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Ultima chiamata: aprite le porte alla forza delle idee

Aprire le porte alla forza delle idee e della speranza, contro la stagnazione e un orizzonte senza sviluppo. Con l’ottimismo della ragione e della volontà di Claudio Burlando. Con l’invito di Tiziano Treu a elaborare un grande progetto, per scongiurare il declino. Non si possono usare gli schemi tradizionali per uscire dalla crisi, non bastano più piccole pezze e vecchie politiche. Due ex ministri dei governi Prodi, il primo dei quali è oggi governatore della Liguria, lanciano sulla scorsa puntata di Pilotina un richiamo alla concretezza e all’innovazione. Cercando probabilmente la sintesi di un dibattito vivace ma anche aspro, che contrappone le proposte genovesi (l’associazione unica di porti e logistica ipotizzata da Merlo, le diverse modalità di federalismo fiscale ideate dagli agenti marittimi) alle strategie più tradizionali di Assoporti. In mezzo Forcieri, che dalla Spezia lancia l’idea di una Fondazione, capace di aggregare la pianificazione istituzionale agli interessi della finanza e dell’impresa.

Ma qual è la strada giusta? Si coniuga con gli interessi reali del Paese uno schema che intende il sistema portuale come un coacervo di poche cattedrali e tante parrocchie e santuari di campagna? E’ ancora lecito tollerare l’insensato clientelismo che premia Ancona o Manfredonia con le poche risorse disponibili? Impossibile non tener conto della manovra di Tremonti. Prevedibili altri tagli diretti e indiretti.

Mentre in Spagna Zapatero blocca per due anni tutte le infrastrutture ad esclusione di quelle portuali, da noi il problema neppure si pone, tornano in bilico Terzo valico e Pontremolese. Avremo meno dipendenti pubblici delle dogane, della sanità marittima, della Polmare, con conseguente rallentamento dell’operatività. Allora il tema del porto come generatore di ricchezza va letto in modo profondamente diverso. Ad esempio: come reagirà la comunità portuale italiana alla scalata del colosso cinese Cosco, che propone al governo greco di acquistare l’intero pacchetto delle infrastrutture portuali? Un terremoto annunciato. Siamo sempre convinti sostenitori dell’autonomia finanziaria. Ma se non viene concessa?

Forse l’unica risposta italiana possibile, oggi, è la dimensione logistica: cioè un’alleanza tra porti, retroporti, autostrade, fondazioni bancarie e sistema produttivo industriale. Dovrebbero essere una cosa sola per sommare i vantaggi competitivi. E pazienza se sulla carta questa idea potrebbe indebolire il ruolo istituzionale della Authority, che peggio di così non potrebbero comunque passarsela. E’ un progetto su cui insisterà ancora, domani a Lecce, il presidente degli agenti marittimi italiani, Filippo Gallo: superare la frammentazione con la costituzione di un unico sistema logistico, che faccia perno sulla collaborazione, o ancora meglio sulla fusione, dei porti principali. L’esempio viene dall’Olanda, dove proprio in questi giorni è stato formalizzato il progetto Gateway Holland, che punta a fare dei Paesi Bassi una piattaforma logistica integrata in cui tutte le componenti collaborino invece di competere tra loro.

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Commenti inseriti: 109 — pagina 1 di 5

Spedito da: Casale (AL) Pubblicato il: 03 giugno 2010 alle 13:45

Beppe Berto

Per FERRMED BRANCA.
A.A.A. Trovata tintura per capelli: rivolgersi a Spett. S.p.a. "TELITINGOIOICAPELLI" presso Villa Certosa (Sardegna - Italia).

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 03 giugno 2010 alle 09:18

GERRY

CAVALIER MORETTI

Ma cavaliere de che'. Le FS come la Tirrenia. sordi a palate. ed ha il coraggio di dire che le ferrovie per il futuro saranno...ma e' una vita che i vertici delle fs prendono per i fondelli gli italiani. la cosa assurda e' che piu' sguazzano nella ...., piu' stupidate dicono. sono convinti, e inizio ad esserlo anche io, che gli italiani sono gente rincoglionita...mandiamolo a casa. con quello che ci costa e con tutti i disservizi quotidiani...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 03 giugno 2010 alle 05:58

Vincenzo Matteucci

Oggi il "timoniere" Carozzi ha scritto praticamente su "Il SecoloXIX" la "RISPOSTA" a tutti i commenti, le ipotesi, le proposte, ecc... che si continuano a fare. Ha scritto :
" ...A un piano dei trasporti comincia a pensare in Liguria negli anni 70 l'allora presidente regionale Teardo. Signorile nel 1986 ne lancia uno nazionale.....ecc...ecc.. ". E termina : "Dopo quasi quarant'anni, si ricomincia da capo". Carozzi ci vuole la tua grande "fede" nei destini "italiani", per non comprendere che " se tutto resta così", NON CAMBIERA' NULLA!!!
Gli operatori marittimi e portuali extra-Liguria dovrebbero capire che è anche nel loro interesse che la LIGURIA possa DECIDERE la sua politica marittima e portuale. Sempre naturalmente che lo "comprendano" primariamente quelli Liguri! Quindi: Liguria Indipendente, classe dirigente RESPONSABILE e COMPETENTE, rivoluzione nella politica marittima e portuale. E anche il "resto dell'Italia" sarà allora costretto a "darsi una mossa" !

Spedito da: Italia Pubblicato il: 03 giugno 2010 alle 05:54

Don Rodrigo

"Finanziare le infrastrutture ferroviarie per promuovere il treno come mezzo di trasporto più popolare e meno inquinante" (Cavalier Mauro Moretti)

Spedito da: Barcellona Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 22:51

Ferrmed Branca

A.A.A. tinta per capelli cercasi in vista di importante convegno genovese
Rivolgersi a: Governo Italiano. Citofonare: sottosegretario ai trasporti

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 22:23

Kees Popinga

Buonasera Ciurma
rieccomi qui, dopo qualche settimana di silenzio.
Leggo l'intervento di tale Giachino e mi chiedo: ma perché il governo non inizia a tagliare al proprio interno le spese inutili? Giachino... a cosa serve? Chi è? Che potere ha? Cosa verrà a raccontarci venerdì a Genova?
Siamo seri, Giachino... mi dia retta: resti a casa. La sua presenza sarà totalmente inutile.
Kees

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 21:52

GERRY

PER GIACHINO

''Imprenditori,armatori,terminalisti dovranno collaborare per indicarci...''.Bella faccia tosta onorevole Giachino.Voi state facendo qualche cosa che nessuno e' riuscito a fare sulla faccia della terra:state affondando la portualita' italiana.dovevate tagliare le province e non l'avete fatto.poi per potervi distinguere dai predecessori avete annunciato la riduzione delle AP e non l'avete fatto.Ma con quale faccia tosta si presenta a Genova? Sono stato invitato anch'io e per protesta non vengo.Spero che lo facciano anche i genovesi.Dovete avere un segnale che ne abbiamo piene le tasche.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 21:22

Uncino Lavico

Io sono sempre qui che aspetto i degni esponenti della politica e delle istituzioni locali sul tema Cornigliano. Nonostante la rassicurazione del segretario generale dell'Authority credo che la posizione "politica" dei nostri amministratori locali che sono nella società per Cornigliano (no autorità portuale ovviamente) sia strumentalmente latitante.

Uno degli ultimi post di Mariani, che per altro apprezzo molto come politico, mi è sembrato di una ingenuità disarmante...il fatto che "pochi" porti italiani concentrino la maggioranza dei traffici non vuole assolutamente dire che esiste una "selezione"...o almeno non fino ad oggi (ricordate prego i "container" ad augusta). Andatevi a vedere come sono stati ripartiti i soldi delle vecchie leggi di finanziamento.

Questo mi consente di fare una battuta per Giachino, ma quale piano della logistica...per favore! con il ddl approvato dal governo...Pura fuffa!

Chiudo su Israele...parlare di vergogna è troppo poco...

Spedito da: Ge Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 20:15

Portuale Genova

Secondo me Giachino crede che in porto abbiamo tutti l'anello al naso.
Sveglia, Mino!!!! Qui il tuo amico Berlusconi ci fa chiudere la bottega!!!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 18:54

Hernan

Ma qualcuno lo ha fatto un test di idoneità a Giachino?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 18:25

Bartolomeo Giachino

Venerdì Genova sarà al centro della logistica e dei trasporti italiani. Ricordo, infatti, la convocazione della Consulta dell'autotrasporto e della Logistica, a Palazzo S. Giorgio, per la prima riunione tecnica dei porti della Liguria e di tutti gli operatori logistici e trasportistici che vi operano, che dovrà portare alla elaborazione del nuovo Piano della Logistica.
La tesi di fondo è: la Logistica è una delle carte che il nostro Paese ha per ritornarea crescere di più di quanto non sia cresciuto negli ultimi 10 anni, cosa chiedono i porti liguri e gli operatori che vi operano per potere fare il salto di qualità necessario?
I grandi operatori della logistica e dello shipping, da Gavio a Spinelli alla Contship ai Messina insieme ai trasportatori saranno chiamati a indicare le scelte per far recuperare ai porti italiani i traffici che oggi si dirigono ai porti del
Nord Europa sottraendo al nostro Paese tasse portuali e lavoro logistico.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 17:24

Vincenzo Matteucci

Poiché si continua ad "argomentare" con i "se....." e con la speranza che il "governo italiano" recepisca le giuste richieste dello shipping, anche noi Indipendentisti Liguri siamo autorizzati ad "argomentare" ed a chiederci che, se...... :
la Liguria ritornasse ad essere una Repubblica Indipendente (come Singapore) avrebbe una classe dirigente politica ed economica MOLTO migliore di quella che ha ora? E saprebbe risolvere MEGLIO tutte le problematiche legate ai traffici marittimi ?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 16:26

Filippo Gallo

Credo che il tema di fondo della Consulta Generale per l'Autotrasporto e la Logistica che si terrà venerdì a Genova, non possa che essere una nuova unità delle forze produttive che avvalori il nostro comparto, unico vero settore capace di trascinare il nostro Paese fuori dalla crisi ma soprattutto generare occupazione ricchezza.
Per affrontare la situazione oggettivamente difficile dell'economia europea ed italiana, chiediamo con forza che al Ministro Matteoli vengano forniti gli strumenti più opportuni affinché possano essere intrapresi percorsi anche minimi, ma assolutamente indispensabili, che possano garantire oggi il mantenimento degli attuali volumi di traffico e preparare la crescita per domani.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 16:24

Filippo Gallo

2-Tutti sappiamo quanto il nostro settore sia importante e strategico per l'economia italiana. Noi agenti marittimi siamo convinti che possa e debba essere anche il volano per tanti altri settori ad esso collegati. Il primo obiettivo sul quale dobbiamo concentrare gran parte delle risorse è l'integrazione dei porti nella catena logistica, dai terminal ai retroporti e alle destinazioni finali. Il nodo è quello delle infrastrutture di collegamento con il mercato.
E' questo il tema del confronto, perché questa è la debolezza strutturale del nostro sistema. Come ha bene sottolineato su Pilotina il Sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, il Paese ritornerà a crescere di più se si punterà maggiormente e con forza sui porti e sulla logistica.

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 10:19

GERRY

PRESIDENZA PORTI IN MANO DEI MILITARI

Tanto valeva non creare le Autorita' Portuali,cosi' come avviene nei porti minori.Dovrebbero emanare una legge che vieti ai pensionati di lusso (leggi ammiragli) di ricoprire incarichi nello stesso ambito dei settori in cui hanno operato.
Gli ammiragli non sono affatto stinchi di santi,forse,dopo gli ultimi decenni abbiamo
imparato che tra comuni scippatori e alte cariche,non corre alcuna differenza.
BISOGNA AMMETTERE CHE HANNO ANCHE UNA FACCIA TOSTA,PER DIRE
ALTRIMENTI.A livello personale,ma non solo io,ho previsto la sua designazione a presidente di AP di Livorno nello scorso anno.Fautrice di questa indegna scelta e' stata sicuramente la consorte.Non le basta piu' il titolo di moglie dell'ammiraglio,bensi'quello di presidentessa.La forza di questa donna e' tale,vedi wista,che ce la propongono in tutte le salse un giorno si ed un giorno no,che sara' lei, in ,a gestire il porto di Livorno.

Spedito da: Livorno Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 03:15

Nello

Ma il fatto che l'ammiraglio Lolli passi da Genova ad altro più importante incarico, cioè la successione alla poltrona dell'ammiraglio Pollastrini, significa automaticamente che l'ammiraglio Pollastrini sarà indicato come presidente del porto di Livorno? Come la prenderà il governatore della Toscana?

Spedito da: Italia Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 00:33

Bruno Merelli

Voglio complimentarmi calorosamente con l'ad di Ferrovie Mauro Moretti per l'alta onorificenza che il capo dello Stato gli ha appena assegnato! Perbacco, cavaliere del lavoro! Non male per un ex sindacalista portabandiera sui binari di tutti i recenti governi. Bravo Moretti, non sarai mai come il cavalier Bianchi Tirreno che adesso gioca in proprio con i treni e se sbaglia pagherà caro e saporito, ma insomma, una bella soddisfazione! Non so Pilotina, ma pendolari, viaggiatori di ogni categoria e censo, turisti, porti, terminalisti, armatori, retroporti, interporti, hinland terminal ecc ecc ecc ringraziano e si felicitano commossi. Povera Italia, che fine, che tristezza!
(ma Napolitano, firma proprio tutto tutto quello che gli sottopongono??)

Spedito da: Roma Pubblicato il: 01 giugno 2010 alle 21:21

Fausta Savone

Desidero segnalarvi una dichiarazione dell'on. Aldo Di Biagio, membro della Commissione lavoro di Montecitorio, nonché relatore del progetto di legge istitutivo dell'Ente Sociale Italiano della Navigazione (ESIN) al momento in sede referente nella stessa Commissione, che in queste ore si è rivolto a Tremonti per avere chiarimenti sulla manovra che prevede la soppressione dell'Ipsema.

"La soppressione dell?Ipsema prevista dalla manovra sui conti pubblici sa di paradossale, poiché la sua confluenza nell'Inail comporterebbe delle non trascurabili ripercussioni sulla specificità nel settore, con ovvie difficoltà per il personale navigante e per i datori di lavoro del comparto marittimo. Tutte criticità sulle quali è opportuno aprire gli occhi per evitare, con la scusa di una non chiara razionalizzazione, di creare problemi ben più gravi di quelli che si intendeva superare.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 01 giugno 2010 alle 21:19

Fausta Savone

2-L'Ipsema non è un ente inutile su cui agire con i bisturi della finanziaria, anche perché gli ottimi risultati finanziari, la fattività con la quale si supporta il comparto marittimo delle oltre seimila imprese armatoriali italiane, rappresentano un dato non sottovalutabile, considerando anche l'importanza per l'Italia, che ha 8000 Km di coste, di poter correttamente gestire e supportare l'economia del mare, che è pari al 3% del Pil ed è in costante crescita sul versante occupazionale. Piuttosto ben si inserirebbe nel tessuto della razionalizzazione di questo provvedimento la proposta di legge istitutiva dell'Ente Sociale Italiano della Navigazione (ESIN) - al momento in commissione lavoro - il cui obbiettivo è proprio quello di avviare un percorso di sintesi organizzativa nel settore e nel quale confluirebbe la stessa Ipsema. Una proposta pienamente sostenuta a livello bipartisan e condivisa dalle sigle sindacali.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 01 giugno 2010 alle 21:18

Fausta Savone

3-L'Esin andrebbe ad accorpare tutte le competenze in materia di welfare, offrendo un valore aggiunto in termini di governo efficace delle politiche di settore e comportando significativi risparmi di gestione - che ammonterebbero a circa 15 milioni di euro - un miglioramento dei servizi all'utenza, una razionalizzazione delle competenze assicurative, un potenziamento delle attività in materia di prevenzione e di salute nonché una valorizzazione della specificità del settore marittimo.
Pieno sostegno ai lavoratori marittimi, agli armatori e a tutto il personale del comparto direttamente coinvolto dalle disposizioni, perché la razionalizzazione non può significare un passo indietro, ma ottimizzazione che in questo caso non coincide con la chiusura di uno degli enti pubblici più fattivi ed operativi. Urge salvaguardare la specificità di un settore valido, invito il ministro Tremonti a riflettere sulle difficoltà che la manovra potrebbe comportare sulla nostra economia marittima".

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 01 giugno 2010 alle 19:57

GERRY

AMEN - BASTA CHE LA FINIAMO PERO'.

Spedito da: Repubblica Federale Ligure Pubblicato il: 01 giugno 2010 alle 19:04

Movimento Indipendentista Ligure

1°) La buona EDUCAZIONE "consiglierebbe" a coloro che intervengono in questo Blog, anche se "altolocati" e sicuramente IMPORTANTI, di RISPONDERE a coloro che...... li chiamano "in causa".
2°) Leggiamo un mare di "buone intenzioni" da parte di coloro che dovrebbero RISOLVERE i problemi dello "shipping".
3°) Diciamo che la Liguria, da circa 195 anni, ha tenuto alto il "livello" di ENTRATE "fiscali" per il governo "italiano".
4°) Diciamo che da Roma ci si è "esercitati" sulla pelle di Genova e della Liguria, DECIDENDO "liberamente" ( secondo loro) le varie politiche marittime e portuali.
5°) Diciamo che noi Indipendentisti Liguri VOGLIAMO che una "nostra" classe dirigente, POLITICA ed ECONOMICA, di qualsiasi schieramento politico, si prenda TUTTE le responsabilità per saper affrontare e RISOLVERE le nostre "problematiche", COINVOLGENDO la nostra Gente ( che sono i Cittadini che "RISIEDONO" in Liguria, indipendentemente dalla loro nascita !).
6°) Queste sono la nostre volontà.

Spedito da: bari Pubblicato il: 01 giugno 2010 alle 17:56

franco mariani

Con la devoluzione delle tasse portuali e delle tasse di ancoraggio,già oggi,le risorse(assai lmitate) vanno ai porti che movimentano più merci e dove scalano le navi più grandi.C'è dunque una selezione naturale imposta dal mercato.Dal 2007 lo Stato non ha speso più 1 euro per la manutenzione dei porti che viene effettuata con le risorse della limitata autonomia finanziaria attuale.Dopo la legge 413/98 e la legge166/03 non ci sono stati più finanziamenti per i porti.Molti soldi delle leggi di finanziamento,per varie ragioni,dai blocchi della spesa alle difficoltà autorizzative per i dragaggi e altro non sono stati ancora spesi.La politica dei trasporti,le scelte strategiche infrastrutturali spettano allo Stato ed alle Regioni.Le Autorità Portuali devono contribuire ad individuare,insieme a tutti gli altri soggetti,le scelte strategiche.Il primo compito istituzionale delle Autorità Portuali è di fare funzionare benei porti.

Spedito da: bari Pubblicato il: 01 giugno 2010 alle 17:41

franco mariani

Superare i luoghi comuni.Si dice concentrare risorse e investimenti in pochi porti grandi e specializzarli.Premesso che l'Italia non è l'Olanda, la concentrazione dei traffici esiste già.Nei container G.Tauro,Genova e La Spezia, da soli,fanno il 57% dei traffici.Se aggiungiamoTaranto,Cagliari,Livorno e Napoli arriviamo all'83%: Il restante 17%,pari a 1.710.000 che comprende tutti i porti adriatici,è diviso fra 13 porti.Il traffico delle rinfuse solide è concentrato per il 37% in due porti e 8 porti fanno il 79%.Per le rinfuse liquide il 71% è concentrato in 6 porti.Il traffico passeggeri è naturalmente concentrato nei porti di collegamento con le isole maggiori e minori.Quelli transfrontalieri in Adriatico(Bari,Brindisi,Ancona).Il traffico croceristico su alcuni scali individuati dalle politiche commerciali delle Conpagnie.I porti che hanno bisogno di risorse,in base alle specializzazioni, sono presto individuati.Il mercato decide,per decreto i porti non possono essere chiusi.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 01 giugno 2010 alle 15:29

Massimo Lovisolo

Caro Perazzi, nessuno è perfetto! E comunque converrai anche tu che il centrosinistra ha fatto ben poco per conquistare la partecipazione di quelli della mia generazione... In ogni caso riconosco i meriti e le capacità. Tuoi, naturalmente. E soprattutto di un grande come Tiziano Treu che in poche battute ha fatto capire che cosa bisognerebbe fare per risollevare porti e retroporti (compresi i nostri territori). Però, però... spiegami perché uno come Treu il Pd lo tiene sempre in naftalina e in giro passeggiano sempre i soliti (sconfortanti) noti??? Ciao!

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