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Armatori, d’Amico promosso nel Paradiso dei porti

Il dottor Paolo d’Amico deve avere qualche santo in Paradiso. Da oggi è promosso presidente di Confitarma, che non è esattamente un incarico da pensionati di lusso. Gli si rizzeranno i capelli in testa, visto lo scenario che si spalanca davanti al nuovo leader degli armatori italiani e i guai incombenti in cui si andrà cacciare.

Il momento peggiore per mettersi in gioco. Armatori in crisi di identità e in astinenza di rappresentanza. Tagliati fuori dalle grandi contrattazioni e dalle scalate che tengono banco, come quella lanciata da Unicredit & C. al sistema portuale.

Crollo dei noli e dei traffici, fallimenti, investimenti sbagliati, abuso degli strumenti finanziari derivati, ristrutturazioni dei debiti che potrebbero anche non essere accettate dai creditori, 500 navi della flotta portacontainer ancora inattive, stagnazione dell’economia mondiale, recessione, servizi offerti a dismisura su un mercato che chiede e pretende sempre meno.

E ancora: sistema logistico in affanno, zero infrastrutture e Stato in bolletta, aiuti politici risibili rispetto alle urgenze, privatizzazione della Tirrenia che da sola basta e avanza per generare sospetti e incrinare rapporti all’interno della confederazione. E poi le disillusioni, i campanilismi, la difesa del piccolo e la paura del grande.

Ma c’è un rovescio della medaglia: per questo Paolo d’Amico è un protagonista fortunato. L’onda del disincanto può cavalcarla, anziché subirla. Si avverte annusando l’aria, si sente decifrando le mezze frasi e cogliendo i silenzi: c’è una gran voglia di legittimare il neo presidente di Confitarma, di attribuirgli il ruolo di supplente nazionale di tutti gli imprenditori marittimi e portuali. Un capo vero, ipotizzano sponsor e tifosi.

Un naif che può imprimere la svolta. Interlocutore privilegiato e credibile per le istituzioni, le forze sociali e il governo. Il sistema finanziario, le banche, i mercati. A torto o a ragione, l’imprenditore medio dello shipping ha più fiducia in se stesso che nella capacità della politica di guarirsi da sola.

Se il futuro si gioca soprattutto sull’adeguamento delle strategie al nuovo pianeta dei trasporti che sorgerà dalle rovine della crisi, allora ci sarebbe da spararsi. La priorità è il lavoro. È il primo punto, ad esempio, del programma dei candidati alla carica di governatore della Liguria.

Lavoro, la parola più abusata in campagna elettorale. Anche chi non ha mai lavorato o ha simulato un’occupazione, parla di lavoro. Ma di fatto, il confronto sui programmi latita, mentre porto e shipping spariscono dall’agenda delle priorità.

La prima industria della Liguria non merita neppure un pensiero, una frase di circostanza nei talk show superstiti, sfuggiti alla scure della censura. Sarebbe cosa buona e giusta se Paolo d’Amico si proponesse di recuperare alla centralità del confronto politico nazionale la portualità, cioè il tema fondamentale per la crescita dei territori liguri. Che cosa ne pensate? Pilotina si offre come spazio di dibattito aperto.

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Commenti inseriti: 97 — pagina 1 di 4

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 marzo 2010 alle 09:21

Giorgio Carozzi

Gentile Kees Popinga, mesi fa (dietro sollecitazione dei naviganti pilotinari e grazie alla cortesia dei diretti interessati) avevo pubblicato gli esatti importi netti degli stipendi del presidente e del segretario generale dell'Authority genovese. Se non ricordo male, l'indennità netta percepita dal presidente Merlo è di 10.000 euro al mese, per 12 mensilità. L'indennità di carica è stabilita dal Governo e ha come riferimento contrattuale le figure dei dirigenti ministeriali. Il compenso attribuito a Merlo è inferiore del 20-30% circa rispetto a quello dei predecessori, a seguito dei tagli imposti dalla finanziaria. Il presidente non ha diritto alla liquidazione. Il contratto del segretario generale D'Aste prevede emolumenti pari, al netto, a 111.000 euro all'anno distribuiti su 14 mensilità.
Sarei curioso anch'io di sapere se gli stipendi dei dirigenti si avvicinano o superano questa cifra. Quanto ai consulenti, non ne so niente, neppure se esistono.

Spedito da: Europa Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 23:33

Aziz

Che piacere domani cucinare per il presidente Garrone un piatto marocchino...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 23:11

Portuale blucerchiato

Meno male che c'è Cassano a regalarci un po' di buonumore in porto.

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 21:38

GERRY

ASSOPORTI-NERLI

Dimenticavo che le nomine a presidenti e segretari generali delle Autorita' Portuali avvengono su designazioni politiche. Quindi come possiamo sperare che questa novella casta abbia interesse a fare pulizia in seno alla propria Associazione. Perde credibilita' la casta, l'associazione ed i politici con annessi partiti. Il partito di Nerli e' il PD e, a quanto mi risulta, fanno come gli struzzi. Sono un garantista, e' vero Nerli ancora non e' stato condannato: ma dimettersi avrebbe dato lustro ad una certa parte politica.E ppoi di che cosa recrimina Nerli: a Napoli, ha ricoperto, bonta' sua, 3 o 4 cariche contemporaneamente. Alla faccia dei tanti laureati ed esperti disoccupati. Specialmente a Napoli.

Spedito da: Levanto Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 20:40

Autovelox

Ma l'assessore V'esco non è salito anche lui sul tetto della Compagnia, temeva qualche spintarella? Pensavo lo accompagnasse il compagno Tullo!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 20:16

Mani Comio

Il ministro Matteoli in gita (elettorale) oggi a Genova attacca gli armatori: "Della Tirrenia a loro interessano soltanto le rotte!". Ma non poteva andare a dirglielo direttamente all'assemblea di Confitarma?
Nelle stesse ore Berlusconi commenta il battesimo in Cina di una nave della Bottiglieri: "Orgoglioso della straordinaria capacità innovativa che il settore dell'armamento privato ha saputo raggiungere".
Ciliegina sulla torta, il comunista rifondaiolo Giordano sale sul tetto della Culmv a San Benigno per predicare... Ce n'è abbastanza da restare interdetti. Ma forse sarebbe meglio fare interdire loro una volta per tutte!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 20:11

Senza parole

Ora Berlusconi inquina pure un sito pulito come ShippingOnLine... Povera Italia!!!!!

Spedito da: Venezia Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 17:58

Keegan

Differenza di classe.
Nerli rinviato a giudizio: "Non mi dimetto neppure sotto tortura"
Paolo d'Amico appena nominato: scrive su un blog e parla in prima persona alla comunità marittima italiana.
Saluti dalla Laguna
K.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 17:49

Kees Popinga

Vorrei sapere dal dottor Luigi Merlo perché sul sito dell'Autorità portuale non compaiono consulenze e stipendi dei dirigenti.
Grazie
Cordialità
Kees Popinga

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 17:31

GERRY

NERLI:ASSOPORTI, SE CI SEI BATTI UN COLPO

Abbiamo la possibilita' di assistere qual e' il grado di Democrazia che vige in Assoporti. E' una questione di casta. Quello lo abbiamo capito. Ma vogliamo una verifica ulteriore: quand'e' che invitate Nerli a dimettersi? Oltretutto questo lavoratore infaticabile e' ancora presidente della societa' consortile Napoli Est.
Sarebbe interessante sapere se riceve qualche compenso.
Il suo partito (o ex) in questi casi chiede alla persona inquisita di farsi da parte.
Complimenti anche al giornalista del Secolo XIX che ha risolto in poche righe le problematiche di Assoporti in seguito alle vicende Nerli.

Spedito da: livorno Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 17:24

Alessio

La partita vera si gioca contro Francia e Spagna per il controllo del Mediterraneo e credo che d'Amico abbia ben comprenso la necessità di intervenire sui porti e le infrastrutture prima ancora che sui problemi della flotta. Vedremo, l'uomo ha spessore, sono fiducioso.

Spedito da: Buenos Aires Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 16:24

Gianni Margheritoni

Due considerazioni sull'Assemblea di Confitarma:
1. Governo assente: il ministro Matteoli neanche si è presentato. Al suo posto un sottosegretario che deve essere lontano parente di Tomasi di Lampedusa, e ha riportato i presenti ai tempi del Regno delle due Sicilie. Encomiabile il sen. Grillo, che con passione e fervore cerca di difendere l'indifendibile.
2. Confindustria: la Marcegaglia fa un intervento in cui per 20 minuti parla di Confindustria e di quello che ha intezione di fare il suo presidente (cioè lei) a difesa delle imprese italiane. Allo shipping riserva le ultime battute, dicendo cose trite e ritrite e talvolta già superate (ecobonus). Appena finito il suo intervento se ne va, per impegni improrogabili a Milano.
Se questi sono i presupposti non la vedo per niente bene. In bocca al lupo a D'Amico. Ne ha davvero bisogno!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 16:10

Giulio

CHE FACCIA TOSTA!!

Francesco Nerli dice di non vedere il motivo per cui debba dare le dimissioni dalla Presidenza di Assoporti. Il punto è che il suo modo di pensare rappresenta già di per se stesso un motivo più che sufficiente. Ma di questo lui non si rende conto, e continua a pensare che l'utilizzo di una carica pubblica a favore del suo partito sia legittima. Sarà forse così dal punto di vista formale. Ma siamo stufi di personaggi di questo basso profilo, che hanno portato l'amministrazione dello Stato allo sbando. In questo caso non si tratta di tangenti, ma il giudizio morale non cambia. Se Nerli non sente il dovere morale di dimettersi, dovrebbero essere gli altri presidenti a tirar fuori un minimo di moralità e di scegliersi un altro rappresentante. Purchè anche loro non pensino di dover essere al loro posto per finanziare i loro partiti politici.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 16:01

Corina Montenegro

La storia della famiglia d'Amico è una garanzia di serietà, siamo tutti certi che il nuovo Presidente farà un ottimo lavoro. A Genova la famiglia è radicata da sempre. Antonio d'Amico, in particolare, aveva un legame profondo con la città, che considerava la sua seconda casa. Oggi il mondo è cambiato, e la d'Amico ha assunto una dimensione internazionale di primo piano. Ma certi legami restano inalterati nel tempo. Grazie a Paolo d'Amico per avere posto in primo piano l'occupazione dei marittimi, ed in bocca al lupo!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 15:41

Luca Buroni

Considerato il vuoto e la pochezza di rappresentatività istituzionale che anche a livello dell'associativismo imprenditoriale ci caratterizza, penso anch'io che Paolo d'Amico possa giocare un ruolo importante per Genova. Non dico carismatico, ma le premesse mi sembra che ci siano e quello che il nuovo presidente di Confitarma scrive lo conferma. Mi sembra davvero una persona affidabile.

Spedito da: napoli Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 12:00

cannavaro

E bravo Carozzi, dopo il Corrierone, anche Confindustria, per bocca del Presidente di Confitarma D'amico, conferma il ruolo centrale di Pilotina nello shipping nazionale (e internazionale)
Un bel successo davvero! Complimenti!

Spedito da: Napoli Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 11:12

Anonimo napoletano

Nerli vattene!!!

Spedito da: Casale (AL) Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 10:38

Beppe Berto

Gent.le Dottor Carozzi, grazie per le informazioni sull'impegno vaticanense in Liguria. Però astenuto ... sull'astensione! Eh, eh, eh ...

Spedito da: ROMA Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 07:16

Paolo d'Amico

1)
Prima di tutto ringrazio i sempre più numerosi amici di Pilotina ed il suo timoniere Carozzi.
I vostri approfondimenti e le vostre discussioni serrate sono sempre di grande interesse e di stimolo al dibattito. Non è dunque un caso se Pilotina è diventato il punto di riferimento primario per l'intera comunità dello shipping nazionale.
Mi ha fatto molto piacere che proprio su Pilotina si sia ricordato come la storia della mia famiglia si intrecci strettamente con quella di Confitarma: ricordo che mio padre Ciro assunse la carica di presidente della Confederazione degli armatori nel 1972, succedendo alla guida ultraventennale di Angelo Costa, l'indimenticato presidente sia di Confitarma che di Confindustria.

Spedito da: ROMA Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 07:13

Paolo d'Amico

2)
Fu proprio mio padre, convinto che dovesse essere finalmente superata la divisione della categoria, ad avviare con Ernesto Fassio ed Ercole Lauro, presidenti delle Associazioni degli armatori di Genova e Napoli, le trattative per la riunificazione che poi si realizzò nel 1976. Un ricordo e un affetto altrettanto forte vanno a mio zio Antonio, che guidò la Confitarma per sei anni dal 1989: primo presidente armatore dopo oltre un decennio, seppe creare un nuovo spirito di coesione e di partecipazione fra le imprese di navigazione, rinvigorendo la vita associativa e rafforzando l'organizzazione confederale.

Ha ragione Carozzi a sottolineare che il momento che stiamo vivendo è particolarmente difficile. Una ragione di più, io credo, per difendere la Bandiera italiana, che sventola sulle nostre 1.570 navi soprattutto grazie alla politica marittima di riduzione dei costi fiscali e parafiscali avviata nel 1998, seguendo l'impostazione europea.

Spedito da: ROMA Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 07:10

Paolo d'Amico

3)
Oggi la flotta italiana è all'avanguardia nel mondo e gioca un ruolo importante per l'economia nazionale: siamo al 12° posto nella graduatoria mondiale delle flotte di bandiera, con quasi 16 milioni di tonnellate di stazza lorda: un aumento dell'8,7% rispetto al 2008.
Purtroppo, la legge finanziaria 2010 ha dimenticato di dedicare le risorse usuali al mare, sottovalutando uno strumento di competitività e di sviluppo quale è da circa dodici anni il Registro internazionale. Inoltre, dopo dieci anni, per la prima volta non sono state rinnovate le misure per la riduzione degli oneri contributivi al cabotaggio, che nella liberalizzazione del mercato europeo rischia di perdere il confronto con le bandiere comunitarie più aggressive.
Da anni chiediamo una norma strutturale, che consenta di pianificare con tranquillità attività industriali e investimenti.

Spedito da: ROMA Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 07:08

Paolo d'Amico

4)
Il problema è anche la salvaguardia dell'occupazione: le navi italiane hanno bisogno di ufficiali ed equipaggi qualificati. Nel corso degli ultimi anni, Confitarma ha contribuito più che mai a tante iniziative per la formazione di ufficiali e altre figure professionali a bordo e a terra. Dobbiamo proseguire su questa strada, per far capire sempre più ai giovani che la carriera marittima può dare grandi opportunità.
I rapporti con le organizzazioni sindacali dei marittimi sono da anni aperti e collaborativi, pur nell'ovvia diversità dei ruoli: sono certo che così si manterranno anche in occasione del prossimo rinnovo contrattuale, che per la prima volta darà applicazione nel nostro settore al nuovo assetto triennale.
Buon lavoro a tutti voi, in bocca al lupo a Pilotina!

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 24 marzo 2010 alle 05:59

giorgio.carozzi

Gentile signor Beppe Berto: su certi argomenti "un bel tacer non fu mai scritto...", ma lei mi tira per i (pochi) capelli. Le rispondo che sui problemi della portualità, il cardinale Bagnasco fin dall'omelia del Capodanno 2007 sollecita sprovincializzazione e internazionalizzazione, per cancellare l'egoismo delle corporazioni. Mi pare che torni sull'argomento. Non entro nel merito di altre affermazioni dell'arcivescovo di Genova. Cui va comunque riconosciuta grande attenzione ai problemi del lavoro. Per quanto ne so, il cardinale Bagnasco si informa e sollecita sempre con forza tutele e solidarietà ai piccoli o grandi capi delle aziende in visita all'arcivescovado.
Anche il suo predecessore, l'attuale Segretario di Stato Bertone, si occupava molto di porto, shipping e dintorni. Un giorno convocò l'allora segretario generale dell'Autorità portuale, Sandro Carena, invitandolo (per il bene comune) ad obbedire a Novi che lo voleva dimissionare.

Spedito da: genova Pubblicato il: 23 marzo 2010 alle 23:27

Valentina

Notizia straordinaria...http://www.youtube.com/watch?v=JJWaPOhCmVs (sigla tg2 da ictus!!!...non lui!!) ..Biasotti afferma, nel confronto con Burlando su Telenord (che ho registrato) che Tremonti è favorevole all'autonomia finanziaria per i porti...

Cioè!!!!, Esimio spett.le Lup Manar..Imperatore Galattico..Carozzi...mi sà che occorrerà prenotare un posto al sole, di Portofino ....per la tinozza che ci ospita...
Mah?
Sarà vera gloria?....
Certo è che scoooppppppp....
Mah?
Sarà vera gloria?....

Spedito da: Genova Pubblicato il: 23 marzo 2010 alle 19:09

Cico Barque

Attenzione a Carozzi e i suoi compagni di "merende notturne".
Il fatto che l'avvistamento di Vesco sia avvenuto a tarda notte non scompone più di tanto, quanto il luogo: l'autogrill di Brugnato. E si, perchè guarda caso Autogrill vede tra gli azionisti i Benetton e non vorremmo che questo "conflitto di interessi" facesse mormorare qualcuno su manovre per facilitare certe operazioni a mare! Tra un Camogli e un Bufalino, come dire, entrare da Vesco..vo e uscire Papa!
Vigilate Piloti, vigilate....

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