SERVICES

Porti, tagli e riforme, le scelte fallite da una sinistra senza volto

Genova - Nelle stagioni cupe della crisi ci si arrovella per battere sentieri inesplorati, si innova, si buttano i piatti rotti e si investe nei settori strategici: per essere poi svelti a cavalcare l’onda repentina della ripresa e della stabilità. Esattamente il contrario di quanto ci propone con metodico masochismo il centrosinistra. A Bersani si chiede una vera politica industriale per rilanciare il lavoro e il sistema-Paese. Non che mandi in piazza un sindaco a fiancheggiare i comitati del no, anziché – come sarebbe lecito attendersi da Marta Vincenzi - coniugare la visione di porto-città con progetti compatibili e riformisti e iniziative concrete. Sarebbe il senso, se non della vita, di una corretta amministrazione del bene pubblico. La sponda ambigua delle fronde anti-tutto non garantisce la credibilità o la tenuta di un sindaco, se questo sindaco ondeggiante la visione di porto-città non ce l’ha ben conficcata nel cervello. Certo, non è facile inventarsi o fare qualcosa di sinistra in tempi di servilismo come pensiero unico e meccanismo della competitività. L’operazione è complessa, richiede passione per il bene comune, sacrificio e fatica, disponibilità a scannarsi con le grandi lobby, le corporazioni ma anche con il compagno di strada. Ecco perché la squadra di Bersani ha bruciato l’ennesima opportunità di dimostrare che si possono varare a costo zero riforme importanti per Genova, i grandi porti e i collegamenti logistici, per Fincantieri e lo shipping. Semplicemente eliminando i veri costi della politica tradotti in spese inutili e trasferendo il conseguente risparmio in cantieri di sviluppo e di crescita per il Paese. Sarebbe sufficiente la verità per cambiare il sistema. Più che la doverosa ma improbabile chiusura delle Province, il vero colpo riformista sarebbe l’abrogazione di almeno una decina di inutili Autorità portuali italiane. Proponendo anche di depennare Gioia Tauro e altri terminal che non reggono più sui mercati. Si otterrebbero risorse buone per finanziare l’economia portuale, l’occupazione, la ricerca e la tenuta di Fincantieri. Non solo.

Anche la paradossale vicenda Tav grida vendetta. La Torino-Lione nasce in provetta, non viene concepita come infrastruttura naturale legata alle nuove esigenze logistiche europee, ma ad una visione Fiat centrica, basata sull’autorevolezza di Gianni Agnelli che riesce ad imporla, anche se l’infrastruttura è sempre rimasta sulla carta. Ma i governi Prodi e Berlusconi si allineano disciplinatamente. Quando viene il momento di chiedere i finanziamenti per i tratti italiani di corridoi europei, invece di insistere sui due assi del Brennero e del Terzo valico (quest’ultimo con progetto approvato, mentre per la Tav siamo ancora oggi in alto mare), scelgono la Torino-Lione. Scelta nefasta. Il Corridoio V è superfluo, sulla Lione-Kiev, escludendo la tratta nazionale, non esistono quantità di traffico tali da giustificare un costo così elevato dell’opera. Un traffico che invece è da prevedere, se la Liguria funzionasse come porto-corridoio, sulla linea Genova- Lotschberg . E’ evidente che con i 600 milioni della Tav si potrebbe subito finanziare il secondo lotto del Terzo valico, mentre per la Torino-Lione mancano all’appello 13 miliardi che l’Italia mai sarà in grado di garantire. E intanto i francesi pensano ad un valico che colleghi il porto di Marsiglia al Nord, per catturare i nostri traffici. La Germania ha attuato una politica rigorosa a livello fiscale ed economico, puntando però sullo sviluppo. E la Germania sarà il nuovo, vero, strategico snodo logistico. La dignità, la ricerca e la conquista di una propria autonomia all’interno di un processo condiviso, azzerando le discriminazioni, i corporativismi e i meccanismi di imposizione del servilismo: l’opposizione di centrosinistra può avere oggi gli strumenti per insistere e consumare lo strappo riformista in nome di un modello nobile. Può anche bloccare i progetti nei porti che dispongono di stanziamenti che mai saranno spesi. Le cronache degli ultimi mesi insegnano: imposti come dogma, i disegni di trasformazione di Monfalcone e Venezia in mega-terminal sono già inabissati.

Nel frattempo Genova ha rispolverato una punta di orgoglio: la marcia degli industriali per il Terzo valico, la fermezza del cardinale Bagnasco nel difendere le riparazioni navali e Fincantieri, i traffici che crescono, la corsa a scalare l’Aeroporto spa e due giganti delle crociere come Msc e Royal Caribbean che si contendono a suon di milioni le quote di Stazioni Marittime. Riuscire a sostenere questi fermenti innovativi sarebbe compito della sinistra all’opposizione, più che del potere. Sempre che la prima si sia stancata di galleggiare nella zona grigia, amorale e familista in cui si muove la maggioranza del Paese, porti e shipping compresi.

SCRIVI UN COMMENTO

Commenti inseriti: 122 — pagina 1 di 5

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 agosto 2011 alle 08:16

giorgio.carozzi

Cari Uncino e Spedizioniere Deluso, ottimi richiami e indovinati spunti... Ne riparliamo sulla nuova puntata di Pilotina in uscita oggi!
Ciao, g.c.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 agosto 2011 alle 23:35

Uncino Lavico

Buonasera a tutti,
di ritorno da una lunga pausa spirituale trovo Pilotina che naviga sempre a gonfie vele con il nostro timoniere saldo al suo posto di guida.
Sembra che siano partite le primarie, anche se non capisco se per PD o per S Giorgio.
Ero convinto che Merlo facesse un altro mandato.
Pissarello? no comment. Ne capisce di porti e trasporti come io dei gormiti di Preziosi..
Maresca è un bravo avvocato ma sembra non rendersi conto che viviamo in Italia. Ma quali privatizzazioni? quali "aperture" sui mercati internazionali?
All'estero, dove passo buona parte del mio tempo, considerano l'Italia meno del circo Medrano.
Lasciatemi fare un richiamo. L'unica volta che ho letto Pilotina dal mio "ritiro" ho visto lo scambio di battute tra Giachino e Semola. Mi è rimasto un sorriso per tutto il giorno... è proprio vero, se un sottosegretario si offende per una battuta di Semola siamo davvero messi male.

Se le primarie sono quelle del PD allora poveri noi..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 agosto 2011 alle 19:41

Spedizioniere Deluso

Bel dibattito, bravo Timoniere. A questo punto giochiamo a carte scoperte: Merlo se ne andrà, questo lo sanno tutti e tutti lo dicono a Palazzo San Giorgio. Maresca al suo posto? Mah... troppi interessi extra portuali. E se il prossimo presidente fosse l'avvocato Pissarello? Guardate che non è una battuta... è un nome che circola!

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 16 agosto 2011 alle 16:43

giorgio.carozzi

LE PRIMARIE DI PILOTINA
Maresca ci lusinga, Gerry simpaticamente mi conforta, Uno del Porto mi stimola...
Non so se Luigi Merlo tradirà l'impegno preso a suo tempo e pubblicamente con la ciurma ("Non mi candido!")... Ma in effetti è ottima l'idea di trasformare la nuova puntata della Pilotina estiva - come diabolicamente suggerito anche da Amico Alex - in un utile gioco agostano. Partecipare al concorso a premi indetto da quei burloni del PD genovese e ligure: le elezioni Primarie. Entrare a piedi uniti in questa ed altre pantomime cucinate nella bottega della politica di casa nostra è una missione cui non ci dovremmo sottrarre… Anche se la nostra ambizione, lo ammetto, non è piccola. D'altra parte, se dobbiamo esistere, è per qualcosa che serve, ha senso, è utile, contribuisce a dare un senso (civile) a quel che pensiamo.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 16 agosto 2011 alle 11:05

Uno del porto

Gentile ciurma
caro Timoniere,
consentitemi di lanciare una proposta: e se il prossimo presidente del porto fosse Maurizio Maresca? Suvvia, lo sanno tutti che il posto di Luigi Merlo è là, in parlamento... E allora, dico io, smettiamola con le messe in scena: io propongo Maresca, uomo di qualità ed esperienza. Voi cosa ne dite?
Apriamo un bel dibattito!
P.S. MI SCUSERETE SE USO UNO PSEUDONIMO, ma faccio parte del comitato portuale e non posso svelare chi sono

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 16 agosto 2011 alle 09:38

GERRY

PER LA CIURMA

Quello che ha detto l'amico Maresca, riguardo a Pilotina, e' vero.Anche se qualche marchettaro e pantegana mi hanno sempre dissuaso nel cimentarmi sul Vs.palcoscenico. Non dico le frasi o i concetti ma mi fanno molto piacere le parole di Maresca.
Un grazie a tutti noi, quindi. Alla faccia del Caronte-Carozzi.

Spedito da: genova Pubblicato il: 15 agosto 2011 alle 19:13

maurizio maresca

Caro Giorgio, in silenzio - neppure poi tanto - pilotina, e con intelligenza, nel nostro settore, è diventata il primo opinion maker e centro di ricerca (di soluzioni), e non solo a Genova. E senza l'arroganza e la presunzione di molti.

Spedito da: ricaldone Pubblicato il: 15 agosto 2011 alle 15:50

giorgio.carozzi

Che la brezza di Ferragosto continui a gonfiare le nostre vele, ciurma!!!! Condivido l'analisi di Maurizio Maresca, anche se sono un po' indispettito: non ha inserito Pilotina tra gli opinion makers...

Spedito da: genova Pubblicato il: 15 agosto 2011 alle 11:42

maurizio.maresca

III. Se il corridoio Adriatico Baltico si realizza in Slovenia e non in Friuli e quello Genova Rotterdam lo vedranno solo i nostri nipoti; se le principali ferrovie straniere merci si tengono accuratamente lontane dal nostro Paese condannando i suoi porti (peraltro inefficienti per loro conto) alla marginalità ed i sistemi industriali a costi aggiuntivi; se le nostre imprese erogatrici di servizi locali non sono competitive (perchè spesso amministrate da politici, dirigenti, sindaci, od assessori che siano), se gli investiimenti stranieri (e non) sono sistematicamente vanificati con interventi normativi successivi che ricordano quelli dei Paesi sudamericani degli anni 60 (salvo per i furbi trovare soluzioni particolari): tutto questo induce a riflettere. Specialmente devono riflettere i giovani migliori, che, evidentemente, sempre di più considerano di crescere professionalmente all’estero.

Spedito da: genova Pubblicato il: 15 agosto 2011 alle 11:26

maurizio.maresca

II. Inoltre manca un segno verso i mercati internazionali (dei capitali, dei servizi e delle tecnologie): che ritengono il nostro Paese inaffidabile anche perché non garantisce la certezza del diritto e la tutela del legittimo affidamento secondo standard internazionalmente accettati.
Speriamo che il dibattito parlamentare consenta di integrare la manovra per imprimere competitività e traguardare la crescita. Si tratta di fare oggi quelle riforme che ci siamo permessi di non fare negli anni passati: liberalizzare i mercati con una norma orizzontale a carattere generale (salve le misure per il buon funzionamento adottate da autorità di regolazione); privatizzare davvero nei modi e nei tempi giusti non solo i servizi pubblici locali, ma anche Eni, Fincantieri, Finmeccanica ecc.; concentrare lo Stato nella politica e nell'ammistrazione/regolazione professionale secondo il modello europeo (e non con amministrazioni non certo indipendenti come avviene oggi nei trasporti).

Spedito da: genova Pubblicato il: 15 agosto 2011 alle 11:25

maurizio maresca

I. Le richieste del mondo dell’economia nelle sue espressioni più significative (Confindustria, Sindacati ecc.), dei centri di ricerca (UniCredit, KPMG, Fondazione Mattei), di opinion makers (Monti, Giavazzi, de Bortoli, Panebianco ecc.) e di una parte della politica, ma specialmente la “moral suasion” del Presidente Napolitano e dal Governatore Draghi, hanno indotto il Governo ad annunciare alcune liberalizzazioni e privatizzazioni per promuovere efficienza e crescita. Riforme che sono indispensabili per smettere di finanziare le inefficienze del sistema Paese con interventi fiscali periodici di inaudita gravità (e mi pare anche iingiusti) e di accettare come ineluttabile l’impoverimento della società italiana.
Purtroppo, però, dalla manovra non si desume ancora una scelta precisa di discontinuità nel senso del superamento dell’orientamento tenacemente euroscettico/conservatore che da anni condiziona trasversalmente i nostri Governi e non consente riforme liberali e crescita.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 14 agosto 2011 alle 17:18

Gianni M. Cuttica

2-In realtà, buona parte dell’Italia avrebbe i connotati per produrre, ed anche meglio di molti altri paesi, ma i costi interni, soprattutto quelli erariali, previdenziali, burocratici e bancari (proprio quelli sotto diretta responsabilità governativa), pongono il prodotto italiano fuori mercato. Con la conseguenza di fuga di centri di produzione verso paesi più accoglienti, crollo del PIL e della ricchezza collettiva. La classe politica italiana ed i poteri accessori rappresentati dai sindacati, dalle imprese, dal sistema creditizio, dalla scuola e dalla magistratura, si trovano quindi con molti cadaveri negli armadi, lasciati sì dal passato, ma senza alcuna iniziativa illuminata per porvi rimedio e fare pulizia, ed oggi, che qualcuno vorrebbe provarci a farlo, si accorge di non avere più la forza ed il tempo.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 14 agosto 2011 alle 17:17

Gianni M. Cuttica

Quasi tutti i paesi registrano bilanci commerciali in rosso e dimostrano limiti paurosi nella creazione in termini competitivi, non soltanto dei prodotti da immettere sul mercato, ma anche del capitale umano che rappresenterà la futura classe dirigente. L’Euro ci ha fatto scoprire di essere tutti più poveri e l’Europa ci ha tolto la possibilità di reagire con le nostre forze. L’omologazione, mai avvenuta, di stati e di popoli dotati di stimoli diversi, si sta rivelando un freno, quasi una pietra al collo per tutti i mercati, degli uomini e delle merci, ed è fatale che, legati come crediamo di essere, si rischi di affondare trascinandoci l’un l’altro.
Il quadro è quindi a fosche tinte, specialmente se osservato dall’Italia e dall’alto del suo monte di debito pubblico accatastato non da interventi munifici verso l’estero, come accaduto agli USA, ma da scellerate politiche del passato che hanno sacrificato e dilapidato le economie private sull’altare di false ideologie socializzanti.

Spedito da: genova Pubblicato il: 13 agosto 2011 alle 14:40

valentina

http://www.provincia.mantova.it/cs_context.jsp?ID_LINK=41&area=37&id_context=4550&COL0003=1&COL0003=2

Nel futuro terzo valico...concepire la linea speciale OGGETTI eccezionali..sarebbe una miniera d'ORO per tutti... possibile..che nessuno abbia mai pensato ..a simili follie?

Spedito da: genova Pubblicato il: 13 agosto 2011 alle 13:03

valentina

Gerry, Il battito di ali di una farfalla..non è mai casuale! esso si svolge secondo un preciso schema meccanico; oltre ovviamente alla classica "leggenda" matematica.
Questa frase:
There is virtually no infrastructure whatsoever in place to do anything about it. This is something really bad waiting to happen,” he added.
però cozza un poco con quanto detto sopra...NULLA E' CASUALE..neanche fare due passi con un contatore geiger! Ci sono tante teorie...quella che mi piace di più è la Teoria del Pazzo.....

Sinceramente non ho capito se giudichi inopportuno il mio commento di poco prima, anche quello non è casuale...perchè vedi Gerry da una parte si rema in un modo dall'altra in un altro..e si stà fermi!..Basta leggere..quei 4-5 giornali giornalmente...usare internettte..ecc ecc ecc per dire anche : Che la manovra economica..non è completamente sbagliata!!..ovviamente andrebbe implementata..e MANCA la crescita!....mettere in tasca dei redditi medio-bassi denari è FONDAMENTALE!!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 13 agosto 2011 alle 12:33

BEPPE FOGLINO

A berlusconi "gronda il cuore di sangue" ?
A noi gronda di sangue il c.lo! Grazie destra.

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 13 agosto 2011 alle 10:10

GERRY

PER LA CIURMA
Sollecitare un giornale ad effettuare un maggior controllo...


mi riferivo a Valentina. ma il caldo mi blocca la mente e la mano. non ne vale la pena. Ognuno faccia il suo lavoro,senza se e senza ma. E lasci sfogare altri che
forse non avranno ne' il tempo e' ne' la testa come la nostra Vale.
Buon Ferragosto

Spedito da: genova Pubblicato il: 12 agosto 2011 alle 23:41

valentina

In merito alla vicenda della Jolly Grigio, leggo sul blog di questo giornale commenti gratuiti e fortemente, a mio parere, "offensivi" verso la società Messina...ora non sono certo io il diffensore migliore, tra le altre cose considerata a livello "interno" come quella che rompe...anche se parlo sempre e dico cose legate alla sicurezza potenziale e all'operatività migliore per tutti, specie in quel terminal (cosa che non c'entra nulla circa questa vicenda!).....però non fosse altro che io sono sotto censura per commenti "motivati e di merito", mi diverte far notare questa cosa! Ovviamente mi riferisco alla gestione online del giornale...non certo questo spazio così borderline... Timoniere...fai sentire la tua voce..ai ragazzotti che moderano e che non vedono commenti che sono da querela senza se e senza ma!...

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 12 agosto 2011 alle 22:34

GERRY

PER CARONTE CAROZZI.
Un mio amico ha avuto la fortuna di partecipare alla Conferenza Stampa di questa mattina a Napoli. Alla domanda di un giornalista, l'ammiraglio Picone ha smentito queste affermazioni del suo collega Angrisano, che sono queste:
«Stiamo verificando quanto accaduto per cogliere tutti gli aspetti di questa vicenda al fine di stabilire le cause, non solo le responsabilità» ha detto l’ammiraglio Felicio Angrisano, comandante della Capitaneria di Porto di Genova. «È necessario stabilire le cause oltre alle responsabilità - ha ripetuto Angrisano - anche perché questi episodi devono fare si che l’Amministrazione possa porre in essere delle regole affinchè questi episodi non si verifichino più».
La nave e' iscritta o registrata a Napoli, questo non me lo ha spiegato con chiarezza. Per cui l'incidente e' accaduto ad Ischia. Secondo Picone, le parole di Angrisano di cui sopra sono frutto di una cattiva trascrizione fatta dal giornalista che l'ha pubblicata. Chi dice la verita ?

Spedito da: Italia Pubblicato il: 12 agosto 2011 alle 16:31

Paolo Rufino

Riconosco che il senatore Grillo non è mai stato tenero o accondiscendente nei confronti del suo collega di partito Tremonti (che ormai rivela quello che Pilotina registra da sempre: vuoto pneumatico-politico tipico di un ufficiale del catasto). Ma le giuste osservazioni di Grillo a proposito di manovre rivelano una debolezza strutturale di cui ormai anche il presidente della commissione dovrebbe esere pienamente consapevole. Cioè l'inesistenza di una strategia politica Pdl in fatto di infrastrutture e logistica e shipping. A parte che Grillo e i suoi amici del Pd tipo Tullo avrebbero potuto dimostrare un minimo di incisività nella stesura di quella pseudolegge di riforma portuale che accontenta solo i poteri forti e che meno se ne parla e meglio è... Ma poi: perché non chiedere le dimissioni di Matteoli e Tremonti in tempi non sospetti e mettersi in gioco rischiando tutto? Vabbè, dico così per dire... Comunque, meglio un Grillo che capisce che tanti inesistenti cortigiani liguri di Berlusconi, Tremonti e Matteoli!

Spedito da: ITALIA Pubblicato il: 12 agosto 2011 alle 13:54

GERRY

PER LA CIURMA
A Grilloooo se non sai tu che stai al Governo chi lo deve sape'.
Va in penzione che fai mejo
ECCO LE DICHIARAZIONI DEL GRILLO
''Non si capisce perché, finora, il Ministero dell’Economia abbia, nei fatti, rallentato se non impedito il ricorso a simili procedure con motivazioni incomprensibili o destituite da un valido fondamento.
E’ il momento di rimediare.
Si metta in campo, con immediatezza, una decisa azione politica che veda impegnato tutto il Governo ad avviare tutti gli investimenti infrastrutturali capaci di realizzare una propria redditività.''
sen. Luigi Grillo, presidente Commissione Infrastrutture e Trasporti

Spedito da: Roma Pubblicato il: 12 agosto 2011 alle 08:24

Luigi Grillo

2-In questa dimensione, il comparto delle INFRASTRUTTURE, come ricordato recentemente dal Governato Draghi ha una centralità strategica che sarebbe colpevole trascurare.
Il ministro dell’Economia che, ieri, in Parlamento ha dedicato tanta attenzione a talune modifiche della Costituzione sa bene che è possibile azionare, da subito, corposi investimenti in questo settore senza addossare alcun onere alla finanza pubblica ma facendo ricorso allo strumento della finanza di progetto.
Non si capisce perché, finora, il Ministero dell’Economia abbia, nei fatti, rallentato se non impedito il ricorso a simili procedure con motivazioni incomprensibili o destituite da un valido fondamento.
E’ il momento di rimediare.
Si metta in campo, con immediatezza, una decisa azione politica che veda impegnato tutto il Governo ad avviare tutti gli investimenti infrastrutturali capaci di realizzare una propria redditività.
sen. Luigi Grillo, presidente Commissione Infrastrutture e Trasporti

Spedito da: Roma Pubblicato il: 12 agosto 2011 alle 08:22

Luigi Grillo

Al rigore dei conti pubblici dobbiamo necessariamente affiancare l’azione per la crescita. E’ doveroso porsi il vincolo del pareggio di bilancio, ma gli investimenti devono essere oggetto di una specifica attenzione e anche di una particolare normativa specie quelli interamente finanziati con capitale privato.
Oggi è essenziale promuovere tutte le possibili leve per il rilancio della produttività e della competitività.
In questo momento occorre evitare che – operando giustamente per il risanamento della finanza pubblica non si accentui il rallentamento dell’economia per di più in un contesto sfavorevole a livello di mercato mondiale.
Del resto ciò che rende duratura la messa in sicurezza dei conti pubblici è che essi possano beneficiare di una espansione dell’economia reale.

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 11 agosto 2011 alle 12:49

Alessandro Marenco

2) Qualunque sia il decreto legge al varo, esso deve obbligatoriamente partire dal taglio dei costi della spesa pubblica, in primis da quelli della politica a tutti i livelli, ma questo non sarà sufficiente se non si prevedono strumenti e misure efficienti per l’impiego delle risorse che sono disponibili, in modo mirato e funzionale allo sviluppo del paese. In parole povere, ogni euro disponibile non deve essere sprecato, ma impiegato ad ogni livello della pubblica amministrazione e in più generale nel nostro sistema economico in modo efficiente e volto a creare sviluppo e crescita.
Non c’e più spazio per errori e non c’è più tempo per rimediarvi. Occorre tenere bene a mente che non c'è crescita economica senza rigore, la nostra storia economica lo insegna.

Spedito da: Alessandria Pubblicato il: 11 agosto 2011 alle 12:48

Alessandro Marenco

1) Fino a quando non ci saranno politiche strutturali volte a indirizzare la nostra economia a tornare a fare produzione e a creare valore quale origine del reddito e di ricchezza, in grado di garantire crescita mediante disciplina fiscale e certezza del diritto, da entrambi i lati dell'Oceano, le politiche monetarie espansive, “droga finanziaria”, attuate dalle banche centrali, in primis la FED e poi BCE non sono che temporanei palliativi, un fragile argine che cerca di contenere un fiume in piena. Oggi i mercati finanziari sono il risultato di almeno due decenni di ebbrezza finanziaria, della cosiddetta selvaggia finanziarizzazione del nostro modello economico, con il contestuale abbandono dei settori produttivi che hanno determinato in origine il nostro capitalismo.

1 2 3 ...   5

Tutti i blog sono moderati e i commenti ritenuti inadatti (a nostro insindacabile giudizio) non saranno pubblicati.