spezia, sempre gestito dal gruppo Contship, guadagna nonostante il calo dei traffici.

A Gioia Tauro perde il 17%, ma si mettono in cassa integrazione 400 dipendenti, pari al 37%. Se il problema è questo, legato all’esubero del personale forse gonfiato, le disfunzioni andrebbero affrontate in Calabria per quello che sono, non scaricate sull’intero sistema. Anche a Genova i problemi dovrebbero essere affrontati in altri termini. Con decisione per fronteggiare l’emergenza e regole certe rispetto al dibattito (alimentato proprio da Pilotina) sulla partecipazione attiva degli investitori privati allo sviluppo. Sotto la Lanterna, invece, il confine fra la necessità di inventare nuove procedure per le infrastrutture e la difesa dell’esistente, è il nulla in cui navighiamo.

Occorrerebbe un salto di qualità. Il Bruco? Osservatori e addetti ai lavori ritengono sia una bufala. Che poteva essere concepita solo da piemontesi, notoriamente incapaci di vedere il mare in una seria prospettiva di mercato. Si rivelerà come un inutile spreco di energie (e forse anche di denaro) sul nulla. Il punto è comprendere perché le navi vanno a Rotterdam e Anversa. Se pensiamo ancora che sarebbe più comodo per loro fermarsi a Genova, continuiamo a non capire nulla di economia marittima. La logica primaria del trasporto container non è condizionata dalla distanza terrestre dal porto alla destinazione, è quella della ottimizzazione degli spazi di stiva. Se degli oltre 10.000 teus trasportati da una nave in arrivo dall’Asia, oltre due terzi sono destinati al mercato tedesco, è evidente che non esistono vantaggi a scaricare parte dei container in Mediterraneo. L’ideale è sbarcare ad Anversa o a Rotterdam. E poi spedire la quota marginale destinata al mercato del Nord Italia via ferrovia. Il vantaggio competitivo di un sistema logistico complesso, non è quello dei pochi giorni di navigazione in più o in meno. I porti del Northern Range, da Le Havre a Rotterdam, sono una realtà da cui non si può prescindere. Per i nostri mercati di riferimento, Svizzera e Baviera comprese, non ha senso progettare un sistema da 5 miliardi di euro come quello del Bruco, per trasportare 10 milioni di container da Voltri ad un retroporto nell’Alessandrino. Per una ragione semplicissima: anche se la nostra economia volasse a ritmi cinesi, per i prossimi 15 o 20 anni non esisterebbero comunque volumi sufficienti per ammortizzare l’investimento.

Le opere che si stanno realizzando ad Anversa per il rafforzamento delle linee ferroviarie sono reali, come quelle già completate a Rotterdam per la Betuwe Line. Se vogliamo migliorare la competitività del sistema ligure, la soluzione dovrebbe allora essere quella di attirare investimenti adeguati alle caratteristiche e alla dimensione del nostro mercato. Con questa concretezza e con qualche regola certa, sarà forse possibile predisporre strumenti utili a far decollare il nuovo modello pubblico – privato per realizzare infrastrutture al servizio dei porti. Oltre la cortina fumogena dei convegni e dei buffet.

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Commenti inseriti: 51 — pagina 1 di 3

Spedito da: genova Pubblicato il: 25 febbraio 2010 alle 08:56

luigi merlo

Credo che tutto possa essere rilevato a Giorgio Carozzi ma certamente non gli si può attribuire di essere un sostenitore del maniman. Anzi per molto tempo, troppo, è stata la voce isolata nel deserto che gridava al necessario cambio di passo. Ha fatto una analisi realista e necessaria nella fase emergenziale. Per quanto riguarda il bruco credo che la mia posizione sia ormai nota ma la riibadisco. Credo che invece di insistere su una discussione "promozionale" del progetto, siano necessari dati tecnici e finanziari reali, quelli che dovrebbero emergere dallo studio finale che non è stato ancora predisposto. Solo alla luce di quegli elementi fondati si potrà passare dalla discussione accademica e giornalistica ad una vera analisi di merito e ognuno dovrà assumersi le responsabilità di competenza, io per primo.. Nel frattempo facciamo tutto il possibile per superare la crisi.

Spedito da: Ge SanBenigno Pubblicato il: 25 febbraio 2010 alle 07:49

Bacci

E' crisi nera per i portuali, lo sappiamo bene e ne abbiamo già parlato molto sul blog. Però le giornate di lavoro non sono aumentate in misura proporzionale e percentuale alla piccola ma esistente crescita dei traffici, anzi... allora c'è qualcosa che non quadra!

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 25 febbraio 2010 alle 06:24

Movimento Indipendentista Ligure

Parliamo di portualità ( 2° commento)
ieri abbiamo fatto un commento alle ore 11:45 in relazione ad alcuni titoli de "IL SECOLO XIX". Oggi leggiamo su "IL SECOLO XIX" un titolo che contraddice quello di ieri : "Le reazioni alla denuncia di FEDESPI- "Genova non è un porto caro"-Giannini (Sech) contesta le cifre sul costo delle verifiche presentate dagli spedizionieri ".
Un Porto come quello di Genova DEVE avere un Ufficio che dia le informazioni esatte! Il Porto di Genova è caro o no? Intanto chi ci va di mezzo sono i "camalli" e oggi "la Repubblica" ha questi titoli: "Intervista verità con l'uomo scelto per guidare la Culmv in uno dei momenti più difficili della sua storia: "Penalizzati soprattutto noi" - Porto, l'allarme dei camalli- Il nuovo leader Benvenuti: con la crisi dimezzato il nostro lavoro".
Ripetiamo la domanda: cosa occorre fare perchè il Porto di Genova possa attrarre le navi ed i traffici ?

Spedito da: bari Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 18:18

franco mariani 3

La crisi globale nasce dalla vicenda dei derivati, dai titoli tossici. Nessuno lo aveva previsto. La situazione non mi sembra ancora stabilizzata. Pensiamo a quello che potrebbe accadere se la Grecia va in defoult, trascina con se la Spagna, il Portogallo. Credo che mentre ragioniamo di sviluppo sia necessario sopravvivere. Le imprese nella portualità, nell'economia marittima hanno bisogno di sostegni. Assoporti in questi giorni, in modo unanime, ha elaborato delle proposte. Il Governo deve dare un segnale positivo. Palazzo Ghigi deve affrontare il problema di questo settore con decisione. Lo sta facendo per altri settori in crisi, auto, meccanico, servizi etc.. E' necessario frenare il processo di disarticolazione e destrutturazione del mondo marittimo-portuale. Si deve rilanciare l'iniziativa del "cluster" marittimo. Nessuno può pensare di salvarsi in solitudine, sia esso terminalista o Autorità Portuale.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 18:14

AUGUSTO COSULICH

Caro Giorgio,
ho letto con interesse l'articolo del Dott. Bruno Musso e devo ancora una volta verificare, purtroppo, che molta gente incluso il Dott. Musso non realizza quanto sia difficile oggigiorno recuperare del carico.
Probabilmente il Dott. Musso, come molti altri, non vivono, come faccio io, ogni giorno la realta' operativa e commerciale dei traffici. Probabilmente si occupano di altre cose sicuramente molto importanti ma e' meglio che lascino a gente come noi che e' "nel mercato" giudicare cosa si debba fare con i soldi pubblici nella portualita' italiana. Prima di fare il bruco e molte altre belle idee occorre stimolare l'economia, ridurre le tasse e tutto quello che ho elencato nel mio ultimo commento sul Secolo XIX.
Cordiali saluti
Augusto Cosulich

Spedito da: bari Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 18:04

franco mariani 2

I porti sono il termometro dell'economia di un paese. Avvertono prima la crisi e la ripresa. La nostra debolezza è economica e industriale. I container arrivano pieni e partono in gran parte vuoti dai nostri porti. Quando una nave per il 70% ha contenitori per il mercato centro-nord europeo è chiaro che è conveniente scalare direttamente i porti del nord europa. Ancora, quando per sdoganare sono necessari giorni, incapacità di mettere su ferro quello che viaggia su gomma (Cosulic). Se completiamo le opere previste dai Piani Regolatori Portuali, se ripristiniamo i fondali, se miglioriamo i collegamenti stradali e ferroviari, i porti italiani hanno potenzialità significative. Certe opere infrastrutturali slegate da una reale visione dello sviluppo rischiano di essere occasione solo per consulenze e progettazioni. La ripresa è incerta, ad oggi assolutamete debole, saranno necessari 3-4 anni per recuperare quello che è andato perso. Concentriamoci su come resistere alla crisi.

Spedito da: bari Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 17:44

franco mariani 1

In un'epoca di dubbi, di scenari imprevedibili, di incertezze sulle modalità e qualità della ripresa dell'economia mondiale fa piacere sapere che l'amico Bruno Musso invece ha tante certezze. Se poi leggo l'articolo dell'altro amico Augusto Cosulic riconosco che il cuore del problema è la merce, il mercato. Il mio percorso professionale mi ha portato lontano da Genova, quindi non so valutare l'esistenza di un partito del "maniman". Provo a dare un significato diverso e positivo al "maniman". Valutiamo tutti gli scenari possibili partendo dalla realtà. Perdonami Bruno se sono diretto, è il mio carattere. Quando tu hai dato vita al Genoa Terminal, assumendo 300 lavoratori, pensando che si poteva fare a meno della flessibilità della CULMV (sia chiaro che ho sempre avuto la percezione dei difetti e dei pregi dei portuali) avessi valutato l'intrapresa usando il "maniman" non ci sarebbe stato quell'epilogo negativo. Grazie alla CULMV quei lavoratori hanno continuato ad essere tali.

Spedito da: UK Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 17:43

Enrico

BRUCHI E...REALTA'
La prossima settimana il servizio shuttle fra Duisburg e Novara della società svizzera di trasporto combinato Hupac sarà esteso al terminal Niehl-Hafen di Colonia. La frequenza del servizio, che diventerà un Y-shuttle, aumenterà da due a tre partenze la settimana in entrambe le direzioni. Sempre dalla prossima settimana Hupac lancerà un nuovo servizio shuttle fra Rotterdam e Verona via Brennero, con possibilità di proseguimento per Nola (Napoli). Il servizio, realizzato da Hupac in collaborazione con Cemat, offrirà nella fase iniziale cinque partenze alla settimana in entrambe le direzioni. Alla fine di Gennaio Hupac ha inaugurato il nuovo terminal intermodale di Anversa, che ha una capacità di 24 treni blocco al giorno, equivalenti a 600 TIR. Il traffico iniziale verso l'Italia è di 32 treni la settimana per Busto Arsizio, e di altri 16 per Basilea. Da Anversa partono complessivamente più di 200 treni navetta al giorno, con 40 destinazioni in 13 Paesi.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 11:45

Movimento Indipendentista Ligure

Parliamo di portualità.
Alla pag 15 di ieri, su "IL SECOLO XIX" abbiamo trovato due interessanti notizie:
1°) "Scontro sui costi - Aria di divorzio tra Msc e Valencia"
2°) "La denuncia degli spedizionieri - Caro verifiche, Italia penalizzata - In attesa dei controlli, le soste in porto costano dieci volte più che in Nord Europa ".
Qualcuno può spiegare come possono-devono fare i Porti Liguri ad essere competitivi e ad attrarre traffico ?

Spedito da: Superba Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 11:37

IL COREANO

Egregio Maestro Carozzi, anzitutto complimenti e grazie per questo suo nuovo editoriale, che sgombra definitivamente il campo dai dubbi sulla presunta utilità del bruco di Musso che, per l'appunto, sarebbe un'opera inutile, e dà all'armatore e ai suoi seguaci una bella lezione di economia marittima e dei trasporti. Ma complimenti e grazie soprattutto per l'ennesima coraggiosa e, purtroppo, inascoltata denuncia circa una classe politica e dirigente sempre più televisiva ed emergenziale che non riesce ad avere una visione strategica su nulla, figuriamoci sui Porti!

Spedito da: genova Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 10:53

long john silver

E' stato probabilmente un fraintendimento: ma annoverare Carozzi quale esponente del "partito del maniman" è uno sbaglio di proporzioni gigantesche. Non che non sbagli anche lui, come tutti. Ma il "maniman" ce l'ha proprio indigesto.

Long john silver

Spedito da: Genova Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 02:32

Ennio Canale

Congratulazioni, dottor Carozzi! Non sapevo che lei fosse tra i fondatori del PARTITO DEI MANIMAN. Non si smette mai di imparare e ringrazio l'ex armatore Bruno Musso per questa sconvolgente rivelazione. Allora, delle due l'una. O lei ci ha presi tutti in giro ed è un bieco millantatore e in sostanza un braccio armato delle consorterie locali, o il Musso ha offeso tutti noi che scriviamo su Pilotina le stesse cose che lo fanno così tanto arrabbiare. Sopra tutte che il suo bruco è una cosa senza senso! Che cosa ne pensa il nostro timoniere, ha la coscienza tranquilla?

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 24 febbraio 2010 alle 00:16

GERRY

IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO

FINALMENTE UN COMUNICATO ASSOPORTI SENZA VIRGOLETTATURE PRO ''NERLI'' PER EVIDENZIARE IL SUO VERBO. BISOGNA CONTINUARE SU QUESTO PIANO.MANDATELO VIA L'EX SENATORE FRANCESCO NERLI (SINDACALISTA DEI MURATORI PRIMA,PARLAMENTARE POI, SENATORE,PRESIDENTE AP DI CIVITAVECCHIA, PRESIDENTE AP DI NAPOLI, PRESIDENTE ASSOPORTI). UNA DOMANDA: MA HA MAI LAVORATO? E QUAND'E' CHE MOLLA LA POLTRONA?

Spedito da: ROMA Pubblicato il: 23 febbraio 2010 alle 22:36

ASSOPORTI-2

Risultano di primaria importanza, inoltre: l'autonomia finanziaria delle A.P., l'immediata riduzione, per 3 anni, del costo del lavoro per le imprese, attraverso una parziale fiscalizzazione degli oneri sociali, a fronte dell'impegno da parte delle stesse imprese a non dare corso, nel periodo, a riduzioni dei propri organici; l'abbattimento delle accise sui carburanti per i mezzi operativi portuali al livello di quelle applicate in altri Stati UE.
Rimane ancora aperta la necessità di procedere all'adeguamento del quadro normativo rivisitando la legislazione in materia portuale, per consentire il rafforzamento del ruolo di governo delle Autorità Portuali.
Infine, occorre sottolineare l'inopportunità dell'emendamento al Decreto Milleproroghe che prevede l'abbattimento delle tasse portuali e d'ancoraggio, fino all'azzeramento da parte di singole Autorità Portuali.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 23 febbraio 2010 alle 22:33

ASSOPORTI-1

Assoporti ha approvato oggi un documento che focalizza le priorità e le strategie necessarie a dare nuova energia ai porti, per garantire la competitività.
L'attivazione, anzitutto, di una cabina di regia per l'avvio di progetti logistici integrati non è più procrastinabile. Si può realizzare mediante Accordi di programma con il coinvolgimento di tutti gli enti interessati, partenariati con privati e senza sovrapposizioni di ruoli.
I progetti riguardano: la portualità, le connessioni ferroviarie, stradali e anche (ove possibile) di navigazione interna e possono essere riferiti alle Multi-port gateway region - archi dell'Alto Tirreno e Alto Adriatico - all'insieme dei porti che trattano principalmente traffici di transhipment, ai porti capolinea e situati lungo i Corridoi trans europei (Corridoi tirrenico, adriatico e Corridoio VIII) ed alle interconnessioni tra quei Corridoi.

Spedito da: voltri Pubblicato il: 23 febbraio 2010 alle 19:41

sotuttoio

Caro sig. Musso, da questo blog che lei non ha mai frequentato evidentemente, si cerca ad ogni puntata di combattere il "partito del maniman" come lei lo definisce grazie proprio all'impegno di Giorgio Carozzi che ha fortemente voluto questo spazio libero dove poter discutere senza condizionamenti. Grazie quindi per l'ennesima lezione di economia marittima che ci tocca subire dal suo fondo odierno, peccato che manchi dell'unica cosa che conta oggi per questa città: i tempi di realizzazione.
Il tunnel ad alta capacità che lei cita si ripagherà anche con i soldi delle attività ma che senso ha se non può essere utilizzato per altri scopi. Da che isolamento riusciremmo a liberarci grazie a un nastro trasportatore e punto? Pensi alla gara al Multipurpose, se riesce a vincerla, magari si faccia dare qualche "schema" da Cosmi, visto che Spinelli è suo socio.

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 23 febbraio 2010 alle 18:14

GERRY

ANCHE NAPOLI AVRA' LE SUE BANCHINE ELETTRIFICATE
un buon amico partenopeo mi ha comunicato che anche Napoli si accinge ad avere le sue banchine elettrificate cosi' da evitare l'inquinamento dei motori marini dei grossi transatlantici. Chissa' perche' queste cose avvengono poco prima delle elezioni. La cosa che mi lascia molto sconcerto e' che l'amico partenopeo mi ha confidato anche il nome del vincitore. Tutti lo sanno.
Possibile che si e' giunti a tanto?

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 23 febbraio 2010 alle 10:23

GERRY

MIL E NERLI

Che peccato constatare la cocciutaggine del MIL in un blog dove poco hanno a che spartire, se non quella di mettersi in bella mostra. Che peccato vederli spendere tante parole per un sogno che non potra' mai avvenire, dedicarlo ad altre attivita'...
Ritorno sulla vicenda Nerli: si e' dimesso? lo hanno fatto dimettere? se ne sono andati la stragrande maggiorana delle A.P. (tanto per economizzare, perche' siamo in un tempo di vacche magre). Saluto a tutti, anche alle PANTEGANE di tutta Italia (sono tre in tutto il territorio nazionale) ed ai marchettari che sono una decina in tutta Italia.

Spedito da: Genoa port Pubblicato il: 22 febbraio 2010 alle 21:58

Balordo Rossoblu

Continuano sempre più preoccupanti le analogie fra le bastonate al porto e al grifo! Oggi scopriamo dal giudice sportivo che i petardi e i razzi i tifosi nostri in trasferta a Torino contro la Juve se li sono tirati da soli!!! Il danno e la beffa, dopo quella sul campo! Banche, Fiat...che schifo

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 22 febbraio 2010 alle 21:22

Movimento Indipendentista Ligure

All'amico Prof. Tomaso Perazzi,
vogliamo da questa Pilotina pubblicamente ringraziarti per il libro che ci hai inviato "L'insorgenza di Strevi del 1799" che, già questa notte ci accingeremo a leggere. Quello che hai scritto nella "prefazione" è degno di essere già qui subito trascritto : " ...contribuire a diffondere un "pezzo" di storia locale e soprattutto per testimoniare che, fortunatamente per l'umanità, sono esistiti, esistono e sempre esisteranno persone disposte a dare la propria vita per difendere un valore a cui l'uomo non può rinunciare: la Libertà!"
Anche la "Pilotina di Carozzi " è una "palestra civile e democratica di Libertà" !

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 22 febbraio 2010 alle 19:08

Sandro Doglio

Caro Cico Barque, concordo pienamente con quanto scrivi sulle banche, i comitati d'affari e quant'altro! Ma francamente non capisco le tue paure o perplessità sul fatto che anche i nostri amici candidati alle regionali continuino a scrivere su Pilotina. O che altri politici partecipino al dibattito. E che facciamo, chiudiamo Pilotina, ci facciamo tagliare fuori? E poi mi pare che i candidati scrivano sempre le stesse cose, ieri come oggi, e sempre a favore del porto. Insomma, non ci vedo niente di male, siamo adulti e vacinati e... abbiamo fatto il militare a Cuneo. Quindi, Cico, recedi dai tuoi propositi! E poi, scusa, ma non abbiamo passato settimane a disquisire se questa non fosse la volta buona per non andare proprio a votare come forma di estrema protesta?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 febbraio 2010 alle 18:37

Uncino Lavico

Lo spunto di Cico sul "momento" in cui è uscita l'opzione "grandi banche" mi sembra interessante.
E mi chiedo anch'io come mai proprio ora...intenti speculativi? ovvero...investo sui porti proprio nel momento in cui la portualità sta soffrendo la maggiore crisi?
Tuttavia poi penso...non è come ordinare una nave e azzeccare il momento della ripresa per guadagnarci. Non è come pensare "corto".
L'investimento nei porti, nella logistica, nel trasporto è "lunghissimo". Fatta eccezione naturalmente per i concessionari autostradali che, come si sa, sono gli unici a raccogliere i soldi meglio di una banca.
Mi piacerebbe davvero capire il perchè di questo momento. Perchè le banche e il mondo finanziario, per altro duramente provato anch'esso, si lanciano in questo settore (soprattutto quello portuale) e si sostituiscono addirittura allo Stato, unico e indiscutibile "padrone" dei porti.
Dai, Giorgio, ci vuole proprio una bella intervista a Palenzona. Quanto avrà imparato dal Grande Maestro?

Spedito da: Lugano Pubblicato il: 22 febbraio 2010 alle 17:36

paperon de'paperoni

Amici, il mio collega Profumo di Unicredit (il cui forziere rispetto al mio sembra un maialino per bambini risparmiosi) pensa di lanciarsi con i suoi bancari d'assalto in questa avventura finanziaria sulla portualità e la logistica pensando di avere a che fare con i libretti di risparmio delle nonnine brianzole.
Sussurranno infatti che il piano predisposto dai Profumo boy's nella sua complessiva indefinitezza tecnica, abbia delle "gabbie" abbastanza rigide riguardo alle concesssioni e ai ritorni dell'investimento.
Come dire che i soldi li metto ma se ho garanzie illimitate su tempi e modi.
Altrimenti come fa a fare 1 miliardo di utili a trimestre con il suo bancuzzo, mica può spremere solo i poveri correntisti con costi da usura! Altro che Bassotti e Gamba di Legno, qui i mariuoli sono negli uffici e dietro al bancone!

Spedito da: genova Pubblicato il: 22 febbraio 2010 alle 14:02

cico barque

Chiuso per elezioni fino al 1 aprile (e non è uno scherzo). Caro Giorgio spero comprenderai che in questo clima malsano dove politici, finti candidati, possibili eletti ecc. si esprimono liberamente, non è pensabile commentare fatti e concetti che non siano sfacciatamenti pre-elettorali. Chissà come mai, come la peggior giustizia a orologeria, le grandi banche, gli intrallazzatori (ex genovesi), e qualche pezzo grosso hanno deciso di farci credere che vorrebbero investire nella logistica e nella portualità. Proprio adesso. Come diceva Totò "ma mi faccia il piacere". Piuttosto ricordo che la pubblicità elettorale sui giornali si paga, cara e in contanti, quindi Giorgio di all'Editore di adeguarsi e non farti usare!!
Ci scriviamo dopo la primavera, che è meglio!

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 22 febbraio 2010 alle 13:53

Movimento Indipendentista Ligure

Il Festival di Sanremo ed i Savoia
Il Secolo XIX sta documentando le "malefatte" del Festival di Sanremo. Oggi in alcuni giornali Filiberto Savoia viene descritto come una vittima: "il Giornale" ha fatto un titolo "Ci mancava il razzismo anti-Savoia". "La Nazione" ha intervistato il suo esimio padre Vittorio Emanuele ed ha titolato "Noi, sempre sotto accusa. Ma in realtà l'Italia ci vuole ancora bene". Ecc.. E grandi foto a colori di Filiberto in quasi tutti i giornali. Sarà bene allora che "chiariamo" la situazione. Se il "resto dell'italia" vuole adottare i Savoia e, magari dopo una preparazione intensiva politica e trasmissioni televisive popolari, vuol lanciare il rampollo Filiberto nello scenario politico, facciano pure. Al punto in cui siamo, anche una Italia di nuovo in mano ai Savoia è "possibilissima" ! Per quanto riguarda la LIGURIA... sarà un pò dura ! E forse sarà la volta che ritorneremo INDIPENDENTI ! I due candidati a Presidente della Regione cosa ne pensano?

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