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Sopravvivenza: lo slogan che giustifica lo scempio

Genova. La sopravvivenza come weltanschauung di una città alla deriva, dove la rendita invade i gangli della società e inaridisce anche le anime degli abitanti. Nessuno meglio dei genovesi può rovesciare fino a capovolgerne il senso, un concetto così intraducibile come weltanschauung. La nostra visione e concezione del mondo è ormai un indirizzo culturale e filosofico, una dimensione sovra personale, una costruzione ideologica tendente a giustificare lo scempio e la rassegnazione e a spegnere ogni senso di indignazione rispetto alle schifezze globali che infieriscono in lungo e in largo sul porto-città. E’ dai tempi della presidenza di Roberto D’Alessandro a Palazzo San Giorgio che partiti, sindacati e navigatori a fari spenti delle lobby d’affari, imprimono a Genova il marchio del silenzio alla scientifica distruzione della cittadella del porto e dello shipping. Manifestazioni di piazza a favore delle riforme e contro una pianificazione che annulla ogni tentativo di politica industriale? Non pervenute. Con l’unica eccezione della marcia di Confindustria per il Terzo valico, evento sporadico, che ha inciso niente. Facciamo i conti con il fallimento di un gruppo dirigente. Non solo Voltri, cassato dal Piano Regolatore Portuale. Altro esempio tangibile della strategia anti-sviluppo mai intralciata, è il nuovo porticciolo costruito proprio davanti alla Fincantieri di Sestri Ponente, con la benedizione di Prodi e delle amministrazioni locali che oggi cavalcano la piazza. Lungimirante iniziativa imprenditoriale partorita, per dirla con le parole di un candidato alle primarie Pd, Andrea Sassano, “dal gruppo di potere trasversale, composto da poche famiglie, appartenenti alla galassia delle banche, della Camera di Commercio e del mondo portuale, che decide il da farsi in salotti ristretti”.

Un fatto è certo. Malgrado le rassicurazioni della coppia Vincenzi – Pissarello, nel nuovo Piano Urbanistico Comunale non si trovano neppure col lanternino scelte di sviluppo industriale, meno che mai a favore del salvataggio e del rilancio della navalmeccanica. Perché il problema non è quello di ottenere una commessa tampone, un pannicello caldo che non sposterebbe di un solo pollice il tema di fondo: cioè il riassetto complessivo del polo delle costruzioni e delle riparazioni navali, attraverso un disegno industriale e urbanistico che serva anche a sanare le inefficienze di un settore spalmato a macchia di leopardo in aree diverse. Questo è uno dei punti su cui il sindaco Vincenzi si intestardisce o non capisce che la drammatica crisi del mercato impone un ribaltamento a mare del cantiere di Sestri Ponente funzionale anche al posizionamento del sesto bacino per le riparazioni navali. Magari con la prospettiva di un polo fra pubblico e privato, che consentirebbe di realizzare economie di scala territoriali e industriali. Solo in questo modo Genova potrà ribadire la sua posizione di punta sui mercati delle costruzioni navali così come su quelli delle riparazioni. Non siamo qui per smacchiare i leopardi, dice spesso simpaticamente Pier Luigi Bersani. Ma da noi è un’operazione che andrebbe fatta, dopo decenni di cattiva e casuale amministrazione.

I nostri politici parlano a vanvera di cose che evidentemente non conoscono. Emigrate in Francia, le aziende private San Giorgio e Mariotti fanno affari con il refitting delle navi da crociera. Quello che la Vincenzi non vuole a Genova, a Marsiglia è grasso che cola. La realtà è che la diminuzione del numero di navi da crociera in ordine sarà una costante almeno per il prossimo decennio. Se le cose stanno così, come tutti i manager e i sindacalisti del settore sanno bene, è puro masochismo non puntare con decisione su costruzioni alternative, che solo con la produzione di ricchezza potranno garantire l’occupazione. Si parla di seimila posti di lavoro in un business che rappresenta l’anima della città. Ma forse è proprio questo cuore operaio a non interessare più di tanto chi ritiene che le barche da diporto e il turismo, anche all’interno dello scalo commerciale, rendano di più e siano maggiormente in linea con il “nuovo” che avanza a sinistra. Il giudizio sul passato è impietoso, ma bisogna guardare oltre. Quale sarà il futuro senza soldi di un comune come Genova? Non risulta che tra i candidati alle primarie, agognato rito catartico panacea di tutti i peccati del Pd, si fatichi per spiegare come verranno spesi meglio i ridotti introiti. Ci si limiterà a restituire minori servizi, un centro storico abbandonato a se stesso, le memorie e le bellezze storiche calpestate e divelte, il degrado come regola di vita e il no alle innovazioni come ideologia, un trasporto pubblico penoso? Si insisterà soprattutto sulla mancanza di visione, di politica industriale, di novità? Lo slogan è quello della sopravvivenza, perché purtroppo i soldi scarseggiano. E’ indegno e inaccettabile.

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Commenti inseriti: 251 — pagina 1 di 11

Spedito da: REPUBBLICA di GENOVA Pubblicato il: 01 dicembre 2011 alle 05:56

Movimento Indipendentista Ligure

Timoniere, sei un GRANDE !
Ho letto, direi meglio "ASSORBITO", parola per parola, il tuo articolo di oggi su "Il Secolo XIX". Via ogni pessimismo ! Aspettiamo che vada sulla Pilotina per commentarlo come si deve. Una cosa è bene che sia CHIARA: dopo l'articolo di oggi, di Giorgio Carozzi, tutto il mondo PORTUALE genovese DEVE avere uno scatto di ORGOGLIO ed assumersi anche "responsabilità POLITICHE" !!!
Il Timoniere ha chiuso il suo articolo con un FORTE "richiamo" alla gloriosa Storia.......della Repubblica di Genova. Andiamo TUTTI a "ristudiarla" !!!
PER COMPRENDERE BENE IL PRESENTE E DECIDERE COSA FARE, E' INDISPENSABILE CONOSCERE IL PASSATO !

Spedito da: Genova, Raibetta Sq. Pubblicato il: 01 dicembre 2011 alle 05:34

Fulvio De Negri

Fincantieri.
Ma Merlo, se non gli piace il Piano Industriale di Fincantieri, che fa? Non rinnova le concessioni e si fa lui il ribaltamento a mare?

Spedito da: italia Pubblicato il: 30 novembre 2011 alle 22:46

debord

Parlate tanto di fincantieri: nessuno che si ricorda i decessi per tumore di tanti lavoratori del cantiere esposti all'amianto in anni e anni di "produzione" !

debord

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 novembre 2011 alle 21:50

PUC

Non ci capisco più niente, ciurma! Ma se il Puc è contro nuove cementificazioni, com'è che si insiste nel dire che bisogna assolutamente costruire un nuovo stadio perché il mitico Ferraris è a rischio-Bisagno? Nostra Signora perde il pelo ma non il vizio? Consoliamoci con la regolarizzazione dei centri sociali, ne sentivamo il bisogno!

Spedito da: GenovaSpianata Pubblicato il: 30 novembre 2011 alle 16:34

Davide Barcaccia

Meno male che c'è Cico a tirarci su il morale con una satira davvero indovinata e divertente che solo Pilotina può avere l'intelligenza e l'onore di ospitare. E' vero che con Matteoli prima Cico ci andava a nozze, ma anche adesso se la cava bene, poi con questi nuovi qui non si sa mai. Per il resto su Fincantieri ecc. riprendo Ugo Rossi Bottino. Avete visto, sindacalisti e amministratori dopo tutti questi anni di crisi hanno le idee così chiare sul da farsi che riescono a litigare anche dopo un incontro in regione. Se sono questi quelli che dovrebbero indirizzare un progetto, stiamo freschi! Saluti!
Ho letto anche l'articolo segnalato da PP. Un altro mondo Nizza, vero. Ma loro non hanno IL PORTO (tutto in maiuscolo per rispetto) e quindi noi avrenno potuto anche fare meglio. Avremmo... Concordo: tristezza e aggiungo angoscia!

Spedito da: Oregina Pubblicato il: 29 novembre 2011 alle 14:12

Ugo Rossi Bottini

L'AVEVANO DETTO/3

3) Sinistra. Il noiosissimo pistolotto di Trincas e quell'altro non aggiungono nulla a quanto sia stato già osservato nei mesi, forse negli anni passati. Compagni, l'hanno già detto!! Svegliaaaaa!!!!

Spedito da: Oregina Pubblicato il: 29 novembre 2011 alle 14:10

Ugo Rossi Bottini

L'AVEVANO DETTO/2

2) Centro. Mica che Merlo e Burlando hanno constatato che sul serio non c'è trippa per gatti, e che Fincantieri a Sestri chiude per davvero? Mica che i due unici veri politici della Liguria stanno iniziando un sapiente lavoro di smarcatura e stanamento della Fincantieri medesima? Loro potranno dire: "l'avevamo detto". Vincenzi invece no: tanti comizi in via Soliman per niente.

Spedito da: Oregina Pubblicato il: 29 novembre 2011 alle 14:08

Ugo Rossi Bottini

L'AVEVANO DETTO/1

1) Destra. Ieri, intervistona sulla Gazzetta del Lunedì a Luigi Grillo, che da un po' di tempo ha fatto del Mercante il suo organo di stampa ufficiale. Dice di aver convinto Passera a concedere l'autonomia finanziaria dei porti. Così, nella remotissima e improbabile ipotesi che l'aut.fin. venga concessa sul serio, Grillo potrà comunque metterci il cappello, beatamente dimentico che il primo a proporre questo sistema di finanziamento fu l'attuale Preside del Consiglio. Il suo sogno prima di ritirarsi a percepire il meritato vitalizio: poter dire "l'avevo detto".

Spedito da: nizza Pubblicato il: 29 novembre 2011 alle 12:08

pp

ehhh...che tristezza...
http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/11/26/news/turismo_affari_e_qualit_della_vita_la_genova_dei_sogni_si_chiama_nizza-25641742/

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 novembre 2011 alle 11:46

cico barque

Da Vanity Fair: felici e Vincenzi
Il primo cittadino si confida su moda e politica

Nonostante il fango e le polemiche l'eleganza del Sindaco non è passata inosservata. "Il nero è un colore che politicamente non mi appartiene ma mi piace. Come lo Porto? Ad esempio indossando un Giachino con finiture in Rasetto, inserti di Tullo e gonna con ampio S-Merlo se no mi fa difetto sul Bacino" E le scarpe? "Preferisco il tacco Basso, qui non ci sono Margini". Borse? "mi piacciono che scendano morbide ma me ne intendo poco".E quanto spende per vestirsi? Ah, non c'è Pericu, compro solo se ho esigenze primarie.





Spedito da: genova Pubblicato il: 29 novembre 2011 alle 07:35

giorgio.carozzi

Finalmente rieccoti, mi mancavi caro Kees Popinga! Non ho titoli per “richiamare”… Al massimo posso “suggerire” a modo mio (quindi con l’usuale pacatezza) all’onorevole di fare il suo dovere. Di “genovese”? Lascia perdere, l’aggettivo è sempre più spesso squalificativo. Quanto ai SASSI NEGLI STAGNI non ci credo più. Poco si crea e molto si distrugge. Ma in sordina, quatti quatti e con un bel po’ di silenziosa e temeraria scemenza. Temo che le tempeste verranno dal mare.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 novembre 2011 alle 03:38

Kees Popinga

Amico Jackie, il compagno Tullo si è semplicemente dileguato.
Se ne faccia una ragione.
Piuttosto, Timoniere, ci pensi lei a richiamare l'onorevole al suo dovere di genovese.
Saluti dal circolo.

Spedito da: genova Pubblicato il: 28 novembre 2011 alle 22:40

il sasso nello stagno

Come mai nessuno fa caso alle strane cose che succedono nel bacino di San Pietro della rena.......si respira quell'aria ferma, immobile che c'è prima delle tempeste.....mega progetti per traffici che non ci sono......patti sociali mascherati da intese industriali.............qui gatta ci cova.....e la tempesta ho paura sia dietro l'angolo.......

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2011 alle 19:47

Ennio Canale

Lei ha perfettamente ragione, signor Valle, sarebbe ora anche se non ci sono i ricambi. Se poi pensa che in Regione per occuparsi di trasporti l’assessore è tale Vesco messo ripetutamente alla berlina su Pilotina ed è lì solo per equilibri partitici e di alleanze, abbiamo detto tutto. Il peggio è che questi signori non hanno nemmeno vergogna, non hanno il senso del pudore. Io gli farei restituire tutti i ricchi stipendi incassati nel mandato, non è populismo o demagogia, non me ne frega niente se guadagnano tanto ma i soldi devono andare a chi li merita perché è bravo a servire il bene comune. Detto questo, signor Valle, so che lei è un imprenditore marittimo. Bene, non pensa che questi pseudopolitici hanno avuto e hanno tanti santi in paradiso e tante complici coperture nelle vostre categoria (spedizionieri, terminalisti, agenti ecc.)? Non parliamo poi degli autotrasportatori, gli unici a incassare e a fare il bello e cattivo tempo quando vogliono (chiedere a Giachino)

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2011 alle 18:01

Domingo Valle

Come si fa a non essere pienamente daccordo con quanto scrivono Runcus e Mario B.? A livello nazionale abbiamo una classe politica dedita solo agli interessi di partito o, ancor peggio, a quelli personali; a livello locale poi non abbiamo una classe politica ma un certo numero di persone che fanno politica ma sono anni luce lontano dai reali problemi! E' mai possibile che in una Regione come la nostra sede dei tre maggiori porti non ci sia un Assessorato ai Porti (composto da tecnici del settore ovviamente) e che una città come Genova abbia personaggi che parlano di porto solo in occasione di eventi ufficiali e il più delle volte senza sapere cosa dicono? Non sarebbe ora di mandarli tutti a casa ?

Spedito da: Italia Pubblicato il: 28 novembre 2011 alle 16:15

Mario B.

LA CATTIVA POLITICA
Ho molto apprezzato le considerazioni di Runcus, ritengo che siano applicabili anche alla realtà economica e sociale di una città portuale come Genova. In questo caso traducendo sempre Runcus si potrebbe dire che se i politici negli anni 50 hanno fatto il grande porto emporio, i politici del nuovo secolo lo stanno distruggendo. Quanto alla carica ideale e alle incapacità c’è da rabbrividire, basta guardarsi intorno e leggere ogni tanto Pilotina! Oggi la voglia di affermare la propria dignità, la legittimità dei propri desideri, delle proprie aspirazioni, dei propri sforzi, ritorna con forza a farsi strada all'interno di molti dei processi di lotta o di resistenza che animano la scena sociale. La conclusione è che dobbiamo decidere che paese e città vogliamo, se puntiamo sull’impresa e sul lavoro oppure sulla rendita. Ma dobbiamo sapere che la rendita non sarà eterna.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2011 alle 15:43

Jackie

Ma Tullo?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2011 alle 10:59

RUNCUS

1. E’ utile fare sempre politica ?
Condivido appieno quanto scrive Maresca sul Commento del 26 c.m. “Quello che Monti deve fare per il Paese”, in particolare sulla scarsa trasparenza della politica e sulla mancanza di interventi quando questi servono e sono dolorosi; e ricordando che” il Governo Monti è stato nominato essenzialmente per fare quello che la “politica doveva fare e non ha saputo e potuto fare” ci sarebbe da augurarsi che rimanga in carica per una intera legislatura.
Ma anche in campo europeo i comportamenti dei politici sono deprecabili: vedi la Merkel che da buona tedesca si è intestardita e non vuole rendersi conto, insieme a chi la sostiene e di cui non vuole perdere l’appoggio, che finirà per fare anche il male del suo Paese, che tanti benefici ha avuto dal mercato unico.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 novembre 2011 alle 10:58

RUNCUS

2. Dove porterà la cattiva politica?
I presupposti per fare politica dovrebbero essere la conoscenza delle realtà economiche e sociali e dei margini di azione possibili e quindi attuabili; poi l'analisi di tali realtà farà individuare i problemi e scegliere le priorità ed i modi di raggiungerle, stabilendo un programma concreto.
Ma i problemi e le priorità devono essere quelli della maggioranza dei cittadini e non quelli di caste e lobby o di idealismi astratti che hanno l’obiettivo di mantenere il potere in nome di interessi di parte e lontani dalle concrete necessità del tempo che si vive
Se i politici negli anni 50 hanno fatto l’Europa, i politici del nuovo secolo la stanno distruggendo anche per la mancanza della carica ideale che ha contraddistinto l’azione dei fondatori della Comunità; ne deriverà che le carenze ed incapacità della attuale classe politica determineranno nei Paesi che avranno la necessità di rimanere nella Comunità, una inevitabile perdita di sovranità.


Spedito da: italia Pubblicato il: 27 novembre 2011 alle 16:27

il guardiano del molo

Ancora Fincantieri: problemi davvero enormi. Pane per tante famiglie, ma rischi immani. Solo uno fra i tanti: se Fincantieri entra nel mercato dei mega yacht sopra i settanta metri vi è il rischio di annientare quanto di buono fanno nel settore i privati, ad armi sicuramente impari.

Spedito da: italia Pubblicato il: 27 novembre 2011 alle 10:46

il guardiano del molo

Ancora per Fincantieri: il nostro campione nazionale può solo fare, a parte il settore militare, navi da crociera. Fin qui ha servito Carnival/Costa. Se facesse anche navi per Aponte o per altri concorrenti di Carnival/Costa forse potrebbe ancora farcela. Ma così si inimica Carnival/Costa..Bisogna intervenire allora, sui costi di gestione, ridurli per poter aggredire altre commesse in altri settori. Chi è in grado di gestire questo percorso?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 novembre 2011 alle 09:26

RUNCUS

Viste le difficoltà della Fincantieri, se le necessità di innovazione nelle produzioni e nella gestione sono veramente come le presentano Gaddi e Trincas, ritengo che necessiti l’intervento del Governo proprio nell’ambito delle azioni per la ripresa dello sviluppo che Monti dovrà attuare.
Se le piccole e medie imprese potranno usufruire di una maggiore flessibilità in presenza degli interventi attesi sull'utilizzo e sui costi della manodopera, ritengo che anche le grandi imprese siano da porre sotto osservazione, creando dei canali pubblico - privati per dare sostegno alla riconversione delle attività sopratutto in relazione alle necessità e innovazioni del mercato.
Mi riferisco alla acquisizione di nuove capacità nella ricerca e nella progettazione, alla formazione delle maestranze, al rinnovo del quadro dirigenziale con competenza adeguate
Non si tratta di dare aiuti finanziari ma di attuare funzioni di stimolo con le competenze specifiche necessarie che il Governo può proporre.

Spedito da: Calata Sanità - Genova Pubblicato il: 27 novembre 2011 alle 09:24

Fake Johnny

Vi segnalo un Mario Tullo attivissimo su Facebook. Per donare qualcosa al popolo alluvionato? Ma no, ragazzi, non scherziamo: per convincere il compagno Francesco Guccini a non interrompere gl show dal vivo...
Senza vergogna

Spedito da: italia Pubblicato il: 27 novembre 2011 alle 09:09

il guardiano del molo

le proposte sono tutte belle. Ma il problema è che con i costi che ha fincantieri in tutti i settori suggeriti dagli amici triestini fincantieri è fuori mercato. Lo vogliamo capire una buona volta? un tempo era una pacchia. Pagava lo Stato!

Spedito da: Italia Pubblicato il: 27 novembre 2011 alle 07:24

Marco Giorello

Diciamo la verità. Gli ultimi post denotano una deriva demagogico - populista francamente stucchevole ed inconcludente. Per essere efficace, l'indignazione deve essere riempita di contenuti. Altrimenti è pane da lazzaroni (leggere la storia della definizione prima di protestare)

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