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Al porto i diritti sulle navi: Genova sfida la politica delle clientele

Doppio salto mortale: alle piadine di nuvole cucinate dalla politica, Pilotina replica lanciando sul web un paio di proposte che vanno in direzione opposta e contraria al disegno di riforma dei porti, già defunto ancor prima di nascere. Per esempio, attribuendo alle Autorità portuali i diritti sulle navi in arrivo, anziché fossilizzarsi sulla battaglia sterile in difesa della percentuale sull’Iva ipotizzata dalla legge. Federalismo all’acqua di rosa: Tremonti mai accetterà di rinunciare alla tassa sulle merci. Si può imprimere una svolta, volendo. Si può anche tentare di sottrarre i porti dalla morsa clientelare dei partiti, che a corto di idee e personale producono in misura sempre più crescente amministratori incapaci e inconcludenti. Assoluta desolazione, assenza di strategie comuni, contrapposizioni tra porti che distano pochi chilometri l’uno dall’altro. E’ probabile che l’assemblea degli agenti marittimi che si celebra proprio oggi a Palazzo San Giorgio, passi alle cronache dello shipping come un autentico spartiacque nel dibattito sulla portualità tricolore. Perché per la prima volta gli agenti marittimi propongono di ripensare le modalità di esazione e destinazione dei tributi, abbandonando i sistemi a ripartizione fin qui adottati, che hanno finito per spalmare su troppi scali le poche risorse disponibili. In estrema sintesi, è lo stesso senso che il presidente dell’Authority, Merlo, intende dare alla rivisitazione delle regole.

L’obiettivo è l’integrazione dei porti nella catena logistica, dai terminal ai retroporti e alle destinazioni finali. Secondo Assagenti, quello che le due proposte di riforma sul tappeto non considerano, è che il problema principale non sono i terminal, ma le infrastrutture di collegamento con il mercato. La riflessione è a tutto campo. Gli agenti denunciano lo spreco di denaro pubblico, sciagurata costante delle politiche fin qui seguite, con la moltiplicazione delle Autorità portuali all’incredibile numero di venticinque (26 con l’aggiunta di Trapani) e con la conseguente erogazione a pioggia dei fondi nazionali. In questa situazione, è legittimo rivendicare diverse modalità di investimento nei “porti corridoio” e interventi urgenti per offrire alle Authority margini più ampi sul fronte dei poteri, dei regolamenti e della gestione. C’è poi una caratterizzazione negativa della Liguria, che farà molto discutere.

Genova, Savona e La Spezia operano in competizione tra loro e non hanno tempi coordinati per i progetti di sviluppo. Il problema è quello di combinare tempi e modi di adeguamento della capacità produttiva. Sulla base di un dato di fatto incontrovertibile: i progetti di crescita “paralleli” oggi in corso d’opera, porteranno tra pochi anni ad un insopportabile sottoutilizzo della capacità. Stimato, nel caso dei container, tra il 50 e il 60%. Il tema è quindi legato ai costi dello sviluppo. Come e dove utilizzare le poche risorse disponibili? E chi lo deciderà, il governatore Burlando?

Ogni porto deve far parte di una rete, comprensiva dei terminal interni, per il flusso delle tipologie di merce in cui è specializzato. Altrimenti si continuerà a sprecare denaro pubblico in iniziative che rischiano di essere inutili doppioni. La Liguria non è estranea a queste anomalie.

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Commenti inseriti: 129 — pagina 1 di 6

Spedito da: genova Pubblicato il: 27 maggio 2010 alle 01:38

Valentina

Amanzio:
http://www.mentelocale.it/11858-una-vita-da-camallo/

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 maggio 2010 alle 01:34

Valentina

Amanzio è stata la prima persona con cui ho parlato nel lontano 1998, lui e Gibba.
Era Dicembre..sul finire dell'anno...mi chiamarono, perchè facente parte di quel gruppo che avendo perso il padre in età lavorativa aveva il sacrosanto diritto di lasciare il posto al figlio.
Tutto qua...una persona con il cappello sempre sulla testa!

Tutto qua..

ciao

Spedito da: Barcelona Pubblicato il: 27 maggio 2010 alle 01:24

Lionel Ramblas

IL NEGRONI
Shakerato e' piu' leggero

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 27 maggio 2010 alle 00:52

giorgio.carozzi

CIAO AMANZIO
Vorrei condividere con voi il dolore per la prematura scomparsa di Amanzio Pezzolo, socio della Culmv e dirigente per anni in quel consiglio guidato da Paride Batini.
Ho conosciuto Amanzio poco dopo la metà degli anni Settanta, quando per Il Lavoro, allora quotidiano controllato ancora dal Psi, seguivo le iniziative dirompenti del Collettivo Operaio Portuale. Culminate addirittura con l'occupazione della Sala Chiamata. Un movimento nel movimento di San Benigno, un gruppo di portuali guidato da Luigi Barilaro, di cui Amanzio faceva parte insieme con Bruno Rossi e tanti altri vecchi amici. Un esperimento unico, un'esperienza irripetibile. Con loro e da loro ho imparato a conoscere e amare il porto. In anni più recenti, Amanzio è stato spesso a Ricaldone, accompagnava Paride. Erano pomeriggi e serata decisamente diversi tra le vigne. Presenze importanti nella mia vita. Se ci ripenso, scopro che mai siamo riusciti a litigare seriamente.
Ciao Amanzio.

Spedito da: milano Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 23:01

francesco cevasco

Credo che se anche una delle menti più lucide del centrosinistra ed ex ministro del Welfare e dei Trasporti interviene su Pilotina, dopo il governatore della Liguria, imprenditori e alcuni presidenti di Autorità portuali, allora questo blog è un tesoretto che non dovete disperdere. Mi pare che nonostante tutto il dibattito sia arrivato a uno snodo cruciale. E il tema che lancia Treu è decisivo per il futuro: costruire un grande, nuovo, coraggioso progetto di riforma. Pilotina è in grado di dare il suo contributo?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 16:21

TIZIANO TREU

Caro Giorgio,
apprezzo molto il tuo nuovo "giocattolo". Fai bene a parlare e far parlare di temi che tu conosci bene come la politica portuale, ma anche discutere argomenti più vasti. In questo mondo complicato e interconnesso tutto si tiene. Per questo bisognerebbe riflettere in grande, senza dividere troppo fra settori. In questo senso ti segnalo un mio libro scritto con un filosofo, Mauro Ceruti: "Organizzare l'altruismo. Globalizzazione e welfare" (Laterza).
Nel libro sosteniamo che occorre cambiare mentalità per capire una realtà che cambia e le stesse dimensioni della crisi.
Non basta mettere piccole pezze, aggiustare qua e là le vecchie politiche. E' un modello di economia che sta cambiando e dobbiamo trovare nuove risposte: anzitutto come crescere in modo sostenibile, sprecando e consumando meno, innovando di più e distribuendo meglio le risorse scarse.
Un cambiamento è richiesto anche per le politiche sociali.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 16:18

TIZIANO TREU

2)
Non serve un welfare risarcitorio e assistenziale, che trasferisca moneta a soggetti passivi, ma un welfare attivo e universale che faccia da motore alla ripresa, finanziando le persone che si mettono in azione, le cooperative vere, coloro che diventano imprenditori di se stessi. Così si spende anche meno, si sostiene chi merita e non si procede con tagli indifferenziati.
Basta con gli incentivi a pioggia: concentriamoci sulle imprese che innovano veramente, prodotti e processi; si spendono oltre 15 miliardi all'anno in aiuti a pioggia ai "soliti noti". Lo stesso vale per gli investimenti in infrastrutture che sono decisivi per il futuro.
Un guaio dell'Italia è che pensiamo solo a breve termine, con uno sguardo corto, e così "freghiamo" i giovani; non noi anziani che possiamo cavarcela perché viviamo in un paese mediamente ricco che può declinare per anni. Servono grandi progetti, se vogliamo uno sviluppo futuro e non il declino o la stagnazione.

Spedito da: barcellona Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 13:52

franco mariani

Barcellona, città stupenda, porto in crescendo dal punto di vista infrastrutturale.
Mi trovo alla fiera della logistica. "Italy all in one". Finalmente tutti insieme, in un unico padiglione, a proporre la portualità e la logistica italiana. Il secolo xix ha dato notizia della riforma portuale voluta dal Parlamento spagnolo. Hanno copiato la nostra e sono andati oltre. Ruolo delle autorità portuali, autonomia finanziaria, autonomia sui servizi. Ma la cosa che maggiormente mi ha colpito è rappresentata dalle misure anticrisi presentate ieri da Zapatero. Tra le altre, blocco per due anni degli investimenti infrastrutturali ad esclusione dei porti. La portualità viene considerata strategica per cogliere una possibile ripresa.
Tutto il mondo (non) è paese.

Spedito da: Londra Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 11:34

C-Annibale

Quell'elegante maggiordomo di Gianni Letta ha osato utilizzare il termine "sacrificio"! berlusconi invece si ostina ad ignorare tale sostantivo. Eppure di sacrifici ne ha fatti tanti in questi due anni di governo. Convincere i suoi schiavetti a votare leggi personali camuffate da interessi generali; tirar tardi la sera per fare l'anfitrione ad eserciti di escort; salire sui cassonetti dell'immondizia di Napoli e sulle macerie de L'Aquila per una giusta pubblicità; rischiare la vita con voli in elicottero per incontrare minorenni o comprare nuove ville; intrattenersi in estenuanti sedute "di ringiovanimento"; sopportare Fini, ecc. Nei sacrifici lo batte solo la Gregoracci ( moglie di Briatore) che ha il pupo che piange perchè non può più dormire sul megayachts sequestratole recentemente. Giustamente Bondi, al riguardo, proporrà l'abolizione della Guardia di Finanza o, in alternativa, la nomina a ministro di qualche generale della stessa. E i "polli" del centro destra? Quietano ...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 10:04

Ciozz

2) Nel 2014 le ferrovie sarenno allo stato attuale, niente bruco, niente 3 valico. I volumi del Nord tirreno saranno gli attuali, puzzolenti, 3 milioni di TEUs. Forse saranno anche ridotti perchè nel frattempo sarà intervenuta qualche nuova crisi (tipo il credito al consumo o qualcuno che decide di tirare una bomba nucleare su Teheran).
Ma scacciando questi pensieri pessimistici cmq l'apertura di due nuovi terminal con capacità totale di 1 mnl di TEUs provocherà un terremoto nel porto di Genova con buona pace dei lavoratori di Sech VTE Culmv e terminal minori che si ritroveranno beatamente in cassa integrazione o peggio.

Adesso chiunque conosce un minimo il porto e ha un minimo di buon senso sa qual è lo scenario più probabile.

Buone "fondazioni", "cabine di regia" convegni e forum a tutti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 10:04

Ciozz

...un sacco di inchiostro sprecato. Adesso vi presento 2 scenari:

1) Nel 2014 le ns ferrovie offriranno servizi al livello di quelle tedesche, ci saranno il terzo valico ed il bruco. Le manovre in porto funzioneranno alla perfezione e i retroporti pure. A questo punto saremmo in grado di attirare i traffici della Svizzera e della Baviera. Il nord Tirreno movimenterà 5 milioni di Teus e all'apertura di Vado e Bettolo ci sarà lavoro per tutti. Si un po' di PM10 nell'atmosfera, ma cavolo.. lo baratto volentieri per uno stipendio sicuro.

Spedito da: genova Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 01:36

valentina

Fulvio Carlini scrive:
Sulla mia città di adozione invece il commento è diverso e lo dedico ai Terminalisti e alla AP: ma la volete capire che senza una Stevedoring Company seria, guidata da persone adeguate e composta da persone che sappiano che cosa significa lavorare, non arriverete, o arriveremo mai da nessuna parte? Se Genova vuole sfidare la politica delle clientele sfidi la CULMV a diventare una Stevedoring Company europea, e non quello che è oggi.

Sulla base di quali dati oggettivi lei giudica?
La Culmv è europea per nascita, sempre che si conosca che l'Italia è in Europa...

Quanta aria fritta..quanta banalità..quanta solita insufficienza stile "porta a porta"..o venditori di aspirapolveri..o meglio ...LE PUBLICITE' come è riconosciuto nel mondo l'ideatore di simili pensieri.

Perchè non consideriamo un poco la produttività su uomo, nei vari terminal quando lavorano quelli che non "sanno lavorare" in contrapposizione a quelli che dovrebbero saperlo?

Spedito da: genova Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 01:16

Valentina

Vedo...che la questione da me posta trova poco interesse, ad eccezione presumo di altri lavoratori "materiali".
Intanto consiglio queste letture:
http://www.porto.genova.it/dati/intro/dati.jsp
Poi ..leggo che c'è gente che pontifica con termini inglesi concetti come lavoro portuale e similari..e si lancia nella solita campagna diffamatoria nei confronti dell'attuale Art 17 Genovese....forse ..avrà la sua compagnia di schiavi, che scalpita...
Mah!...restiamo sull'attenti...
p.s
Io sono incarognita....chissa mai che mordi...certo con 7 turni......

Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 maggio 2010 alle 00:45

Giorgio Carozzi

MAESTOSO ALDO: ARMATORE SUL WEB A 88 ANNI!
Grande e ineguagliabile Aldo Grimaldi: a ottantotto anni suonati, il decano degli armatori italiani battezza e s'imbarca sulla sua ultima creatura, il sito www.grimaldiholdingspa.com. E sono convinto che l'inossidabile Aldo navigherà sul web con la stessa passione, l'entusiasmo e la tenacia che dal dopo guerra ad oggi lo accompagnano nella sua attività di imprenditore del mare. Capace di adattare le stagioni e adeguarsi ai tempi, Grimaldi stupirà piegando anche internet alle sue strategie. C'è una costante, nella vita di Aldo Grimaldi, che mi ha sempre impressionato: il suo amore viscerale per Genova, che identifica totalmente nel porto e nelle navi, anche nei periodi di crisi nerissima e di conflittualità. Il suo perenne tentativo di dimostrare che il porto è vita, società complessa, reddito, ricchezza, innovazione e futuro.
Certo, riconosco che ha un po' di ragione anche il gentile amico Magolino, cinquant’anni di lavoro sulle calate e negli scagni e tonnellate di amarezza e sconforto accumulate. Sarò ostinato, ma in quel suo invito a visitare i grandi interporti scorgo, in fondo, un po' dell’antico orgoglio (deluso).
PS. A proposito di ottimismo: condivido completamente l'interpretazione politica che ne offre l'amico Botta.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 23:16

Giampaolo Botta

Caro Carozzi,
la filosofia fondante, a cui alludevo, è quella della rottura con gli schemi del passato, con i facili slogan - quelli di comodo, buoni per tutte le stagioni - è una filosofia di rottura con quella parte di classe dirigente di questo Paese che dopo essere penetrata a fondo nella nostra amministrazione, nella politica e nelle istituzioni, ha paralizzato lo sviluppo della nostra economia per difendere interessi di apparato o privilegi di casta.
Come si può immaginare una vera filosofia riformista senza non affrontare il tema della capacità di un Paese di sapersi dare, a seconda dei tempi, una classe dirigente all'altezza delle sfide che si devono affrontare. Una volta sentii il Presidente Pertini dire "sono un ottimista, ma il mio ottimismo non viaggia tra le nuvole ma cammina con i piedi per terra e si arrotola le maniche della camicia". Ebbene il mio ottimismo e la mia filosofia partono dallo stesso concetto. Facciamo parlare i fatti e chi dimostra di saper fare.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 20:15

gancio

Nei giorni scorsi Merlo ha sentenziato: "O Assoporti si rinnova o il porto di Genova esce dall'associazione". Ancora: "facciamo una unica Associazione di tutti i soggetti del cluster, compreso AISCAT". Le Autorità Portuali rappresentano lo Stato nei porti, devono governare, disciplinare, regolare, etc. Come fanno a stare insieme ai privati, terminalisti, concessionari? I terminalisti sono divisi in tre associazioni, gli armatori sono in Confitarma e Confcommercio, gli autotrasportatori sono rapprentati da 10 organizzazioni, gli agenti marittimi di Savona mandano a quel paese quelli di Genova.
Propongo di affidare a Maresca i compiti che il Governo intendeva affidare a Bertolaso con la Protezione Civile SPA. Una buona base è rappresentata dal suo ruolo in Impregilo, Console della Compagnia portuale di Monfalcone, in Unicredit Logistic, consulente di Maneschi, del Governo, etc.

Spedito da: genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 20:10

gancio

L'iniziativa dei Presidenti delle Commissioni dei Trasporti rappresenta una indiscutibile mossa tesa a rilanciare l'autonomia finanziaria per le Autorità Portuali. Merlo dichiara il suo accordo. Francamente faccio fatica a comprendere il Presidente Merlo dopo che aveva stroncato, in base ad informazioni parlamentari in suo possesso, che la proposta di autonomia finanziaria era defunta. Siamo ancora in attesa della sua proposta alternativa. Per favore facciamo pace con il cervello e teniamo una posizione non dico per qualche giorno ma almeno qualche ora. Si rischia di disorientare con questo continuo "stop and go". Tra l'altro mi sembra di assistere ad un dibattito ipocrita. Si attacca l'opposizione, specie il PD, Assoporti. Da parte dei Presidenti delle A.P. ho l'impressione che i veri responsabili (Governo, Matteoli?) non si affrontano a viso aperto. Sorge spontaneo pensare che è bene non scontrarci. Il ministro può sempre venire bene in fase di rinnovo delle cariche.

Spedito da: acqui terme Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 19:38

max della curia

Sono appena rientrato da Madrid, sono ancora emozionato, volevo ringraziare tutto il popolo genoano per avermi regalato, tramite il vostro Principe, l'emozione più bella mai vissuta prima in uno stadio.
GRAZIE! FORZA GRIFONI!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 16:43

cico barque

Dall'agenda segreta del Ministro Matteoli/2

Vorrei anch'io la mia "play list" (se l'ha fatta Veltroni vuol dire che è ganza)
Inserire

Ancora tu
La Porto un bacione a Firenze
Onda su Onda
Rapidi e invisibili (nostalgica?)
Colona sonora Titanic
Sul Ponte di Bassano (per la Lega può essere utile)
Il mare d'inverno
Strada facendo
*L'incasso delle vendite sarà devoluto all'Associazione Cacciatori di Cecina

Mandare un biglietto di solidarietà a Scajola a mia e sua insaputa, mi raccomando.

Trovare un altro nome per rilanciare il progetto sullo Stretto di Messina: Antonello (da Messina), Ignazio (Messina), Assurbanipal Messina (chiedete anche a Fuksas).

Chiedere a Briatore come è quello "scherzo" per bypassare le tasse su carburante e leasing nautico che me lo chiede mio genero Duccio per il suo 46 piedi
"Benito".

Spedito da: genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 16:42

cico barque

Dall'agenda "segreta" del Ministro Matteoli

Venerdì prossimo Convegno sul Corridoio 5. Dire agli organizzatori che io però di arredamento e case non capisco molto quindi preparatemi una nota, magari dica alla segreteria di chiedere a mia moglie che ha punto rifatto le tappezzerie se può dare una mano.

Scrivere a Palenzona che ho visto a Porta a Porta una dieta con un sondino che potrebbe giovargli.

Rispondere a Cappellacci dalla Sardegna. Lo so che Porto Rotondo e Porto Cervo sono importanti, ma fatevi dire quanti teus (si dice così?) fanno all'anno e vediamo di dargli una mano anche a lui, porello.

Telefonare a Gianfranco (Fini) per chiedergli se loro alla Camera ne sanno di più di questi famosi "corridoi". Altrimenti chiamatemi Fuksas.

Chiamare il Presidente di Confitarma per ribadire che la linea del Governo è quella della riduzione delle armi di qualsiasi genere, altrimenti che chieda a La Russa.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 15:15

CLAUDIO BURLANDO

Prima di tutto spezzo una lancia a favore di Pilotina Blog: il dibattito si è fatto davvero ricco e stimolante.
E quest'ultimo è un altro elemento che mi spinge, nonostante la gravità della crisi, ad essere tutto sommato ottimista sul futuro dei porti liguri e del nostro sistema logistico.
Riassumo parte delle riflessioni che ho fatto ieri, al convegno spezzino.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 15:11

CLAUDIO BURLANDO

2)
La crisi. Ho già affermato che per vincerla bisogna guardarla in faccia con coraggio e lucidità. In queste ore il governo vara una manovra pesante. Un paese che ha 1.800 miliardi di debito pubblico non può certo sentirsi al riparo, anche se non è il peggiore dei cosiddetti PIGS (i paesi a rischio in Europa: Portogallo, Italia, Grecia, Spagna).
E' necessaria un'azione di contenimento, e ci vuole uno sforzo solidale. Ma attenzione: investire per lo sviluppo costa, ma può costare ancora di più non farlo. Una classe dirigente responsabile deve saperlo e saper fare scelte selettive intelligenti.
In Italia pesa meno la manifattura e conta di più la logistica. La logistica e il rapporto con i mercati del Mediterraneo e del Far East sono un'occasione. I tre porti liguri si stanno attrezzando per coglierla. Non dimentichiamo che dalla Liguria passa circa il 60% del traffico di container a destinazione finale.

Per cogliere l'occasione a noi servono tre cose.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 15:09

CLAUDIO BURLANDO

3)
La prima: l'autonomia fiscale. Ieri a villa Marigola non ho sentito nessuno che non fosse d'accordo, compreso il ministro Matteoli. La volontà delle forze politiche, del Parlamento, del mondo dei porti e dello shipping, riuscirà a vincere le resistenze di Giulio Tremonti? In fondo si chiede il 5% del gettito che si produce. Non si tratta di spendere di più, ma di spendere meglio, lasciando che gli scali più attivi possano investire e rafforzarsi, e superando logiche clientelari e dispersive.

La seconda: che non si fermi la logica di adeguamento infrastrutturale. L'orografia della Liguria è la nostra croce e delizia. Una posizione naturale strategica e vincente, e l'Appennino che chiude alle spalle i nostri porti. Abbiamo bisogno della ferrovia, perché dopo un certa quantità di camion sulle nostre strade avremo la rivolta dei cittadini. Parlo del raddoppio della ferrovia per la Francia, del Nodo di Genova, del Terzo Valico, della Pontremolese.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 15:07

CLAUDIO BURLANDO

4)
Ci vorranno anni, ma se continueremo ad investire convinceremo i mercati europei. E poi ribadisco la mia opinione: per entrare nell'Europa logistica la via migliore e più vicina è quella che passa da Barcellona a Marsiglia, poi da Genova e sale con il Terzo Valico.

La terza: dobbiamo contare sui treni. A Moretti dico: non necessariamente con l'intervento delle Ferrovie dello Stato. Ma è importante capire come intendono muoversi le FS. Altri soggetti possono intervenire. A Genova una società ligure-piemontese si fa carico non solo delle manovre in porto ma anche del navettamento verso i retroporti. Una direzione da esplorare.

Sì, sono ottimista. Se sapremo fare gli investimenti giusti, oltre ai risparmi necessari, riusciremo a combattere e a vincere la crisi.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 25 maggio 2010 alle 14:12

Ciozz

Grande Valentina..
sei una delle poche a comrendere che scenari futuri basati su milioni di TEUs sono delle sciocchezze.. quando partiranno Vado e Bettolo il traffico di oggi sarà ripartito tra 2 terminal in più di quelli attuali.. allora si che saranno dolori per migliaia di lavoratori e per la culmv stessa.. bisogna cominciare a pensare alle soluzioni già adesso ..il 2014 sarà troppo tardi... a meno che il mondo non finisca davvero il 20 12 2012 :)

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