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Uragano in poppa per lo Stato marinaro

La sciagura della “Concordia” innesca rigurgiti anti navali paradossali e grotteschi per l’Italia. Tace Passera, ministro dei Trasporti. Imperversa invece Clini, ministro dell’Ambiente, proponendo una visione rischiosa per il futuro dell’economia del mare. L’ultima speranza è che il capo del governo, Mario Monti, sappia almeno cogliere segni premonitori dalla tragedia. La corda si è spezzata da tempo, la politica ha scientificamente minato la tenuta dell’industria marittima condizionandone le prospettive: se di tecnici veri stiamo parlando, i collaboratori del premier non possono sottrarsi alla riflessione più ampia e complessa sulla tempesta che si abbatte ogni giorno sul Mediterraneo, sulla speculazione e l’assedio finanziario che soffoca l’Italia dello shipping.

Non è più pensabile rinunciare ai porti e alla logistica come al primo volano per produrre occupazione e reddito, non è più accettabile l’indifferenza che alimenta l’agonia dell’industria pesante e nobile legata alle costruzioni navali, è folle supporre di passarla liscia senza investire in nuove costruzioni e soprattutto nell’innovazione e nella ricerca. Tredici anni fa l’introduzione del Registro internazionale evitò la scomparsa della flotta di bandiera italiana, con un forte recupero di competitività e la salvaguardia dell’occupazione di 38 mila marittimi. In questi anni la flotta italiana è passata da 8,5 a 18 milioni di tonnellate e i 38 mila occupati a bordo e a terra del 1998 sono diventati quasi 60 mila, cui si aggiungono 110 mila dipendenti nell’indotto. Attorno alla flotta sono cresciute le attività marittime, che garantiscono lavoro a 500 mila persone. E l’introduzione della tassa sul tonnellaggio ha impresso forte impulso alla formazione di personale marittimo italiano altamente qualificato, con l’obbligo di imbarcare allievi ufficiali. Questo sistema fondato sul registro internazionale rischia di saltare per i tagli lineari studiati dall’ex ministro Tremonti.

Dopo la tragedia della Concordia e il rischio di veder conglobato in Carnival il marchio Costa, sarebbe veramente disastroso se gli americani decidessero di trasferire tutte le navi sotto altro registro e bandiera diversa da quella italiana. Porti e cantieri sono mondi strangolati da una gigantesca riduzione di risorse e progettualità, percepiti dalla politica come problemi e non risorse. Monti sarà domani il più responsabile di tutti, se oggi non tampona le falle e ricostruisce. Certo, è atroce che ancora una volta debba servire una catastrofe di portata devastante per dimostrare che un’industria capace di garantire una buona fetta di Pil ha il diritto di essere tutelata con una serie di garanzie assolute che vanno dai dispositivi e dai mezzi nautici di sicurezza in mare alla prevenzione nei porti e allo sviluppo della catena logistica. Monti non può ignorare il volume vertiginoso d’affari e di indotto che ruota intorno ad una nave o gli investimenti miliardari già effettuati (caso più unico che raro nel panorama nazionale). E non può non sapere che il mercato portuale italiano è disertato oggi dai grandi operatori internazionali perché l’unica liberalizzazione indispensabile e richiesta, quella delle ferrovie, resta ancora sciaguratamente nel cassetto.

Il premier dovrà pur riconoscere che solo le eccellenze genovesi dello shipping (registri, certificazione e ingegneria navale, Cetena, ricerca, architetti, progettisti) hanno impedito che cinesi o coreani ci rubassero anche il business delle navi da crociera. Non esiste un governo europeo, di destra o di sinistra, che abbia ridotto tanto gli investimenti in ricerca e innovazione: per Monti e i suoi tecnici è l’ultima chiamata. Se davvero si dovessero ripensare dimensioni ed essenza stessa delle grandi città galleggianti, l’unico laboratorio credibile e consapevole è sotto la Lanterna. Porti, infrastrutture, industria navalmeccanica, nuovi mezzi nautici indispensabili per fronteggiare le emergenze, garantire la sicurezza, tutelare l’ambiente: dall’emergenza si può uscire solo puntando su settori di qualità e d’avanguardia.

I cantieri, ad esempio, chiedono alla politica affidamenti per i refund guarantee che devono rilasciare durante la costruzione, prestiti a condizioni favorevoli per gli armatori, garanzie in aggiunta di ipoteca fino al 40% dell’importo finanziato dalle banche. E poi, norme più severe a protezione dell’ambiente che comportino un rinnovamento della flotta molto più rapido. Più che di aiuti, si tratta di una richiesta di attenzione e di competenza. Nelle ore della tragedia non è più possibile adattarsi. Servono regole, scelte e investimenti. Non c’è più tempo, il prezzo da pagare è altissimo. Nella rivendicazione dirompente della dignità di un’industria che ha fatto la storia del Paese, c’è l’ultima chiave per aprire un mondo senza sbocchi.

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Commenti inseriti: 243 — pagina 1 di 10

Spedito da: YOU REMEMBER THAT Pubblicato il: 06 aprile 2012 alle 05:24

giorgio.carozzi

Genova è presa
“…Il 5 aprile 1849 i Piemontesi attaccarono in forze. I prigionieri, come scrisse lo stesso La Marmora, venivano passati per le armi. Nelle sue memorie troviamo un'altra frase su Genova: "non meritar riguardo una città di ribelli". Seguì quindi l'atto ignominioso: La Mamora fece caricare i mortai, a carica massima, ed ordinò di bombardare Genova. Una miriade di bombe si abbatterono sui cittadini inermi; il cannoneggiamento avvenne da diverse posizioni, ma principalmente dal forte Tenaglia. L'ospedale Pammattone fu colpito da ben 16 bombe, malgrado fosse stata innalzata la bandiera nera che era considerata segnale d'inviolabilità. Solo quel giorno 5 aprile furono portati dall'ospedale ben 107 cadaveri…
Gli Inglesi, dal canto loro, bombardarono sia il centro città che la strada di S. Teodoro, permettendo così l'avanzata delle truppe piemontesi. Inoltre consegnarono a La Marmora quattro pezzi d'artiglieria, che avevano smontato dalle batterie del Molo…
I soldati dei Savoia, che già nei giorni precedenti si erano abbandonati ad eccessi nelle colline, si disseminarono in tutta la città come un'orda di barbari, sparando su chi si affacciava alle finestre. Penetrarono a mano armata nelle abitazioni, al grido "denari, denari o la vita", strappando con percosse alla gente catenelle d'oro, orologi, anelli, e persino le camicie e le scarpe. Spogliate le persone, rastrellavano il denaro e le cose preziose.
Dicevano: "I Genovesi son tutti Balilla, non meritano compassione, dobbiamo ucciderli tutti ". Un povero facchino, cui avevano ucciso il figlio di undici anni, fu obbligato giorno e notte a preparare minestre alle diverse squadre di soldati. Ci fu chi venne ucciso per rubargli solo un po' di verdura! La soldataglia dei Savoia stuprò e violentò le donne, anche alla presenza dei figli. Furono profanati e saccheggiati le chiese ed i Santuari, le case dei Missionari, i conventi…
Alcuni degli insorti arresisi furono passati per le armi, molti altri furono condotti a calci e pugni al forte della Crocetta. Derubati, furono rinchiusi in celle affollate. Per due giorni non fu somministrato cibo di sorta, e due nei successivi una sola galletta per giorno. Fu loro negata anche l'acqua, a chi ne chiedeva i soldati rispondevano: "bevete l'orina". L'inumano trattamento era completato dalle percosse e dalle continue minacce di fucilazione…"

Spedito da: Strevi (AL) Pubblicato il: 04 aprile 2012 alle 21:22

Tomaso Perazzi

Ebbene sì, caro Giorgio, nessuno è perfetto. Qualche panettone e qualche bottiglia, nel corso degli anni, li ho accettati. Ma cozze "pelose" mai ! A parte gli scherzi, per quel poco che può interessare a Pilotina, ti racconto che quando un giorno mi arrivò in dono (dall'assicurazione cui avevamo rinnovato il contratto) un posacenere d'argento, ho dato disposizione al messo comunale di riportarlo al mittente accompagnato, comunque, da un biglietto di ringraziamento.
Altri tempi (come quando ti battevo a tennis...). Un abbraccio.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 04 aprile 2012 alle 16:22

Movimento Indipendentista Ligure

X Tomaso Perazzi e Giorgio Carozzi,
avete perfettamente ragione ed infatti oggi, noi del M.I.L. abbiamo già fatto un COMUNICATO STAMPA che può essere letto su http://www.mil2002.org/htm/cs0545.htm
e che Carozzi dovrebbe avere già ricevuto, nel quale annunciamo un nostro Esposto a TUTTE le Procure Generali delle Corti d'Appello affinché
" accertino il "comportamento-uso" del DENARO PUBBLICO, proveniente dai "rimborsi per spese elettorali", incassati DISINVOLTAMENTE ANCHE dagli altri partiti ( oltre alla Lega Nord n.d.r.), nonostante il referendum approvato nel 1993 da oltre il 90% degli italiani che aboliva il "finanziamento pubblico ai partiti". Il legale che sta preparando l'ESPOSTO ci ha detto che, innanzitutto lo firmerà anche lui, e che più gente lo firma e meglio è.
Nel Comunicato affrontiamo anche il "finanziamento" fatto dalle società che gestiscono le slot-machine ad "alcuni" partiti !
Oltre che "lamentarsi" occorre anche FARE-AGIRE.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 04 aprile 2012 alle 15:48

giorgio.carozzi

…o come impartire l’estrema unzione a chi è già cadavere da tempo. Caro Tom, mi rinfranca constatare che per la prima volta fai pubblicamente le pulci anche alla tua parte politica ex scudocrociata. Lo scandalo è che questi cialtroni non usano più i soldi nostri per comprare francobolli, fare comizi, appiccicare manifesti, sostenere le periferie e le centrali territoriali, ma per farsi gli affari loro. Il vero potente è il responsabile amministrativo o finanziario, che fa e disfa. Doppia beffa: noi paghiamo anche perché si facciano propaganda in televisione. E tu pensi che Monti si occupi di queste schifezze e ci restituisca il maltolto?
PS-Ma tu hai denunciato anche le bottiglie di Moscato e Brachetto ricevute in campagna elettorale come gentile omaggio dai produttori locali?

Spedito da: Strevi (AL) Pubblicato il: 04 aprile 2012 alle 11:24

Tomaso Perazzi

Caro Giorgio,
come ben tu sai nella mia vita di amministratore pubblico ho partecipato a ben sei campagne elettorali consecutive per le amministrative comunali. Perchè ti ricordo ciò ? Perchè ricollegandomi ai casi Lusi e Belsito volevo sottolineare che in cinque di queste ho svolto anche il ruolo di tesoriere.
Brevemente: i soldi per manifesti, lettere, volantini, francobolli, (cena finale in caso di vittoria ... ma anche di sconfitta), ecc. venivano raccolti tra i candidati della lista. Cifre ridicole ma pur sempre tirate fuori dalle tasche di chi aveva l'ambizione di amministrare il paese e soprattutto tutte documentate con dovizia. Ora, fatti i dovuti paragoni, ti sembra corretto che i partiti utilizzino i finanziamenti per l'attività politica in investimenti o peggio in attività illegali? E ti sembra giusto che partiti ormai defunti continuino a riceverne? Sarebbe un pò come se si continuasse a ricevere la pensione dopo morti. Una leggina ad hoc da parte di Monti, no? Ciao.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 02 aprile 2012 alle 16:29

Osservatore Marittimo

Tu l'hai detto, Bufala! Non bisogna andare poi tanto lontano per vedere come si ridicolizza e banalizza l'informazione marittima. Report è partita già prevenuta su Fincantieri e con una massiccia dose di ignoranza. Oggi del resto, come trionfano i comitati, valgono più le veline al cianuro che la ricerca della verità e il buon senso.

Spedito da: Italia Pubblicato il: 02 aprile 2012 alle 15:59

Bufala

Ieri sera Report, una trasmissione della Gabanelli solitamente interessante e ben fatta, ha clamorosamente toppato, trasmettendo quella che probabilmente è stata la peggiore inchiesta nella storia della trasmissione.
Peccato. L'intento era lodevole, il risultato addirittura imbarazzante. Un misto di errori, superficialità e assoluta ignoranza del tema che meriterebbe di essere approfondito con chi ha fatto il lavoro. Possibile che una trasmissione normalmente affidabile e ben documentata abbia prodotto un risultato così risibile? E come è mai possibile che un prodotto così scadente trovi anche la sponda dei maggiori giornali di informazione?

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 02 aprile 2012 alle 07:02

Movimento Indipendentista Ligure

Facendo seguito al commento di Vincenzo Matteucci e per sollecitare tutte le forze politiche a fare altrettanto, forniamo il link dove si può consultare il PROGRAMMA con il quale il "MIL e Gente Comune" si presentano, alleati, alle Elezioni Comunali di Genova:
http://www.mil2002.org/ea2012/programma-gc-mil-210312.pdf
Le pagine 6 - 7 sono dedicate tutte al Porto.
Gradiremmo un primo commento del nostro Nostromo Carozzi.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 02 aprile 2012 alle 05:13

Vincenzo Matteucci

X Carozzi, Rixi, Valentina e tutti coloro che, SPERIAMO, vorranno contribuire alla "battaglia" sulle "tasse portuali" che VOGLIAMO restino, in GRAN PARTE a Genova !
Riesco solamente ora a "commentare" perché ho dovuto dare una mano ai GIOVANI, alle DONNE ed agli ANZIANi del M.I.L. che in questa settimana si sono impegnati allo spasimo per riuscire a poter presentare anche la lista del M.I.L. alle Elezioni Comunali di Genova. TUTTO senza poter disporre di UNA LIRA dei cospiqui "finanziamenti PUBBLICI" che hanno invece TUTTI i "partiti italiani", fra i quali, caro Edoardo Rixi, anche la Lega! E ci sarò anch'io nella "battaglia", candidato nella Lista per le Comunali e per due Municipi.
Mi auguro ardentemente che MOLTI candidati "usino" positivamente la Pilotina per manifestare i loro pensieri ed obiettivi. Chiaramente anche noi del M.I.L. sottoscriveremo la proposta di Rixi sulle "tasse portuali", visto che si è "convertito" a quello che il M.I.L. sta sostenendo da anni !

Spedito da: Istanbul Pubblicato il: 31 marzo 2012 alle 21:27

Terra promessa

Merlo dice che Genova si vede dal mare. Merlo dice che a Genova non ci sono operatori logistici internazionali. Merlo dice che a Genova non ci sono spazi x i container vuoti. Merlo dice che farà una diga oltre il mare così ci saranno spazi x i container. Merlo dice che l'acqua del porto di Genova bagna..... Burlando annuisce.....?????

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 marzo 2012 alle 23:58

Semola

Bravo Rixi, se non altro perchè è stato il primo ad intervenire su Pilotina...meglio tardi che mai.

Sicuramente meglio delle boiate sparate oggi da Paolo Putti (così si chiama?) all'incontro in via Garibaldi. Era assente Spinelli ma in compenso non è mancato l'intervento del candidato del Movimento 5 Stelle e di una pseudo portavoce, credo, di Susy De Martini. Mentre le sedie riservate a Musso e agli altri "big" sono rimaste vuote.

Si vede che anche in campagna elettorale, addetti ai lavori a parte, i container non interessano proprio a nessuno...

Spedito da: genova Pubblicato il: 30 marzo 2012 alle 16:12

marco

Della Lega condividerei molte cose (federalismo, gestione dei flussi) e senz'altro anche questa presa di posizione.
Peccato che certe frequentazioni di persone e di posti, a loro invisi, mi ha lasciato spesso perplesso. Gli steccati sono antipatici ma, talvolta, prevengono guai peggiori, tanto più se eretti per sicurezza e non contro le appartenenze delle persone che sono geneticamente uguali anche se spesso culturalmente diverse (trovo più lineari gli amici del Mil che, casomai, ne fanno una questione di genovesità, cioè di storia e cultura). Quindi d'accordo ma con circospezione.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 30 marzo 2012 alle 08:44

giorgio.carozzi

Anch'io ringrazio Edoardo Rixi per il suo intervento su Pilotina. Capisco, del resto, che per gli altri candidati sindaco risulta piuttosto indigesto condensare in soli 1000 caratteri il loro biblico pensiero su porto e shipping.
A proposito. Non amo particolarmente Ungaretti, ma lo spunto che mi offre è di quelli che non si possono ignorare... Sorbitevelo come il caffè di prima mattina.

"CANDIDATI.
Si sta/Come d'estate/Sui pini/La processionaria"

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 29 marzo 2012 alle 17:30

Uno del Porto

Bravo Rixi! Affrontare il dibattito su Pilotina è un bene. Diffidiamo dei salottieri stile Doria. Spazio a chi partecipa.

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 marzo 2012 alle 09:34

edoardo rixi

Cari amici, concordo con voi che le responsabilità del freno tirato sul federalismo portuale sono sia di destra ( governo berlusconi PDL più ahimè Lega ) e centro sinistra che nel 2007 ha fatto la finanziaria ma poi non ne ha mai fatto una battaglia di territorio.

Il vero problema è che oggi a parte all'arco portuale ligure ed a qualche altro scalo tutte le altre autorità portuali non ci guadagnerebbero anzi...quindi visto che in parlamento contano i numeri il problema è che questa riforma puo' essere ottenuta solo con una comunione d'intenti. E' battaglia di territorio che deve essere combattuta facendo massa critica , anche con le regioni limitrofe.
Mi piacerebbe tanto essere scavalcato in positivo dagli altri candidati sindaco invece che assistere ad un totale immobilismo sulla questione. Cosa già denunciata in tempi non sospetti, prima da dimettermi da Deputato anche a Roma.
Altro che verde o rosso o bianco e nero prima di tutto bisogna essere genovesi a amano la propria città.

Spedito da: genova Pubblicato il: 29 marzo 2012 alle 02:25

valentina

Io dico, che a prescindere dai se e dai ma!
A prescindere dal passato..e dagli errori!..Intendiamoci!!..per il bon ton!

L'autonomia finanziara deve arrivare!..e si deve raggiungere con qualunque mezzo e strumento...in primis "che diventi BATTAGLIA comune di tutti!.."

Se è stato Rixi... a gettare la pietra...la pietra va raccolta lo stesso...se fosse stato Doria, Vinai, Musso, Burlando...Topolino..o Cip e Ciop...nulla cambiava!

Del resto questa è la grande rivendicazione di Pilotina dalla notte dei tempi..
e del Mil...OVVIAMENTE...solamente che loro..sono troppo avanti!...ahh


dai raccogliamo le firme...che male non fà...poi vediamo...


Valentina

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 marzo 2012 alle 19:03

cico barque

Ipse..Rixi

Doria: se vinco le elezioni offro a tutti una bella bevuta dalle fontanelle pubbliche.
Vinai: bhè come si fa con il mio cognome a essere d'accordo sull'acqua pubblica..
Musso: secondo voi sto meglio di fronte o di tre quarti in foto sui manifesti?
Rixi: il mio principale obiettivo da sindaco sarà quello di portare il pesto ligure nel mondo, un bel pesto verde lega.
Doria2: Se diventassi Sindaco smetto con l'Università? ne ho la facoltà
Vinai2: non è vero che Bagnasco mi ha voluto candidato, il camper lo avevo già da tempo.
Musso2: le uniche Spa pubbliche che mi interessano sono quelle dove faccio i massaggi rigeneranti al viso
Doria3: se assomiglio a Martin Feldman? non "vedo" come...
Rixi2: ho sentito sul mio cognome solo umorismo di bassa Lega
De Martini: io voltaGabbana? non mi piacciono gli stilisti, vesto classico.
Portento: solo per il cognome dovrebbero votarmi tutti.
Portento2: penso ad un assessorato per i triccheballacchè

Spedito da: 221B Baker Street, London Pubblicato il: 28 marzo 2012 alle 15:09

Studio in Rosso

Naturalmente, Mirco-Watson, naturalmente...

Spedito da: Pubblicato il: 28 marzo 2012 alle 13:52

Mirco

Scusate, ma l'idea di lasciare ai porti una quota delle accise non era un proposta fatta durante il goverdo Prodi? Cancellata poi dal duo PDL-Lega?

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 28 marzo 2012 alle 05:58

giorgio.carozzi

Caro Semola, su una cosa forse sbagli: non giurerei proprio che Valentina voterà per Doria, da cui mi pare lontana anni luce. Come del resto quasi tutta la Culmv e, credo, buona parte della ciurma di Pilotina. Il candidato vero potevamo averlo, ma la proposta appena sussurrata ha provocato singulti e sgomento. Le minestre riscaldate che cercano adesso di contrabbandare i conventi della politica genovese sono disgustose.
Fai bene a preoccuparti per il silenzio di Pilotina. Autodistruzione come estrema forma di protesta? Ci ho pensato, credo servirebbe a niente. Per cui finirà che tornerò a rimboccarmi le maniche. Con malcelato ribrezzo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 marzo 2012 alle 19:39

Semola

Basterebbe un candidato sindaco vero, uno solo. Non importa se di destra o di sinistra. Mi accontenterei di averne uno come si deve. Il silenzio di Pilotina mi preoccupa, quello del suo Timoniere ancor di più.

Nessuno dice niente, tutti felici? Di come stanno andando le cose, delle finte proposte per la città, le imprese, il porto?

L'unica che giustifico, senza ironia, è Valentina, probabilmente già euforica per la quasi scontata vittoria di Doria e del suo amico don Gallo. Per (quasi tutti) gli altri non ci sono scuse, al momento.



Spedito da: kenya Pubblicato il: 26 marzo 2012 alle 12:51

abebe

Grande successo della prima corsa nel Porto di Genova, l'UISP ha dovuro bloccare le iscrizioni perchè altrimenti si rischiava di bloccare le attività del porto per troppo tempo.
Scenario suggestivo per i circa 700 appassionati al via che, con un lungo serpentone colorato e festoso, hanno invaso banchine, pontili, passerelle, binari per giungere al parco della Lanterna.
Il primo ha impiegato circa 25 minuti, l'ultimo più di un'ora ma come sempre la partecipazione ha fatto la gara, non il risultato.
Speriamo che nel 2013 ci sia un'altra edizione anche più lunga, che avvicini sempre più il Porto ai genovesi e i genovesi al Porto.
Carozzi non si è visto, ma vi asssicuro che correva insieme a noi (per la cronaca con "Giorgio in spagoletta" il mio tempo è stato di circa 40', poco keniota ma alla mia età....).
Un Grazie agli organizzatori e alla prossima.

Spedito da: Repubblica di Genova Pubblicato il: 25 marzo 2012 alle 05:40

Movimento Indipendentista Ligure

X Valentina,
sulla proposta della Lega di "mantenere a Genova parte del gettito fiscale generato dal Porto.." , che hai così fortemente "sponsorizzato" :
"Questa "azione mediatico politica" dell'outsider RIXI della Lega è a parer mio meritevole di considerazione...", dovresti sapere BENE che il MIL l'ha già "lanciata" nel 2008
( http://www.mil2002.org/battaglie/federalismo_fiscale.htm ) e ne scrisse anche "la Repubblica"( http://www.mil2002.org/cronaca/2008/080819lr.htm ).
Se gli amici "camalli" e TUTTI gli operatoti portuali, avessero dato un pò più retta a noi del MIL, già nel 2008, forse saremmo già arrivati a qualche risultato !
La Lega che ora "copia" il MIL, perché NON HA FATTO NULLA quando era al governo? Speriamo che decida di "copiare" anche la nostra richiesta ( dal 2001 !) di RESTITUIRE l'INDIPENDENZA alla Liguria ! Finora in Parlamento non ne hanno MAI parlato !

Spedito da: Kenya Pubblicato il: 23 marzo 2012 alle 12:06

abebe

Articolo... Decotto
Ora abbiamo capito, i privati si, gli statali no. Noi poveri lavoratori privati lavoreremo (o saremo licenziati) come negri maratoneti e pagheremo più tasse per mantere 4 milioni (!!) di lavoratori pubblici molti dei quali sono la vera rovina di questo paese. Brava Fornero e Bravo Monti, almeno le riforme facciamole fino in fondo, non solo con il c.lo degli altri.
A proposito invece di Port Pride e varie amenità, ma uno che abbia scritto su questo blog " partecipate alla corsa nel Porto di domenica 25/3". Anche quello è un segno di attaccamento o no? Volendo si passeggia o si corricchia, in fondo 8 km non sono così lunghi. Dai Carozzi, metti giù la racchetta e unisciti a noi corridori, sarebbe un bel segnale per Pilotina!
Ci vediamo domenica!

Spedito da: genova Pubblicato il: 23 marzo 2012 alle 01:01

valentina

Questa "azione mediatico politica" dell'outsider RIXI della Lega è a parer mio meritevole di considerazione...

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/03/21/APvjkl8B-fiscale_federalismo_portuale.shtml#axzz1pr2dSZtn

Genova - Il candidato sindaco di Genova della Lega Nord, Edoardo Rixi, ha depositato oggi come primo firmatario a Roma in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per il «Federalismo portuale fiscale». La proposta punta a mantenere a Genova parte del gettito fiscale generato dal Porto.

«Da giovedì partiremo con la raccolta delle firme - ha detto -. L’obiettivo da raggiungere è 50 mila firme: mi aspetto una mobilitazione da parte di tutti i genovesi, di ogni schieramento politico, perché se questa legge passerà in Parlamento parte dell’extragettito portuale rimarrà a Genova, e potrà essere reinvestito in servizi pubblici per rilanciare l’economia della città».
Ecco una cosa che è patrimonio comune di tutti...
Io firmo e tu?


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