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Cercare un altro mondo… Abbiamo fatto l’Italia, rifondiamo i porti

Rondini e cinciallegra si rintanano sconcertati nella vecchia botte, sotto la veranda. Le viti infreddolite trattengono i grappolini, gli alberi disperdono i fiori. Su Pilotina il Pd tira più d’una coppia di buoi: è quasi primavera! Mi ci sarei buttato prima, se solo avessi immaginato che bisognava solleticare il senso d’orgoglio e di appartenenza al popolo del centrosinistra per scuoterlo dallo sconforto, indurlo a toccare il tempo ai supponenti caporali di periferia e costringerlo a rimettersi in gioco. Non è la sinistra dei salotti quella che si rincorre sul web, come mai era accaduto, per discutere dal basso forme, tempi e contenuti dell’auspicata rivoluzione culturale sui moli italiani. Andare via lontano, cercare un altro mondo: al di là delle rispettive posizioni, mi pare il sentimento condiviso da presidenti di Authority come Merlo e Mariani, politici come Filippi e Tullo, imprenditori come Oliaro e Botta, esperti come Mannocci, Cislenko e tanti altri. Il cerchio torna a chiudersi, il copyright del popolo portuale non è di Berlusconi e non è di Bossi. Nerbo e identità. Il nuovo Pd dello shipping dovrà stipulare un’alleanza con gli amministratori, i ceti e le categorie cui i porti come sono oggi non stanno bene e non convengono. Dovrà soprattutto innovare, sburocratizzare, premiare i meriti, imporre responsabilità, riconoscere i diritti, fare rispettare regole e doveri. Gli spunti per il nuovo dibattito, quello della sintesi, li avete offerti voi stessi su Pilotina.

Vediamo.
1) Al governo, imputato di bluff permanente, non viene più riconosciuta alcuna credibilità.
2) Cresce l’attesa, nonostante delusioni e frustrazioni, per un progetto inedito e alternativo del Pd su porti e shipping.
3) Emerge un tangibile contrasto interno ad Assoporti in merito alle scelte strategiche.
4) Al tentativo dell’Authority genovese di scardinare l’attuale assetto legislativo, giudicato defunto e non più proponibile, e di inventarne uno nuovo che garantisca la centralità del sistema ligure, si contrappone la visione di chi considera ancora l’autonomia finanziaria come l’unica conquista pragmaticamente possibile per tamponare le falle e creare le premesse di crescita futura.
5) Ci si avvia a una resa dei conti fra i porti della Liguria, l’Associazione delle Authority guidata da Nerli e gli altri scali minori che giudicano sbagliata la prospettiva di svincolare Genova dalle regole comuni in nome di una presunta leadership mediterranea.
6) A livello regionale, tutte le speranze di cambiamento e di innovazione vengono riposte nella svolta pretesa dal governatore Claudio Burlando. Cui si chiede di tenere per sé la delega ai Trasporti, piuttosto che nominare l’ennesimo assessore carneade e incompetente.

E’ soprattutto quest’ultimo il passaggio più delicato. L’agenda portuale del presidente Burlando è tale da far tremare le vene ai polsi. Può essere affrontata solo con grande competenza e forti capacità politiche. Al primo posto l’autonomia e il coordinamento dei porti liguri: come dotarsi di strumenti di pianificazione validi per i tre porti? E poi i tempi coordinati per i progetti di sviluppo. In altre parole, come programmare le tempistiche di adeguamento della capacità produttiva? I progetti di sviluppo “paralleli” oggi in corso, porteranno tra pochi anni ad un insopportabile sottoutilizzo della capacità stimato, nel caso dei container, tra il 50 e il 60%. Il terzo tema sul tappeto è quello dei costi per uno sviluppo armonico. Come e dove utilizzare al meglio le scarse risorse disponibili? Il quarto tema centrale è quello di una possibile legge regionale sugli incentivi al trasporto combinato. Questa è la realtà. Per i porti liguri sono urgenti non tanto nuovi aumenti di capacità, quanto la realizzazione di infrastrutture di collegamento con il mercato, la modernizzazione di procedure arcaiche e l’abolizione di inutili rendite di posizione. E’ su questo terreno che Burlando può giocare subito la sua partita.

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Commenti inseriti: 105 — pagina 1 di 5

Spedito da: uEJ9736OjgFw Pubblicato il: 15 febbraio 2016 alle 01:17

Septi

Grazie di esistere mteonmo epocale teniamoci stretti senza paura di guardare la realta'. Dobbiamo avere resposabilita' per il futuro dei noistri figli. Un consiglio, osserviamo sempre l'opposto del dito indice dell'informazione. Ciao a tutti

Spedito da: genova Pubblicato il: 18 maggio 2010 alle 09:42

valter massardo

Cosa serve al porto? La situazione del ns. scalo è drammatica: le grandi linee con le loro "region" vanno via Hapag, Maersk, Evergreen, DSR, Hanjin declassando di fatto il porto e la città, perchè non ci ritengono strategici nello scenario internazionale.
ci vuole una cosa nuova, un nuovo soggetto politico e amministrativo e solo la città, parlando inglese, può offrire operatività e efficenza, penso quindi a un coinvolgimento degli Enti locali e della Municipalità come nuovo soggetto di gestione, di amministrazione, di regia e di controllo di tutto il sistema porto/indotto con capacità di prelievo fiscale autonomo sulla merce in grado di garantire investimenti al porto, ma anche alla città che così può essere ricompensata dai problemi portuali e del traffico gomma/ferrovia che transita e che spesso è causa di contrapposizione con comitati più o meno spontanei. Ecco un primo tentativo di rispondere alla domanda: Cosa serve al porto?

Spedito da: ge Pubblicato il: 15 maggio 2010 alle 23:20

mimmo

Complimenti a chi ha permesso la "distruzione " della manovra ferroviara portuale. Ora i "padroni" del porto di genova non hanno piu scusanti per quanto riguarda il costo e quindi l'utilizzo del carro ferroviario visto che i 106 "delinquenti" sono stati messi in cassa integrazione straordinaria. Probabilmente questa e' la soluzione migliore per rendere competitivo il porto e per movimentare milioni di teu (vero merlo....) e per eliminare quei camion che percorrono cosi facilmente la nostra citta'. grazie ancora!!!!

Spedito da: Pubblicato il: 13 maggio 2010 alle 11:01

Stefano

Caro Don Rodrigo.. io non mi indigno per la costruzione del Porto a Vado.. è vero a Genova siamo stati miopi a bloccare l'espansione di Voltri/Prà che aveva già il litorale "industrializzato".. mi indigno perchè la gara di assegnazione di Vado è stata vinta da un'azienda che ha messo nero su bianco un piano da 400 assunzioni. Peccato che subito dopo la gara ha iniziato a licenziare 200 persone a Genova.. il saldo è 200 e se non si fermano i licenziamenti sarà 150 forse 100. Adesso è giusto che gli enti pubblici spendano più di 300 milioni di euro per un'azienda che li prende per i fondelli? .. PS i 300 milioni sono anche miei e suoi (se paga le tasse ovviamente)

Spedito da: genova Pubblicato il: 13 maggio 2010 alle 10:10

Uncino Lavico

Bravo Carozzi!
Via Nerli da Assoporti, via Marcucci da Assologistica!

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 13 maggio 2010 alle 05:27

giorgio.carozzi

Resto vagamente in tema (Matteoli & C. ci perdonino queste divagazioni mistiche...) per confermare a Gerry la veridicità delle informazioni fornitegli. Trattasi però non di uno, ma di due santi patroni, entrambi apostoli: Simone e Giuda, ma certo non l'Iscariota. Nel 1500, quando venne edificata quella chiesa, il solo nominare il traditore di Cristo poteva costare il rogo.
Dal sacro al profano. Già che ci sono replico (perfidamente, ma non posso più accettare che gli attacchi siano a senso unico) su Nerli, usando le tue stesse parole: che credibilita' hanno i vari imprenditori della logistica italiana se non riescono a far capire a chi li rappresenta che e' bene che si faccia da parte?
PS. Per chi non l'avesse capito o non sapesse, presidente di Assologistica è Nereo Marcucci, ex Pci, ex presidente dell'Authority di Livorno e manager Contship.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 13 maggio 2010 alle 05:10

giorgio.carozzi

Caro Amico Alex,
per quanto ci è dato di conoscere e capire, credo esistano riscontri oggettivi a gran parte delle rivelazioni ai pastorelli di Fatima. Peraltro non so se ci è stato detto tutto e in che termini.
Capisco il senso del tuo ragionamento e sostanzialmente lo condivido. Ma continuo a ritenere che la Madonna, nelle sue apparizioni, parli e cerchi di farsi comprendere dalla gente di quel tempo. Certo, pur nella contestualizzazione si possono poi interpretare messaggi che si proiettano nel futuro. Resta il fatto che in epoche successive, l'appello mariano alla redenzione è stato lanciato in uno scenario politico e sociale completamente capovolto.
Non cambiano i termini della questione. Pani e pesci, profitto e lavoro, sfruttatori e sfruttati. Al centro l'uomo, con le sue urla di dolore. Per chi crede, è confortante sapere che la Madonna è alleata e complice. Di chi combatte per un mondo migliore. Soprattutto dei perdenti, dei caduti, i provati, gli offesi.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 maggio 2010 alle 04:23

Amico Alex

PENSIERI MARIANI
Vecchio Baciccia, il dubbio escatologico di C-Annibale e il tuo istintivo richiamo sono materia speculativa su cui riflettere.
Partendo dal Vangelo: nel passo noto come Gesù scaccia i mercanti dal Tempio-immenso l'affresco dei ripensamenti pittorici di Giotto-in Matteo,Marco e Luca Gesù stesso definisce il mercato una "spelonca di ladri".
In Giovanni 2,13-25 non si cita la definizione messianica, ma l'accezione negativa del mercato, parola che nella Bibbia ritorna solo 9 volte, si intreccia nella liturgia quaresimale al profondo desiderio di giustizia e di gratuità-troppe volte soffocato dalle esperienze e dalle necessità della vita, che possono renderci pessimisti e egoisti-e allude alla difesa dei deboli.
Ecco, in questo vedo la risposta a Fatima: è l'allegoria contestualizzata, tradotta storicamente purtroppo nella campagna contro l'Impero del Male, che ha di fatto impedito una transizione governata del blocco sovietico.
Di cui, temo, pagheremo ancora a lungo le conseguenze.

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 23:20

GERRY

PER CARONTE CAROZZI

Una curiosita': e' vero, come mi e' stato riferito, che il patrono di Ricaldone e' S.Simone e Giuda?

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 23:18

GERRY

PER LA CIURMA

Gira e rigira, il problema della portualita' italiana ci porta alla sua associazione: Assoporti.
Gira e rigira e ci ritroviamo sempre ciccio nerli che ha fatto il suo tempo. In tutti i sensi. Per salvare i porti, assecondiamo chi ci governa, facendolo dialogare si' con Assoporti, ma con un nuovo organigramma. Piu' giovane, piu' dinamico e piu' in linea...Per arrivare ad un obiettivo bisogna battere tutte le strade. Ma tanto ci vuole mandare via Nerli. Che credibilita' hanno i vari Merlo,Mariani ecc. se non riescono a far capire a chi li rappresenta che e' bene che si faccia da parte.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 22:44

giorgio.carozzi

2)
Ci vuole grande coraggio anche (o soprattutto) per affrontare gli argomenti su cui C-Annibale sollecita qualche riflessione comune.
Dovessi scrivere d'istinto, mentre mi rimbalza nelle orecchie la voce del Cardinale Segretario di Stato che a Porta a Porta sta parlando di buste, sigilli, carteggi e documenti secretati, allora combinerei un gran casino. Preferisco pensare che nei Segreti di Fatima viene indicata solo la Russia per motivi esclusivamente temporali. Credo che delle nostre miserie contemporanee, del capitalismo inteso come devastazione e sopruso, dell'odio e delle malvagità, delle follie delle guerre contemporanee e del terrorismo, delle dittature moderne e di altre anomalie americane e non solo, la Madonna si sia occupata in tempi più recenti. E se ne stia ancora occupando, per nostra fortuna.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 22:42

giorgio.carozzi

Per innovare ci vuole un po' di coraggio, sottolinea Uncino Lavico: bisogna ammettere le "diversità", accettare che esistano esigenze diverse tra le aree del nostro stivale stretto, lungo, pieno zeppo di porti. Ed è proprio questo il punto. Se non si troverà una convergenza "ideologica" all'interno di Assoporti tra queste due visioni di sistema portuale, sicuramente non si andrà da nessuna parte.
Penso vada in questa direzione anche la strategia politica di Franco Mariani, quando insiste su "programmazione e scelte nazionali". Il fatto è che se scelte ci saranno, non potranno che essere dolorose e potenzialmente dirompenti per gli attuali equilibri interni all'associazione presieduta da Nerli.

Spedito da: Livorno Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 22:06

Nello

Scusate, forse non c'entra niente, ma è sempre bene non tradire la memoria storica di certi avvenimenti...
Ho appena letto sul sito shippingonline un articolo su Aldo Spinelli e i soliti intrecci tra affari e calcio. Niente di nuovo. Solo che c'è un passaggio che non mi convince affatto. Lo riporto pari pari: "La banchina a Livorno per Spinelli non arrivò mai, però, sarà anche perché l'allora presidente dell'Autorità portuale, Nereo Marcucci, di calcio non era davvero interessato e comunque di "trattamenti di riguardo" non voleva sentir parlare. Fatto sta, non se ne fece niente".
Non credo che la passione per il football dell'ex segretario comunista della Camera del Lavoro c'entrasse granchè. Diciamo che forse Marcucci aveva progetti diversi per quel terminal. Che a fine mandato di Marcucci venne assegnato a Contship e alla signora Battistello. Se non ricordo male Marcucci venne poi ingaggiato come supermanager da Contship, subito dopo aver lasciato l'Autorità portuale.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 21:54

Memoria Lunga

Mi è capitato fra le mani, casualmente, un articolo uscito sul Lavoro-Repubblica il 3 ottobre 2006 a firma Massimo Minella. Eccolo:

--- Autonomia finanziaria delle authority, una nuova classificazione dei porti divisi a seconda dell' importanza (da internazionali a regionali), procedure burocratiche più veloci per i piani regolatori e i dragaggi dei fondali, creazione di veri e propri scali interni e di sistemi portuali: sono i punti principali di un disegno di legge di riforma dei porti presentato in Senato, primo firmatario Graziano Mazzarello. Particolarmente innovativo, nel disegno di legge di un parlamentare da sempre impegnato sui temi marittimi, è l'allargamento del raggio d'azione delle authority, fino a oggi "confinate" all' interno della cinta portuale. «Non si può fare tutto a filo di costa - spiega Mazzarello - Se si vuole puntare a movimentare grandi traffici, allora dobbiamo pensare a veri e propri terminal interni con le authority che possono intervenire anche esternamente all'ambito portuale. Chiaro che per noi questo significa arrivare oltre Appennino. Non si tratta di inventare nulla, Rotterdam si estende all' interno per oltre cinquanta chilometri»---

Spedito da: Vegi caruggi de Zena Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 21:25

Megu Megùn

Onore a Pilotina, onore a Shipping Online, onore alla redazione del Secolo XIX.
Siete l'orgoglio della vecchia Repubblica marinara!
Pietro

Spedito da: Italia Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 19:39

Pino Lovisolo

Più che cercare un altro mondo, caro dott. Carozzi, bisognerebbe trovare un altro posto dove vivere e lavorare serenamente. Ma si può con questa gabbia di matti? Come si fa a produrre, programmare, anche avere un normale rapporto professionale è diventato un terno al lotto. Anch'io guardo con fiducia (non costa niente!) a quello che promette di fare Burlando, ma dovrà fare tanto e in fretta!

Spedito da: bari Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 19:26

franco mariani

Caro Antonio, io non ho certezze, e non sono sicuro di niente. Il mondo è sconvolto da crisi finanziarie ed economiche profonde. Seguo il tuo ragionamento. Nessuno impedisce al porto di Genova di "individuare una strada, una soluzione interna ligure per garantire il lavoro e traffici e fare qualche intervento in attesa di tempi migliori".
Credo che la posta in gioco sia ben maggiore. Continuo a ritenere che solo attraverso una programmazione e delle scelte nazionali, sia possibile "dare a Genova quello che è di Genova". Sono preoccupato per l'eventuale isolamento del porto di Genova. Il Governo deve fare una manovra, imposta dalla crisi dell'euro-area, di 25 miliardi nei prossimi tre anni. Probabilmente taglierà gli investimenti infrastrutturali. Solo con l'autonomia finanziaria dei porti, pochi punti di IVA, con i quali accendere mutui, sarà possibile avviare interventi infrastrutturali.

Spedito da: Londra Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 15:04

C-Annibale

Visto che il livello di Pilotina cresce (Perazzi) diventando il Porta a Porta dello shipping (Amico Alex) e superando le frontiere del débat publique (Uncino Lavico), la butto su un problema teologico-finanziario (racchiuso tra le frontiere di un piccolo Stato assai difficili da superare) a cui una risposta del sommo Carozzi non dovrebbe mancare.
Crisi dei porti liguri. Crisi economica dell'Europa. Crisi mondiale. Tre espressioni drammatiche riconducibili ad una unica causa: il fallimento del sistema capitalistico. E allora come mai nei "Segreti di Fatima", recentemente citati dal Papa, viene indicata solo la Russia come pericolo mondiale e non anche l'America ed il mondo occidentale come responsabili di ingiustizie sociali? O meglio: la speculazione bancaria mondiale purchè operata da pseudo credenti è più tollerabile dell'ateismo dichiarato?
Mi viene il sospetto che, Ior permettendo, un pò di manipolazione vaticanense sui segreti ci sia stata.
P.S. Non sono ne comunista ne ateo.

Spedito da: genova Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 14:32

Antonio

Bravo Burlando, ma la vedo dura, molto dura. Anche il senatore Grillo fa capire che sarà dura anche per lui piegare le resistenze anti-porti. Allora credo che Merlo abbia ragione da vendere: serve una strada, una soluzione interna ligure per garantire il lavoro e i traffici e fare qualche intervento in attesa di tempi migliori! Capisco benissimo quello che intende Mariani, ma Mariani è così sicuro che a questo punto la lobby dei porti italiani sia lo strumento migliore per tutelare Genova? Anch'io faccio i complimenti ad Amico Alex ma anche a Uncino Lavico per la sua lucida analisi.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 11:38

Uncino Lavico

HOPE - 2
Come farlo, come uscire, sarà ovviamente compito di chi sa fare politica e lobby.
Riguardo alla politica e al caro PD mi auguro che esca dal torpore.
Mi sembra ovvio che ormai elettoralmente vengano premiate le persone prima delle idee (le ideologie sono morte e sepolte).
Per innovare l'approccio ad un tema importante come quello dei trasporti e della logistica ci vuole un pò di coraggio.
Bisogna ammettere le "diversità", accettare che esistono esigenze diverse tra le aree del nostro stivale stretto, lungo, pieno zeppo di porti.
Una via di mezzo tra l'eccesso di "democrazia" e l'egemonia di alcuni scali. In assenza di questa scelta non si andrà da nessuna parte.
Per Burlando, mi raccomando, visto che Moretti sarà destinato a diventare vecchissimo alla guida del gruppo, un tema con cui partire subito all'attacco con l'aiuto delle altre regioni è proprio quello della politica industriale a sostegno di una vera concorrenza sul ferro. Il terzo valico è ancora lontano

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 11:25

Uncino Lavico

HOPE - 1
Ha ragione Amico Alex. Se io fossi il nostro Timoniere oggi sarei orgogliosissimo del risultato ottenuto con questo blog che sta superando le frontiere del cosiddetto débat publique...
L'intervento di Brulando fa ben sperare.
L'unica vera forza che la Liguria può mettere sul tavolo è quella dell'accesso "logistico" alle principali aree industriali del nord ovest e del centro.
Mi sembra che l'idea della "massa critica" stia prendendo forma.
La vera svolta, secondo me, sarà quella dell'alleanza trasportistica e logistica con Piemonte e Lombardia in primis e con altre regioni in seconda battuta.
Lì il vero banco di prova.
Sono i nuovi Governi leghisti che devono essere convinti, che possono ben rappresentare la cerniera tra il livello locale (macro regionale) e quello centrale.
Lo scollamento c'è ancora (basta leggere i post di Grillo per capirlo).
Ma forse ci sono spazi per un intervento.
Ma bisogna per forza uscire dai nostri ristretti confini regionali.

Spedito da: Strevi (AL) Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 10:37

Tomaso Perazzi

Il livello "tecnico" di Pilotina in questi ultimi tempi è notevolmente cresciuto.
Il merito riconosciuto da Amico Alex a Carozzi di tutto ciò è doverosamente da condividere. Personalmente mi sento inadeguato a proseguire su tali livelli specifici e particolareggiati. Posso solo, a margine, ricordare che quando bocciai, su questo blog, la proposta del Mil di assegnare al caro amico Giorgio responsabilità di governo della Liguria vidi lontano. Meglio una "ottima penna" che un assessore messo li per caso. Un saluto.

Spedito da: bari Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 09:25

franco mariani

Il sen.Grillo ci ha fornito una buona notizia. La commissione Trasporti del Senato ha ripreso i lavori, rilanciando con forza il proprio tesro di riforma dei porti. Viene confermato il principio dell'autonomia finanziaria per le Autorità portuali. Quindi, per favore, sosteniamo con decisione questo sforzo.
Schiena dritta e piedi per terra. Complimenti all'Amico Alex per il suo intervento.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 03:23

Amico Alex

PORTI A PORTI: PILOTINA TERZA CAMERA 3
E' il Governatore in persona, o chi scrive per lui, a tradire questa consapevolezza o colpevolezza, che dir si voglia.
Ribadisce che il ciclo decennale sarà un tempo compiuto senza spazio per riconferme: la legge del secondo mandato si abbatterà su Piazza De Ferrari improrogabilmente nel 2015, quando scopriremo a conti fatti quale segno il califfato burlandiano lascerà. Ha scelto che su porti e logistica si dovrà misurare il suo impero e la sfida tutta politica è ambiziosa. All'amico Merlo questo non può e non deve sfuggire anche alla luce dell'ennesima sottilineatura in materia di nomine: Claudio dice "i Presidenti li ho scelti io". Eredità pesante per un futuro candidato alla successione, caro Gigi.
Per rimanere in argomento, ma spostando l'obiettivo sul campo avversario, chi si autoproclama erede naturale del regno scajoliano è certamente Grillo, il quale in un passaggio svela di guardare con grande attenzione alle scelte di Burlando.
I giochi sono aperti!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 maggio 2010 alle 03:01

Amico Alex

PORTI A PORTI: PILOTINA TERZA CAMERA 2
Vecchio Baciccia, Merlo, Bianchi, Burlando, Grillo e tutti gli altri a seguire in ordine retroattivo meritano un pubblico encomio per il coraggio e la disinvoltura con cui approcciano la nuova tecnologia democratica.
Dimostrano di conoscerne la potenzialità e additittura lavorano sul linguaggio: un confronto senza formalismi e qualche sorpresa. Come leggere il Presidente della Regione esordire spiegando che le scelte fondamentali per il futuro governo della Liguria le ha maturate considerando anche le idee emerse dal dibattito di Pilotina: chissà il povero Rasetto cosa starà pensando, o meglio, cosa Mazzarello gli ordinerà di pensare questa volta, scoprendo che l'opinione di Pilotina conta più della sua. Magra consolazione per tutti.
Burlando è mefistofelico quando si ostina a difendere l'indifendibile, ovvero la sua Giunta. Dei prescelti o predestinati nessuno avrebbe potuto per competenza ed esperienza ricoprire un ruolo autorevole rispetto al nostro mondo

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